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Antibiotici, sempre con giudizio

Antibiotici, sempre con giudizio
28 dicembre 2016

Ricerca e Prevenzione

La chiave contro l’antibiotico-resistenza, fenomeno sempre più diffuso, è il loro uso appropriato

 

La resistenza agli antibiotici è divenuta un problema sanitario mondiale e l’Italia non si esime dalle critiche per il loro impiego, spesso indiscriminato e perciò scriteriato delle principali minacce per la salute mondiale. I dati messi a disposizione dall'Ecdc, l'European Centre for Disease Prevention and Control, la dicono lunga: sono resistenti agli antibiotici Klebsiella pneumoniae, Escherichia coli, Staphylococcus aureus e Acinetobacter. E non a una sola categoria di antibiotici, purtroppo.

Non per caso l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e l'Organizzazione mondiale della sanità animale (Oie) hanno promosso una campagna congiunta, a livello mondiale, per restituire gli antibiotici al loro ruolo, visto che sono una risorsa preziosa solo se sono effettivamente necessari. Lo slogan della campagna è “manegggiare con cura", non farne un uso scriteriato. L’Oms ricorda che sono farmaci da impiegare contro le infezioni batteriche, non a potenziare i batteri che dovrebbero eliminare.

Le disposizioni in merito sono ben chiare:

  • utilizzarli solo quando sono prescritti da un medico e non pretenderne la prescrizione se il medico non li ritiene necessari;
  • seguire sempre la posologia, l’indicazione del medico;
  • mai condividere gli antibiotici prescritti dal medico e non impiegare quelli eventualmente avanzati;
  • attuare, in prevenzione, le buone norme igieniche: lavarsi regolarmente le mani, preparare il cibo in modo sicuro dal punto di vista igienico, evitare lo stretto contatto con persone ammalate, praticare sesso sicuro e sottoporsi alle vaccinazioni raccomandate.