Approfondimento

I pidocchi: sintomi, trattamento e rimedi

I pidocchi: sintomi, trattamento e rimedi
30 settembre 2015

Benessere

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Definizione del problema
I pidocchi sono dei parassiti, specifici per l’uomo, responsabili della cosiddetta "pediculosi". Esistono tre sottospecie di pidocchi che possono parassitare l’uomo (Pediculus Humanus): la varietà Capitis (pidocchio del capo), la più comune, la varietà Corporis (pidocchio del corpo) e il Pthirus Pubis (pidocchio del pube).
Quando il pidocchio si attacca e inizia a cibarsi di sangue, la sua saliva porta il tessuto a reagire con una reazione infiammatoria che si manifesta con prurito e dermatite, sintomi tipici dell’infestazione. I pidocchi possono sopravvivere fuori dal corpo umano solo pochi giorni, mentre le ninfe (giovani ancora non in grado di riprodursi) resistono a temperatura ambiente sino a 10 giorni.

Contagiosità e fattori di rischio
A oggi, le infestazioni sono frequenti sia nei Paesi ricchi sia in quelli in via di sviluppo e non esiste un legame tra l’igiene personale, lo stato di pulizia degli ambienti casalinghi e la diffusione dei parassiti.
I soggetti più colpiti sono i bambini tra i 3-12 anni e le loro famiglie e la trasmissione può avvenire, principalmente, per contatto diretto con persone già infestate oppure, molto raramente, attraverso lo scambio di indumenti o effetti personali come cuscini, cappelli, sciarpe o pettini. Purtroppo, non esiste un metodo efficace di prevenzione se non quello di applicare le comuni norme igieniche e di evitare, negli ambienti considerati a rischio, il contatto diretto fra testa e testa e lo scambio di effetti personali.
La gran parte delle infestazioni nel nostro Paese si presentano come casi singoli o relativi a piccoli gruppi di persone e le condizioni ideali per la loro trasmissione vengono a crearsi quando, in una comunità in genere sovraffollata, si vive in promiscuità, a stretto contatto. Il pidocchio del capo si diffonde facilmente nell’ambito di un nucleo familiare, specialmente se numeroso, o nelle comunità infantili tra i bambini. È buona norma, dunque, controllare spesso la cute dei bambini.
Naturalmente trasmissioni accidentali di pidocchi possono avvenire, anche se molto raramente, in altri modi e cioè in locali pubblici o mezzi di trasporto particolarmente affollati o in maniera indiretta attraverso cuscini, imbottiture di sedie e poltrone, materassi, coperte, asciugamani, abiti, spazzole, pettini e tavolette del water nei bagni pubblici.

Sintomi e Diagnosi
E’ bene ricordare che l’infestazione si manifesta con irritazione e intenso prurito nella zona interessata. Spesso, inoltre, le uova, dette lendini, sono visibili a occhio nudo con un esame accurato e si presentano di colore chiaro, con una forma a pinolo e lunghe circa 1 mm.
In generale, le femmine del pidocchio del capo depositano le lendini alla radice dei capelli mentre il pidocchio del pube le depone sui peli del corpo, in particolar modo nel pube e sotto le ascelle. Il pidocchio del corpo, invece, colloca le uova sulla fine peluria degli indumenti, particolarmente su quelli di lana.
Le uova di tutti i pidocchi maturano e schiudono entro 7 giorni. Nel corso di un mese, le varie specie possono deporre sull’ospite dalle 80 alle 300 uova. La loro localizzazione permette di formulare la diagnosi e di risalire al tipo di pidocchio in questione. In riferimento al pidocchio del capo, misurando la distanza che separa le lendini dal cuoio capelluto si può calcolare, approssimativamente, da quanto tempo è in corso l’infestazione dato che i capelli umani crescono di circa 1 cm al mese.

Trattamento
Una volta accertata l’infestazione è necessario che questa venga trattata in maniera adeguata utilizzando prodotti insetticidi. I principi attivi più utilizzati sono l’estratto di piretro o piretroidi di sintesi come la tretrametrina. Il pettine a denti fitti è un altro mezzo essenziale per eliminare le uova e i pidocchi uccisi dall’insetticida. In genere, è necessaria una seconda applicazione di insetticida 7-10 giorni dopo la prima, per uccidere i pidocchi nati dalle uova schiuse dopo il primo trattamento. I prodotti da utilizzare sono gli stessi per le diverse specie di pidocchi mentre diverse sono le formulazioni (lozione, spray, polvere) che dipendono dalla zona del corpo interessata dall’infestazione. Sarà, comunque, il medico a decidere la posologia e le modalità di utilizzo.
Non sono necessarie particolari disinfezioni di ambienti poiché i pidocchi sopravvivono, senza essere in grado di riprodursi, solo 1-2 giorni lontani dalla testa "ospite". È indicato, invece, trattare i letti delle persone infestate (soprattutto da pediculosi del corpo) aspergendo accuratamente materassi, cuscini e coperte. Lenzuola e vestiti devono essere lavati con acqua bollente o sterilizzati a secco esponendoli a una temperatura di 70°C per un’ora.

Evoluzione della malattia
Se si seguono le corrette procedure diagnostico-terapeutiche l’infestazione si risolve rapidamente e il soggetto interessato non deve rimanere isolato e può riprendere le sue normali attività (scuola compresa) dal giorno successivo al primo trattamento.

Attualità
Per quanto riguarda il trattamento diversi nuovi preparati atossici sono presenti in commercio ma poiché la letteratura è piuttosto scarsa e spesso basata su studi in vitro o in ambiente agricolo e poiché mancano studi a lungo termine che valutino i nuovi prodotti dal punto di vista della sicurezza e dell’efficacia, si può concludere raccomandando cautela nell’uso dei nuovi rimedi.
Le raccomandazioni recenti dell’Accademia Americana di Pediatria restano, comunque, quelle di utilizzare le pietrine o la permetrina e di usare i prodotti all’alcool benzilico al 5% solo per i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni e quelli a base di malathion 0,5% solo per i bambini di oltre 2 anni.
Se il paziente non vuole o non può usare un antiparassitario e se sono state segnalate resistenze ai piretroidi/piretrina, sono raccomandati i nuovi prodotti "soffocanti".
Infine, alcuni siti internet e rotocalchi a larga diffusione, ma anche pubblicazioni su riviste scientifiche, propongono rimedi a volte curiosi, definendoli efficaci. Ad esempio, alcuni oli essenziali di timo, lavanda, eucalipto, origano etc. avrebbero proprietà antimicrobiche e insetticide dimostrabili; una miscela di anice, noce di cocco e ylang-ylang avrebbe un effetto pediculocida superiore a quello del malathion. Anche l’olio di neem (ottenuto dai semi dell’omonima pianta) è definito efficace.
In proposito è bene ricordare che il Centers for Disease Control and Prevention statunitense afferma che non vi sono sufficienti evidenze scientifiche per determinare che rimedi popolari come maionese, olio di oliva, margarina e sostanze similari costituiscano una forma efficace di trattamento. Questo argomento è stato, comunque, oggetto di uno studio che ha dimostrato come la semplice vaselina risulti più efficace dei precedenti "rimedi da tavola".