Bambini e Musei: la cultura è la miglior medicina per l’anima

Bambini e Musei: la cultura è la miglior medicina per l’anima
18 maggio 2019

Benessere

In occasione della Giornata Internazionale dedicata ai Musei, ricordiamo l’importanza di visitare questi luoghi a partire dall’infanzia, in quanto culle della cultura nazionale e non solo. La stessa Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale invita i genitori a far visitare ai propri figli un museo, una pinacoteca o una galleria, a secondo delle inclinazioni e degli interessi dei piccoli. Sicuramente la scelta sarà resa difficile dalla molteplicità di siti museali tra cui è possibile scegliere: musei di storia naturale, del cinema, di arte moderna e contemporanea, del giocattolo, delle farfalle, del mare e molti altri ancora.

Ma perché farlo?
 

Come ci aspettiamo che sia una visita al museo...

Nella testa dell’adulto che progetta un pomeriggio di visita al museo, si prospetta uno scenario dai profili apocalittici: il genitore si vede già impegnato a richiamare il figlio mentre si appende come una scimmietta irrequieta ai tendinastro della biglietteria. La visita prosegue rincorrendo il piccolo di sala in sala per intercettare potenziali abbattimenti di piedistalli recanti il busto di Giulio Cesare e per sventare l’attacco a un quadro di Monet.
Immagine di una classe in gita a un museo mentre ascolta la guidaInfine la giornata si conclude con la ricerca nevrotica di un bagno all’ultimo minuto e il fallimento, da parte del genitore, di tutti i tentativi fatti per mantenere i nervi saldi di fronte agli immancabili capricci. Non sembra affatto una bella idea, per entrambi.
 
In effetti, per alcuni adulti, l’idea di museo poi potrebbe essere associata a quei vecchi palazzi conosciuti durante le gite scolastiche, costituiti da stanze polverose piene di cose, a volte viste in qualche libro, accompagnati da una guida dalla parlantina fluida che dice cose che quasi mai nessuno ascolta.

Un’esperienza davvero monotona e noiosa.
Ma i musei non sono più così!
 

... Com'è in realtà

Anche in Italia le realtà museali si stanno evolvendo, portando la fruizione delle opere esposte a una maggiore possibilità di interazione e co-costruzione dell’opera stessa così come del suo significato.
Quindi il visitatore non è più passivo, anzi!
Gli viene spesso chiesto un contributo attivo, anche concreto. E questo discorso non vale solo per gli adulti!!
 
Immagine di un bambino mentre fa delle attività in un museoSempre più realtà museali italiane mettono a disposizione programmi didattici e attività laboratoriali pensate appositamente per bambini, partendo dai più piccoli fino a coinvolgere i preadolescenti.
I piccoli non sono più i fruitori passivi di opere statiche, soggetti a noiose visite guidate dove la guida ripete cantilenando vita dell’autore e descrizione dell’opera.

Negli ultimi anni sono stati ideati sempre più spazi dove ai piccoli viene chiesto di toccare, costruire, disegnare e inventare per creare loro stessi un percorso conoscitivo unico e irripetibile: grazie alle esperienze dirette possono conservare infatti un ricordo più duraturo di ciò che hanno imparato, come fenomeni naturali, nozioni di chimica, attività sportive, principi nutrizionali e molte altre informazioni specifiche e tecniche che altrimenti sarebbe impensabile memorizzare.

Tutte queste tecniche portano allo sviluppo della fantasia, del pensiero e della capacità di osservare ed emulare; inoltre fanno sentire la storia più viva e vicino al singolo invogliandone lo studio, aiutano a comprendere lo stile di vita, oltre a operare un processo di sensibilizzazione nei confronti del nostro patrimonio culturale, artistico e ambientale.

Immagine di due bambini che guardano con un viseo per la realtà aumentataNon bisogna poi sottovalutare le moderne tecnologie, già implementate in diversi siti sul territorio, le quali permettono di vivere questi luoghi in realtà aumentata: grazie ad esse è possibile provare il brivido di essere catapultati in altri mondi precisi nei minimi dettagli, ingrandire e ridurre oggetti per scorgerne anche il più piccolo particolare, far rivivere personaggi e guide d’eccezione.
Dunque un’esperienza completa e a tutto tondo.
 
Si può a tutti gli effetti dire che i musei sono vivi, non solo grazie a tutte queste tecnologie, ma soprattutto perché i visitatori, con la loro esperienza continua, contribuiscono a renderlo tale; e in questo modo anche i musei e la cultura che veicolano continuano a vivere nella memoria e nell’esperienza di chiunque lo visita.

“Per questa ragione - racconta il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - sarebbe opportuno far scoprire i musei ai piccoli il più precocemente possibile (alcune strutture, infatti, sono in grado di accoglierli già a partire dal primo anno d’età, epoca, ovviamente, in cui dominante è l’esperienza ludica). Il museo, dunque, stimola la fantasia, fa sentire viva la storia, aiuta a comprendere lo stile di vita, la sofferenza e le disillusioni dei nostri antenati, ma sensibilizza anche al rispetto del nostro patrimonio culturale, artistico e ambientale”.
 
“Il museo – conclude il Dott. Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità della SIPPS – è un terreno fertile che invita ciascuno a preservare e coltivare i valori fondanti la civiltà, a prendere consapevolezza del lungo e tortuoso cammino che ci ha portato fino a oggi e al tempo stesso a evitare di ripetere alcuni errori che intere città o popolazioni hanno pagato con il prezzo della vita. Le moderne tecnologie consentono, poi, di “aumentare” la realtà, di riprodurre fedelmente e ingrandire oggetti, dipinti e opere di ogni genere, nonché di far “rivivere” personaggi, scene di vita quotidiana, eventi e perfino di ipotizzare improbabili viaggi e commistioni tra secoli diversi. In definitiva il museo dovrebbe essere proposto dai genitori come un momento da dedicare alla scoperta di noi stessi, all’apprendimento originale e interattivo delle nostre radici e alla conoscenza di tutto ciò che merita il nostro rispetto incondizionato”.

Per concludere

I musei oggi non sono più dunque luoghi autoreferenziali, bensì in cui si pensa e si guarda al passato per stimolare una riflessione consapevole sull’oggi e una costruzione responsabile del domani. Sono luoghi magici, come delle macchine del tempo, dove il visitatore può viaggiare con la forza dell’immaginazione tra passato, presente e futuro, in galassie lontane o abissi oceanici, in mezzo a popolazioni antiche o di un futuro tecnologico ancora misterioso.

Per un bambino, il museo diventa allora il parco giochi della sua immaginazione, e per un adulto l’occasione per tornare bambino ritrovando il piacere della scoperta.
In collaborazione con
Dove e Come Mi Curo

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