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Approfondimento

Pillola del giorno dopo

Pillola del giorno dopo
15 febbraio 2017

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Con il termine “pillola del giorno dopo” si intende un farmaco che viene assunto, per bocca, come metodo contraccettivo di emergenza, entro 72 o 120 ore (a seconda del farmaco) dopo un rapporto sessuale non protetto o in caso di mancato funzionamento di un sistema anticoncezionale.


Attualmente in Italia sono disponibili diverse preparazioni farmaceutiche, contenenti due diversi principi attivi, che agiscono sull’equilibrio ormonale bloccando o ritardando l’ovulazione, cioè il rilascio dell’ovulo dalle ovaie. I principi attivi di riferimento sono:
  • Levonorgestrel (progestinico): il principio attivo si ritrova anche in altri tipi di farmaci, compresa la pillola contraccettiva, ma come pillola del giorno dopo viene assunto a un dosaggio superiore. In Italia viene commercializzato da diverse Case farmaceutiche, sotto forma di unica compressa da 1,50 mg o di due compresse da 0,75 mg da assumere contemporaneamente;
  • Ulipristal Acetato (modulatore selettivo del recettore del progestrone): in Italia viene distribuito con il nome di EllaOne ed è conosciuto anche come “pillola dei cinque giorni dopo”, in quanto risulta efficace fino a 120 ore dal rapporto potenzialmente a rischio. Pur essendo il meccanismo di azione analogo al Levonorgestrel, l’Ulipristal Acetato è in grado di spostare l’ovulazione anche dopo che il processo che conduce all’ovulazione è già iniziato.

Efficacia
L’efficacia di entrambi i tipi di farmaci dipende dalla tempestività con cui vengono assunti: sarà tanto maggiore quanto prima si inizia il trattamento dopo un rapporto non protetto. Pertanto, le compresse vanno assunte nel più breve tempo possibile, preferibilmente entro 12 ore dal rapporto e non oltre le 72 ore (3 giorni) per il Levonorgestrel e 120 ore (5 giorni) per l’Ulipristal Acetato.

Va ricordato che tali farmaci intervengono nella fase pre-ovulatoria (quando la probabilità della fecondazione è più elevata) ma non sono efficaci quando l’ovulazione è già avvenuta e si è verificato l’impianto dell’ovulo fecondato, ragion per cui la loro efficacia nel prevenire una gravidanza non raggiunge il 100%.

Per il Levonorgestrel, l’assunzione del farmaco entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio garantisce una efficacia fino al 95% e scende fino ad annullarsi dopo le 72 ore. L’efficacia riportata per EllaOne, invece, arriva al 98% entro i primi 3 giorni.

Distribuzione in Italia
Come in altri Paesi europei, anche in Italia le donne maggiorenni possono acquistare in farmacia sia il Levonorgestrel che l’Ulipristal acetato senza necessità di ricetta medica (è necessario presentare un documento di identità). Per le ragazze minorenni, invece, rimane obbligatoria la prescrizione con ricetta, che potrà essere rilasciata dal medico di famiglia, da un ginecologo oppure presso consultori, presidi di Guardia Medica o Pronto Soccorso. La prescrizione da parte del medico si classifica come prestazione d’urgenza, per il maggiore rischio di gravidanza indesiderata nel caso di ritardo di assunzione.

Effetti collaterali
Gli effetti collaterali associati all’assunzione di questi farmaci sono rari e, per lo più, di modesta entità.
Per quello che riguarda il Levonorgestrel, il più comune effetto collaterale è la nausea che, in rari casi, può essere accompagnata da vomito. Con minore frequenza si può verificare un lieve ritardo del successivo ciclo mestruale e/o una modificazione della sua durata e quantità. Raramente si possono presentare ipersensibilità mammaria, spotting (sanguinamento vaginale al di fuori del periodo del ciclo mestruale), mal di testa, dolore allo stomaco, diarrea, vertigini e stanchezza.


Anche EllaOne risulta, generalmente, ben tollerata: la maggior parte delle donne non riscontra nessun effetto secondario. Il disturbo più comune è una lieve alterazione della regolarità mestruale (che può comparire in anticipo o in ritardo, fino a un massimo di 7 giorni) e della abbondanza del flusso. Alcune donne potrebbero riscontrare anche mal di testa, nausea, dolori all’addome e alle pelvi, vomito, affaticamento e vertigini.

Alcune raccomandazioni
La pillola del giorno dopo è un metodo contraccettivo di emergenza: rispetto ad altri metodi contraccettivi ha un maggiore rischio di gravidanza e non è da intendere come metodo di contraccezione regolare, sia perché è legata a una minore efficacia sul rischio di gravidanza indesiderata, sia perché l’uso ripetuto di questi farmaci provoca un aumento della comparsa di effetti collaterali, soprattutto quelli relativi alla regolarità del ciclo mestruale.

La pillola del giorno è un contraccettivo usato per evitare una gravidanza, ma se la donna è già incinta non interromperà la gravidanza in corso.

La pillola del giorno dopo non riduce il rischio di gravidanza per rapporti a rischio successivi alla sua assunzione. Pertanto, si raccomanda l’utilizzo di contraccettivi di barriera (come il preservativo), almeno fino al nuovo ciclo mestruale.

La pillola del giorno dopo ha un effetto solo nell’evitare la possibilità di una gravidanza indesiderata conseguente a un rapporto non protetto o per fallimento di altri metodi contraccettivi, ma non ha alcun effetto di protezione dalle malattie sessualmente trasmesse. Per evitare questo rischio è raccomandato l’utilizzo del profilattico.

La pillola del giorno dopo, in quanto contraccettivo, non va confusa con il Mifepristone, farmaco utilizzato per l’interruzione volontaria di gravidanza, noto come RU-486, dal quale si differenzia per principi attivi, tempi di assunzione e meccanismi di azione.