Approfondimento

La miopia e le diottrie: cause, diagnosi e intervento

La miopia e le diottrie: cause, diagnosi e intervento
01 luglio 2018

Benessere

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Indice

Definizione

La miopia è un difetto visivo che comporta visione sfocata da lontano, anche se da vicino si vede bene o benissimo. Si parla scientificamente di “un vizio di rifrazione". Il termine miopia viene dal greco “myo" (chiudere) e sottolinea l’abitudine tipica dei miopi di strizzare gli occhi per cercare di mettere a fuoco gli oggetti lontani.

Nell’occhio normale, detto emmetrope, i raggi luminosi che provengono dagli oggetti distanti vengono messi a fuoco esattamente sulla retina. 
Nell’occhio miope gli stessi raggi cadono davanti alla retina e poi divergono: si forma così un’immagine sfocata. Per questo i miopi strizzano gli occhi socchiudendo le palpebre in questo sforzo di adattamento visivo.

Quanto maggiore è il difetto, tanto minore è la distanza alla quale si vede nitidamente
. La miopia si misura in diottrie: se a una persona mancano 3 diottrie all’occhio destro significa che riesce a leggere una lettera distante 7 metri mentre una persona non miope la distingue da 10 metri. Si definisce miopia lieve un difetto inferiore a 3-4 diottrie, miopia media o medio-forte sino a 8-9 diottrie, miopia elevata con valori superiori.
 

Epidemiologia

La miopia è il difetto della vista più frequente al mondo e coglie circa il 25% degli italiani (15 milioni di persone). In Asia, invece, la percentuale sale fino all’80%. In generale, in Occidente la prevalenza è indicata nel 30% della popolazione. Insorge più spesso in età scolare, aumenta nel periodo dello sviluppo e tende a stabilizzarsi intorno ai 20-25 anni, aumentando lievemente dopo quell’età (se non sono presenti particolari patologie che la fanno peggiorare rapidamente).
 

Cause

Si tratta, solitamente, di una condizione dovuta a un’aumentata lunghezza dell’occhio oppure a una eccessiva curvatura della cornea o del cristallino. I raggi incidenti convergono in un punto davanti alla retina, dove viene a formarsi l’immagine. Poiché l’immagine non raggiunge la retina, si ha una percezione più o meno annebbiata. 
Le cause di miopia possono essere molteplici:

  • nella miopia assile o assiale, la forma più frequente, si ha una eccessiva lunghezza del bulbo oculare rispetto alla norma (il fuoco cade davanti alla retina);

  • nella miopia da indice, il globo oculare è normale ma il potere diottrico è maggiore perché l’indice di rifrazione del cristallino è superiore alla norma. Questo avviene soprattutto nella cataratta, una malattia che colpisce il nucleo del cristallino facendolo addensare con aumento dell’indice di rifrazione;
  • nella miopia da cheratocono, la cornea ha una forma conica. Il cheratocono è una forma di degenerazione corneale in cui si ha un progressivo assottigliamento e sfiancamento della cornea che assume la forma conica, con aumento della sua curvatura, e questo provoca la miopia. Si può avere anche irregolarità della superficie corneale che provoca l’astigmatismo. Le due possono essere presenti contemporaneamente. Per i casi avanzati di cheratocono occorre il trapianto di cornea;
  • nella miopia da spasmo accomodativo si ha una curvatura della superficie anteriore del cristallino superiore alla norma.
 

Diagnosi

Il sintomo principale della miopia è una ridotta acutezza visiva: gli oggetti lontani appaiono sfocati; la visione tende a migliorare man mano che diminuisce la distanza fra gli occhi e l’oggetto osservato. Il tentativo di migliorare la propria visione aggrottando la fronte e socchiudendo le palpebre porta spesso a un certo grado di affaticamento oculare, visione offuscata e, talvolta, mal di testa.

La diagnosi di miopia viene effettuata sulla base di dati ispettivi, oftalmoscopici e schiascopici:


  • i dati ispettivi riguardano gli occhi, in apparenza più grandi e sporgenti. Il soggetto miope tende a strizzare spesso gli occhi per migliorare la visione;

  • i dati oftalmoscopici permettono di misurare con buona approssimazione il numero di diottrie mancanti; consente, inoltre, basandosi sulle alterazioni del fondo oculare, di evidenziare se la miopia è di tipo semplice oppure degenerativo (miopia patologica);

  • i dati schiascopici consentono di valutare con grande precisione l’entità del vizio rifrattivo.

 

Trattamento

Tradizionalmente la miopia richiede lenti correttive (occhiali o lenti a contatto). Gli occhiali sono il mezzo più diffuso e di facile uso, ma comportano inevitabili problemi visivi, che aumentano quanto più è forte la miopia che correggono.

L’immagine percepita dal soggetto miope che indossa gli occhiali risulta rimpicciolita: tanto più la lente è forte la visione è nitida solo nella porzione centrale per le distorsioni che si formano nella periferia della lente.

L’opportunità delle lenti a contatto andrebbe valutata attentamente da un oculista.
 Nei bambini è preferibile la correzione con occhiali; inoltre, sono fondamentali alcuni accorgimenti nella scelta del modello: il margine superiore della montatura deve arrivare al sopracciglio per evitare che il bambino, quando rivolge lo sguardo verso l’alto, guardi fuori dalla lente; le lenti devono essere infrangibili e la correzione del difetto deve essere totale; gli occhiali vanno portati sempre affinché al cervello arrivino immagini nitide, in modo da evitare un possibile peggioramento del difetto.

Nei bambini e negli adolescenti fino a 14-16 anni non sono generalmente suggerite le lenti a contatto, sia per problemi di gestione, manutenzione e pulizia, sia perché nell’infanzia si ha un maggiore rischio di sensibilizzazione al materiale delle lenti a contatto (per la minore tollerabilità da parte del sistema immunitario). Gli adulti devono semplicemente rispettare sempre le buone norme nell’utilizzo delle lenti a contatto.

La chirurgia correttiva per la miopia rappresenta un’altra soluzione. La chirurgia LASIK si effettua con un laser che rimodella la cornea in modo che la luce metta a fuoco correttamente le immagini. Questa soluzione non è indicata per tutti: dipende dagli occhi.
 

La miopia si può prevenire?

In parte sì in base agli studi più recenti, mentre l’oculistica tradizionale rifiuta questa possibilità. Occorre  comunque, provvedere alla giusta correzione sin da quando si presenta il problema: usare le lenti giuste è fondamentale per rallentarne l’evoluzione.
 Inoltre, per quanto riguarda l’importanza di uno stile di vita sano, secondo ricerche condotte in Australia, i bambini che vivono molto tempo all’aria aperta e al sole tendono a sviluppare più difficilmente la miopia.

Che la luce artificiale si associ a una maggiore probabilità di sviluppare la miopia è confermato da una ricerca del 2012: nelle grandi città del Sud-Est asiatico i bambini con vizio refrattivo sono valutati tra l’80 e il 90%. Anche una recente ricerca statunitense registra un aumento consistente del numero di miopi tra i primi anni Settanta e i primi anni Duemila: +66,4%. Anche i ricercatori inglesi di Cambridge hanno rilevato che la miopia si può, almeno in parte, prevenire con una giusta esposizione alla luce solare: per ogni ora in più trascorsa fuori casa la probabilità di essere colpiti dal comune vizio refrattivo si riduce di circa il 2%.

Va sottolineato anche che una prolungata privazione della luce provoca miopia in seguito all’allungamento del bulbo oculare, legato all’aumento del cortisolo nel plasma sanguigno. Tuttavia, occorreranno ulteriori studi per capire quali fattori abbiano più peso tra allenare gli occhi a vedere da lontano, praticare l’esercizio fisico e beneficiare dell’esposizione ai raggi ultravioletti (che, comunque, non deve essere eccessiva).

Va detto che esiste una componente ereditatia: se uno o entrambi i genitori sono miopi è più probabile che lo siano anche i figli.
La qualità visiva migliora con l’applicazione delle lenti a contatto: non provocano rimpicciolimento o distorsione periferica dell’immagine e consentono una visione nitida in tutte le situazioni in cui gli occhiali non sono adeguati (ad esempio durante l’attività sportiva).

È importante, però, ricordare che le lenti a contatto rappresentano un “corpo estraneo" all’interno dell’occhio e, quindi, necessitano di una serie di accorgimenti di pulizia e manutenzione. 
Se non si presta grande attenzione all’igiene, possono comparire problemi oculari acuti, quali le infezioni (potenzialmente dannose, un esempio sono le cheratiti), oppure problemi cronici determinati dalla minore ossigenazione della cornea. Per questi motivi (o semplicemente perché si intende fare a meno di occhiali e lenti a contatto) si può ricorrere alla correzione laser (per i difetti lievi e medi) o alla chirurgia della miopia (per i difetti elevati). Questi interventi, tuttavia, non garantiscono in modo certo l’eliminazione completa del vizio refrattivo, soprattutto nel medio e nel lungo periodo.

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Riferimenti Bibliografici


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