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Approfondimento

L'obesità

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04 aprile 2016

Alimentazione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Definizione
L’obesità è una forma particolarmente grave di sovrappeso, un accumulo eccessivo di grasso corporeo. La quantità di grasso corporeo può essere stimata in diversi modi, molto precisi:  la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) o la Risonanza Magnetica. Il metodo più comunemente utilizzato è il cosiddetto calcolo del BMI (dall’inglese "Body Mass Index" o “Indice di Massa Corporea"). Calcolare il BMI è semplice, basta applicare la seguente formula:

 

BMI =  Peso (in Kg)

Altezza * Altezza (in m)



Così, ad esempio, una persona alta 1 metro e 70 centimetri del peso di 65 Kg avrà un BMI pari a:
 

BMI =  65 65 = 22,49



1,70 * 1,70 2,89



Sono considerati sovrappeso i soggetti con BMI pari o superiore a 25, mentre sono definiti obesi i soggetti sovrappeso con BMI pari o superiore a 30. Il BMI considerato "normale" è compreso tra 18,50 e 24,99, ma questo intervallo andrebbe applicato solo agli adulti (può essere poco affidabile nei bambini).
Inoltre, è preferibile usare metodi diversi per valutare la quantità di grasso corporeo negli atleti e nei culturisti, i cui muscoli sono ipertrofici, quindi pesano di più.

Quadro epidemiologico
In Italia è obeso il 10% delle persone e il 35% è in sovrappeso). La proporzione di soggetti obesi aumenta con l’età: è pari al 2% degli italiani tra i 18-24 anni e cresce progressivamente fino al 15% dopo i 65 anni. L’obesità è leggermente più frequente tra gli uomini (11%) piuttosto che tra le donne (9%) e nel Mezzogiorno (11%) dove, peraltro, i soggetti in sovrappeso sono più del 38%.
Obesità e sovrappeso sono un problema grave anche tra i bambini. Nel nostro Paese oltre il 25% dei bambini tra i 6-17 anni sono in sovrappeso, soprattutto nel Mezzogiorno (34%) e più tra i maschi (29%) che tra le femmine (23%).
Le principali cause di obesità (e di sovrappeso) sono la scarsa attività fisica (detta anche sedentarietà) e un’alimentazione sbilanciata.
I soggetti obesi sono a maggior rischio di malattie del cuore (come l’infarto e la malattia coronarica), di ictus e di diabete; in generale tendono a soffrire di artrosi, di disturbi del sonno e sono persino a più alto rischio di sviluppare numerosi tumori.

Suggerimenti
Per tenersi in forma e controllare il peso, un individuo adulto sano dovrebbe fare attività fisica moderata o intensa (correre, giocare a calcetto o a tennis, fare escursioni in montagna, nuotare, ballare…) regolarmente: almeno 150 minuti a settimana per gli adulti e 60 minuti al giorno per bambini e ragazzi.
Inoltre l’alimentazione dovrebbe includere, quotidianamente, frutta e verdura (5 porzioni al giorno!) e dosi moderate di pasta, riso, pane o altri cereali (meglio se integrali). Uova, formaggi e carni rosse dovrebbero essere assunte non più di 2-3 volte a settimana, mentre i dolciumi, gli snack, le bevande gasate e l’alcool andrebbero ridotti il più possibile. In generale, l’energia assunta con i cibi (fornita, in particolare, da zuccheri e grassi) non dovrebbe superare la quantità di energia consumata (o fabbisogno energetico).
L’impegno quotidiano a tavola e in palestra sarà, comunque, ben ripagato: è bene ricordare che le persone obese vivono meno delle persone normopeso. Recentemente, infatti, è stato osservato che le persone fortemente obese muoiono mediamente 14 anni prima rispetto al resto della popolazione.
Un soggetto obeso può chiedere aiuto per perdere peso al proprio medico, il quale lo indirizzerà verso il percorso più idoneo. Meglio evitare le diete fai-da-te: combattere l’obesità può richiedere l’intervento coordinato di più professionisti oltre al medico di base (dietisti, medici dietologi, personal trainer, psicologi…) e alcune forme particolarmente gravi di obesità richiedono, persino, l’intervento del chirurgo! La chirurgia per la perdita di peso (meglio nota come chirurgia bariatrica) viene, però, riservata solo a pochi casi selezionati, in quanto non priva di rischi.

E' bene sapere
Anche l’assunzione di alcuni farmaci (come il cortisone) o alcune malattie del metabolismo (come l’ipotiroidismo) possono provocare un aumento di peso, fino all’obesità. Talvolta un aumento di peso inaspettato può essere una manifestazione di malattie anche gravi, come l’insufficienza cardiaca. In caso di aumento di peso non spiegabile con l’assenza di attività fisica ed il consumo eccessivo di cibi e bibite ad alto contenuto energetico, è sempre bene consultare il proprio medico.
I figli di genitori con eccesso di peso hanno più probabilità di essere a loro volta in sovrappeso. Infatti, le probabilità di essere in sovrappeso, in Italia, sono del 21% se nessuno dei genitori è sovrappeso, del 27% se uno dei due genitori è sovrappeso e del 35% se entrambi i genitori sono in sovrappeso.
Bambini obesi saranno più probabilmente obesi anche da adulti e soffriranno prima di diabete e malattie cardiache.
L’allattamento al seno (protratto almeno per sei mesi) sembra abbassare il rischio del bambino di diventare obeso.
L’obesità è un problema mondiale particolarmente particolarmente diffuso in molti Paesi in via di sviluppo. Nel mondo sono obese oltre 600 milioni di persone (quasi 2 miliardi sono in sovrappeso). Più che l’impossibilità di procurarsi il cibo, al momento il problema più grave è l’impossibilità di procurarsi cibi sani (a prezzi accessibili): la maggior parte delle persone vive in Paesi dove l’obesità uccide più della fame.