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Aggressioni ai medici: cronaca e leggi in merito

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03 dicembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Allarme aggressioni ai medici: casi in aumento

Non è affatto un segreto che nell'ultimo periodo siano aumentati i casi di aggressioni fisiche e verbali ai medici di tutta l'Italia. Prima il caso di Vigevano, quindi l'aggressione al dottore del comune di Stradella. Ancora dopo i pediatri aggrediti verbalmente in uno studio televisivo. Se prima i medici rischiavano di essere aggrediti nel pronto soccorso o presso l'ufficio della guardia medica, negli ultimi tempi il range delle aggressioni ai loro danni si è visibilmente espanso. Sono in preoccupante crescita anche le aggressioni che si vedono costretti a subire i medici di famiglia nonché i pediatri. Le botte e le parole cattive scagliate nei loro confronti durante l'esercizio della professione medica sembrano provenire dai soggetti meno stabili e più esasperati, mentre i medici non possono reagire o fermare il fenomeno semplicemente con le parole. Spesso a scatenare le botte e le aggressioni verbali sono i rifiuti dei medici: la non possibilità di ospedalizzare un individuo, l'assenza di mezzi e strumenti per risolvere un problema, ma anche il sovraccarico dei pazienti.

Nonostante l'attenzione delle autorità e l'interessamento del prefetto, i casi non vogliono diminuire. Spesso sono persone protette dall'anonimato, dalla mancanza di un legame con il medico, una condizione necessaria questa per alzare il tono di voce e talvolta passare alle mani.


Aggressioni ai medici: quando e dove avvengono?

Ancor prima furono minacciati molti altri medici del pronto soccorso e quelli del corpo assistenza, più degli altri esposti alle aggressioni da parte d'individui in cerca di medicinali, ospedalizzazione, maggiori attenzione per i propri cari e così via. Nell'ultimo periodo sono pericolosamente aumentati anche i casi di aggressione fisica e verbale ai pediatri, un capro respiratorio su cui vendicarsi della Legge Lorenzin. Gli obblighi, le restrizioni hanno scatenato non solo la minaccia verbale o fisica, ma anche quella legale. Basti pensare ai genitori che hanno minacciato i pediatri legalmente chiedendo l'esenzione dall'obbligo vaccinale. Spesso basta un "no" difficile da accettare perché in meno di un minuto si passi alle mani. Un altro dato curioso è il periodo delle aggressioni: nella maggior parte si tratta delle ore notturne. Un altro dato curioso riguarda le località in cui i medici sono stati aggrediti: Foggia, Matera, Cosenza, Catania... I medici, insomma, sembrano essere meno fortunati nel Sud Italia, anche se diverse aggressioni si sono verificate anche al Settentrione. Il caso più celebre è sicuramente quello del medico di Varese, finito in prognosi per ben 7 giorni per via di un pugno ricevuto da un proprio paziente sotto effetto di alcol e droghe di vario genere. A fermarlo non ci è riuscito nemmeno il poliziotto della struttura, tanto che l'azienda ospedaliera si è vista costretta ad assumere una guardia giurata.
 

Calci e pugni a Stradella: l'aggressione a Carlo Meoli

Dopo essersi rifiutato di prescrivere al paziente che aveva di fronte un medicinale in particolare, Carlo Meoli, il medico di Stradella, ha dovuto subire i pugni del paziente di 46 anni che assisteva da tempo. Lo stesso dottor Meoli è finito in ospedale con un trauma e non ha potuto continuare a esercitare liberamente l'attività. Ancor prima a Vigevano è stata aggredita una dottoressa di 55 anni in servizio di guardia medica. Recatasi presso l'abitazione di una signora ha dovuto subire l'aggressione da parte del figlio della signora, che ha anche provato a violentarla. Un episodio finito sulle prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali, ma che però non è riuscito a fermare il pericoloso fenomeno.
 

Le leggi italiane: proteggono il personale medico?

Nonostante il crescente (e preoccupante) fenomeno dell'aumento delle aggressioni in Italia, delle leggi specifiche a tutela del personale medico non sono ancora state creare. Si procede comunque per quella strada e visto il crescente interesse delle autorità verso il tema in questione si spera che nell'anno 2018 verranno approvate delle norme a tutela del personale medico durante il servizio. Ciononostante esistono comunque delle leggi di tutela del cittadino, non pensate appositamente per tutelare il personale medico, ma per difendere in generale le persone dalle aggressioni fisiche e verbali. Così l'aggressione fisica ai danni di una persona può portare alla denuncia e, in seguito, al carcere. In relazione all'entità dei danni inflitti è possibile che la pena sia più o meno lieve, a seconda dei casi. In seguito all'aggressione fisica ai danni di un medico scatta la responsabilità penale e in seguito a gravi danni inflitti sono possibile diverse accuse gravi che possono portare a una condizione che includa molti anni di carcere o arresti domiciliari. La questione dell'aggressione ai danni di un medico può persino portare in Tribunale con la condanna definitiva.