Anziani a carico: cosa rimborsa lo stato?

Anziani a carico: cosa rimborsa lo stato?
16 febbraio 2018

Benessere

Cosa paga il Servizio Sanitario

Innanzitutto, è giusto sapere che le spese riguardanti le forniture e gli interventi sanitari per quanto concerne il RSA (residenza sanitaria assistenziale) sono totalmente rimborsate dallo stesso Servizio Sanitario Nazionale. Tutto ciò che, invece, riguarda la cosiddetta retta ‘alberghiera’, ovvero il vitto, l’alloggio, pulizia e servizi inerenti queste categorie, sono interamente coperti e spettanti all’assistito, e al suo reddito. Ne sono esenti alcuni casi particolari in cui interviene il comune, se il soggetto in questione è in una condizione economica particolare, e nessun parente prossimo può intervenire in tal proposito.
 

In cosa incidono i comuni di appartenenza e in cosa è cambiato l’apporto dell’Isee

Per stabilire cosa poter distribuire e come contribuire al sostegno economico degli assistiti, ogni Comune fa riferimento all’Isee, in base anche a quelle che sono le proprie disponibilità, e le proprie risorse. Quello che cambia sono i criteri con i quali vengono decisi gli importi, dopo le variazioni applicate all’Isee che adesso conteggia anche nel reddito da tenere in considerazione la pensione di invalidità, e addirittura la prima casa, conteggiando la rendita catastale. Solo che così facendo, è più complicato ricevere rimborsi per quanto riguarda la retta ‘alberghiera’ e diversi assistiti hanno pensato di fare ricorso per ottenere un adeguamento delle condizioni. È stato in parte accolto per la maggior parte dei casi, in quanto si è ritenuto che l’indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità, pur facendo reddito, sono elementi da considerarsi esterni, o comunque aggiuntivi alla situazione economica di un individuo. E che se intromessi nel calcolo dell’Isee, la maggior parte degli assistiti non avrebbe modo di accedere ai più comuni rimborsi e alle più classiche agevolazioni fino a questo momento ricevute. Ecco perchè lo Stato ha tenuto conto di questa evenienza intervendo in tal senso, ma non in una maniera chiara e specifica, così da portare gli assistiti ad essere trattati diversamente pur rientrando in comuni criteri di categorizzazione, e ad essere analizzati come ogni singolo caso con le dovute differenze. Cosa che ha creato non pochi problemi agli assistiti e ai propri famigliari che spesso e volentieri sostengono spese a cui potrebbe benissimo rinunciare, in quanto competenza del comune di appartenenza, ma sono costretti a trascinarsi in tribunale, o a raggiungere accordi speciali in base alle condizioni economiche dell'assistito, e degli stessi parenti.
 

Quando entrano in gioco i parenti

In caso non ci sia la possibilità di accedere ai rimborsi, l’assistito è tenuto a pagarsi tutte le spese necessarie al suo mantenimento, e in casi estremi sarà costretto anche a vendere la propria casa per potersi permettere poi una sistemazione presso le strutture adibite. Se l’assistito non è in grado di adempiere in alcun modo a questi costi, vengono coinvolti i parenti fino al quarto grado che dovranno intervenire a tal proposito. Quest’ultimi sono esenti, in caso l’assistito manifesti una disabilità grave o una mancata autosufficienza. Diverso invece per gli alimenti, in quanto in qualsiasi caso i parenti sono tenuti a contribuire a prescindere dalle condizioni fisiche del proprio assistito.
 

Quando il rimborso dello Stato è totale

Se l’anziano, o il disabile grave, non ha i mezzi necessari per adempiere al suo mantenimento se ne occupa lo Stato grazie ai contributi dettati dalla Rsa. Tuttavia i parenti in questo caso possono sempre comunicare di voler smettere di pagare la retta, e in questo caso l’assistito in questione avrà modo di essere completamente a carico degli Istituti di riferimento, ma con risorse più limitate. In caso l’assistito sia invalido al 100%, lo Stato lo esenta da tutti i costi e i contributi, e così anche i famigliari che potranno richiedere di assisterlo privatamente, o lasciare che se ne occupi nella sua interezza lo Stato.

I Casi particolari: Inoltre sono previste delle agevolazioni in casi particolari come ad esempio i malati di Alzheimer. Difatti, sia l’assistito che i parenti non sono tenuti a versare alcuna quota per la retta alla Rsa. È stato deciso così in quanto le condizioni inerenti l’assistito in queste circostanze sono state ritenute attribuibili alle attività prettamente sanitarie, e dunque di spettanza dello Stato.
 

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