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Disabilità e Legislazione: la legge 104/92. Chi può richiederla?

Disabilità e Legislazione: la legge 104/92. Chi può richiederla?
10 aprile 2018

Ricerca e Prevenzione

Il riferimento legislativo numero 104, noto come legge 104/92, emessa il 3 febbraio 1992, è la legge per l’assistenza, i diritti e l’integrazione sociale delle persone portatrici di handicap.

La legge 104 si rivolge quindi a tutte le persone con disabilità, ma non solo. Vediamo in questo articolo quali siano i reali benefici previsti dalla Legge 104 e le persone alle quali questa normativa si rivolge.
 

A chi si rivolge la Legge 104/92?

L'obiettivo del riferimento legislativo in questione è quello di offrire alle persone diversamente abili una maggiore integrazione sociale ed autonomia, garantendo allo stesso tempo un sostegno adeguato. Per questa motivazione, i provvedimenti riportati da tale norma si rivolgono sia ai portatori di handicap che ai loro familiari e conviventi.

E' importante sottolineare che la disabilità è una situazione diversa ed aggiuntiva da quella dell’invalidità civile, e che dà diritto a benefici fiscali e ad agevolazioni lavorative differenti.

Nell’articolo 3 comma 1 della legge 104 viene definito che la persona diversamente abile è quella che presenta un deficit a livello fisico, psichico e/o sensoriale, in modo stabile o progressivo, che causa difficoltà nell’apprendimento, nelle relazioni o nell’integrazione lavorativa, tali da comportare l’emarginazione o l'esclusione sociale.

Il comma 4 dichiara, invece, che le specificazioni precedenti si estendono anche ai cittadini stranieri, agli apolidi, ai residenti e a chi ha domicilio,o stabile dimora, nel territorio nazionale.

I soggetti portatori di handicap rientrano in tre gradi diversi di disabilità:
  • handicap superiore ai 2/3;
  • handicap con gravità;
  • handicap non grave.

L’art.3, comma 3 della 104/1992 spiega che un handicap assume una connotazione di gravità quando la/le minoranze causano una riduzione dell’autonomia della persona tale da rendere opportuna un’assistenza permanente all’individuo.


Chi può richiedere i benefici previsti dalla legge 104/92 e come?


Per la legge 104, i beneficiari delle agevolazioni non sono quindi solo i disabili in condizioni di gravità, cioè quelli che presentano minorazioni fisiche, sensoriali o psichiche, ma anche:
  • i genitori, sia adottivi che affidatari, di figli portatori di handicap in situazioni di gravità,
  • il coniuge,
  • i famigliari che rientrano nel 3° grado di parentela, che sono anche quelli che subentreranno qualora i genitori o il coniuge del disabile abbiano superato il 65° anno di età o siano invalidi, mancanti o deceduti.

La procedura da effettuare per ottenere le agevolazione previste dalla legge 104 sono uguali sia per i portatori di handicap che per le persone non autosufficienti e per gli invalidi. Il primo passo da compiere per usufruire delle agevolazioni è ottenere il riconoscimento del proprio stato di disabilità, tramite un certificato rilasciato dal proprio medico. Dopo essere entrati in possesso del certificato di disabilità, è necessario inoltrare la documentazione sanitaria al patronato, all'Inps o al Contact Center e attendere così l’accertamento dei risultati sanitari da parte del medico.


Benefici sul lavoro per i soggetti portatori di handicap


Quando un lavoratore presta assistenza ad un familiare disabile, è in suo diritto ottenere 3 giorni di permesso mensile regolarmente retribuiti. L’anticipo del permesso è a carico del datore di lavoro, mentre la retribuzione spetta all’Inps. In questo caso, il lavoratore e il disabile devono necessariamente convivere. Il convivente lavoratore può richiedere un congedo retribuito e straordinario della durata di massimo 2 anni, anche in modalità frazionata, per tutta la durata della vita lavorativa.

Se il disabile è invece in stato vegetativo continuativo, quindi si è verificato un ricovero ospedaliero; se la prognosi è infausta; nel caso di visite specialistiche o di terapie, il lavoratore può ottenere dei permessi speciali.
Gli stessi benefici sono previsti per il lavoratore portatore di handicap, previa presentazione dell’opportuna documentazione, ovvero la certificazione dell’hadicap specifico rilasciata dalla Commissione medica dell’Asl.

Nel caso di figli portatori di handicap grave, quello che prevede la Legge 104 è che il genitore lavoratore può avere fino a 2 ore di permesso giornaliero indennizzato per l'assistenza del figlio, oppure 3 giorni mensili di permesso retribuito. Se il figlio ha un'età inferiore ai 12 anni, il genitore può prolungare il congedo parentale o, in alternativa, effettuare più riposi.

Un dipendente (privato) con handicap grave o che presta assistenza ad un parente in situazione analoga, ha il diritto di scegliere una sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, se l'azienda non motiva con ragioni contrarie questa richiesta. Soprattutto, il lavoratore portatore di handicap grave, o il lavoratore assistente, non può subire il trasferimento della sede lavorativa senza il suo consenso favorevole, nè svolgere lavori in orari notturni.


Quali sono i reali benefici economici?


La legge 104/92 tutela i soggetti portatori di handicap prevedendo delle agevolazioni fiscali e alcuni benefici, come detrazioni e riduzioni.
Come viene sancito dall’art.3 comma 3 della legge 104/1992, le agevolazioni fiscali si riferiscono a:
  • acquisto di veicoli nuovi o usati;
  • acquisto di mezzi d’ausilio;
  • acquisto di mezzi tecnici ed informatici;
  • spese per l’assistenza personale, domestica e specifica;
  • detrazione per familiari a carico di disabili;
  • eliminazione della barriere architettonica presenti nella residenza;
  • imposta sulle successioni e donazioni.


Acquisto di un nuovo veicolo

L’acquisto di un nuovo veicolo da parte di un disabile, prevede un’applicazione dell’IVA al 4%, invece del consueto 22%, ed una detrazione IRPEF del 19%, su una spesa di acquisto di almeno 18.075,99 Euro. Il disabile è poi esente sia dal pagamento del bollo auto al’Ufficio Tributi della Regione, sia delle tasse di trascrizione. Le restrizioni sul veicolo riguardano l’acquisto effettuato nel corso di quattro anni, veicoli nuovi o usati, con una cilindrata di 2000 cc, per i veicoli con motore a benzina, e fino a 2800 cc per i veicoli con motore a diesel, quindi autovetture, autocaravan, motoveicoli per il trasporto promiscuo, motoveicoli e autoveicoli specifici, motocarrozzette.


Acquisto di mezzi d’ausilio

Per mezzi di ausilio si intendono invece apparecchiature ortopediche, per l’udito, correttive, docce particolari, protesi per i denti o per gli occhi, e tutto quello che possa facilitare la vita della persona affetta da disabilità. Anche nel caso dell’acquisto di ausili, l’IVA viene agevolata al 4% e, solo in alcuni casi, viene applicata una detrazione IRPEF del 19% al costo dell’apparecchio.


Acquisto di mezzi tecnici ed informatici

L’agevolazione fiscale è prevista anche sull’acquisto di sussidi tecnici ed informatici come telefoni, pc, fax, modem e attrezzature sui generis che siano necessarie ad agevolare la comunicazione del portatore di handicap, il suo accesso al mondo dell’informazione e della cultura, per la facilitazione di elaborati scritti o grafici e per controllare l’ambiente circostante. Rientrano in questa sezione, anche i sussidi domestici come gli elettrodomestici, sebbene questi non vengano specificati in nessuna lista. Sarà quindi opportuno presentare un documento firmato da un medico ASL, che confermi che tale sussidio è utile al miglioramento dell’autosufficenza della persona. Anche in questo caso, dal prezzo di partenza si applica una detrazione IRPEF del 19% ed un IVA al 4%.


Spese per l’assistenza personale, domestica e specifica

La 104 prevede una riduzione dal reddito delle spese effettuate per l’assistenza specifica ai portatori di handicap da parte di personale medico e sanitario, come ad esempio succede per chi ha ricevuto un’assistenza infermieristica e per la riabilitazione. Di questa deduzione, possono godere anche i familiari che hanno a carico la persona con handicap. E’ prevista, ma solo per alcune spese sanitari e, la detrazione del 19%. Un’ulteriore detrazione del 19%, è effettuata sulle spese dedicate all’assunzone di badanti, per un importo massimo di 100 euro all’anno. Può godere di questo beneficio il richiedente il cui reddito complessivo non superi i 40.000 euro. Le deduzioni dal reddito per baby-sitter e colf può aggirarsi intorno ai 1.550 euro.


Detrazione per familiari a carico di disabili

I genitori che hanno a carico fiscale i figli portatori di handicap possono ricevere detrazioni IRPEF se il reddito complessivo non supera il limite di 95.000 euro annui. L’importo della detrazione però può variare in base all’età del figlio.


Eliminazione della barriere architettonica presenti nella residenza

Se l’ambiente domestico dove il portatore di handicap risiede in modo stabile necessita dell’eliminazione delle barriere architettoniche o di facilitazioni come ad esempio la costruzione di ascensori, montacarichi o l’installazione di tecnologie atte a favorire la mobilità nell’abitazione, intesa come edificio è privato, le detrazioni IRPEF possono raggiungere il 50% nel caso in cui i lavori siano terminati entro l’anno. La percentuale si abbassa in base alla data d’inizio dei lavori. L’agevolazione dell’iva è del 4%.
 

Imposta sulle successioni e donazioni

Per quanto riguarda le successioni e le donazioni, è prevista una franchigia di 1.500.000 euro sulla tassa sulle donazioni e sulle successioni. Il portatore di handicap grave deve provvedere al pagamento di tale imposta solo per la parte di valore che supera la cifra del milione e mezzo di euro.


Altre agevolazioni

Le altre agevolazioni delle quali i portatori di handicap possono usufruire, dipendono invece dai singoli comuni di appartenenza o dai gestori privati. Ad esempio, non esistono al momento delle disposizioni a livello nazionale che prevedano la riduzione delle tasse comunali o delle esenzioni per i soggetti tutelati dalla 104. In ogni caso, è bene rivolgersi al proprio comune di residenza per conoscere le disposizioni attuate in materia. Allo stesso modo, si consiglia di rivolgersi al proprio gestore telefonico per accordare eventuali riduzioni del canone di abbonamento del telefono fisso.