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Un aiuto dal bilinguismo per l’Alzheimer

Un aiuto dal bilinguismo per l’Alzheimer
19 febbraio 2017

Ricerca e Prevenzione

Buone notizie per chi parla almeno due lingue: abbassato il rischio di Alzheimer e di alcuni tipi di demenze senili.


La novità arriva da uno studio su 85 pazienti con Alzheimer, di cui metà bilingue, pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) e coordinato dall’italiana professoressa Daniela Perani, direttrice dell’Unità di Neuroimaging molecolare e strutturale in vivo nell’uomo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. I risultati dello studio rappresentano un contributo fondamentale alla ricerca dei fattori in grado di ritardare o contrastare una malattia ancora priva di cure farmacologiche efficaci.

Il bilinguismo, ipotizzano i ricercatori, interviene sull’attività metabolica frontale e sulla connettività tra due aree del cervello che gestiscono il controllo cognitivo ed esecutivo, così da compensare i danni provocati dalla malattia. Lo studio ha inoltre dimostrato che più le due lingue sono utilizzate continuativamente durante tutta la vita, migliori sono i risultati. Questo rappresenta una spinta a promuovere e a mantenere l’uso delle lingue e altrettanto dei dialetti. Peccato che negli ultimi anni questi siano di meno i meno utilizzati: tante persone ad oggi sarebbero bilingue, conoscendo l’italiano e il dialetto!