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Arti artificiali: protesi, materiali e novità future

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12 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Gli arti artificiali sono dispositivi medici atti a sopperire alla mancanza fisica di una o più parti del corpo. Hanno rappresentato, per la medicina, uno dei traguardi più importanti e soddisfacenti e, ad oggi, solo in Italia, si stima che abbiano cambiato in meglio la vita di più di due milioni di persone disabili.
 

In quali casi si può ricorrere agli arti artificiali


Gli arti artificiali sono protesi, esteticamente più simili possibile a quelli naturali, che si applicano per sostituire un braccio od una gamba mancante e restituire mobilità e funzionalità al paziente. Si ricorre a questi dispositivi soprattutto nei casi di amputazione d'arto a causa di trauma o incidente, quindi intervenendo su persone sane. Più difficile è, o per lo meno era, la loro applicazione in caso di amputazioni per patologie di base, come ad esempio diabete, tumori, metastasi ossee.
Le nuove metodologie di produzione ed applicazione degli arti artificiali, però, stanno danno buoni risultati anche in queste circostanze, grazie ai migliori materiali impiegati, che non inficiano le condizioni del soggetto con patologia oggettiva a carico dell'arto, ed alla capacità di adattamento al moncone sul quale vanno agganciati.
Le protesi ortopediche ridonano al paziente l'utilizzo quasi normale dell'arto mancante, ne permettono una buona motilità, in termini di precisione ed agio ma, naturalmente, non possono restituire la sensibilità tattile od emozionale.
 

Come sono fatti gli arti artificiali


Per arti artificiali si intende protesi a forma di mano, piede, gamba o braccio. In alcuni casi, braccio e mano o gamba e piede fanno parte di un unico dispositivo mentre, altre volte, si preferisce creare due pezzi singoli.
Le protesi sono sempre realizzate su misura, in base alle esigenze personali del paziente, alle sue necessità specifiche, alla sua struttura ossea e muscolare, al tipo di intervento che ha subito ed, anche, tenendo conto del suo parere, delle sue richieste ed aspettative. In generale, le protesi a pezzo unico sono più consigliate a persone adulte mentre quelle assemblabili risultano più funzionali per bimbi e ragazzi in crescita.
I materiali di cui sono fatti, comunemente, gli arti artificiali sono principalmente il carbonio o il titanio per l'anima ed il silicone per il rivestimento. Restano le materie prime più utilizzate e d'elezione, in quanto i metalli in oggetto hanno la caratteristica di essere anallergici, igienici, indistruttibili, flessibili e leggerissimi mentre il silicone è uno dei materiali che meglio rende a livello estetico. Gli arti artificiali in silicone, infatti, se fatti bene, sono davvero simili a quelli naturali e questo è fondamentale per curare e supportare l'aspetto psicologico del paziente amputato.
 

La tecnologia degli arti artificiali e le nuove speranze per il futuro


È importante sapere che, nell'ambito delle protesi ortopediche, la ricerca sta facendo passi da gigante e, va detto con orgoglio, l'Italia si colloca tra le nazioni più importanti per i progressi ed i risultati che si stanno ottenendo.
Il progetto, tanto ambizioso da sembrare quasi fantascientifico, è quello di creare arti artificiali sensibili. Questo significa, in parole semplici, che si stanno sperimentando, con eccellenti risultati, arti artificiali che, grazie all'ausilio delle tecnologie d'avanguardia, sono in grado di muoversi come quelli naturali, ossia manovrati dal cervello e non dal muscolo del moncone.
Con gli arti artificiali tradizionali, la persona, per compiere un movimento comune e semplice, deve pensare di muovere la sua parte di arto e quello applicato si muoverà per meccanica, per trasporto. Gli arti robotici, invece, permetteranno alla persona che li porta di effettuare movimenti fluidi ed inconsapevoli, come se non fosse affetta da alcun tipo di disabilità.
Alcune di queste protesi sono già in sperimentazione e stanno dando risultati che vanno oltre le migliori aspettative ed oltre ogni ottimistica immaginazione. Un esempio edificante, molto significativo, è quello dell'ospedale San Raffaele di Roma, eccellenza mondiale in questo campo, dove si sta verificando l'impiego di una protesi totale. Si tratta di una tuta, da indossare su tutto il corpo, che grazie alle avanzate tecnologie permetterebbe al paziente con gravi deficit motori generalizzati di riacquistare la fluidità di movimento. Un prodotto del genere potrebbe essere un'enorme miglioria, se non una soluzione, in caso di gravi malattie neuro-degenerative come, ad esempio, la sclerosi multipla.
 

Come si ottiene un arto artificiale


Le protesi ortopediche devono essere consigliate, scelte ed applicate da un medico specialista.
Quando si subisce un'amputazione e sussistono le condizioni per poter integrare l'arto, sarà lo stesso chirurgo ortopedico che ha effettuato l'intervento ad illustrare al paziente tutte le opzioni di cui dispone. Insieme, specialista e paziente, potranno trovare la soluzione adatta alla specifica situazione. Il Servizio Sanitario Nazionale passa questi dispositivi nella stragrande maggioranza dei casi quindi, se si parla di arti artificiali tradizionali, i costi non sono un problema.
Gli arti di nuova generazione, invece, supportati da tecnologia o innovativi o di ultima scoperta, non sono compresi nel progetto mutuabile e, per adesso, essendo ancora prodotti sperimentali, si possono ottenere solo a pagamento. La scelta sta, ovviamente, al diretto interessato che, accompagnato nel percorso di convalescenza dal suo medico, potrà decidere su quale soluzione orientarsi, con la consapevolezza che, in ogni caso, gli arti artificiali disponibili nel 2017 sono tutti forieri di netti ed importanti miglioramenti delle condizioni di disabilità.