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Antistaminici per i piccoli, con giudizio

Antistaminici per i piccoli, con giudizio
25 luglio 2016

Ricerca e Prevenzione

Gli antistaminici sono stati da tempo sdoganati sul fronte dei piccoli pazienti, sono tra i farmaci più comunemente adottati in età pediatrica. In assenza di un vasto numero di studi ad hoc, è bene che i pediatri ne conoscano le caratteristiche, le indicazioni cliniche e gli effetti collaterali più rilevanti. In particolare le indicazioni sul loro impiego, in riferimento alle due categorie che conosciamo: gli antistaminici di prima e seconda generazione. I primi hanno maggiori effetti collaterali dei secondi, ma in certi casi (come per la dermatite atopica) sono da preferire.

Questo il quadro d’intervento sui piccoli pazienti in base alle patologie.

Le linee guida per il trattamento dell’Orticaria acuta e cronica indicano gli antistaminici di seconda generazione come scelta d’elezione, con la possibilità d'incrementare la dose fino a quadruplicarla, senza significativi effetti collaterali.

Quanto alla Dermatite atopica gli antistaminici sono indicati in caso di intenso prurito, tale da provocare disturbi del sonno. Da preferire gli antistaminici più sedativi, di prima generazione, poiché studi clinici sul bambino non hanno documentato effetti migliori sul prurito dalle molecole di seconda generazione.

Gli antistaminici di seconda generazione possono aiutare a prevenire l’ospedalizzazione per i soggetti affetti da rinite allergica, che è un significativo fattore di rischio per lo sviluppo dell'Asma. Per chi soffre di rinite allergica il miglior intervento preventivo risulta l’uso combinato di steroide topico e antistaminico di seconda generazione.

Gli antistaminici, come detto, sono la terapia d’elezione nella Rinite allergica, che può comportare scarse performance scolastiche e lavorative. Gli adolescenti che ne soffrono, se non trattati con farmaci, corrono il 40% in più nel rischio di essere rimandati a scuola, percentuale che sale al 70% se trattati con antistaminici sedativi di prima generazione, inadatti. Da preferire quelli di seconda generazione.

Attenzione va prestata agli effetti collaterali: le molecole di prima generazione danno riflessi sul sistema nervoso centrale (sonnolenza, fatica, difficoltà nell’apprendimento, nella memoria). Per questo è da evitare l’impiego di antistaminici di prima generazione nei disturbi del sonno in età pediatrica, poiché il sonno indotto dal farmaco rischia di alterare il ritmo sonno-veglia, con evidente sonnolenza mattutina, che pregiudica i risultati sia scolastici sia lavorativi.