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La Polmonite: sintomi, cause, diagnosi e trattamento

La Polmonite: sintomi, cause, diagnosi e trattamento

Benessere

Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2019

Indice

Introduzione

Le polmoniti sono delle malattie infettive che colpiscono i polmoni. Nonostante siano una causa significativa di mortalità e di perdita di giorni di lavoro, spesso queste malattie sono non diagnosticate, non trattate, e la frequenza reale nella popolazione italiana è sottostimata.
 
Immagine in cui si vede una ragazza che indossa un maglione e una voluminosa sciarpa nell'atto di tossirePer poter comprendere e curare al meglio una polmonite bisogna catalogarla in gruppi specifici.
Solitamente si dividono le polmoniti secondo un criterio clinico, e secondo un criterio “sede di insorgenza” della polmonite. In base al primo criterio le polmoniti si possono dividere in polmoniti tipiche e atipiche: la differenza tra le due è che le polmoniti atipiche presentano un quadro clinico più sfumato che spesso può non essere riconosciuto e che sono determinate da patogeni spesso resistenti agli antibiotici di uso comune. In base al secondo criterio si possono dividere in “polmoniti comunitarie” (CAP), quando l’infezione è stata contratta al di fuori delle sedi di cura, e “polmoniti nosocomiali” quando contratte nelle sedi di cura come l’ospedale, le lungodegenze, ecc..
 
Ciò che la differenza è il tipo di patogeno che causa della malattia: nel secondo gruppo sono solitamente comprese polmoniti provocate da microorganismi resistenti a molte terapie antibiotiche e quindi più difficili da debellare.
 

Epidemiologia

Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2015 ci sono stati in totale 11632 decessi per polmonite in tutta Europa. La polmonite è al giorno d'oggi una malattia molto diffusa che colpisce circa 450 milioni di persone l'anno, in tutte le parti del mondo.
Si tratta di una delle principali cause di morte tra tutte le età: è infatti responsabile di circa 4 milioni di decessi (il 7% della mortalità mondiale totale) all'anno.
 
L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che una morte su tre tra i neonati è dovuta alla polmonite. Circa la metà di questi decessi può teoricamente essere evitata, in quanto è causata da batteri per i quali è disponibile un efficace vaccino.
L’influenza ha un andamento stagionale, essendo più frequente nel periodo invernale e ad inizio primavera, come anche molte forme di polmoniti, soprattutto quelle tipiche, più frequenti nei periodi invernali, con temperature basse che favoriscono la trasmissione dei germi.
 

Sintomi

Immagine che mostra quali sono i sintomi che affliggono le diverse parti del corpo nel caso in cui un soggetto contragga la polmoniteIl paziente con polmonite è frequentemente febbrile: nei casi di polmonite tipica la febbre è solitamente alta con brividi scuotenti, mentre nelle forme atipiche si ha una febbricola (<38 °C) o spossatezza.
La tosse può essere secca, produttiva con muco misto a pus o associata a strie di sangue.

In base alla gravità della polmonite il paziente può avere il respiro corto, tanto da avere difficoltà a parlare. In una minor percentuale di casi il paziente può avere anche dolore toracico localizzato e di tipo puntorio (es. come una fitta o come una punta di spillo).
Meno frequentemente possono presentarsi sintomi di natura gastrointestinale come nausea, vomito e diarrea. Altri sintomi che possono presentarsi sono: fatica, mal di testa, dolori muscolari, dolori articolari. È frequente un aumento della frequenza respiratoria, l’uso dei muscoli respiratori accessori e un aumento della frequenza cardiaca.
Nel paziente anziano le manifestazioni possono essere più subdole: il quadro clinico può essere caratterizzato da febbricola o sensazione di stanchezza, o solamente dalla comparsa di confusione o da un aggravamento di quest’ultima se fosse già presente.
 

Cause

Immagine che mostra tante scatole di antibiotici, necessari per sconfiggere la polmoniteLe polmoniti rappresentano la proliferazione di microrganismi all’interno degli alveoli, ovvero le unità primarie dell’apparato respiratorio. La modalità di trasmissione più frequente dipende dal contatto delle goccioline di aerosol con le prime vie respiratorie del paziente contagiato.
I microorganismi causanti queste patologie possono appartenere a diverse specie: si possono trovare batteri, virus, funghi e protozoi.
Il microorganismo più implicato è lo Streptococcus pneumoniae, gli altri agenti vanno considerati in base ai fattori di rischio propri del paziente.

 
Fattori di rischio per polmonite  
Alcolismo Asma
Immunodepressione Ospedalizzazione
Età superiore ai 70 anni Demenza
Obesità
Scompenso cardiaco
 
Patologie cerebrovascolari Fumo di tabacco
BPCO (bronchite cronica)
Infezione da HIV
 
Malformazioni congenite dell’apparato respiratorio (es. fibrosi cistica Malformazioni acquisite dell’apparato respiratorio (es. bronchiectasia)

Un problema attuale e centrale per il momento storico sono le infezioni causate dal cosiddetto MRSA (Meticillin-resistent Staphylococcus aureus), una forma di batterio molto resistente agli abituali antibiotici utilizzati in comunità, come ad esempio l’Amoxicillina-Acido Clavulanico. La causa principale per cui è aumentata l’incidenza di polmonite da questo batterio è l’uso scorretto, e spesso non necessario, di antibiotici.
 

Diagnosi

La radiografia è uno dei primi esami da effettuare e serve per confermare la presenza di polmonite, per differenziare tra le varie forme e per stabilire la gravità.
L’esame dell’espettorato, ovvero del muco prodotto, ha varie funzioni: la prima è visualizzare al microscopio il germe in questione, la seconda è stabilire quale antibiotico è il più utile per combattere l’infezione (se l’ipotesi comprende batteri tra le cause).
 
Nel bambino la radiografia serve per escludere forme gravi o complicanze, nei pazienti che non presentano un miglioramento della sintomatologia, o un peggioramento della stessa. In base al risultato sarà indicata o meno l’ospedalizzazione.
 

Trattamento

La gestione del paziente con polmonite varia da caso a caso; la terapia e i “luoghi” di cura possono essere diversi in base alla gravità dei sintomi. Alcuni pazienti possono essere curati a casa o in ambulatorio, altri devono essere gestiti in ospedale. La scelta viene presa dal clinico in base alla gravità del caso in questione.
 
Immagine che mostra una mamma nell'atto di aiutare la sua bambina a tenere la mascherina per l'aerosol vicino alla bocca e al nasoA causa della difficoltà di diagnosticare il germe in questione nel breve periodo e, in base alla gravità del quadro clinico, quasi sempre la terapia iniziale è una terapia “empirica”, ovvero una terapia teorica ma nella quale vengono utilizzati farmaci notoriamente attivi verso i batteri che più frequentemente causano polmonite (nel caso si sospetti che la causa sia un batterio). In tutti i casi la terapia antibiotica deve essere iniziata il prima possibile. Per quanto riguarda i pazienti pediatrici in età pre-scolare, solitamente non è necessaria terapia antibiotica poiché le polmoniti comunitarie riconoscono come cause principali virus, contro i quali gli antibiotici non hanno effetto. Si può sospettare una polmonite da funghi nei trapiantati di midollo osseo, o nei pazienti immunodepressi. Invece per i casi non gravi di influenza, la terapia di scelta si basa su farmaci anti-infiammatori, riposo a letto e assunzione di liquidi. I bambini e gli adolescenti non dovrebbero assumere Acido Acetilsalicilico, se non prescritto dal medico curante. Se l’infezione è causata da MRSA di tipo comunitario, la terapia antibiotica dovrà essere più lunga rispetto alle altre polmoniti comunitarie.
 
Nei casi più gravi, oltre ad una corretta terapia antibiotica, deve essere presa in considerazione una adeguata idratazione e una ossigenoterapia. I pazienti devono essere valutati dopo 3 giorni dall’inizio della terapia, o anche prima se le condizioni cliniche peggiorano. I pazienti dovrebbero essere avvisati che, se i sintomi durano più di 3 settimane, o se l’effetto dell’antibiotico non si presenta in 3 giorni, devono contattare il proprio medico curante per modificare la terapia. Per quanto riguarda i bambini, un’adeguata terapia deve dimostrare un miglioramento clinico e un abbassamento della febbre in 48-72 ore.
Se la terapia empirica iniziale è corretta, ma c’è una mancata risposta, quest’ultima eventualità si può spiegare tramite varie evenienze. Il patogeno potrebbe essere resistente al farmaco, il paziente starebbe prendendo la terapia sbagliata, o la terapia giusta al dosaggio sbagliato o alla frequenza errata. La cessazione del fumo deve essere fortemente incoraggiata, per l’aumento del rischio di polmonite che esso provoca.
 
Misure di protezione personale non farmacologiche:
  • Lavaggio delle mani (fortemente consigliato)
  • Buona igiene respiratoria (si raccomanda di coprire bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce e di lavarsi le mani dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito)
  • Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specialmente nelle fasi iniziali (raccomandato)
  • Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari come ospedali o lungodegenze (raccomandato)
 
Immagine che mostra un pediatra nell'atto di visitare un bambinoLa misura preventiva più efficace per evitare l’insorgenza di polmonite è la vaccinazione. Esistono in commercio vaccini contro i patogeni batterici più implicati, ovvero Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae, Bordetella pertussis e Corynebacterium diphteriae. Inoltre, un tema importante è la vaccinazione annuale contro il Virus dell’Influenza.
 
I gruppi di popolazione per cui la vaccinazione è prioritaria sono:
  • soggetti di età pari o superiore a 65 anni,
  • soggetti con patologia polmonare o cardiaca cronica,
  • anziani con patologie croniche,
  • bambini di età compresa tra 6 e 23 mesi,
  • bambini e adulti con fattori di rischio per complicanze dell’influenza,
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con Acido Acetilsalicilico (Aspirina),
  • donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza,
  • individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti,
  • medici e personale sanitario di assistenza, familiari e contatti di soggetti ad alto rischio,
  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo.
Una fascia di popolazione in cui l’efficacia della vaccinazione è particolarmente evidente è quella degli anziani, residenti in istituzioni per lungodegenti o nella comunità, in cui la vaccinazione si associa a una riduzione di eventi maggiori, compresa l’ospedalizzazione e la mortalità.
Per informazioni su tempistiche e campagne vaccinali, si consiglia di consultare il proprio medico curante.
 

Come funziona il nostro apparato respiratorio? 

 

Lo sai che...?

  • L’influenza ha un andamento stagionale, essendo più frequente nel periodo invernale e ad inizio primavera. Si consiglia l’utilizzo di sciarpe per tenere al caldo la gola.
  • Se avete febbre e difficoltà respiratorie, contattate il medico curante.
  • Gli anziani possono non presentare sintomi respiratori ma solo confusione, chi se ne prende cura deve porre attenzione a questa eventualità.
  • L’unico modo per prevenire le forme più frequenti di polmoniti sono le vaccinazioni, sia per il paziente pediatrico, che per l’adulto e l’anziano.
  • A inizio autunno contattare il proprio medico curante per informazioni sulle campagne vaccinali anti-influenzale e contro i batteri causa della polmonite.
  • In caso di terapia antibiotica contro la polmonite, seguire correttamente le prescrizioni del medico per evitare di prolungare la malattia e creare resistenze.
  • In caso di febbre e sospetto di polmonite, si consiglia di misurare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e il numero di respiri al minuto per aiutare i medici ad inquadrare la patologia.
  • Durante un colpo di tosse, si consiglia di coprire la bocca con il gomito, in modo tale da prevenire il passaggio di microorganismi quando si stringe la mano a qualcun altro.
  • In caso di accertata polmonite o influenza, si consiglia l’isolamento volontario per evitare il diffondersi della patologia.
  • I neonati e i bambini piccoli possono non presentare sintomi respiratori ma solo generici o gastrointestinali, si consiglia di rivolgersi al proprio pediatra di libera scelta nel sospetto di polmonite.
 

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Riferimenti bibliografici

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- Rugarli, C. (2015). Rugarli medicina interna sistematica. Edra Masson.
- ISTAT, (2015). Cause multiple di morte: mortalità per territorio di evento. http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=26449#
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- Garenne, M., Ronsmans, C., & Campbell, H. (1992). The magnitude of mortality from acute respiratory infections in children under 5 years in developing countries. World health statistics quarterly, 45, 180-180.
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- Woodhead, M., Blasi, F., Ewig, S., Garau, J., Huchon, G., Ieven, M., ... & Read, R. (2011). Guidelines for the management of adult lower respiratory tract infections-full version. Clinical microbiology and infection, 17, E1-E59.
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L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
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Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia, Tamburrano Andrea, Tognetto Alessia, Vallone Doriana.
Data di pubblicazione: 22 gennaio 2019