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Attenti alla tiroide si rischia il diabete

Attenti alla tiroide si rischia il diabete
10 giugno 2016

Ricerca e Prevenzione

Se la tiroide funziona poco, e perciò male, ci sono seri rischi di contrarre il diabete di tipo 2: chi non ha problemi di metabolismo degli zuccheri ha il 13% di probabilità di ammalarsi mentre chi già ha la glicemia al limite vede il rischio salire al 40%.

Lo ha accertato uno studio olandese presentato al congresso della Società di endocrinologia statunitense da cui si è usciti con l’invito a sottoporre a controllo di massa (screening) degli ormoni tiroidei tutti i pazienti con pre-diabete.

I dati emergono da un’indagine – il Rotterdam Study – che ha coinvolto in Olanda quasi 8.500 persone, tutte sopra i 45 anni (di 65 anni la media dei volontari che vi si sono sottoposti).

Semplici le modalità d’investigazione: un esame del sangue per misurare la glicemia e gli ormoni tiroidei, con ripetizione del test dopo due o tre anni, nell’arco di complessivi otto anni. Quindi non meno di quattro esiti a confronto per ogni soggetto. Durante la ricerca 1.100 persone hanno sviluppato un pre-diabete, 798 un diabete vero e proprio. Il 13% di coloro che avevano livelli di glicemia normali ma una ridotta funzione tiroidea hanno sviluppato il diabete, ma soprattutto la probabilità di diabete conclamato ha colto il 40% di coloro che avevano un leggero deficit degli ormoni tiroidei.

Come ha spiegato il coordinatore dell’indagine, il professore Chaker dell'Erasmus Medical Center di Rotterdam, «la tiroide e i suoi ormoni sono fondamentali per la regolazione del metabolismo. L'ipotiroidismo favorisce l'incremento di peso e già, in passato, avevamo riscontrato un legame fra la carenza di ormoni tiroidei e una ridotta sensibilità all'insulina, coinvolta anch’essa nello sviluppo del diabete. I nostri dati mostrano che anche chi ha ormoni vicini alla normalità è a più alto rischio che la malattia si manifesti. Per questo riteniamo opportuno sottoporre a screening per dosare gli ormoni tiroidei tutti i soggetti con pre-diabete».