Approfondimento

La tosse nei bambini e negli adulti. Cause, rimedi, consigli

La tosse nei bambini e negli adulti. Cause, rimedi, consigli
18 ottobre 2017

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

 
Indice


 

Definizione

La tosse non è una malattia, ma un meccanismo di difesa del corpo. Attraverso la tosse si puliscono le vie aeree dal muco, dalle polveri e dai patogeni (batteri, virus), creando una forte pressione all’interno dei polmoni e sfogandola verso l’esterno tramite le vie aeree, o chiudendo la glottide e il palato (tosse) o lasciandole aperte (starnuto).
Si dice:
  • secca" la tosse che non comporta fuoriuscita di muco o catarro,
  • grassa" o “produttiva" quella in cui il muco è presente.
Per convenzione la tosse viene definita
  • acuta" quando dura meno di 3 settimane
  • cronica" se persiste oltre questo periodo di tempo.

 

Quadro Epidemiologico

La tosse costituisce un problema sanitario in costante aumento in tutto il mondo industrializzato. L’incidenza del sintomo della tosse varia nella popolazione generale dal 5-40% in base alle caratteristiche ambientali, all’età della popolazione, alla stagione e all’abitudine al fumo.

In Italia, la tosse costituisce, in ordine di frequenza, la terza causa che induce un paziente a consultare il proprio medico di base mentre, in ambito specialistico, la tosse persistente ad eziologia (causa) sconosciuta rappresenta il 10-35% della normale pratica ambulatoriale.

In circa l’85% dei casi la tosse acuta è provocata dal comune raffreddore, mentre le patologie che più frequentemente risultano responsabili di una tosse cronica sono il gocciolamento retronasale, l’asma bronchiale e il reflusso gastroesofageo. Queste tre patologie costituiscono da sole, o in associazione, circa l’80% di tutte le cause di tosse cronica, ma è bene ricordare che sono oltre 100 le affezioni che possono presentare come sintomo la tosse.

 

Le cause della tosse

La tosse può manifestarsi in seguito a infezioni e infiammazioni delle vie aeree, sia superiori inferiori, come:
  • riniti: infiammazioni del naso che possono essere dovute sia a infezioni virali (raffreddore, influenza) o batteriche, sia ad allergie (rinite allergica) che a sostanze irritanti (lavoratori del legno, locali molto polverosi, detergenti);
  • sinusiti: infezioni degli spazi aerei posti nelle ossa del cranio intorno al naso, che possono causare il gocciolamento di materiale purulento (catarro) irritando le vie aeree sottostanti;
  • laringiti e faringiti: possono essere causate dagli stessi agenti ed essere dovute al reflusso del contenuto dello stomaco (come nella malattia da reflusso gastroesofageo) che irrita le vie aeree e digestive;
  • condizioni che coinvolgono i polmoni e il cuore come bronchiti, polmoniti, asma bronchiale, bronchiti croniche (come la bronco polmonite cronica ostruttiva, tipica del fumatore), bronchiectasie (dilatazioni anomale dei bronchi dovute ad ostruzione), tubercolosi (infezione sostenuta da micobatteri), pneumotorace (presenza di aria nello spazio fra polmoni e torace) e scompenso cardiaco;
  • irritazioni della mucosa delle vie aeree dovuta al fumo, alla polvere o ad alcune specie di funghi.

Possono, inoltre, causare la tosse:

  • alcuni farmaci come, ad esempio, gli ACE inibitori (captopril, enalapril) usati per curare l’ipertensione;
  • alcuni tumori, benigni o maligni  (tumori della tiroide o del polmone);
  • meccanismi psicologici che si auto-rinforzano, dovuti alla percezione corporea dello stress e delle tensioni psicologiche; quest’ipotesi può essere presa in considerazione dopo aver scartato tutte le altre cause verosimili.
La tosse è, quindi, sia una difesa sia un problema, in quanto il continuo stimolo a tossire irrita la mucosa causando più tosse e inoltre può essere un sintomo di altre malattie sottostanti.

 

La tosse nel bambino

Nel bambino la tosse è molto frequente perché le difese immunitarie sono ancora immature e perché i bambini si trovano spesso a contatto con coetanei e corrono un rischio elevato di trasmettersi l’un l’altro molte infezioni respiratorie. Riflesso fisiologico per espellere qualcosa in modo deciso, la tosse è un disturbo ben presente nei bambini in forma acuta (da meno di sette giorni a tre settimane), persistente (da tre settimane a otto) o cronica (oltre le otto settimane).

La tosse persistente o cronica può essere figlia della forma secca, insistente e che compare dopo un raffreddore o uno sforzo fisico. Si può manifestare per un’infiammazione cronica delle vie respiratorie di natura allergica o esito di asma; la tosse gestuale (mano davanti alla bocca), assente durante il sonno, può essere di origine psicologica; la tosse a crisi con urlo inspiratorio si lega alla pertosse o parapertosse: la tosse catarrale e produttiva si deve a infezioni polmonari persistenti (fibrosi cistica, bronchiectasie); la tosse secca o grassa che peggiora da sdraiati può indicare il reflusso gastroesofageo, frequente nei lattanti.

In caso di tosse acuta è bene rivolgersi al pediatra quando il bimbo ha pochi mesi e la tosse va oltre i due giorni, se respira rapidamente o con difficoltà; quando la tosse è improvvisa ed è possibile che il piccolo abbia ingerito qualcosa; quando il bambino sembra abbaiare o fischiare; se c’è febbre per più di 3 o 4 giorni. Quando la tosse persiste o sono presenti ricadute è bene indirizzarsi a test allergologici o alla spirometria, se si sospetta una forma di asma. La tosse acuta si risolve da sola in breve, grazie anche a lavaggi nasali con soluzione fisiologica. In caso di mal di gol o bronchite, bene l’aerosol con soluzione fisiologica e broncodilatatori e/o cortisonici.

Le avvertenze: gli antibiotici vanno somministrati solo in caso di tosse di natura batterica. Niente sedativi per la tosse nei bambini, spettoranti e mucolitici solo in casi particolari, su indicazione del pediatra. Mai abusare degli sciroppi. Per contrastare il riflesso a tossire ottime le bevande calde ed emollienti – il latte con miele – ma soprattutto bere acqua per impedire che il catarro si addensi. Per calmare la tosse gli ambienti vanno umidificati. Evitare ai bambini il fumo passivo.

Ci sono alcune condizioni che sono più tipiche nel bambino rispetto agli adulti:
  • la bronchiolite: infezione dei bronchi di minor calibro dovuta ad un virus autolimitante (nella maggior parte dei casi l’agente responsabile è il virus respiratorio-sinciziale);
  • il croup: infiammazione delle vie aeree che può essere scatenata da infezioni e porta ad edema (gonfiore dovuto ad accumulo di liquido nei tessuti) della laringe con difficoltà nella respirazione;
  • la pertosse (o tosse canina): infezione delle vie respiratorie causata dal batterio Bordetella pertussis e caratterizzata da una tosse violenta che finisce con il tipico urlo inspiratorio quando il bambino inspira (non sono rari uno o più conati di vomito associato);
  • occasionalmente, la fibrosi cistica, malattia genetica che causa la produzione di un muco denso e difficile da espettorare

 

Come curare la tosse

Non è sempre utile e necessario curare la tosse, soprattutto nei casi di tosse lieve, di breve durata, perché è probabile che si tratti di un’infezione virale che si risolverà da sé nel giro di poche settimane. In alcuni casi sarà necessario rimuovere gli elementi irritanti che la provocano (fumo, sostanze inquinanti o allergizzanti), in altri migliorare il sintomo con sedativi. Spesso, però, tali farmaci sono del tutto controindicati se ricordiamo che la tosse svolge un ruolo utile all’organismo. Tuttavia, a volte la tosse rende difficile e penosa la vita del paziente e, dunque, anche i sedativi finiscono con l’essere dei farmaci indispensabili, il cui utilizzo dovrebbe essere comunque preceduto dalla prescrizione medica.

Quando la tosse è associata a congestione nasale sono di aiuto i lavaggi all’interno del naso atti a rimuovere il muco. In questo caso adatta è l’acqua di mare o le soluzioni fisiologiche. Per calmare i sintomi associati alla tosse (ad esempio mal di gola, febbre, dolore al petto etc.) è possibile avvalersi di antidolorifici come paracetamolo o ibuprofene.

Suggerimenti sempre utili sono quelli di bere molti liquidi, di utilizzare il classico rimedio a base di latte e miele per ammorbidire le mucose della gola, irritate dalla tosse, di non soggiornare in luoghi in cui si fuma, di umidificare gli ambienti e di riposarsi.

 

Quando andare dal medico

Se la tosse si limita a qualche colpo di tosse o è legata a patologie benigne (raffreddore, influenza) non c'è da preoccuparsi, mentre quando diventa cronica o presenta caratteristiche insolite merita certamente di essere approfondita da parte del medico.

In generale, si dovrebbe consultare un medico se:
  • la tosse persiste da oltre 3 settimane;
  • la tosse è particolarmente grave o sta peggiorando;
  • se è presente anche sangue;
  • se ci sono difficoltà respiratorie o dolore al petto;
  • se la tosse disturba il sonno per giorni;
  • se ci sono altri sintomi preoccupanti, come una perdita di peso inspiegabile, un cambiamento permanente nella voce o rigonfiamenti del collo
Se il vostro medico di famiglia non è sicuro di cosa sta causando la tosse, si può fare riferimento a uno specialista per una valutazione. Potranno essere necessari alcuni test, come ad esempio una radiografia del torace, prove allergiche, i test di respirazione o l’analisi di un campione di catarro per verificare la presenza di infezione.

 

Cosa fa un buon medico

Raccoglie una completa anamnesi (storia clinica e dei sintomi) dal paziente, e cerca di individuare le possibili cause organiche. Tiene in considerazione tutti i distretti da cui può avere origine e le possibili patologie, non solo infettive, che possono generare e mantenere la tosse; revisiona quali farmaci assume il paziente e individua i possibili responsabili modulando la terapia in modo da scegliere equivalenti meglio tollerati.

Sconsiglia l’uso spontaneo di antibiotici e ne valuta l’uso solo se realmente necessario.

Una volta scartate tutte le possibili patologie causali rassicura il paziente e valuta stress o altri fattori psicologici che possano causare e sostenere la tosse.

In ultimo, consiglia farmaci sedativi della tosse solo se vi sia un reale beneficio e tenendo conto degli eventuali effetti collaterali degli stessi.

 

Lo sapevate che...

  • Il miele, un rimedio che viene classicamente utilizzato per alleviare la tosse, non deve essere somministrato a bambini di meno  di un anno a causa del rischio di botulismo infantile. Il miele è l’unico alimento correlato al botulismo infantile e deve essere eliminato dalla dieta dei neonati ed evitato come dolcificante sui succhiotti .
  • In caso di infezioni virali, come ad esempio il raffreddore e l’influenza, assumere antibiotici NON SERVE e non migliora la sintomatologia; talvolta possono essere consigliati dai medici per evitare il sovrapporsi di infezioni batteriche nei soggetti più deboli. In Italia, così come in Europa, la comunità medica sta cercando di limitare il consumo di antibiotici e farmaci da banco per evitare l’abuso di antibiotici e la comparsa di ceppi batterici resistenti.
  • evitare gli ambienti eccessivamente secchi, che facilitando l'irritazione delle vie respiratorie. Ricorrere agli umidificatori o appoggiare salviette umide sui termosifoni. In caso di tosse grassa l'ambiente umido aiuta a produrre muco da espettorare;
  • con temperature rigide è bene coprire, oltre alla gola, anche il naso;
  • in caso di tosse grassa sono utili le bevande calde come tè e brodo, per ridurre l'irritazione delle prime vie respiratorie e rendere più fluido il muco;
  • se la tosse è grassa si consiglia di dormire a pancia in giù per evitare che il catarro si accumuli in prossimità della laringe, creando il colpo di tosse che disturba il sonno.




Riferimenti bibliografici

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