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Approfondimento

Le otiti: riconoscerle e prevenirle

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05 luglio 2017

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Indice

  1. Definizione
  2. Otite esterna
  3. Otite media


 

Definizione


L’otite è una infiammazione acuta o cronica dell’orecchio. A seconda della parte dell’orecchio che viene colpita si possono distinguere tre forme di otiti:
  1. l’otite esterna,
  2. l’otite media
  3. l’otite interna (o labirintite).
In questo approfondimento verranno trattate le più comuni forme di otite esterna e media.


 

Otite esterna




Definizione

 
Comunemente viene definita “otite del nuotatore” perché è frequente in persone che trascorrono molto tempo in piscina, ma anche al mare e nei fiumi locali. È, pertanto, maggiormente frequente nei periodi estivi, ma può, comunque, colpire chiunque e in qualunque periodo dell’anno.
Il prolungato contatto con l’acqua può determinare una macerazione della cute del condotto uditivo esterno e diventare terreno fertile per la proliferazione di agenti batterici o tossine liberate dai microrganismi presenti nell’acqua, specialmente nelle persone predisposte (ad esempio, per malattie immunosoppressive, diabete, membrana timpanica non intatta); altri fattori favorenti sono i traumi e l’eccessiva sudorazione (ulteriore motivo per cui l’otite esterna si sviluppa più frequentemente nel periodo estivo).
 
L’otite esterna è una infiammazione generalizzata del canale uditivo esterno con o senza interessamento della membrana timpanica.



 

Quali sono i sintomi

 
I sintomi sono generalmente facilmente identificabili e ad insorgenza spesso improvvisa.
Si può avere un'otite dell’orecchio esterno quando c’è la comparsa di prurito o dolore vivo, anche semplicemente toccando l’orecchio o muovendo il padiglione auricolare. Il dolore, spesso, si irradia al viso e al collo, si può avere la sensazione di avere un orecchio bagnato e di percepire i suoni ovattati e/o la presenza di secrezione eccessiva.





Come curarla


In presenza dei sintomi è importante intervenire rapidamente per evitare che il dolore si amplifichi e perduri per diversi giorni, interrompendo la serenità quotidiana. In questi casi è opportuno recarsi dal medico specialista, otolorinolarigoiatra.
Solitamente, il trattamento prevede l’instillazione auricolare, quindi locale, di antibiotico e/o cortisonici. Se il dolore diventa intenso e particolarmente fastidioso è consigliata l’associazione di paracetamolo che allevia il dolore e/o antibiotico a livello sistemico, seguendo le indicazioni del medico.


 

Come prevenirla


Diversi sono i rimedi per prevenire l’insorgenza dell’otite esterna.
Alla comparsa dei sintomi è buona norma evitare che l’orecchio venga a contatto con l’acqua fino alla risoluzione completa dell’infezione ed evitare anche l’uso di tappi di cera o altro materiale che impediscono la ventilazione della cute e, quindi, il rallentamento della guarigione.

È sempre opportuno evitare un atteggiamento “aggressivo” di igiene dell’orecchio. Non tutti sanno che il cerume, sostanza prodotta da alcune ghiandole cutanee dell’orecchio esterno, formato da grassi, proteine e sali organici, ha un’azione di protezione nei confronti della cute del condotto uditivo, rendendolo impermeabile e protettivo nei confronti dei microorganismi (batteri e funghi). La presenza di cerume non deve essere visto come condizione di scarsa igiene, ma come un fattore protettivo. Infatti, l’aggressiva pulizia dell’orecchio porta, spesso, ad un aumento della produzione di cerume.

È consigliabile evitare l’uso di mezzi aggressivi di pulizia come: spray, coni di cera e bastoncini con o senza ovatta. Per la pulizia dell’orecchio è sufficiente utilizzare l’acqua come la utilizziamo per la normale igiene del viso e delle mani. A lavaggio terminato è sufficiente asciugare l’orecchio delicatamente con un asciugamano o lasciarlo asciugare da solo. Si raccomanda di evitare di infilare angoli di asciugamano con forza all’interno dell’orecchio come si usa fare comunemente.

Per chi è un assiduo frequentatore di piscine ed è soggetto ad otiti, si consiglia di evitare l’utilizzo di tappi di cera. In alternativa, è consigliabile l’uso di tappi su misura da poggiare nella conca auricolare oppure, sotto la cuffia, la ear band, una fascia impermeabile che consente di nuotare in tutta sicurezza.

Per chi, invece, si reca spesso al mare ed è soggetto ad otiti è utile osservare delle pause tra un bagno e l’altro al fine di far asciugare l’orecchio.


 

Otite media


Definizione

 
L’otite media è una infiammazione dell’orecchio medio, tipica dell’età infantile. La variante più comune in assoluto è quella acuta.

È una delle patologie pediatriche più frequenti: secondo le Linee Guida dell’Otite Media Acuta (OMA) si stima che circa l’85% dei bambini abbia almeno un episodio di OMA e che il 46% avrà almeno tre forme di otite entro i primi 3 anni di vita (Otite Media Acuta Ricorrente-OMAR).

Il picco di frequenza si registra entro i 2 anni. L’incidenza successivamente decresce fino a raggiungere valori simili a quelli degli adulti, intorno al 5-6° anno di vita.

Le OMA nei bambini più piccoli sono dovute al fatto che le Tube di Eustachio, che mettono in comunicazione l’orecchio medio con il rinofaringe, sono più orizzontali, più brevi e più beanti; tali caratteristiche favoriscono il reflusso delle secrezioni presenti nel rinofaringe e l’infezione locale.

Nel 20-30% dei casi l’otite media acuta è causata da virus. Nelle forme di origine batterica i tre germi più frequenti sono: lo Streptococcus pneumoniae, l’Haemophilus influenzae e il Moraxella catharralis.
Le forme causate da Haemophilus influenzae e da Moraxella catharralis sono caratterizzate da una elevata tendenza alla guarigione spontanea, rispettivamente nel 50% e 80% dei casi e dalla capacità di causare infiammazione dell’orecchio medio di minore gravità; di più difficile trattamento sono le forme causate dallo Streptococcus pneumoniae che prevedono una strategia terapeutica mirata.





Quali sono i sintomi


È frequente che l’otite media acuta sia la conseguenza di un raffreddore o di una influenza. In questi casi la Tromba di Eustachio si riempie di muco infetto infiammando la zona retrostante la membrana del timpano e dando origine all’otite media sieromucosa.

I sintomi possono comparire all’improvviso e, soprattutto, nei neonati e bambini piccoli possono essere di difficile identificazione. Frequentemente compaiono: otalgia, un intenso dolore all’orecchio; febbre; otorrea, consistente nella fuoriuscita dall’orecchio di abbondante secrezione.

Nei bambini con meno di 2 anni si possono manifestare sintomi che difficilmente sono riconducibili alla presenza di otite: una intensa irritabilità, pianto, vomito, inappetenza e disturbi del sonno, fino alla letargia.

È frequente, inoltre, avvertire un senso di ovattamento, la stessa sensazione che si ha quando si immerge la testa in acqua, oppure l’autofonia, una sensazione fastidiosa di rimbombo che si avverte quando si parla o il fullness, il tipico rumore che si percepisce quando si copre l’orecchio con una conchiglia.
 




Come curarla


Ormai da diversi anni viene proposta, a livello sia nazionale che internazionale, la strategia della “vigile attesa” nei bambini con OMA di età superiore ai 2 anni. Nel periodo di “vigile attesa”, della durata di 48-72 ore, è buona norma evitare la somministrazione di antibiotici, tranne quando i sintomi in questo arco di tempo non presentino un evidente peggioramento. È, invece, opportuno somministrare sempre un antidolorifico per il controllo del dolore e non limitarsi alla somministrazione “al bisogno”.

I genitori, o chi si prende cura del bambino, devono essere informati dettagliatamente e anche per iscritto sull’evoluzione e le modalità di gestione delle OMA. Se durante questo periodo il bambino presenta un peggioramento consistente dei sintomi è opportuno contattate il proprio Pediatra. Oltrepassato il periodo di “vigile attesa” di 48-72 ore, il bambino deve essere visitato dal Pediatra per un’opportuna valutazione dei sintomi. Nel caso di un peggioramento del quadro clinico, è buona norma affidarsi a quanto indicato dal proprio Pediatra, che provvederà al trattamento con antibiotico mirato. Si consiglia, invece, di portare il bambino con urgenza in ospedale nel caso ci sia la comparsa di una sospetta complicanza come la paralisi del facciale e la mastoidite.

La strategia della “vigile attesa” non può essere applicata ai bambini al di sotto dei 2 anni ed in presenza di importanti patologie concomitanti: asma, broncopolmonite o secrezione eccessiva dall’orecchio dovuta a perforazione della membrana timpanica.

Il bambino deve essere portato dal medico specialista, otorinolaringoiatra, quando persiste per più di 3 mesi la presenza di secrezione dall’orecchio e in presenza di una sospetta riduzione dell’udito per più di 3 mesi.


 

Come prevenire l’otite media acuta e l’otite media acuta ricorrente


Le Linee Guida dell’OMA e dell’American Academy of Pediatrics (AAP) hanno stabilito che per poter ridurre la comparsa di otiti medie acute è opportuno adottare alcune norme comportamentali:
  • favorire l’allattamento al seno per i primi 6 mesi riduce drasticamente il rischio di OMA rispetto ai bambini che sono stati alimentati esclusivamente con latte artificiale;
  • evitare l’esposizione del bambino al fumo di sigaretta;
  • ridurre l’utilizzo del ciuccio. Il suo eccessivo uso aumenta il reflusso delle secrezioni nasofaringee nell’orecchio medio favorendo l’ingresso di patogeni;
  • limitare l’uso del biberon e di bottiglie push & pull in posizione supina.
È buona norma insegnare al bambino di lavarsi le mani con acqua e sapone dopo l’uso del bagno, prima di mangiare e quando le mani sono evidentemente sporche.