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Approfondimento

La prevenzione del tumore del colon-retto

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15 novembre 2016

Ricerca e Prevenzione

Epidemiologia
Il cancro del colon-retto è il secondo tumore più frequente nella popolazione italiana (circa il 13% di tutte le neoplasie diagnosticate). Tra gli uomini rappresenta il terzo tumore più frequente dopo prostata e polmone, mentre tra le donne è al secondo posto, preceduto dal tumore della mammella.
 I decessi per carcinoma del colon-retto, nel 2012, sono stati 19.202, più della metà nella popolazione maschile. Si nota, comunque, una riduzione della mortalità sia negli uomini (-0,6%/anno) che nelle donne (-1,2%).

Segni e sintomi
Con l’età cresce il rischio di ammalarsi di cancro del colon-retto e la possibilità che si verifichi diventa più frequente dopo i 50 anni. Per questo le strategie di prevenzione si focalizzano proprio a partire da questa soglia di età.
Nelle fasi iniziali il tumore del colon-retto può non dare sintomi o manifestarsi, ad esempio, attraverso presenza di sangue nelle feci o un’alterazione costante e persistente dell’evacuazione. Nelle fasi più avanzate la malattia può, invece, essere caratterizzata da sintomi più gravi quali gonfiore e distensione addominale improvvisi e ingravescenti, assenza di movimenti intestinali con drammatica riduzione fino all’interruzione delle evacuazioni, forti dolori addominali e vomito. Altri sintomi possono essere anemia e perdita di peso.

Cause
Nella maggior parte dei casi il tumore del colon-retto evolve da polipi (adenomi), cioè piccole escrescenze benigne frutto della proliferazione cellulare della mucosa intestinale.
 Esistono vari fattori di rischio che possono portare allo sviluppo di queste forme di tumore: la storia familiare (presenza di parenti con storia di tumore al colon-retto), l’alimentazione (dieta ricca di grassi animali e povera di fibre), il fumo, l’alcol, l’obesità, la sedentarietà e malattie come il Morbo di Crohn o la Rettocolite ulcerosa.
Esistono, poi, condizioni genetiche ereditarie come la Poliposi adenomatosa familiare e la Sindrome di Lynch che sono cause certe della malattia.

Prevenzione
Molti cambiamenti negli stili di vita possono portare a ridurre il rischio di sviluppare il cancro al colon-retto. Vediamoli in sintesi:
  • Alimentazione. Una dieta con pochi grassi e tanta frutta e verdura può ridurre il rischio di sviluppare il cancro al colon-retto (oltre a tanti altri tumori, malattie cardiovascolari etc).
 Con l’attività fisica
 il rischio di cancro al colon-retto può essere ridotto di un quinto: è sufficiente 1 ora di attività fisica intensa o 2 ore di attività fisica moderata.
  • Peso corporeo. Ridurlo diminuisce anche il rischio di questa malattia. 
  • Fumo e alcol. Il fumo e l’alcol sono fattori di rischio. Smettere di fumare e bere poco alcol è, quindi, una strategia efficace per ridurre il rischio di sviluppare il tumore del colon.

Screening
Lo screening sulla popolazione per indagare sulla presenza di un carcinoma colon-rettale è un programma di prevenzione organizzato dal Servizio Sanitario Nazionale che offre ai cittadini tra i 50 e i 69 anni di età dei test di primo livello (ricerca del sangue occulto fecale e retto-sigmoidoscopia) e di secondo livello (colonscopia) con cui è possibile intercettare la malattia in fasi precoci, quindi potenzialmente curabili, o di individuare i precursori del cancro (come i polipi), la cui rimozione per via endoscopica consente di prevenire la malattia.

Dettaglio degli esami di screening
Il test utilizzato nella quasi totalità dei programmi di screening è quello del sangue occulto nelle feci, eseguito ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni. L’esame, molto semplice prevede la raccolta (eseguita a casa) di un piccolo campione di feci e nella ricerca di tracce di sangue non visibili a occhio nudo. Prima dell’effettuazione del test non sono necessarie restrizioni nella dieta. Se si riscontra la presenza di tracce di sangue, possibile indizio della presenza di forme tumorali oppure di polipi (che possono, col tempo, degenerare), bisogna sottoporsi a esami di approfondimento.
Tra i programmi di screening attivi in Italia, ad esempio in Piemonte, c’è anche la retto-sigmoidoscopia. Consiste in un esame endoscopico che visualizza direttamente, tramite una sottile sonda dotata di telecamera, l’ultima parte dell’intestino). La retto-sigmoidoscopia va fatta una sola volta all’età di 58-60 anni.

Gli esami in approfondimento
Nel caso di positività all’esame del sangue occulto nelle feci o alla retto-sigmoidoscopia, i programmi di screening prevedono l’esecuzione di una colonscopia come esame in approfondimento. Si tratta di un esame endoscopico che permette di esaminare l’intero colon-retto e, oltre a essere un efficace strumento diagnostico, può funzionare anche come strumento terapeutico.
Se viene confermata la presenza di polipi la colonscopia permette, infatti, la loro rimozione nel corso dello stesso esame. I polipi rimossi vengono, successivamente, analizzati e, in base al loro numero, alle loro dimensioni e alle loro caratteristiche cellulari, si avviano percorsi terapeutici e di controllo specifici.