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Tumore dell'utero: sintomi, cause e prevenzione

Tumore dell'utero: sintomi, cause e prevenzione
16 aprile 2019

Ricerca e Prevenzione

Indice


 

Che cos’è?

Il tumore dell’utero comprende al suo interno due principali tipologie di tumori:
  • quelli del corpo dell’utero, ossia la parte dove si svolge la crescita del bambino durante la gravidanza;
  • quelli della cervice uterina, ossia della parte più bassa dell’utero, che confina con la vagina, e che è la sede dove viene effettuato il ben noto PAP-test.
 

È molto frequente?

Complessivamente possiamo dire che il tumore del corpo dell’utero è il 5° più frequente tra le donne in generale; nelle donne giovani invece è più frequente il tumore della cervice rispetto a quello del corpo. Ogni anno si ammalano in Italia di un qualsiasi tipo di tumore dell’utero circa 10.000 donne.
 

Qual è la causa?

Immagine che mostra i vari stadi di avanzamento, da sano a grave, del cancro alla cervice dell'uteroÈ ormai noto che hanno un rischio maggiore di sviluppare un tumore del corpo dell’utero le donne che soffrono di ipertensione, diabete e obesità. Sono inoltre a rischio quelle donne che per vari motivi hanno livelli di ormoni estrogeni più elevati nel corso della vita: ad esempio in situazioni di anovulazione, oppure di elevato numero di cicli mestruali (per inizio precoce delle mestruazioni, menopausa tardiva, assenza di gravidanze, eccetera). Bisogna inoltre sottolineare che questo tumore colpisce più frequentemente le donne adulte/anziane, quindi l’età gioca un ruolo fondamentale nel suo sviluppo.
 
Il tumore della cervice ha una storia completamente diversa. A causarne la crescita è un virus, il famoso papilloma virus (o HPV), che viene contratto tramite i rapporti sessuali e infetta appunto la cervice. In natura esistono circa 120 tipi diversi di HPV; alcuni danno malattie benigne (tipo i condilomi) mentre altri possono appunto causare i tumori della cervice. Il rischio di incontrare il virus è maggiore se si hanno rapporti sessuali fin da molto giovani e se si hanno molti partner sessuali diversi. Oltre al virus, alcune situazioni in cui il sistema immunitario è meno attivo possono favorire lo sviluppo del tumore (ad esempio le persone che hanno l’HIV, oppure chi fa terapie particolari o ha fatto trapianti).
 

Si può curare?

In entrambi i tipi di tumori la terapia preferita è l’intervento chirurgico, ovviamente quando le dimensioni del tumore e le condizioni della paziente lo permettono. Altrimenti si possono utilizzare alternative come chemioterapia, radioterapia, immunoterapia, che possono anche essere abbinate alla chirurgia se necessario. Per entrambi i tipi di tumori la sopravvivenza è buona: infatti, dopo 10 anni dalla diagnosi sono ancora vive il 61% delle donne con tumore della cervice e il 74% di quelle con tumore del corpo dell’utero.


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Come si manifesta e come si può prevenire?

Eccoci alla sezione che più ci interessa trattare: quella relativa ai sintomi che possono far sospettare la presenza di un tumore dell’utero, e di tutte le azioni che possiamo fare per diagnosticare questa patologia il prima possibile. Perché c’è tanto che si può fare!
 
Immagine che mostra i sintomi del tumore alla cervicePer quanto riguarda il tumore del corpo, il sintomo principale è il sanguinamento; quindi se si osserva un sanguinamento strano dalla vagina è bene rivolgersi subito al medico per un controllo. Questa attenzione è importante specialmente prima della menopausa, quando un sanguinamento può essere confuso con banali alterazioni delle mestruazioni. Quindi il messaggio è questo: in presenza di un sanguinamento “anomalo”, fare subito un controllo dal medico!
 
Per quanto riguarda il tumore della cervice, anche qui il sintomo più frequente è il sanguinamento anomalo, magari dopo un rapporto sessuale.
Abbiamo però un’arma importantissima per prevenire questo tumore; infatti in Italia, così come in molti paesi del mondo, è attivo un programma di screening per il tumore della cervice uterina.

Che cosa significa?
Vuol dire che le ASL propongono gratuitamente alle donne di fare un semplicissimo esame che può identificare la presenza del papilloma virus. Se viene trovato il virus, la donna viene chiamata per effettuare altri esami di approfondimento e le terapie adeguate per eliminare l’infezione; in questo modo si riduce drasticamente il rischio che si sviluppi il tumore.

Fino a poco tempo fa l’esame proposto dalla ASL era il semplicissimo PAP-test, offerto ogni tre anni alle donne di età compresa tra 25 e 64 anni. Su indicazione del Immagine che mostra una ginecologa mentre sta per prelevare un campione da analizzare pre il pap testMinistero della Salute si sta però diffondendo il più moderno test HPV, offerto ogni 5 anni alle donne di età 30-64 anni; questo test si esegue in modo simile al PAP-test, quindi inserendo in vagina un bastoncino simile ad un cotton-fioc.

Lo screening per il tumore della cervice ha salvato tante vite e vi invitiamo a svolgerlo regolarmente; se la vostra ASL non vi ha contattato, fatevi aiutare dal vostro medico curante ad ottenere gratuitamente gli esami indicati.

Oltre allo screening, abbiamo anche un’altra arma molto importante di prevenzione contro il tumore del collo dell’utero. Da qualche anno è infatti disponibile un vaccino che protegge contro alcune forme di papilloma virus. Il vaccino va effettuato preferibilmente prima dell’inizio dei rapporti sessuali, ed è per questo che le ASL lo offrono gratuitamente alle ragazze adolescenti (intorno agli 11-12 anni); alcune regioni lo offrono anche ai maschi adolescenti, poiché il papilloma virus può causare alcune patologie anche nel maschio.

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Messaggi importanti da ricordare

  1. I tumori dell’utero sono tra i più frequenti nelle donne.
     
  2. Si manifestano spesso con sanguinamenti anomali dalla vagina, quindi: se c’è un sanguinamento strano, vai dal medico.
     
  3. Il tumore della cervice uterina è prevenibile, quindi:
    • Segui il programma di screening della tua ASL facendo il PAP-test o il test HPV.
    • Fai vaccinare le tue figlie e informa amiche e amici della possibilità di vaccinarsi.
       
  4. Abbi cura della tua salute in generale: riduci obesità, diabete e ipertensione.
 

Lo sai che…

Il PAP-test si chiama così per il nome dello scienziato che l’ha scoperto, il dottor Papanicolau.


 

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Riferimenti bibliografici

- AIRTUM/AIOM. I numeri del cancro in Italia 2018.
- Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=27&area=Screening
 
 

Domande e risposte

  1. Si può morire per un tumore dell’utero? 
    È la quinta causa più comune di morte per cancro tra le donne. La sopravvivenza, però, è buona: infatti, dopo 10 anni dalla diagnosi sono ancora vive il 61% delle donne con tumore della cervice e il 74% di quelle con tumore del corpo dell’utero.
     
  2. Qual è il primo segno di tumore uterino?
    Sia per quanto riguarda il tumore del corpo che il tumore della cervice, il sintomo principale è un sanguinamento anomalo. Bisogna stare attenti specialmente prima della menopausa, quando un sanguinamento può essere confuso con banali alterazioni delle mestruazioni. In presenza di un sanguinamento “anomalo” è necessario rivolgersi ad un medico.
     
  3. Il tumore all’utero può diffondersi rapidamente?
    Il tipo più comune di cancro endometriale cresce lentamente. Molto spesso si trova solo all'interno dell'utero. Il tipo che cresce più rapidamente e tende a diffondersi in altre parti del corpo è meno comune.
     
  4. Un tumore uterino può essere scambiato per un fibroma?
    I fibromi uterini sono escrescenze non tumorali nell'utero. Sono molto comuni e spesso non causano sintomi. Tuttavia, a volte i fibromi causano problemi quali sanguinamento mestruale pesante o prolungato, pressione o dolore pelvico e minzione frequente. Può essere pertanto necessario confermare la diagnosi con le indagini strumentali, di solito partendo da una ecografia.
     
  5. Dove si diffonde per primo il tumore dell’utero?
    Le forme tumorali che metastatizzano non sono comuni. In generale, il tumore uterino può metastatizzare a livello dei linfonodi retroperitoneali, pelvici e lomboartici, di vagina, ovaie e tube di Falloppio, retto o vescica. Altre aree in cui può diffondersi tardivamente sono polmone, ossa e fegato.
     
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottoranda di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, Responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia,  Tamburrano Andrea,  Tognetto Alessia, Vallone Doriana.