Approfondimento

Obesità: cause e suggerimenti per controllare il peso

Obesità: cause e suggerimenti per controllare il peso
08 novembre 2018

Alimentazione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Indice

 

Definizione

L’obesità è una forma particolarmente grave di sovrappeso, un accumulo eccessivo di grasso corporeo. La quantità di grasso corporeo può essere stimata in diversi modi, molto precisi: la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) o la Risonanza Magnetica. Il metodo più comunemente utilizzato è il cosiddetto calcolo del BMI (dall’inglese "Body Mass Index" o “Indice di Massa Corporea"). Calcolare il BMI è semplice, basta applicare la seguente formula:

 
BMI = 
Peso (in Kg)

Altezza * Altezza (in m)

 
Così, ad esempio, una persona alta 1 metro e 70 centimetri del peso di 65 Kg avrà un BMI pari a:
 
 
BMI = 
65
65
= 22,49



1,70 * 1,70
2,89

 
Sono considerati sovrappeso i soggetti con BMI pari o superiore a 25, mentre sono definiti obesi i soggetti sovrappeso con BMI pari o superiore a 30. Il BMI considerato "normale" è compreso tra 18,50 e 24,99, ma questo intervallo andrebbe applicato solo agli adulti (può essere poco affidabile nei bambini). Inoltre, è preferibile usare metodi diversi per valutare la quantità di grasso corporeo negli atleti e nei culturisti, i cui muscoli sono ipertrofici, quindi pesano di più.

Il tessuto adiposo si deposita quando le calorie assorbite dall’organismo con l’alimentazione superano quelle bruciate attraverso le attività ordinarie e straordinarie che compiamo ogni giorno. È vero che l’obesità può essere anche correlata ad una particolare predisposizione genetica e ad anomalie nell’assetto ormonale, ma lo squilibrio energetico ne è la causa più diffusa. Se siete follower del dottor Nowzaradan e delle trasmissioni televisive di cui è ormai star indiscussa, non lasciatevi ingannare dalle proporzioni stelle-e-strisce: nonostante noi europei godiamo di responsi di bilancia più favorevoli, non siamo giustificati ad abbassare la guardia. 
 

Quadro epidemiologico

In Italia è obeso l'11% delle persone e il 35% è in sovrappeso. La proporzione di soggetti obesi aumenta con l’età: è pari al 2% degli italiani tra i 18-24 anni e cresce progressivamente fino al 15% dopo i 65 anni.
Bambino che afferra una ciambellaL’obesità è leggermente più frequente tra gli uomini (11%) piuttosto che tra le donne (9%) e nel Mezzogiorno (11%) dove, peraltro, i soggetti in sovrappeso sono più del 38%. Obesità e sovrappeso sono un problema grave anche tra i bambini. Nel nostro Paese oltre il 25% dei bambini tra i 6-17 anni sono in sovrappeso, soprattutto nel Mezzogiorno (34%) e più tra i maschi (29%) che tra le femmine (23%).

Ogni anno nel mondo 2,8 milioni di persone muoiono per le conseguenze dell’eccesso ponderale, che rappresenta, pertanto, una delle questioni più problematiche in Salute Pubblica. Le ripercussioni dell’obesità sulla salute, sono sia dirette che indirette: è, infatti, una condizione associata ad una lunga serie di gravi malattie.

Le principali cause di obesità (e di sovrappeso) sono: la scarsa attività fisica (detta anche sedentarietà) e un’alimentazione sbilanciata. I soggetti obesi sono a maggior rischio di malattie del cuore (come l’infarto e la malattia coronarica), di ictus e di diabete; in generale tendono a soffrire di artrosi, di disturbi del sonno e sono persino a più alto rischio di sviluppare numerosi tumori.
 

Patologie correlate all'obesità

Fra le patologie più direttamente correlate all’obesità, certamente troviamo il diabete di tipo 2. A dispetto della terminologia con cui è conosciuto dal grande pubblico (diabete senile), si manifesta in fasce di età sempre più basse, a causa delle abitudini alimentari scorrette e della sedentarietà.

Obesità e Diabete: qual è la correlazione?Quando assumiamo grandi quantità di zuccheri, obblighiamo il nostro pancreas a sforzarsi per produrre insulina in dosi sufficienti a mantenere la glicemia sotto controllo. Nel medio/lungo termine, questo affaticamento può provocare una sorta di “esaurimento” di quest’organo, che sintetizza sempre meno insulina, fino alla comparsa del diabete.

Il paziente obeso ha valori metabolici posizionati al di fuori delle soglie di normalità, in particolare per quanto riguarda la concentrazione di colesterolo e trigliceridi nel sangue. È questo aspetto a rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza delle malattie cardiovascolari. Chi soffre di obesità ha più possibilità di avere un infarto, di soffrire di ipertensione, di andare incontro ad un ictus.

Il 6% dei tumori è direttamente e indirettamente legato all’eccesso ponderale. È questo il caso dei carcinomi alla mammella, al colon-retto, all’esofago e allo stomaco. L’obesità induce nelle cellule uno stato di infiammazione protratta e questo aumenta la possibilità di sviluppare il cancro.

Disturbi “minori” (ma tali solo in base al principio dell’ubi maior…) sono le ripercussioni sull’apparato osteoarticolare. Il paziente obeso consulta l’ortopedico soprattutto per le deformazioni ossee e lo schiacciamento dei dischi intervertebrali causato dal sovraccarico, che produce anche un danno articolare.
 

Obesità infantile

Quando l’eccesso ponderale riguarda un giovane, la situazione è particolarmente grave, perché aumenta il numero di anni in cui il paziente è esposto a stimoli patogeni ed è fattore predittivo di morte prematura. Proprio per combattere l’obesità infantile l’Organizzazione Mondiale della Sanità in collaborazione con la Commissione Europea ha stilato un Action Plan, che identifica le aree di intervento ed i criteri su cui basare l’implementazione di policy nazionali per contrastare questa condizione.

Obesità e controllo del peso: misurazione mediante bilanciaLa prevenzione, infatti, gioca un ruolo determinante, fin dalla più tenera infanzia e ancor prima, durante la gravidanza. L’aumento eccessivo del peso della mamma, è predittivo di un aumento del rischio di sovrappeso del figlio, una volta cresciuto.

I pediatri consigliano ai genitori di non aggiungere zucchero alle bevande dei loro piccoli, né alle macedonie di frutta o agli yogurt, per non farli abituare al gusto dolce, e di prestare molta attenzione allo zucchero nascosto nei cibi e nelle bevande confezionati, come ad esempio succhi di frutta e bibite gassate.

Per quanto riguarda il bambino, la diagnosi differenziale fra sovrappeso e obesità è più complessa rispetto all’adulto, perché si tratta di un soggetto con parametri di crescita in continua evoluzione. Nel valutare il peso, il pediatra fa quindi riferimento alle curve dei centili. Il consulto pediatrico è lo step decisivo per individuare un problema che potrebbe avere ripercussioni notevoli su tutto l’organismo del piccolo.
 

Nutrizionista e supporto psicologico

Il nutrizionista ha l’obiettivo di ridurre il peso del paziente prescrivendogli, insieme ad una dieta dimagrante, sane regole per uno stile di vita più corretto. Solo in questo modo potrà recuperare Benessere e qualità della vita nel lungo periodo.

Hamburger e consumo di cibo nella popolazione infantileIn generale, per adulti e bambini, gli strumenti che la Scienza individua come utili per contrastare l’eccesso di peso, sono l’alimentazione equilibrata, l’esercizio fisico e anche, come evidenzia la fondazione GIMBE nel suo ultimo report, il supporto psicologico.

Di fatti, le conseguenze psicologiche non sono da sottovalutare: spesso la persona sovrappeso o obesa non riesce a sottoporsi ad un regime alimentare restrittivo anche per cause emotive. In questi casi, e in quelli in cui l’obesità spinge a non mostrarsi in pubblico e a vergognarsi di sè stessi, può essere utile la terapia cognitivo-comportamentale.

L’attività fisica, intesa sia come semplice movimento, sia come vero e proprio sport, dovrebbe essere promossa, perché la sedentarietà è uno dei fattori di maggiore rischio per l’accumulo di adipe. Oltre a praticare esercizio fisico regolare (a seconda delle nostre caratteristiche fisiche) dobbiamo approfittare di tutte le occasioni che abbiamo per essere più dinamici: andare a scuola o al lavoro a piedi, preferire le scale all’ascensore, interrompere le lunghe giornate di lavoro sedentario in ufficio con dei fitness break.

Prevenzione dell'obesità: infografica che mostra i valori
 

Best practices

  • Adolescente che pratica sport: basketPer tenersi in forma e controllare il peso, un individuo adulto sano dovrebbe fare attività fisica moderata o intensa (correre, giocare a calcetto o a tennis, fare escursioni in montagna, nuotare, ballare…) regolarmente: almeno 150 minuti a settimana per gli adulti e 60 minuti al giorno per bambini e ragazzi. Uno studio pubblicato da JAMA Internal Medicine, rivista scientifica tra le più accreditate, ha tratteggiato i benefici concreti del mantenersi fisicamente attivi. Lo studio ha messo a confronto i dati raccolti dai ricercatori grazie a 12 studi - statunitensi ed europei - condotti fra il 1987 e il 2014, con un milione e 400mila persone sotto indagine. Il problema vero che ermerge è la sedentarietà, malattia che affligge 51 americani su 100 e il 31% della popolazione mondiale. Anche noi italiani figuriamo tra i peggiori con 23 milioni di connazionali, il 40%, che non praticano alcuna attività. Nel 2009 il Ministero della Salute rilevava che la sedentarietà uccide quanto altre malattie, visto che per inattività fisica (e all’isorgenza di malattie ad essa connesse) muoiono ogni anno circa 28mila persone.150 minuti di sport a settimana è la raccomandazione degli esperti statunitensi, che hanno elaborato nel 2014 le linee guida del movimento suddivise per età: per agli adulti è bene muoversi per mezz’ora non meno di cinque giorni la settimana, con attività fisica moderata o energica. Per dimagrire, a parità di introiti, il doppio, vale a dire 300 minuti a settimana. Ai bambini bastano 60 minuti al giorno, da suddividere fra attività aerobica (con sforzo vigoroso, almeno tre volte alla settimana) e sport che aiutino il rafforzamento di muscoli e ossa.
  • Una ricerca canadese pubblicata sul Journal of Bone and Mineral Research sentenzia che le ossa dei ragazzi che non praticano attività fisica sono più fragili di quelle dei coetanei sportivi. L’adolescenza è infatti un momento di circa 4 anni in cui lo schelettro adulto si forma e si consolida. Oltre il 36% delle ossa si forma. Il periodo va dai 10 ai 14 anni per le femmine, dai 12 ai 16 anni per i maschi. Per questo motivo in questo periodo è essenziale praticare sport. La raccomandazione per tutti gli adolescenti è di svolgere 60 minuti di attività fisica moderata o intensa al giorno. Gli esperti, tramite una sofisticata tecnica di imaging, la tomografia computerizzata quantitativa periferica ad alta risoluzione (HR-pQCT), hanno verificato la densità di tibia e radio (un osso della gamba e uno del braccio) di 173 ragazze e 136 ragazzi tra i i 9 e i 20 anni. Dallo studio è emerso che i ragazzi più fragili facevano una vita sedentaria, con meno di 30 minuti di attività al giorno. Non fare sport significa non mettere alla prova le ossa, di conseguenza non si stimola la formazione della resistenza ossea.
  • Adolescente che mangia delle patatine fritteIl sovrappeso e più in generale i disturbi del comportamento alimentare negli adolescenti sono al centro del documento elaborato dall’American Academy of Pediatrics che suggerisce che cosa fare e che cosa evitare in tema di peso e di diete, scongiurando il “fai da te" cui ricorrono non pochi teenager statunitensi. Cibo e adolescenti, ecco le buone regole: in primo luogo cercare di pranzare o cenare quanto più possibile con i figli, cercando di dare il buon esempio a tavola con l'health cooking, per contrastare le disinvolte abitudini dei ragazzi Usa che aprono il frigorifero quando hanno fame e mangiano anche in piedi, a tutte le ore. Mai soffermarsi sul tema del peso, evitando di parlare del proprio e di quello dei figli. Mai accennare alle diete, intese come restrizioni del regime alimentare, incoraggiando invece i figli a consumare cibi sani, senza dimenticare il movimento e lo sport. Guai, in particolare, ironizzare sui chili di troppo di un adolescente. In particolare le nuove linee guida, comparse sulla rivista Pediatrics, mettono in guardia sulle diete – spesso fantasiose - cui gli adolescenti ricorrono per perdere rapidamente peso: non pochi sono i casi di aritmie cardiache causate da anoressia nervosa. «Sono pazienti a rischio – afferma Neville Golden, estensore delle linee guida, docente di pediatria all’università di Stanford – che rappresentano quasi il 40% dei pazienti ricoverati per disturbi del comportamento alimentare. I quattordicenni che si sottopongono a diete ipercaloriche sono tre volte più a rischio dei coetanei di ritrovarsi in sovrappeso a 17 anni di età». Le madri che parlano di continuo del proprio corpo e del proprio peso rischiano di causare complessi nei figli: «Involontariamente li incoraggiano a non essere soddisfatti del loro fisico, ritenuto inadeguato dalla metà delle ragazze e da un quarto dei ragazzi con il ricorso scriteriato a lassativi e diuretici per controllare il peso».
  • Gran parte del problema, emerso al congresso Sleep che si è svolto a Denver, riguarda il sovraccarico, i chili di troppo: il sovrappeso crea una serie di disturbi del sonno influenzando pesantemente – è il caso di sottolinearlo - il riposo. Alla correlazione, senza ombra di dubbio, sono arrivati i ricercatori della Perelman School of Medicine sottoponendo alla "polisonnografia", un apparecchiatura che misura le onde del sonno, 36 individui sani costretti a dormire 10 ore al giorno per due giorni. Inequivoco il dato emerso: nelle persone in sovrappeso è preponderante la fase di sonno REM, caratterizzata da alterazioni corporali fisiologiche: l’irregolarità cardiaca e respiratoria propone variazioni significative della pressione arteriosa. Per farla breve chi è “troppo in carne" riposa meno bene di chi è normopeso, con un rilievo che potrebbe indurre qualche cambiamento nella dieta: chi aumenta il consumo di proteine prima di coricarsi può ridurre significativamente la fase REM del proprio sonno. La ricerca proposta a Denver si aggiunge alle due precedenti in tema di cibo correlato al sonno: il primo dato era che una privazione del sonno porta ad assumere più calorie; un secondo che chi non dorme a sufficienza ha una qualità di sonno scadente, per colpa delle apnee notturne: ha maggiori probabilità di essere esposto all’attacco di virus e batteri. Vediamo la realtà italiana: i disturbi del sonno coinvolgono oltre 9 milioni di italiani che accusano insonnia cronica, ma non meno di 25 milioni soffrono di insonnia acuta o transitoria. Secondo Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico sette italiani su dieci soffrono di disturbi del sonno e quattro su dieci hanno difficoltà ad addormentarsi. Tre su dieci si svegliano spesso durante la notte e due su dieci si svegliano sempre con largo anticipo sulla sveglia.
  • Inoltre l’alimentazione dovrebbe includere, quotidianamente, frutta e verdura (5 porzioni al giorno!) e dosi moderate di pasta, riso, pane o altri cereali (meglio se integrali). Uova, formaggi e carni rosse dovrebbero essere assunte non più di 2-3 volte a settimana, mentre i dolciumi, gli snack, le bevande gasate e l’alcool andrebbero ridotti il più possibile. In generale, l’energia assunta con i cibi (fornita, in particolare, da zuccheri e grassi) non dovrebbe superare la quantità di energia consumata (o fabbisogno energetico).
  • L’impegno quotidiano a tavola e in palestra sarà, comunque, ben ripagato: è bene ricordare che le persone obese vivono meno delle persone normopeso. Recentemente, infatti, è stato osservato che le persone fortemente obese muoiono mediamente 14 anni prima rispetto al resto della popolazione.
  • Un soggetto obeso può chiedere aiuto per perdere peso al proprio medico, il quale lo indirizzerà verso il percorso più idoneo. Meglio evitare le diete fai-da-te: combattere l’obesità può richiedere l’intervento coordinato di più professionisti oltre al medico di base (dietisti, medici dietologi, personal trainer, psicologi…) e alcune forme particolarmente gravi di obesità richiedono, persino, l’intervento del chirurgo. La chirurgia per la perdita di peso (meglio nota come chirurgia bariatrica) viene, però, riservata solo a pochi casi selezionati, in quanto non priva di rischi.

     

Lo sapevate che...

  • Sottopeso e obesità, quali sono i diversi indici BMI?L’assunzione di alcuni farmaci (come il cortisone) o alcune malattie del metabolismo (come l’ipotiroidismo) possono provocare un aumento di peso, fino all’obesità. Talvolta un aumento di peso inaspettato può essere una manifestazione di malattie anche gravi, come l’insufficienza cardiaca. In caso di aumento di peso non spiegabile con l’assenza di attività fisica ed il consumo eccessivo di cibi e bibite ad alto contenuto energetico, è sempre bene consultare il proprio medico.
  • I figli di genitori con eccesso di peso hanno più probabilità di essere a loro volta in sovrappeso. Infatti, le probabilità di essere in sovrappeso, in Italia, sono del 21% se nessuno dei genitori è sovrappeso, del 27% se uno dei due genitori è sovrappeso e del 35% se entrambi i genitori sono in sovrappeso.
  • Bambini obesi saranno più probabilmente obesi anche da adulti e soffriranno prima di diabete e malattie cardiache.
  • L’allattamento al seno (protratto almeno per sei mesi) sembra abbassare il rischio del bambino di diventare obeso.
  • L’obesità è un problema mondiale particolarmente particolarmente diffuso in molti Paesi in via di sviluppo. Nel mondo sono obese oltre 600 milioni di persone (quasi 2 miliardi sono in sovrappeso). Più che l’impossibilità di procurarsi il cibo, al momento il problema più grave è l’impossibilità di procurarsi cibi sani (a prezzi accessibili): la maggior parte delle persone vive in Paesi dove l’obesità uccide più della fame.
     

Il presente approfondimento è stato integrato con i contenuti realizzati da Monica Torriani.



Riferimenti bibliografici

- Sito web del Ministero della Salute: Obesità: http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=175&area=Malattie_endocrine_e_metaboliche  Attività fisica: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?lingua=italiano&area=stiliVita&menu=attivita
- Corretta alimentazione:
http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=108&area=Vivi_sano
- Disponibile sul sito: www.epicentro.iss.it/problemi/obesita/obesita.asp.
- Elaborazione dati Health for All Italia (Dicembre 2015).
- World Health Organization. Global Recommendations on Physical Activity for Health. Geneva, World Health Organization, 2010.
- Opuscolo del Ministero della Salute. Dieta sana = dieta costosa? No. Consigli utili per mangiare sano senza spendere tanto. Disponibile sul sito: www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_259_allegato.pdf.
- Kitahara CM, et al. Association between Class III Obesity (BMI of 40–59 kg/m) and Mortality: A Pooled Analysis of 20 Prospective Studies. PLOS Medicine. July 8, 2014. DOI: 10.1371/journal.pmed.1001673.
- Disponibile sul sito: www.who.int/dietphysicalactivity/childhood_consequences/en/.
- Opuscolo del Ministero della Salute. Il latte materno è il più naturale che c’è. Disponibile sul sito: www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_251_allegato.pdf.
- WHO. Obesity and overweight fact sheet. Updated January 2015. Disponibile sul sito: http://www.who.int/dietphysicalactivity/en/.

 
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottoranda di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, Responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia,  Tamburrano Andrea,  Tognetto Alessia, Vallone Doriana.