Approfondimento

Tubercolosi o TBC: incubazione, sintomi e cura

Tubercolosi o TBC: incubazione, sintomi e cura
24 marzo 2018

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Indice

 

Definizione

Con il termine tubercolosi o in sigla TBC, si intende una malattia infettiva causata da vari ceppi di microorganismi detti micobatteri. La forma maggiormente diffusa nell’uomo è provocata dal Mycobacterium tuberculosis, conosciuto come Bacillo di Koch. Questo batterio è stato identificato e descritto per la prima volta nel 1882 da Robert Koch, che per questo ricevette nel 1905 il Premio Nobel per la medicina.
 

Come si trasmette?

Il Mycbacterium tuberculosis si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse. Per trasmettere l’infezione è necessario che il soggetto sia malato e in particolare abbia in corso un'infezione polmonare attiva definita "bacillifera", e cioè, che sia in grado di trasmettere i bacilli (batteri) all’esterno.

La TBC che colpisce altri organi, come reni o ossa, non è contagiosa.
 
Per la forma che colpisce i polmoni, la probabilità di contagio aumenta con l’aumentare del tempo trascorso con il malato in ambienti chiusi.
 
In seguito al contatto con un paziente "contagioso" circa 70 persone su 100 tra quelle che inaleranno il batterio rimarranno "non infette", in quanto il sistema immunitario della persona elimina il batterio senza effetti. Circa 28 persone su 100 svilupperanno una infezione asintomatica, detta anche latente, che non dà sintomi e che in condizioni di importante immunodepressione potrà attivarsi (5-10% delle infezioni latenti può attivarsi nel corso della vita). Solo 1-2 persone su 100 svilupperanno invece direttamente una infezione attiva.
 

 

 

Sintomi e Diagnosi

I classici sintomi della malattia polmonare attiva sono:
L'infezione di altri organi provoca invece una vasta gamma di sintomi.

La diagnosi si basa sull'esame radiologico del torace (qui le strutture che lo effettuano), un test cutaneo alla tubercolina (Intradermoreazione di Mantoux), esami del sangue e microscopico e coltura microbiologica dei fluidi corporei.

 

Trattamento

Il trattamento della forma attiva richiede l'assunzione di antibiotici multipli per un tempo variabile (di solito 6 mesi), in particolare Isoniazide, Rifampicina, Etambutolo (o Streptomicina) e Pirazinamide (definiti farmaci di prima linea). Il successo di questo trattamento, se eseguito correttamente per tutto il tempo necessario, è di oltre l'85%. Dopo circa 2 settimane dall'inizio del trattamento farmacologico, la probabilità di contagio crolla e il malato non è praticamente più in grado di trasmettere la malattia (fase non contagiosa).

Purtroppo, a causa della diffusione di trattamenti incompleti o non correttamente somministrati, negli ultimi anni stanno comparendo ceppi resistenti ad alcuni di questi antibiotici. In particolare, ad oggi sono note due forme di resistenza principali:
  • TBC MDR (multidrug resistant), malattia provocata da batteri resistenti almeno ai due medicinali di prima linea, l’Isoniazide e la Rifampicina. La MDR-TBC va quindi curata necessariamente con farmaci di seconda linea. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la MDR-TBC è ormai presente praticamente in ogni area del mondo.
  • Un’altra forma di TBC resistente è la TBC XDR (extensively drug-resistant), per fortuna ancora molto rara. Si tratta di una forma di micobatterio resistente anche ai farmaci di seconda linea.
 

Quando la vaccinazione è obbligatoria

La vaccinaziona anti-TBC in Italia non è più obbligatoria, in quanto la TBC è considerata malattia rara grazie alla sua bassa incidenza. Tuttavia ci sono casi in cui la vaccinazione antitubercolare è obbligatoria. In particolare per:
  • bambini sotto i 5 anni che vivono o hanno contatti stretti con persone affette da TBC in fase contagiosa;
  • personale sanitario, studenti di medicina, allievi inferimieri e chiunque altro operi in ambienti ad alto rischio di esposizione a ceppi farmacoresistenti.
Nota: la protezione data dalla vaccinazione anti-TBC è forte nei bambini, ma non è affidabile negi adulti, che devono continuare a fare controlli periodici per tutto il periodo di potenziale esposizione a forme del virus. Consulta qui la lista delle vaccinazioni obbligatorie e consigliate in Italia.
 

Evoluzione della malattia

Attualmente un'infezione attiva, tempestivamente diagnosticata, e con una terapia effettuata correttamente, la tubercolosi è curabile nella maggioranza dei casi. La probabilità di successo della terapia dipende infatti dall’estensione della resistenza del ceppo batterico, dalla gravità della malattia e dal livello di compromissione del sistema immunitario del paziente.
 

Fattori di Rischio

La tubercolosi è una malattia strettamente legata, sia nella sua insorgenza sia nel suo decorso, alle condizioni di vita delle persone. Spesso, infatti, il vivere in contesti caratterizzati da scarse condizioni igieniche e in uno stato di malnutrizione o più in generale in cattive condizioni di salute può esporre a un maggior rischio di essere affetti dalla forma attiva di malattia, sia per una nuova infezione che per una riattivazione di forme latenti.
 

Un’altra condizione che espone a maggior rischio di contrarre la TBC è rappresentata dall’infezione da HIV e in maniera particolare dall’AIDS. Questo avviene perché si tratta di persone che presentano importanti compromissioni del sistema immunitario.
 

Quadro Epidemiologico

Secondo un rapporto pubblicato nel 2017 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la tubercolosi oggi è la nona causa di morte per malattia a livello mondiale, e la prima causa di morte da singolo agente infettivo, superando anche le infezioni da HIV/AIDS. I casi di morte per TBC nel 2016 sono stati circa1.6 milioni (stimati), con una prevalenza negli adulti (90%) e negli uomini (65%). A livello geografico, la maggior parte dei casi si concentra in India, Indonesia, Cina, Filippine e Pakistan (56%) e più in genrale il sud-est asiatico e le regioni a ovest del Pacifico raccolgono il 62% dei casi di TBC. L'europa conta circa il 3% dei casi.

Il diffondersi dei ceppi antibiotico-resistenti è un problema in crescita, soprattutto in Cina, India e in Russia, che da sole hanno raccolto quasi la metà dei casi con antibiotico resitenza alla prima linea (TBC MDR).

Per fortuna, nonostante quando precedentemente rilevato, la mortalità da tubercolosi sta diminuendo di circa un 3% l'anno.
Anche l'incidenza di nuovi casi si è ridotta a livello mondiale di circa il 2% ogni anno, mentre la prevalenza, il numero assoluto di casi, è in diminuzione dal 1990, in maniera più rapida dal 1997. Tuttavia l'OMS indica come strategia da seguire un'attenzione maggiore verso la problematica e una gestione efficace della malattia anche nella prevenzione, in modo da far scendere l'incidenza almeno del 4-5% annuo entro il 2020.
 
Casi di Tubercolosi EU / EEA 2016 - Fonte: European Center for Disease Prevention and Control.
tubercolosi 2016 incidenza europa

Per quanto riguarda l’Unione Europea i casi totali di TBC segnalati nel 2016 sono stati circa 59mila, circa 11.4 casi ogni 100.000 persone.

Nonostante anche in Europa si sia registrata una diminuzione di casi, con una media del 4.2% all'anno dal 2007 al 2016, tuttavia per estinguere la tubercolosi entro il 2030 bisognerenne che questa diminuzione arrivasse al 10% annuo.



 

La situazione italiana

In Italia il numero totale di casi nel 2016 è stato 4.032 (con un'incidenza del 6.6 per 100.000) di cui circa il 70% polmonari. 
L'età media di nuovi contagiati da Tubercolosi è di 51 anni tra i nati in Italia, di quasi 36 anni tra i nati all'estero.

Nel cinquantennio (1955-2008) il numero annuale di casi di TBC registrati dal sistema di notifica nazionale è passato da 12.247 a 4.418. Dal 1955 al 1981, la frequenza di TBC nella popolazione italiana si è ridotta progressivamente e drasticamente fino a raggiungere nel 1974 un tasso di incidenza di TBC al di sotto di 10 casi per 100.000 abitanti.
Negli ultimi venticinque anni il trend è stato sostanzialmente stabile, oscillando sempre intorno ai 7 casi per 100.000 abitanti con una leggerissima decrescita annua. Nel 2016 si è tuttavia registrato un leggero aumento dell'incidenza dovuto in particolar modo al numero di casi diagnosticati a cittadini stranieri.

A livello regionale i dati omogenei più recenti risalgono al 2008 anno in cui sono stati notificati 4.418 casi di TBC in 19 Regioni e 2 Province Autonome (P.A. Bolzano e P.A. Trento), con una diminuzione del 2,4% dei casi rispetto al 2007. Solo 6 Regioni (Lombardia, Piemonte, Marche, Puglia, Campania e Molise) e le P.A. di Bolzano e Trento hanno notificato un maggior numero di casi rispetto al 2007. Il 73% dei casi totali notificati nel 2008 provengono da Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia- Romagna e Piemonte. Nel 2008 il tasso grezzo di incidenza (nuovi casi diagnosticati) è stato di 3,8 casi su 100.000 per i nati in Italia e di 50-60 casi su 100.000 per i nati all’estero. Negli ultimi anni l’incidenza di TBC polmonare sembra stabile e intorno ai 5-6 casi per 100.000 residenti. 

Al momento in Italia è attivo un piano di sorveglianza e controllo della tubercolosi con l'obiettivo di :
  • ridurre l'incidenza della TBC nella popolazione nata in Italia;
  • aumentare la capacità di individuare tempestivamente la malattia tra le persone immigrate da paesi con alta incidenza tubercolare, entro i 5 anni dall'ingresso in Italia;
  • ridurre il tempo che intercorre tra la presenza dei primi sintomi e la diagnosi;
  • mantenere valori superiori all'85% dei casi di successo terapeutico (guarigione dalla malattia) e non superare l'8% dei casi di pazienti "persi" (che non seguono più i controlli necessari e il follow-up terapeutico)
  • verificare la diagnosi effettuando la coltura in almeno il 95% dei casi di TBC polmonare
  • verificare che la TBD MDR non superi l'8% dei casi e quella XDR sia inferiore al 2%.
Nonostante la tubercolosi sia considerata malattia rara in Italia, la sorveglianza si mantiene alta essendo il quadro epidemiologico molto vario nei diversi paesi europei, africani e asiatici e latino-americani.

 

Attualità

A seguito dell’aumentato afflusso di migranti sulle coste italiane, conseguente alla situazione di instabilità geopolitica del Mediterraneo meridionale, numerosi sono stati gli allarmi lanciati dai media sul rischio di epidemie di patologie infettive nel nostro Paese, tra queste anche la TBC. A oggi tutte le notizie di allerta riportate dalla stampa sono state autorevolmente smentite. Ai flussi migratori provenienti dalle coste del Nord Africa non è mai stato associato un aumento della frequenza di malattie infettive nel nostro paese. Inoltre, per monitorare la situazione, è stata attivata dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità (Cnesps-Iss), in collaborazione con le Regioni, una sorveglianza sindromica presso i centri di accoglienza distribuiti sul territorio nazionale. Il protocollo operativo è disponibile sul sito del Ministero della Salute. I dati raccolti sono visionati e analizzati per la rilevazione tempestiva di possibili emergenze sanitarie. I dati aggregati vengono pubblicati mensilmente su questo sito. Ad oggi non sono state segnalate emergenze sanitarie nel periodo in esame.
 

Lo sapevate che...

La tubercolosi in passato era anche chiamata "mal sottile", "consunzione" o "peste bianca" perchè sembrava consumare le persone da dentro, con febbre, pallore e fuoriuscita di sangue dalla bocca, oltre che occhi arrossati e sensibilità alla luce intensa. Per tali motivi delle volte la tubercolosi era anche associata al vampirismo: quando un famigliare moriva di TBC, anche gli altri membri della famiglia iniziavano ad ammalarsi. Nella superstizione popolare, il morto lentamente succhiava via la vita dai propri cari.

 
 
Riferimenti bibliografici
 
- Mandell, Douglas, Bennett. Principles and practice of infectious disease. Vol 2. Fifth edition, Churchill Livingstone.
- WHO and Stop TB partnership, The Stop Tb Strategy, Building on and enhancing DOTS to meet the TB-related Millennium Development Goals, 2006.
- WHO Report 2011 – Global Tuberculosis Control, 2010.
- Ministero della Salute. La tubercolosi in Italia. Rapporto 2008. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1472_allegato.pdf
- Geraci S. Oltre gli sbarchi. Per un http://www.saluteinternazionale.info/2014/07/oltre-gli-sbarchi-per-un-piano-nazionale-dellaccoglienza
- Riccardo F, Napoli C, Bella A, Rizzo C, Rota MC, Dente MG, De Santis S, Declich S. Syndromic surveillance of epidemic-prone diseases in response to an influx of migrants from North Africa to Italy, May to October 2011. Euro Surveill 2011;16(46):pii=20016.
- Ministero della Salute. Dipartimento della Comunicazione e Prevenzione Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Ufficio V. Protocollo operativo per la sorveglianza sindromica e la profilassi immunitaria in relazione alla emergenza immigrati dall’Africa settentrionale.