Il potere del bacio: i 10 effetti benefici

Il potere del bacio: i 10 effetti benefici
06 luglio 2018

Benessere

Molto più di un apostrofo rosa fra le parole “t’amo”… Nella sua accezione più comune, il bacio è un gesto di affetto che consiste nel contatto fra le labbra di due persone. Può assumere connotazione più ampiamente affettiva (fra genitori e figli, fra fratelli o amici, circostanza nella quale il contatto è però per lo più guancia a guancia), essere più confidenziale (il bacio cosiddetto “a stampo” a fior di labbra che può anche essere scambiato fra madre e figli) o di più stretta pertinenza amorosa. Circostanza, quest’ultima, che crea contiguità particolarmente intima.

Mille le sfaccettature del coinvolgimento emotivo che genera e che lo rende difficilmente imprigionabile in categorie standard.

La più elevata, spirituale, nobile espressione d’amore, per Shakespeare. “Thus with a kiss I die” è l’ultima volontà di Romeo, prima di baciare Giulietta, che crede morta, e di gettarsi nella tomba con lei.

Ma anche manifestazione di ben altro tenore dello stesso sentimento, quando si fa fisico e immanente. Del primo contatto con Marilyn Monroe, il collega Yves Montand ricordava, forse nel tentativo di giustificare la passione fedifraga cui non seppe opporsi: “Mi chinai per darle il bacio della buonanotte, ma d’un tratto il bacio si fece selvaggio, un incendio, un uragano. Non potevo fermarmi”.

Giovane e moderno (per l’epoca) il bacio rock cantato da Adriano Celentano, che, tutt’altro che avaro di manifestazioni d’affetto, ne prometteva niente meno che 24.000 alla sua fidanzata.

Non solo amore o affetto: anche consolazione, come quella espressa ne “La Divina Commedia” dal bacio di Virgilio a Dante affranto:
 
“Lo collo poi con le braccia mi cinse;
basciommi ‘l volto, e disse: - Alma sdegnosa,
benedetta colei che ‘n te s’incinse!”

Niente affatto scomparsa la seppur rara un po' retro usanza maschile di baciare la mano ad una donna: in questo caso le buone norme comportamentali vogliono che le labbra sfiorino appena la pelle femminile.

Il bacio non è una pratica necessariamente condivisa da esseri umani. Oggi in disuso per evitare contagi di massa, il “bacio della reliquia” è stato per anni un cavallo di battaglia di molte manifestazioni religiose cattoliche, soprattutto a carattere locale (feste di Paese, celebrazioni in onore del Santo patrono…).

Il saluto rivolto agli alti ranghi del Clero è il bacio dell’anello, anch’esso carico di significati religiosi; come denso di simbolismo il bacio della terra che apriva ogni missione all’estero di Papa Giovanni Paolo II.

Un bacio ha suggellato uno dei più popolari tradimenti della Storia, quello di Giuda a Cristo: “Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai Sommi Sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale: - Quello che bacerò, è lui. Arrestatelo! – E subito si avvicinò a Gesù e disse: - Salve, Rabbi – e lo baciò” (Matteo, 26: 47-50).

Un apostrofo rosa poneva il sigillo della Legge al diritto della fidanzata di ricevere in donazione metà dei beni ricevuti in regalo in caso di morte del fidanzato. L’osculum interveniens dell’antica Roma ha avuto un parallelo anche nel periodo Medievale. Quanto ai Romani, nessuno meglio di loro ha saputo distinguere, con lo spiccato pragmatismo che li caratterizzava, fra le varie tipologie di bacio: nessuna confusione, dunque, fra amore spirituale e coinvolgimento fisico! Meno sentimentale e più in sintonia con il carisma del personaggio, il bacio della toga di Giulio Cesare, sommo riconoscimento del suo indiscutibile potere.

Il bacio non è sempre motivato da ragioni affettive: baciamo le mani è un deferente saluto siciliano carica di rispetto, retaggio dei comportamenti ossequiosi dei villani di un tempo nei confronti dei loro Signori. All’epoca le mani del Signore venivano realmente baciate, in seguito del gesto è rimasta l’espressione allusiva.

Anche in un tempo come il nostro, in cui il tempo sembra scorrere più velocemente rispetto al passato e neppure l’esigenza di romanticismo riesce a rallentarlo, si è trovato l’escamotage: un emoji con le labbra schioccanti o una tripla X in calce ad un messaggio non si negano a nessuno. Quest’ultima deriva dall’antica usanza della maggior parte della popolazione (un tempo analfabeta) di firmare con la croce e baciare il foglio allo scopo di autenticarlo.

Senza spegnere la poesia di cui il bacio è intriso, possiamo comprendere meglio i segreti nascosti dietro questo semplice e diffuso gesto, attraverso gli insegnamenti della scienza che se ne occupa da vicino. La filematologia riunisce le competenze di chimici, biologi, fisici e medici e studia le funzioni, i benefici e tutti gli aspetti del bacio in una coppia.

1. PIU’ BENESSERE PER CHI SI BACIA

Tanto per cominciare, e in linea con le previsioni più rosee, baciarsi aumenta la sintesi delle endorfine, le molecole del Benessere. Si tratta di un gruppo di molecole prodotte dal cervello che ha struttura chimica molto simile alla morfina e ai suoi derivati: per questa ragione, ne condivide gli effetti sull’organismo e il nome (“oppioidi endogeni”). Esattamente come gli analoghi naturali e semisintetici (come l’ossicodone e la codeina) hanno attività analgesica (sono un anestetico naturale), euforizzante o ipnotica (a seconda della concentrazione). L’esercizio fisico è una delle condizioni che ne stimola la produzione e il cosiddetto “runner’s high” (noto anche come “sballo del corridore”) è lo stato di euforia e potenza prolungata che caratterizza l’atleta durante la competizione. Un framework biochimico che lo sostiene nel sopportare la fatica.

2. FELICITA’ AL BACIO

Le sensazioni positive scatenate dalla liberazione di endorfine vengono amplificate nel bacio dalla produzione di serotonina, il neuromediatore (sostanza liberata nel sistema nervoso allo scopo di veicolare messaggi diretti ad altre parti del corpo) della Felicità. La serotonina è la molecola che ci permette di adattarci a nuove circostanze emotive, ma entra anche a far parte dei circuiti che regolano il movimento. Per quest’ultima ragione, e per la possibilità, studiandola, di intervenire su malattie come il Parkinson, la depressione ed il disturbo ossessivo-compulsivo, è al centro di numerose ricerche. La serotonina regola l’umore (mantenendone alto il tono), l’appetito (limitandolo) e le funzioni legate alle emozioni ed ha un ruolo centrale nella comunicazione fra circuiti neuronali.

3. UN BACIO PER ROMPERE IL GHIACCIO

Baciarsi stimola l’ipofisi (una ghiandola posta alla base del cervello e responsabile della sintesi di molti ormoni) a liberare ossitocina, il mediatore della fiducia. I suoi effetti a cascata sull’assetto emotivo spingono ad abbassare le difese. In particolare, sono i maschi a produrne in quantità maggiore: questo fa pensare che il bacio sia, fra le altre cose, un espediente della natura per agevolare, in un carattere più difficilmente incline al sentimentalismo, la comunicazione su frequenze meno consone.

L’ossitocina ha un ruolo strategico durante il parto, circostanza in cui i suoi livelli aumentano considerevolmente sia nella mamma che nel bambino, favorendone il legame reciproco, che diventa così indissolubile: è possibile interpretarla come un sistema per salvaguardare l’esclusività del rapporto fra madre e figlio dopo la rescissione del cordone ombelicale. In maniera simile, tale sostanza suggella il legame fra gli amanti, lo rafforza, impegna coloro che vi sono coinvolti.

4. UNA RICOMPENSA NATURALE

La dopamina è il mediatore delle sensazioni positive. Regola l’appetito (quando si abbassano i suoi livelli, il peggioramento del tono dell’umore ci spinge a mangiare per sentirci meglio) e ha effetti sui circuiti neurologici che regolano il movimento (la sua sintesi nel sistema nervoso centrale si riduce per la distruzione dei neuroni che hanno la funzione di produrla, inquadrando le manifestazioni patologiche del Parkinson).

Il bacio aumenta i livelli di dopamina, agendo in tal modo positivamente sul circuito della ricompensa, il sistema che sovrintende ai comportamenti adattativi in risposta a stimoli esterni. Quello, per intenderci, che ci fornisce una motivazione naturale ad assumere i comportamenti utili a soddisfare i bisogni organici: per questo mangiare ci fa stare bene.

5. SCIOGLIE LA TENSIONE

Contestualmente all’aumento della concentrazione di serotonina, endorfine e dopamina, il bacio determina la caduta dei livelli di cortisolo, il mediatore dell’allontanamento e del sospetto. E’ così che la diffidenza sfuma, le barriere cadono, la tensione svanisce e risulta possibile stabilire un legame con l’altro.

6. UN RICHIAMO POTENTE

Nella saliva maschile è presente il testosterone, che agisce da potente richiamo per la donna, che, a sua volta, produce benzodiazepine endogene, potenti ansiolitici che rassicurano il partner.

Il senso è chiaro: proprio perché il bacio è funzionale a rompere il ghiaccio, a stabilire un contatto su una frequenza particolare, è necessario che predisponga i partners a questo tipo di comunicazione, facendo loro abbassare la guardia. A provvedere a questa funzione, la ricca innervazione della mucosa orale e della pelle che circonda la bocca, le cui fibre proiettano in una vasta area della corteccia cerebrale (la zona nobile del cervello, quella deputata alle funzioni più raffinate). Segno, questo, che evidenzia l’importanza che la genetica associa al bacio.

7. HA EFFETTI ANTIRUGHE

Baciare aumenta la frequenza respiratoria, accelera il battito cardiaco e mette in moto l’apparato locomotore. I lettori fitness addicted saranno soddisfatti di sapere che il bacio allena ben 29 muscoli, brucia 13 calorie al minuto e produce una vera e propria ginnastica antirughe.

8. NON SOLO POESIA

Uno degli effetti fisici prodotti dal bacio è quello della dilatazione delle pupille. Potrei irrimediabilmente causare il crollo verticale del pathos, ma mi sento costretta a confessarvi che questa è la causa più probabile che spinge a chiudere gli occhi nel tête-a-tête.

9. UNO STRUMENTO DECISIONALE

Sebbene siate convinti di condividere con il partner un semplice gesto di amore, quando lo baciate il vostro corpo si trasforma in un vero e proprio laboratorio di Biochimica. Una Farmacia ricca di composti sciorinati con uno scopo ben preciso: quello di consentire, attraverso un incontro intimo ma con un coinvolgimento modulabile, l’individuazione del partner con le caratteristiche genetiche più opportune. Sebbene non esista una prova scientifica, l’ipotesi è che sia possibile dedurre informazioni a carattere strettamente “confidenziale” attraverso lo scambio di saliva. Dati genetici che, elaborati, consentono di decidere se il patrimonio genetico dell’altro sia adatto alla procreazione.

Attraverso un bacio si trasmettono fino a 80 milioni di batteri, quasi tutti non patogeni: cosa c’è di più confidenziale di un apporto reciproco di flora “amica”, di una conversazione fra microbiomi, dell’interazione fra i microorganismi?

Dal punto di vista chimico, il bacio è uno straordinario scambio di informazioni estremamente private, utile ai partners per capirsi meglio: è un’occasione per mettersi a nudo e scoprire le proprie carte segrete, per comprendere se quella persona è giusta. Questo spiega anche perché il primo bacio è decisivo: normalmente costituisce uno spartiacque nella relazione. Seleziona i legami destinati a vita breve, decretandone la fine e accende quelli più promettenti.

10. UN SISTEMA IMMUNITARIO PIU’ FORTE

“Chemistry, look what you’ve done to me”, cantava Donna Summer snocciolando deduzioni scientifiche piuttosto pittoresche in “Science of Love”. Oltre le (e a conferma delle) considerazioni filogenetiche, molti studi confermano che migliora le difese immunitarie. Ad avvalorare quest’ultima affermazione, i risultati di uno studio giapponese che sottolineano che il bacio riduce i livelli di immunoglobuline di tipo E (IgE, gli anticorpi che mediano le reazioni allergiche) nelle persone che soffrono di allergie, migliorandone la sintomatologia: in sostanza, più baci, meno rinite stagionale.

Mentre alcune tipologie di immunoglobuline (quelle “cattive”, come le IgE) riducono la loro concentrazione, altre (più utili) la incrementano: il bacio permette il passaggio di batteri, ma anche di anticorpi che arricchiscono le difese personali con un corredo supplementare. Baciarsi riduce la concentrazione di batteri responsabili della formazione della placca dentaria, tanto per fare un esempio.

Fra i mille benefici, anche qualche notizia poco simpatica: il bacio può essere veicolo per la trasmissione di diverse malattie da microorganismo. La mononucleosi è una malattia causata dal virus di Epstein Barr (una tipologia particolare di Herpes virus) che deprime il sistema immunitario e si trasmette attraverso lo scambio di saliva (da qui il nome inglese “kissing disease”). Caratterizzata da una fase acuta molto simile a quella di una banale influenza, l’infezione si protrae per un periodo relativamente lungo, che può durare anche mesi, durante il quale il paziente è debole e prostrato e manifesta i segni caratteristici della linfoadenopatia (condizione di ingrossamento dei linfonodi risultante dal tentativo del sistema immunitario di drenare il virus dall’organismo ed eliminarlo).

Smentito categoricamente invece, parecchi anni fa, il coinvolgimento del bacio nel contagio del virus HIV: i meno giovani ricorderanno la celebre immagine dell’immunologo Fernando Aiuti che baciava in favore di macchine fotografiche una paziente sieropositiva.


 
Monica Torriani è moglie, mamma di 4 ragazzi, farmacista e blogger.
Si occupa di Salute e Benessere con WELLNESS4GOOD, il sito web che ha ideato. E' contributor per diverse testate.