Approfondimento

Protesi di spalla: quando è utile? Diagnosi e Trattamento

Protesi di spalla: quando è utile? Diagnosi e Trattamento
09 ottobre 2018

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma


Indice

 

Introduzione

La struttura scheletrica della spalla è composta da tre ossa: la clavicola, l’omero e la scapola.
Per essere più precisi, l’"articolazione" della spalla consiste in 5 articolazioni proprie:
  • l'articolazione gleno-omerale;
  • l'articolazione acromio-clavicolare;
  • l'articolazione sterno-clavicolare;
  • l'articolazione scapolo-toracica;
  • l'articolazione sotto-deltoidea.

Il movimento è reso possibile, oltre che da muscoli e tendini, dalla presenza di ulteriori componenti: la cartilagine, la membrana sinoviale, il liquido sinoviale. Quando a carico dell’articolazione si realizza un significativo grado di usura e danneggiamento, può rendersi necessaria una sostituzione delle componenti interessate tramite ricorso a dispositivi artificiali: le protesi.
 

Epidemiologia

Dal “Programma Nazionale Esiti” edizione 2017 si evince che nell’anno 2016 in Italia sono stati effettuati 8224 interventi di protesi di spalla. I dati del Registro italiano artroprotesi (RIAP) dell’Istituto superiore di sanità (ISS) testimoniano come tale numero sia quintuplicato negli ultimi 15 anni. La fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra i 65 e i 74 anni, con una prevalenza del sesso femminile su quello maschile. Dal punto di vista della mobilità – come per il trattamento di diversi altri problemi di salute – si evidenzia una notevole attrattività delle regioni centro-settentrionali nei confronti dei cittadini residenti nel Mezzogiorno.
 

Indicazioni chirurgiche

La soluzione chirurgica può essere prospettata ai pazienti che presentino dolenzia importante alla spalla con conseguente disabilità articolare, ossia con oggettivo impedimento allo svolgimento delle normali attività quotidiane. L’indicazione all’intervento è posta qualora non si riscontri miglioramento a seguito di terapia farmacologica e specifica terapia fisica.

La condizione patologica di base può essere in primis di natura infiammatoria (artriti, di natura autoimmune o conseguenti a gravi infortuni) oppure degenerativa (artrosi, ossia un’usura articolare legata all’invecchiamento). Ulteriori cause degne di nota sono la necrosi avascolare della testa omerale (interruzione del flusso ematico al tessuto osseo da cause traumatiche o atraumatiche, comprendenti abuso di steroidi e alcol), eventuali fratture importanti non trattate adeguatamente o precedenti interventi di sostituzione non andati a buon fine.
 

Diagnosi

Il medico di famiglia è certamente la figura cui rivolgersi in prima battuta qualora si presenti duratura sintomatologia dolorosa a carico della spalla; ad ogni modo, per una valutazione approfondita è indicato rivolgersi ad esperto specialista ortopedico che, a seguito di anamnesi ed esame obiettivo, saprà consigliare gli approfondimenti di diagnostica strumentale più appropriati (solitamente una radiografia, con talvolta in aggiunta una TC– per valutare la condizione dell’osso – o una RM – utile per lo studio dei tessuti molli).
 

Trattamento

Il trattamento chirurgico può essere di varia natura. Nel caso in cui sia necessaria una sostituzione dell’articolazione in ogni sua componente, si parla di protesi totale di spalla; quando il danno è significativamente presente solo a carico della testa dell’omero, viene sostituita solo questa e in tal caso si parla di emiartroplastica o endoprotesi. Altre tipologie di intervento sono rappresentate dall’impianto di una protesi inversa (inversione di concavità e convessità articolari) oppure di una protesi emicefalica o di rivestimento (sostituzione della superficie articolare della testa dell’omero). 

Per quanto concerne i materiali, le moderne protesi sono costituite principalmente da leghe di titanio e leghe di cobalto-cromo-molibdeno e polietilene ad altissimo peso molecolare.

Il tasso di complicanze dell’intervento si attesta attorno al 6%.
Tra di esse ricordiamo:
  • persistenza della dolenzia;
  • allentamento e mobilizzazione delle strutture protesiche;
  • aderenze cicatriziali;
  • lesioni a carico delle strutture nervose e/o vascolari viciniori;
  • infezioni.
Particolarmente importante è la fase di convalescenza a domicilio post-intervento: è raccomandato l’utilizzo di un tutore, una certa attenzione – come per ogni intervento – alla ferita chirurgica, nonché l’effettuazione di specifici esercizi che in ciascun caso saranno individuati dal chirurgo ortopedico ed illustrati al paziente.
 

Lo sapevate che… ?

  • se il paziente è sufficientemente cauto nella vita post-intervento (evitando attività sportiva che sovraccarichi eccessivamente l’articolazione ed il sollevamento di pesi superiori a 10 kg), la protesi può arrivare a durare più di 20 anni;
  • la guida dell’automobile è vietata per almeno un mese dall’intervento;
  • quasi il 90% dei pazienti operati di protesi di spalla riferisce un notevole miglioramento della qualità di vita;
  • quando si ha bisogno di cure dentali, è indispensabile accertarsi che il nostro dentista sia al corrente che siamo portatori di una protesi. Ciò ha delle implicazioni sulla tipologia di profilassi antibiotica necessaria;
  • essere portatori di una protesi ci rende “positivi” ai metal detector presenti in aeroporto o in determinate aree sottoposte a misure di sicurezza. È sufficiente farlo presente agli addetti presenti in loco.



Riferimenti Bibliografici

- Bayona CEA1, Somerson JS2, Matsen FA 3rd3.The utility of international shoulder joint replacement registries and databases: a comparative analytic review of two hundred and sixty one thousand, four hundred and eighty four cases. Int Orthop. 2018 Feb;42(2):351-358.
- Marcheggiani Muccioli GM, Huri G, Grassi A, Roberti di Sarsina T, Carbone G, Guerra E, McFarland EG, Doral MN, Marcacci M, Zaffagnini S. Surgical treatment of infected shoulder arthroplasty. A systematic review. Int Orthop. 2017 Apr;41(4):823-830.
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottoranda di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, Responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia,  Tamburrano Andrea,  Tognetto Alessia, Vallone Doriana.