Approfondimento

Glaucoma: cause, sintomi, diagnosi e cure

Glaucoma: cause, sintomi, diagnosi e cure
07 novembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Indice


 

Definizione

Il glaucoma è un insieme di malattie oftalmologiche cronico-degenerative accomunate da un esito patologico: il nervo ottico, che trasporta le informazioni visive dagli occhi al cervello, va incontro a danneggiamento. Tale danno, se non trattato, conduce ad una progressiva ed irreversibile perdita della vista.
Il glaucoma è una condizione comune, ma molte diagnosi avvengono in ritardo perché i sintomi possono rimanere silenti per lungo tempo, determinando una usura del nervo ottico difficile o impossibile da trattare.
In generale, il glaucoma può suddividersi in due differenti tipi:
  • glaucoma ad angolo aperto: costituisce la maggior parte delle forme di glaucoma e comporta un progressivo aumento della tensione oculare e conseguentemente del danno sul nervo ottico. È quasi sempre bilaterale;
  • glaucoma ad angolo chiuso: è un disturbo meno comune, si verifica improvvisamente con un repentino aumento della pressione oculare che può interessare anche solo un occhio. I canali di deflusso dell’umor acqueo vengono chiusi dall’iride (la componente pigmentata dell’occhio) che si addossa alla cornea, facendo crescere molto velocemente la pressione oculare e causando l’insorgenza di una severa sintomatologia.

 

Quadro epidemiologico

Sebbene il glaucoma possa colpire persone di qualsiasi età, compresi bambini ed adolescenti, la gran parte delle diagnosi avviene in tarda età. In Italia, il 2% della popolazione sopra i 40 anni ed il 10% della popolazione over 70 anni sono affetti da glaucoma (le stime epidemiologiche parlano di circa 550 mila italiani in totale). I casi di cecità nel nostro Paese determinati da questa patologia sarebbero oltre 200 mila.

 

Cause e fattori di rischio

Il danno alla retina ed agli assoni (le cellule del nervo ottico) che si riscontra nel glaucoma è determinato da una serie di cause, la principale delle quali è l’aumento della pressione all’interno dell’occhio. Il bulbo oculare contiene all’interno una sostanza salina, denominata umor acqueo, che dà anche la forma all’occhio.

In assenza di problemi, questo liquido scorre continuamente tra l’interno e l’esterno dell’occhio. Nel glaucoma, una serie di cause determinano un difficile drenaggio dell’umor acqueo che, accumulandosi, aumenta la pressione nell’occhio e causa il danno al nervo ottico.
Alcune condizioni che aumentano la possibilità di sviluppare glaucoma sono:
  • età (l’incidenza della malattia aumenta invecchiando);
  • origine etnica (africani ed asiatici sono più propensi a sviluppare alcuni tipi di glaucoma);
  • storia familiare (la presenza di casi in famiglia aumenta il rischio di sviluppare la malattia);
  • altre condizioni come la miopia, l’ipermetropia ed il diabete.
In un numero limitato di casi, è possibile attribuire l’aumento della pressione oculare e lo sviluppo di glaucoma ad eventi specifici, come:
  • accumulo di materiale esfoliato nei canali di drenaggio dell’occhio (il glaucoma pseudoesfoliativo);
  • uveite (infiammazione dello strato intermedio dell’occhio);
  • utilizzo prolungato di colliri al cortisone;
  • crescita anomala di vasi sanguigni che ostruiscono il drenaggio dell’umor acqueo;
  • problemi nella crescita dell’occhio (causa di glaucoma nei bambini e negli adolescenti).
 

 

Sintomi

Il glaucoma non ha, generalmente, sintomi specifici (ad eccezione di condizioni particolari, come gli attacchi da glaucoma ad angolo chiuso), poiché la pressione oculare aumenta in modo graduale ed il danno ottico si instaura lentamente. In genere, uno dei primi sintomi della patologia è la perdita della visione periferica, determinata dall’usura del nervo ottico avvenuta nel tempo e, generalmente, il coinvolgimento oculare è bilaterale anche se un occhio può presentare sintomi peggiori dell’altro.

In caso di attacco acuto di glaucoma, è possibile sperimentare i seguenti sintomi:
  • dolore oculare intenso;
  • occhio rosso;
  • mal di testa;
  • indolenzimento attorno agli occhi;
  • visione di anelli attorno alle luci;
  • visione offuscata.

 

Diagnosi

Dal momento che il glaucoma è una patologia che può passare inosservata per lungo tempo e che la degenerazione del nervo ottico è un processo irreversibile, la diagnosi precoce è fondamentale per prevenire danni irreparabili.
La diagnosi di glaucoma può essere effettuata anche durante una visita routinaria di controllo dall’oculista o in ambulatori oftalmologici ospedalieri.

Uno dei test principali è la tonometria, ovvero la misurazione della pressione oculare, che si attua attraverso uno strumento (tonometro) posizionato delicatamente sulla superficie dell’occhio (precedentemente rivestita di anestetico locale).

Altri testi sono la gonioscopia (misurazione dell’angolo tra cornea ed iride per classificare il tipo di glaucoma, come descritto nei paragrafi in alto), il test del campo visivo (per individuare, attraverso la visione o meno di puntini illuminati in un campo oscuro, l’eventuale presenza di aree “cieche” alla vista, possibile segno di danno da glaucoma), l’analisi del nervo ottico (realizzata dall’oculista attraverso l’uso di una lampada a fessura), la tomografia ottica computerizzata (un esame non invasivo che analizza la condizione della cornea e della retina).

 

Trattamento

Il trattamento del glaucoma è differenziato a seconda dell’epoca di diagnosi, dello stato di danno presente e della gravità della situazione (angolo aperto o chiuso).

Il primo approccio è, generalmente, farmacologico. Vengono utilizzati alcuni colliri che abbassano la pressione all’interno dell’occhio. Le tipologie farmaceutiche più in uso sono i beta-bloccanti e gli analoghi delle prostaglandine. La terapia per il glaucoma si protrae, in genere, per lungo tempo e richiede costanza nel trattamento; fondamentale è riferirsi allo specialista per eventuali modifiche della terapia o in caso di comparsa di effetti collaterali.

Se la terapia farmacologica non risulta efficace, è possibile orientare il paziente verso l’intervento chirurgico, che può essere effettuato mediante laser o attraverso chirurgia tradizionale.

L’intervento ad argon laser, usato sia nel trattamento del glaucoma ad angolo aperto che ad angolo chiuso, permette di creare un foro nell’iride, creando un nuovo canale per il deflusso dell’umor acqueo, assicurando così un calo della pressione oculare. L’intervento dura pochi minuti ed è effettuato anche in regime ambulatoriale; dopo l’intervento il paziente può tornare alle proprie attività, avendo solo l’accortezza di impiegare per un breve periodo dei colliri per controllare l’eventuale e temporaneo aumento della pressione endoculare.

In caso di situazioni più complesse, come i glaucomi ad angolo aperto cronici, è possibile optare per la chirurgia tradizionale. L’intervento è più invasivo del laser, richiedendo una sedazione generale o una anestesia totale. Anche durante questa operazione, con lo strumentario chirurgico tradizionale, si provvede a creare una via di deflusso alternativa per l’umor acqueo.

 

Lo sapevate che...

  • Il glaucoma è la seconda causa di cecità al mondo; al primo posto vi è la cataratta.
  • Il glaucoma non ha una cura e la perdita della vista è irreversibile. Per tali motivi la diagnosi precoce è fondamentale, così come il monitoraggio continuo presso gli specialisti in caso di nuova diagnosi e conseguente terapia.