Approfondimenti scientifici

In questa sezione potrai consultare tutti gli approfondimenti di carattere scientifico, redatti in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. La linea editoriale che Dove e Come Mi Curo ha voluto dare a questa rubrica è di natura prettamente scientifica, con argomentazioni dettagliate e specializzate.

Approfondimento

Il morbillo: sintomi, complicanze e vaccino

Il morbillo: sintomi, complicanze e vaccino
16 marzo 2015

Mamma e Bambino

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Definizione

Il morbillo è una malattia infettiva causata dal virus Paramyxovirus (genere morbillivirus, famiglia dei Paramixovideae) che colpisce prevalentemente i bambini in età scolare e prescolare. Il morbillo è una tra le malattie esantematiche più diffuse al mondo; in genere si presenta in forma benigna, ma può avere delle complicanze gravi che possono colpire soggetti immunocompromessi, neonati, bambini malnutriti, ma anche bambini sani e adulti di età superiore ai 20 anni. Il virus del morbillo è altamente contagioso perché si localizza a livello della mucosa nasale e della gola di chi ne è infetto. Può trasmettersi attraverso la tosse o gli starnuti ed è in grado di sopravvivere fino a 2 ore in ambienti o su superfici, infettando ad esempio un individuo che venga a contatto con il virus nell’ambiente e che si porti le mani agli occhi, al naso e alla bocca. Il virus è così contagioso che il 90% dei contatti vicini a chi lo ha contratto, se non immunizzati, si infetterà.

La malattia ha inizio quando il virus inizia a replicarsi all’interno della gola e del naso del soggetto infettato. Questa prima fase di replicazione del virus (senza segni e sintomi) dura tra i 10 e i 14 giorni e prende il nome di "fase di incubazione".
La fase successiva, che dura un paio di giorni, inizia quando si manifestano sintomi aspecifici come mal di gola, congestione nasale, tosse, congiuntivite, lesioni all’interno della cavità orale (chiamate macchie di Koplik), accompagnati da febbre moderata. Questa fase termina una volta comparso l’esantema, dapprima sul viso e poi su tutto il corpo, accompagnato da un rialzo febbrile.
L’eruzione dura da 4 a 7 giorni e inizia a scomparire dal viso e per ultimo dal piede e dalle cosce.
Una persona affetta da morbillo può diffondere agli altri la malattia per almeno 8 giorni: da 4 giorni prima che l’eruzione cutanea appaia fino a 4 giorni dopo la sua comparsa.
 

Figura 1. Esantema maculo-papulare del Morbillo Figura 2. Macchie di Koplik

1-Esantema maculo-papulare del Morbillo 2-Macchie di Koplik
Normalmente, la diagnosi di morbillo viene dall’osservazione clinica; eventualmente, dopo 3-4 giorni dall’eruzione cutanea è possibile ricercare nel siero gli anticorpi specifici contro il morbillo.

Le complicazioni del morbillo sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche dell’orecchio (otite), della laringe e dei bronchi (laringite e bronchite), dei polmoni (polmonite) e dell’encefalo (encefalite che può causare disabilità intellettive). Un’altra complicanza comune è la diarrea. Inoltre, il morbillo può provocare diminuzione delle piastrine (cellule del sangue essenziali per una buona coagulazione del sangue) nel circolo sanguigno, ma può anche causare aborto, parto pretermine e basso peso alla nascita. Una gravissima complicazione a lungo termine che colpisce il cervello è la pan encefalite subacuta sclerosante che si sviluppa dopo 7-10 anni dalla manifestazione del morbillo stesso, anche se quindi, apparentemente, si è guariti. Tale malattia è molto rara, ma è fatale.
 

Quadro Epidemiologico

Nei Paesi a clima temperato il morbillo ha un picco d’incidenza tra la fine dell’inverno e la primavera.
Si stima che ogni anno 20 milioni di persone al mondo contraggano il morbillo e di queste ne muoiano 146.000 (ciòè 400 morti ogni giorno e circa 17 ogni ora). La maggior parte dei soggetti che muoiono hanno meno di 5 anni. Il tasso di mortalità nei Paesi sviluppati è intorno allo 0.2% ed è legato prevalentemente alle complicanze della malattia. Poiché il numero di casi in Italia è elevato e la mortalità in numeri assoluti è ugualmente alta, essa risulta ingiustificata in quanto la malattia è prevenibile con la vaccinazione.

La mancata vaccinazione rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo della malattia. I soggetti non vaccinati o che non hanno mai avuto la malattia sono a forte rischio di contrarla in particolare se effettuano viaggi verso i Paesi in via di sviluppo dove il morbillo è più comune. Inoltre, è stato osservato che i soggetti che presentano un deficit di vitamina A sono più a rischio di contrarre il morbillo e di avere sintomi più severi.

L’otite colpisce un bambino su 10 con morbillo e può causare la perdita permanente dell’udito, mentre la diarrea viene riportata in meno di un caso su 10. La più comune causa di morte nei bambini colpiti dal morbillo è rappresentata dalla polmonite che colpisce un bambino malato di morbillo su 20. L’encefalite è più rara in quanto colpisce uno ogni 1000 malati di morbillo.

L’impatto economico del morbillo non è trascurabile. Uno studio del 2009 effettuato in Germania ha documentato che il costo medio di un caso di morbillo è di 520 euro, includendo visite ambulatoriali e analisi del sangue. Un altro studio che ha coinvolto 10 Paesi dell’Europa Occidentale ha rivelato che una madre perde tra le 8 e le 24 ore di lavoro per accudire il proprio figlio affetto da morbillo non complicato. Tra gli anni 2002-2003, in Italia sono stati calcolati i costi diretti del morbillo per il Servizio Sanitario Nazionale: essi variavano tra i 17,6 e i 22 milioni di euro e la cifra avrebbe consentito di vaccinare fino a 1.9 milioni di bambini (il vaccino contro il morbillo si somministra insieme a quello contro la parotite e la rosolia, pertanto contemporaneamente sarebbero stati evitati molti casi di parotite e rosolia). La ricerca, inoltre, ha documentato il costo delle 5.154 ospedalizzazioni avutesi in questo periodo che è stato pari a 8.8 milioni di euro.
 

Best Practices

In Italia ogni caso di malattia deve essere obbligatoriamente notificato alle autorità sanitarie.

La terapia per il morbillo è sintomatica e consiste in antifebbrili e sedativi della tosse. Per le complicanze, invece, vengono utilizzati cortisonici e antibiotici. Inoltre, secondo raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’UNICEF, ai bambini tra i 6 e i 24 mesi, ospedalizzati per morbillo o per le sue complicanze e soprattutto con fattori di rischio, va somministrata la vitamina A.

L’unico modo per evitare la malattia è la vaccinazione. Il vaccino per il morbillo è uno dei più efficaci  e rende completamente immuni. In Italia rientra tra i vaccini raccomandati ed è gratuito (leggi anche La copertura vaccinale della popolazione infantile). Viene somministrato insieme a quello contro la parotite e la rosolia e viene chiamato vaccino MPR o trivalente.

Il vaccino è costituito da virus attenuato e non provoca alcun effetto se viene somministrato a bambini già vaccinati o che hanno già avuto la malattia in precedenza. L’OMS raccomanda la somministrazione di due dosi del vaccino perché con la prima dose viene immunizzato il 95% dei bambini che effettuano la vaccinazione. Questa prima dose va effettuata al secondo anno di vita, tra il 12° mese ed il 15°. Per cercare di recuperare chi non ha risposto alla prima vaccinazione e stimolare la risposta anticorpale nei bambini già vaccinati è stata inserita la seconda dose di vaccino tra le vaccinazioni previste al 5-6° anno di vita (non trattandosi di un richiamo, ma di una seconda dose è possibile fare questa dose in qualsiasi momento a partire da un mese dopo la prima). La protezione si ottiene dopo 7 giorni dalla dose. Gli adulti non immuni dovrebbero vaccinarsi con almeno una dose.
 
Trattandosi di un vaccino con virus attenuato, la vaccinazione contro il morbillo è controindicata in gravidanza, in alcune gravi malattie del sistema nervoso, nei tumori, nella tubercolosi in fase attiva, in soggetti trapiantati o sottoposti a terapie immunodepressive. Inoltre è controindicato nei bambini che hanno avuto gravi manifestazioni allergiche soprattutto alla gelatina animale e ad antibiotici come la Neomicina. L’esposizione alla malattia non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione, la letteratura scientifica attesta che il vaccino può essere protettivo se somministrato entro 72 ore dall’esposizione. Pertanto, esso rappresenta un utile mezzo nel controllo delle epidemie. Entro 6 giorni dall’esposizione possono essere somministrate ai soggetti esposti anche le immunoglobuline che però non conferiscono immunità e non sono utili a prevenire o attenuare la malattia in persone suscettibili che non possono essere vaccinate. Per proteggere questi soggetti, l’unica soluzione è rappresentata da una circolazione ridotta del virus, possibile solamente quando la massima parte degli individui di una comunità siano vaccinati (immunità di gregge). La circolazione del virus del morbillo viene interrotta quando in una comunità il 95% degli individui è immune. Pertanto, la vaccinazione non è solamente vantaggiosa per il singolo ma per l’intera comunità.

Sebbene in Europa l’incidenza di casi di morbillo sia scesa del 50% dal 2013 al 2014, continuano a verificarsi delle epidemie e, pertanto, il virus continua a circolare. Nell’ultima rilevazione europea (2014 - primi mesi 2015) il numero di casi di morbillo in Europa è stato di 22.567 e, di questi, 1.674 si sono verificati in Italia e 1.091 in Germania. Tali numeri, per una malattia facilmente ed efficacemente prevenibile con la vaccinazione, sono alti e hanno minato l’obiettivo dei Paesi Europei fissato nel 2003 di eradicare il morbillo entro il 2015. Le cause delle epidemie di morbillo sono da ricercarsi nella presenza di soggetti suscettibili che non sono vaccinati, in particolar modo legato al numero crescente di genitori che rifiuta di vaccinare i propri figli o incontra barriere nell’accesso alle vaccinazioni. Come già enunciato,  i viaggi internazionali possono aumentare il rischio di esposizione al virus, il quale si diffonde tra i soggetti suscettibili non vaccinati.

Per controllare le epidemie attuali è necessario migliorare la sorveglianza per rilevare e indagare su tutti i casi sospetti, per identificare la catena di trasmissione e rendere disponibili le informazioni basate sulle evidenze dei benefici e i rischi dell’immunizzazione contro il morbillo. Per supportare i Paesi Europei in questi sforzi, l’Ufficio Regionale dell’OMS in Europa ha varato un Piano di Azione Europeo per le Vaccinazioni (EVAP) che è stato adottato dagli Stati Membri nel Settembre 2014.
 

Attività di vicinato

La persistenza di epidemie di morbillo in Germania, soprattutto i deficit nell’immunizzazione in alcuni distretti dello Stato federale del Baden-Wurttemberg, hanno indotto le autorità sanitarie europee a implementare un Programma di Immunizzazione Personalizzato (TIP – Tailoring Immunization Programme) per impedire future epidemie ed eliminare il morbillo e la rosolia nella Regione Europea dell’OMS. Il programma è stato lanciato nei primi mesi del 2015.
L’approccio TIP è stato sviluppato dall’Ufficio Regionale dell’OMS in Europa per identificare i soggetti a rischio di morbillo e indurli a vaccinarsi. Tale approccio comprende strumenti e metodologie comprovati per:
  • identificare le popolazioni suscettibili alle malattie prevenibili con i vaccini;
  • individuare le barriere alla richiesta e all’erogazione della vaccinazione e gli elementi che invece la motivano;
  • raccomandare informazioni basate sull’evidenza scientifica per supportare l’importanza delle vaccinazioni.
Nel 2013 l’approccio TIP è stato testato dapprima in Bulgaria, permettendo alle autorità locali di erogare servizi vaccinali alle popolazioni ROM, e in Svezia per migliorare la copertura vaccinale tra gli immigrati.
Analogo intervento nel Regno Unito e precisamente nella zona Nord Est di Londra in cui vive la comunità più ampia in Europa (più di 25.000 persone) di Ebrei ultraortodossi, nella quale la copertura vaccinale per diverse malattie, tra cui il morbillo, non è ottimale per garantire l’immunità di gregge. L’intervento si è svolto in due fasi, nella prima è stato somministrato ai genitori un questionario che indagava l’utilizzo dei servizi vaccinali all’interno delle proprie famiglie, le fonti di informazione sulle vaccinazioni, suggerimenti per il miglioramento del servizio e spazio per eventuali commenti. Nella seconda fase, sono state svolte delle interviste con i genitori, analizzando le risposte emerse al questionario e fornendo informazioni dettagliate sull’accesso ai servizi e su eventuali convinzioni riguardo alla vaccinazione.
 

E’ bene sapere

  • Il vaccino MPR può essere somministrato alle donne che allattano al seno perché  il vaccino non raggiunge il bambino attraverso il latte materno e la risposta alla vaccinazione è ottimale.
  • Si può  somministrare il vaccino MPR anche a chi ha superato una o due delle tre malattie: non c’è alcuna controindicazione.
  • Non esiste alcuna correlazione tra vaccinazione e autismo. La Corte d’Appello di Bologna ha ribaltato la sentenza del giudice del lavoro di Rimini che nel 2012 aveva stabilito un nesso tra la vaccinazione trivalente e l’insorgenza di autismo in un bambino vaccinato nel 2002. Tale sentenza d’appello avvalora quanto già più volte decretato dalla comunità scientifica ovvero non esiste nessuna relazione causale tra determinati tipi di vaccini e l’autismo.