Approfondimento

Sindrome del colon irritabile: segni, sinotmi e cibi da evitare

Sindrome del colon irritabile: segni, sinotmi e cibi da evitare
07 agosto 2018

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Indice


Definizione

La sindrome del colon irritabile (IBS) è un disordine funzionale dell’apparato gastrointestinale principalmente caratterizzato da dolore addominale e alterazioni dell’alvo (problemi nella defecazione) in assenza di altra patologia specifica che ne causi i sintomi.

 

Epidemiologia

Sebbene la prevalenza della malattia sia globalmente di difficile comprensione a causa dell’eterogeneità dei criteri diagnostici, studi di comunità ci dicono che questa sindrome coinvolge dal 10 al 25% della popolazione, in modo differente a seconda dei Paesi. La IBS è diffusa da 1,5 a 3 volte di più nelle donne e colpisce nel 50% dei casi persone sotto i 35 anni di età.

 

Cause

Le cause della IBS non sono ancora state chiaramente identificate.

Tuttavia è noto che tra i fattori potenzialmente implicati nella sua genesi possiamo trovare una pregressa infezione gastrointestinale (che causa persistenza di alterazioni immunologiche, ossia del sistema immunitario, ed iperreattività muscolare e neuronale della parete intestinale), un’alterazione di meccanismi neurormonali cerebrali, un’alterata permeabilità della mucosa intestinale ed eventuali intolleranze alimentari.

I meccanismi fisiologici principali alla base di questo disordine funzionale sono legati all’alterazione della motilità intestinale, all’ipersensibilità dell’individuo al dolore viscerale (dolore che ha origine dagli organi interni del nostro corpo), a disturbi di natura psicologica (ansia, depressione), all’irritazione della mucosa intestinale o della popolazione batterica che naturalmente abita il nostro intestino (microbioma).

 
Sintomi

Chi soffre di colon irritabile manifesta principalmente dolore addominale diffuso o localizzato ai quadranti inferiori dell’addome, diarrea o stipsi oppure entrambi, distensione addominale con gonfiore e presenza di gas e altri possibili sintomi associati come nausea, vomito, difficoltà a digerire, disfunzioni sessuali (dolore durante il rapporto e calo della libido), alterazioni urinarie.

Altre condizioni associate al colon irritabile sono la fibromialgia, sindrome da fatica cronica, dolore cronico alla schiena, pelvico o cefalea, disfunzione dell’articolazione della mandibola.
 

Diagnosi

Se nei primi anni del 1900 questa patologia era conosciuta e diagnosticata soltanto attraverso l’esclusione di malattie più gravi di tipo infettivo o tumorale, più recentemente sono stati generati dei criteri diagnostici specifici, i criteri di Roma, che riconducono la sindrome del colon irritabile al più grande gruppo dei disturbi funzionali gastrointestinali (FGID)  anche detti disordini dell’interazione intestino-cervello (DGBI).

Tali criteri, gli ultimi definiti a Roma nel 2016 detti Criteri Roma IV, si basano principalmente sulla storia clinica e sull’anamnesi del paziente, senza bisogno di indagini più invasive.

Dolore addominale presente almeno un giorno a settimana nei precedenti 3 mesi e associato a:
  • Cambiamento della frequenza della defecazione
  • Cambiamento di forma e consistenza delle feci
 
Secondo i criteri di Roma IV la sindrome del colon irritabile può essere pertanto così classificata:
  • Sindrome del colon irritabile con predominante stipsi
  • Sindrome del colon irritabile con predominante diarrea
  • Sindrome del colon irritabile mista
  • Sindrome del colon irritabile non classificabile.

Trattamento

La gestione consiste principalmente nell’adozione di misure dietetiche, di un eventuale supporto psicologico teso ad un miglioramento della gestione dello stress e, infine, dell’utilizzo al bisogno di farmaci sintomatici.
 

Misure dietetiche

Evitare caffeina, alcolici e bevande eccitanti può aiutare a ridurre l’ansia e l’irritabilità della mucosa intestinale.

Evitare i legumi, come anche lattosio e fruttosio in pazienti già intolleranti, può prevenire l’aumento del gonfiore addominale.

In alcuni casi la sindrome del colon irritabile può essere associata, inoltre, all’intolleranza al glutine anche in assenza di conclamata celiachia; una dieta priva o a ridotta quantità di glutine può aiutare a migliorare i sintomi.

Inoltre, un gruppo di particolare di carboidrati particolarmente fermentabili (FODMAPs) presenti in frutta e verdura come anche nelle farine ed in molti altri alimenti della nostra dieta, in condizioni particolari possono portare ad un’aumentata proliferazione batterica che aumenta produzione di gas e quindi gonfiore. Non potendo eliminarli completamente, si possono scegliere regimi alimentari temporanei mirati al contenimento dell’ingestione di tali sostanze.

 

Trattamento farmacologico

Il trattamento farmacologico è principalmente sintomatico e prevede, nel trattamento di gonfiore e dolore addominale, l’utilizzo di farmaci antispastici e antidepressivi, mentre l’uso delle fibre non sempre è in grado di ridurre i sintomi.

Nella forma diarroica della IBS, i farmaci antidiarroici riducono la frequenza ed aumentano la consistenza delle feci mentre non hanno effetti sul dolore o sulla distensione addominale.

Dal 2012 è suggerito l’uso della Linaclotide, un agonista della guanilato ciclasi 2C (un enzima con un importante ruolo nella secrezione di fluidi da parte delle cellule della mucosa intestinale) per il trattamento della stipsi cronica nella IBS con predominante stipsi.

La Rifaximina, antibiotico ad azione locale, viene utilizzato nelle forme diarroiche di IBS ed ha azione su sintomi quali diarrea, gonfiore addominale e dolore.

Lo sapevate che

In Italia “solo” il 50% della popolazione si rivolge ad un medico per questi sintomi, ma in altri paesi questa percentuale è molto inferiore (ad es: 30% Olanda, 20% Belgio, 10% in Svizzera Francia e Spagna).
 



 

Riferimenti bibliografici

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In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

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Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia,  Tamburrano Andrea,  Tognetto Alessia, Vallone Doriana.