Acido glicolico per il viso. A cosa serve e come si usa?

Acido glicolico per il viso. A cosa serve e come si usa?

Indice


Domande e risposte

L’acido glicolico per garantirsi una pelle del viso sana e luminosa 

Il trascorrere del tempo porta con sè un inevitabile e progressivo cambiamento. A subire un rallentamento è prima di tutto il ricambio cellulare, che determina un peggioramento della salute della pelle e ne deteriora l’aspetto rendendola meno luminosa, più opaca, secca e dalla grana irregolare.
La pelle è un organo dinamico, che si rinnova quotidianamente. Per limitare l’invecchiamento si può correre ai ripari, scegliendo di curare l’epidermide già in giovane età grazie all’utilizzo di prodotti di qualità, perfetti quelli con ingredienti di origine naturale primo fra tutti l’acido glicolico.

Il rinnovamento naturale della pelle

La pelle è rivestita da un epitelio (l'epidermide) stratificato, dalla base alla superficie, con funzioni di protezione dall’ambiente esterno. Si tratta di una sorta di muro, in cui i mattoni sono rappresentati da speciali cellule (i corneociti o cheratinociti), tenute unite dai lipidi epidermici e da giunzioni intercellulari (i desmosomi).

Le cellule dello strato basale si moltiplicano e, nel corso del processo di differenziazione, salgono verso l’esterno e si raccolgono, da morte, in corrispondenza del livello superficiale. A questo stadio, hanno perso il nucleo e sono pieni di granuli di cheratina, la più importante proteina della pelle: per questa ragione questo strato è chiamato corneo (ossia indurito) e costituisce una barriera protettiva per il sottostante strato granulare

I cheratinociti impiegano circa due settimane per raggiungere l'interfaccia fra lo strato granulare e lo strato corneo; dopo altre due settimane arrivano allo strato corneo, dove ogni giorno, attraverso un meccanismo fisiologico di ricambio, un certo numero di cellule cheratinizzate viene eliminato. 
Con il passare degli anni, il meccanismo di ricambio cellulare cutaneo rallenta e la pelle perde luminosità e vitalità.

Immagine che mostra la struttura e le funzioni della pelle, dall'epidermide al tessuto sottocutaneo

L’acido glicolico e i tanti benefici per la pelle

Che cos’è l’acido glicolico?

L’acido glicolico appartiene alla famiglia degli alfa-idrossiacidi (AHA), acidi organici di derivazione naturale (vengono definiti acidi della frutta) impiegati nella produzione di cosmetici mirati a stimolare il rinnovamento della pelle e a restituirle compattezza e luminosità. 
Acido glicolico: un po’ di chimica. Estratto dalla barbabietola, dall’uva o dalla canna da zucchero, l’acido glicolico è il più importante alfa-idrossiacido. Essendo costituito solo da due atomi di carbonio, è il più piccolo elemento di questa categoria. Un aspetto che giustifica la sua spiccata capacità di penetrazione nella pelle e che limita significativamente il rischio di allergie associate al suo utilizzo, elevandone la tollerabilità

Quando usare l’acido glicolico?

Se si eccettuano casi particolari, l’acido glicolico è adatto a ogni tipologia di pelle, anche le più sensibili, e ad ogni età.  
È quindi, dal punto di vista chimico, un acido più debole e meno irritante, che inibisce alcuni enzimi della pelle (solfotransferasi e fosfotransferasi), allentando selettivamente le giunzioni fra cheratinociti e riducendo la coesione dell’epidermide (epidermolisi). 

A cosa serve l’acido glicolico?

L’azione di questo alfa-idrossiacido rimuove le cellule che hanno già raggiunto gli strati più superficiali dell’epidermide e stimola nuova produzione cellulare negli strati basali. In questo modo produce un’esfoliazione superficiale ed un’accelerazione del ricambio cellulare. La riduzione dello spessore dello strato corneo ed il rinnovamento cellulare rendono la pelle più levigata, liscia e luminosa

I segreti del peeling: rigeneriamo la pelle grazie all’acido glicolico

Il peeling, termine proveniente dall’inglese to peel (spellare) è un trattamento antico. Dalle informazioni presenti nel papiro di Ebners (che risale al X secolo a.C.) sappiamo che gli Egizi utilizzavano miscele di sali, oli e polveri di alabastro per levigare la pelle: una sorta di peeling fisico ante litteram. Il peeling fisico si ottiene massaggiando prodotti abrasivi sulla pelle. Oggi è noto con il termine scrub (dall’inglese to scrub, strofinare), che  sfrutta il massaggio abbinato all’applicazione di alimenti di uso comune, quali sale, zucchero, caffè o cocco grattugiato (opportunamente veicolate da oli o creme), o di prodotti specifici contenenti microgranuli esfolianti. 

Si racconta che Cleopatra, come tutte le nobildonne egizie, facesse lunghi bagni immersa nel latte d’asina per rendere la pelle più morbida. Senza saperlo, la Regina d’Egitto si sottoponeva a regolari peeling chimici: il latte d’asina è infatti ricco di acido lattico, un alfa-idrossiacido capace di esfoliare superficialmente la pelle.  
Il primo impiego del peeling chimico dell’era moderna fu eseguito dal dermatologo tedesco Paul Gerson Unna, che nel 1882 sfruttò le proprietà desquamanti dell’acido salicilico, dell’acido tricloracetico e del fenolo nel trattamento delle cicatrici residue dell’acne. L’introduzione degli alfa-idrossiacidi in dermatologia risale agli anni ’90.

Immagine che ritrae il viso di una ragazza durante un trattamento per la pelle con acido glicolicoQuali sono i benefici per il viso dell’acido glicolico?

Il peeling chimico dermatologico consiste nell’applicazione di sostanze acide, che generano un’esfoliazione accelerata ed una stimolazione del derma, al fine di favorirne il rinnovamento cellulare. Gli acidi utilizzati penetrano in profondità nel derma e stimolano i fibroblasti, cellule specializzate nella produzione di collagene, glicosaminoglicani ed elastina, molecole che garantiscono l’idratazione cutanea ed il ricambio cellulare. Il risultato è una sferzata di vitalità ed energia per la pelle, che appare più giovane e compatta.

I fibroblasti sono le cellule deputate alla riparazione dei danni cutanei, che entrano in gioco in tutte le circostanze nelle quali a livello dermatologico si apre una soluzione di continuità. La loro azione, di concerto con quella di altre cellule presenti nella pelle, porta alla ricostituzione dell’epidermide dopo il peeling chimico, secondo un tempo di recupero variabile a seconda della concentrazione dell’acido applicato e della metodica con cui l’intervento è stato eseguito. La crescente necessità di avere tempi di recupero brevi ha portato alla messa a punto di formulazioni e metodiche tali da impattare sempre meno sulla cute in termini di arrossamento e pizzicore. 

L’acido glicolico per l’acne

Le lesioni provocate dall’acne possono essere trattate efficacemente dal dermatologo o dal medico estetico con sedute di peeling eseguito con acido glicolico, una tecnica di peeling superficiale o molto superficiale, che può coinvolgere, oltre allo strato corneo, anche quello granuloso, fino al derma papillare

L’acido glicolico per le macchie cutanee

Questo trattamento può essere utilizzato anche per eliminare alcuni tipi di macchie scure della pelle. L’accumulo superficiale di cellule cornee (morte) forma una patina opaca generalizzata sulla cute, all’interno della quale si riconoscono vere e proprie isole di cellule, le cheratosi. Si tratta di macchie scure della pelle ruvide al tatto che possono essere causate dall’esposizione eccessiva al sole e che è possibile rimuovere con il peeling chimico. 

L’acido glicolico per le cicatrici

Fra gli utilizzi del peeling con acido glicolico anche l’attenuazione delle cicatrici cutanee, del photoaging e delle rughe superficiali. 
Per ogni necessità, il dermatologo o il medico estetico valutano un programma che comprende un determinato numero di sedute di peeling chimici più o meno profondi con acido glicolico a concentrazioni comprese fra il 30 ed il 70%


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Peeling con acido glicolico a casa o nello studio medico? 

I trattamenti all'acido glicolico sono tali se nell'INCI è presente ai primi posti l'ingrediente Glycolic Acid. L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la nomenclatura internazionale utilizzata per identificare gli ingredienti presenti in un prodotto cosmetico, elencati in ordine decrescente di concentrazione al suo interno. La regolamentazione dei cosmetici impone che l’etichetta di ogni prodotto riporti l’elenco degli ingredienti contenuti preceduto dalla parola ingredients da quello presente in concentrazioni superiori a quello impiegato a dosi inferiori. Una norma che vale per tutte le sostanze che raggiungono concentrazioni superiori o uguali all’1%; mentre quelle in percentuale inferiore possono essere indicati in ordine sparso.

Immagine che mostra il viso di una ragazza durante un peeling chimico con acido glicolicoMentre le alterazioni cutanee dovute a malattie dermatologiche (come l’acne) o le cicatrici molto visibili richiedono un peeling chimico eseguito dallo specialista con acido glicolico a concentrazioni elevate, per rimuovere la patina opaca prodotta dall’accumulo di cellule morte e impurità è possibile ricorrere anche a casa al peeling viso con acido glicolico

Il risultato? Un incarnato più luminoso, una pelle del viso più levigata ed uniforme, la correzione di piccole imperfezioni quali segni superficiali, piccole rughe e macchie di piccole dimensioni (discromie). Gli effetti dell’applicazione di cosmetici contenenti acido glicolico a casa sono visibili con l’utilizzo regolare. Malgrado l’esfoliazione con acido glicolico eseguita a casa risulti piuttosto delicata, è comunque sconsigliata per le persone con epidermide molto sensibile e reattiva. 
Se l’applicazione del cosmetico a base di acido glicolico avviene secondo le istruzioni riportate nella confezione, non sono segnalati effetti collaterali: solo un leggero fastidio, accompagnato da rossore e pizzicore, che scompare gradualmente. 

Acido glicolico tamponato: cosa significa?

Rispetto ai preparati che vengono impiegati negli studi dermatologici e di medicina estetica, l’acido glicolico nei cosmetici che è possibile utilizzare a casa è presente in concentrazioni inferiori (10-15% circa) e tamponato con una sostanza alcalina (in opportuno rapporto stechiometrico). Le funzioni che esercita dipendono dalla sua concentrazione nei preparati cosmetici. Concentrazioni intorno al 4-5% hanno un'azione spiccatamente idratante, mentre a concentrazioni vicine al 10% comincia ad assumere proprietà leviganti ed esfolianti.

Durante il trattamento, si può avvertire la sensazione di pelle che tira: l’applicazione di acido glicolico richiede una cura particolare della pelle, che ha bisogno di essere idratata e nutrita intensamente. Grazie alla sua azione esfoliante, che rimuove lo strato corneo superficiale, i prodotti normalmente utilizzati per la beauty routine producono un effetto potenziato. Si consiglia l’applicazione di una crema notte restitutiva dopo il trattamento.

Il peeling all’acido glicolico eseguito a casa è indicato anche per le pelli grasse: la sua azione modulatrice della secrezione di sebo libera i pori ostruiti e previene la comparsa dei brufoli, rendendo contestualmente meno visibili i piccoli segni causati dalla malattia. 
Inoltre, contribuisce ad attenuare le macchie scure della pelle e la formazione dei comedoni.

Acido glicolico: come usarlo a casa?

I cosmetici contenenti acido glicolico devono essere applicati sulla pelle detersa e asciugata: la rimozione delle impurità superficiali e di parte della barriera lipidica della cute permette al prodotto di penetrare nell’epidermide. L’applicazione deve avvenire la sera, perché l’acido glicolico è una sostanza fotosensibilizzante: la fotosensibilizzazione è il risultato di un’interazione fra i raggi ultravioletti del sole ed una sostanza ad essi sensibile presente a livello cutaneo, o perché lì è stata applicata oppure perché è stata ingerita ed ha raggiunto la pelle attraverso la circolazione sanguigna. A seguito della reazione di fotosensibilizzazione, la pelle appare arrossata e si può verificare la comparsa di un eczema

Cosa succede nella pelle dopo un peeling con acido glicolico

A livello cutaneo l’applicazione di acido glicolico durante l’esecuzione di un peeling chimico induce specifiche modificazioni del tessuto locale: in sostanza, nella pelle viene prodotta una lesione controllata per stimolarne il rinnovamento. Dal danno tissutale controllato alla messa in atto dei processi riparativi della pelle (wound healing), questi cambiamenti sono suddivisi in più stadi:
  • Stadio dell’infiammazione acuta e della coagulazione: la coagulazione è il processo attraverso il quale l’organismo blocca la perdita di sangue a livello delle lesioni delle pareti dei vasi sanguigni. Questo meccanismo, che si attiva dopo una ferita, ha lo scopo di evitare massive perdite di sangue ed attivare i meccanismi di cicatrizzazione della cute. Il contatto dell’acido glicolico con la pelle produce l’attivazione dei fattori della coagulazione e altre molecole che richiamano localmente cellule dell’infiammazione come neutrofili, macrofagi e linfociti, cellule del sistema immunitario che invadono il sito di lesione. Fra queste, i neutrofili vi giungono per primi, quasi immediatamente e vi restano per almeno tre o cinque giorni, mentre i macrofagi per ultimi, da tre a dieci giorni dopo il peeling. La reazione infiammatoria conduce a necrosi dell’epidermide, un fenomeno che comporta la morte delle sue cellule superficiali e che può essere più o meno profondo a seconda delle esigenze per le quali il trattamento viene eseguito e delle condizioni di applicazione dell’acido;
  • Stadio della riepitelizzazione: in questa fase si verifica la proliferazione cellulare, nella quale i cheratinociti sopravvissuti iniziano la loro migrazione dai margini della ferita e raggiungono la base della lesione, per moltiplicarsi e ripopolare il tessuto. Qui, la presenza di fibronectina, una glicoproteina coinvolta nei processi di coesione cellulare, favorisce l’adesione dei cheratinociti migranti alle cellule locali, stabilizzando il tessuto;
  • Stadio del tessuto di granulazione: i macrofagi presenti nell’area lesa danno il via alla produzione di tessuto di granulazione durante il secondo o terzo giorno dopo il peeling. Il tessuto di granulazione è un tessuto connettivale, altamente vascolarizzato, composto da capillari neoformati, fibroblasti proliferanti e cellule infiammatorie. Si tratta di un intermedio che segue la lesione ed evolve verso la riepitelizzazione. Il processo di rimodellamento dermico coinvolge anche i fibroblasti, cellule che producono collagene, elastina, glicosaminoglicani (sostanze che concorrono a mantenere l’idratazione cutanea) e proteasi (come le collagenasi). Il collagene è il principale responsabile dell’intelaiatura extracellulare e garantisce la resistenza della pelle alla tensione. La sua produzione richiede la presenza di vitamina C: ecco perché questa vitamina è tanto importante ai fini del mantenimento di una pelle giovane e sana. Insieme all’elastina, garantisce elasticità, densità e turgore alla pelle. Collagene ed elastina vengono deposti in fibre, disposte in maniera tale da assicurare resistenza alla matrice extracellulare della cute;
  • Stadio della neoangiogenesi: i fibroblasti ed i macrofagi accorsi nella sede della lesione liberano fattori di crescita per la neoangiogenesi, ossia la costituzione di nuovi vasi sanguigni. La ripresa dell’irrorazione sanguigna apporta ossigeno e nutrienti, essenziali nella rideposizione di epidermide e derma;
  • Stadio del rimodellamento del collagene: questo stadio prevede la sostituzione del tessuto di granulazione con epitelio definitivo; contestualmente, si verifica la maturazione e l’organizzazione del tessuto fibroso di collagene ed elastina in grandi fasci di fibre. Questo processo è controllato dalle collagenasi, gli enzimi che supportano la rottura delle vecchie fibrille di collagene e ne consentono la formazione di nuove. Le cellule epiteliali emigrano nel sito e proliferano, riepitelizzando la lesione. 

Domande e risposte

A cosa serve l’acido glicolico per il viso?
A livello cutaneo l’applicazione di acido glicolico induce specifiche modificazioni: nella pelle viene prodotta una lesione controllata per stimolarne il rinnovamento e garantirle un aspetto più levigato, liscio e luminoso. 
Dove si trova l’acido glicolico?
L’acido glicolico appartiene alla famiglia degli alfa-idrossiacidi (AHA), acidi organici di derivazione naturale (vengono definiti acidi della frutta) impiegati nella produzione di cosmetici mirati a stimolare il rinnovamento della pelle e a restituirle compattezza e luminosità. Estratto dalla barbabietola, dall’uva o dalla canna da zucchero, l’acido glicolico è il più importante alfa-idrossiacido.
Quante sedute di peeling con acido glicolico occorre fare per ottenere risultati?
La concentrazione di acido glicolico impiegato per il peeling chimico, il numero di sedute e le modalità di applicazione vengono stabiliti dal medico estetico o dal dermatologo per ogni singola persona e per ogni sua necessità.
Quali sono gli effetti collaterali dell’acido glicolico?
Se l’applicazione di acido glicolico avviene correttamente, gli effetti collaterali sono rappresentati da un lieve fastidio, accompagnato da rossore e pizzicore, che scompare gradualmente nei giorni seguenti. 
Si può applicare il make-up il giorno dopo il trattamento?
Se viene utilizzato un cosmetico contenente acido glicolico a casa, sì.
Se il peeling chimico con acido glicolico viene eseguito presso lo studio di un dermatologo o di un medico estetico è preferibile non applicare il make-up nei giorni seguenti.
In collaborazione con
Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.
Data di pubblicazione: 14 luglio 2020
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