ABC del Mal di schiena

ABC del Mal di schiena
22 febbraio 2017

Benessere

Gli Stati Uniti adottano le linee guida Europee


Soffri di lombalgia? Hai il più comune dei mal di schiena, caratterizzato da dolori che coinvolgono la colonna vertebrale.
Circa l’80% della popolazione italiana ne ha sofferto almeno una volta nella vita. Un problema diffusissimo, ma la terapia desta qualche controversia, almeno negli Stati Uniti. Le più recenti linee guida dell’American College of Physicians hanno modificato le precedenti indicazioni terapeutiche per questo disturbo: niente più farmaci (paracetamolo e oppiacei) ma piuttosto yoga, tai chi, massaggi e attività fisica. In fondo si tratta delle linee guida Europee, che prescrivono farmaci solo nel caso in cui altre terapie più soft non siano stati efficaci.

Ecco dunque cosa fare al presentarsi del mal di schiena.
  • Se il dolore dura meno di 6 settimane (lombalgia acuta o subacuta) sono consigliate terapie come il calore, massaggi, agopuntura e manipolazione spinale.
  • Se il dolore è cronico (persiste da almeno 6 settimane) si può provare con l’esercizio fisico, tai chi, yoga e tecniche di riduzione dello stress, leggere terapie laser. Così facendo si rilassano e si tonificano i muscoli della schiena, con conseguente riduzione dell’infiammazione e beneficio generale.
Solo se le terapie non danno miglioramenti, allora si può ricorrere all’assunzione di farmaci anti infiammatori non steroidei, come quelli a base di ibuprofene.

A paracetamolo e oppiacei si ricorre solo ai casi più gravi. “Quello che è importante è capire a quale disturbo ci troviamo di fronte, perché il dolore è solo un sintomo” spiega Marco Crostelli, presidente della Società Italiana di Chirurgia Vertebrale e membro della faculty della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia. “Spesso la lombalgia è legata a una semplice contrattura, ma in alcuni casi può essere causata da problemi molto più seri come un’ernia del disco o addirittura un tumore”. Di fronte a un dolore continuo quindi bisogna sempre rivolgersi al proprio medico, che sa individuare gli indizi di un problema più grave (ad esempio in caso di dolori forti, persistenti anche di notte in posizione di riposo), e indirizzarci da uno specialista.