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Un biomarcatore per i nei

Un biomarcatore per i nei
10 febbraio 2017

Ricerca e Prevenzione

I nei non vanno mai sottovalutati, gli specialisti raccomandano di tenerli sempre sotto controllo per la possibilità che evolvano in un melanoma, un tumore maligno. Uno studio statunitense della Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania aggiorna il monitoraggio dei nei a rischio grazie a un biomarcatore, il gene p15, la cui espressione – se presente a bassi livelli nelle cellule di un neo – aumenta la probabilità di un melanoma, neoplasia che alle normali mutazioni delle cellule fornisce replicazioni incontrollabili. Il gene p15 inibirebbe la proliferazione delle cellule cancerogene. I ricercatori hanno valutato nei e melanomi con gli anticorpi p15 e p16 (la seconda proteina si associa al melanoma, ma in misura inferiore). Il test ha stabilito che a livello di colorazione elevato corrisponde un neo “benigno”, mentre a colorazione ridotta si è di fronte a melanoma. Il p15 è stato ritenuto un biomarcatore affidabile. I risultati dello studio potrebbero trovare applicazione in clinica nel giro di un paio d’anni.

Sin qui i nei a rischio sono valutati con criteri esteriori, seguendo l’acronimo ABCDE, dove A sta per asimmetria (un neo benigno è solitamente circolare o tondeggiante, un melanoma è più irregolare); B come bordi irregolari e indistinti; C come colore con sfumature diverse all’interno del neo; D come dimensioni in aumento, in larghezza e in spessore; E come evoluzione del neo che può cambiare aspetto rapidamente. Ulteriori segnali molto allarmanti sono un neo che sanguina, che prude o che è circondato da un nodulo o da un’area arrossata.