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Artrosi e artrite meglio se equiparate

Artrosi e artrite meglio se equiparate
30 giugno 2016

Ricerca e Prevenzione

Questione di percezione, ma anche quella conta: i reumatologi ritengono più gravi le condizioni dei malati di artrite reumatoide rispetto a chi soffre di artrosi, pazienti che percepiscono come “sottostimato" il proprio disagio. Lo precisa uno studio statunitense presentato dai ricercatori del Rush university medical centre di Chicago durante lo European league against rheumatism annual congress (Eular 2016), svoltosi a Londra.

La ricerca ha valutato 243 malati di artrosi e 216 persone affette da artrite reumatoide e i loro medici di riferimento attraverso un questionario in cui si chiedeva alle due categorie di giudicare la gravità della malattia tramite una scala da 0 a 10. Dal canto loro, i pazienti dovevano compilare un ulteriore questionario di valutazione multidimensionale del proprio stato di salute, in base a questi quattro parametri: funzionalità fisica, dolore, fatica e controllo dei sintomi.

Il risultato dell’indagine annota come i pazienti valutino la gravità della malattia ben superiore a quella del medico (di una o due posizioni) per un terzo dei malati di artrosi, rispetto a un quinto dei malati di artrite. La stessa valutazione della patologia da parte dei reumatologi per metà dei pazienti con artrosi e per i due terzi di quelli con artrite. Ma per i medici, rispetto alla valutazione dei pazienti, la patologia più grave è l’artrite reumatoide. «Il diverso parere delle due categorie, medici e pazienti», secondo la dottoressa Isabel Castrejón, che ha guidato la ricerca -«può avere effetti negativi sulle decisioni condivise riguardanti la scelta della terapia più appropriata. Tutto questo può interferire con l'aderenza al trattamento da parte del malato e influenzare i risultati della terapia».