Approfondimento

Fertilità maschile: cosa fare se la cicogna non arriva?

Fertilità maschile: cosa fare se la cicogna non arriva?
10 giugno 2018

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma


Indice

 

Introduzione

La difficoltà nel concepire un figlio è un problema particolarmente sentito dalle coppie che si trovano ad affrontarlo, con rilevanti ripercussioni anche sotto il profilo psicologico.

Per raggiungere l’”obiettivo” di avere un bambino è fondamentale che sia gli uomini che le donne preservino una buona fertilità; le cause di infertilità, difatti, in termini di frequenza sono pressoché ugualmente distribuite in entrambi i generi.

Per il genere maschile va ricordato che lo spermatozoo deve affrontare, in relazione alle sue dimensioni, un viaggio di lunghezza non indifferente poiché deve essere in grado di risalire per intero l’apparato riproduttivo femminile per raggiungere le tube di Falloppio, ove feconderà l’ovulo.

Se consideriamo il totale delle coppie con accertate infertilità, in Italia si parla del 15%, in un caso su due il "responsabile" dell'infertilità è proprio l'uomo. E questo accade per la mancanza di visite di controllo: uno su tre, infatti, non lo sa e non prende provvedimenti mentre la donna, più avveduta che al contrario si fa carico di indagini e terapie, per sapere, per capire. Spesso basterebbe una visita dall'urologo andrologo e un test del liquido seminale per riconoscere e curare i disturbi maschili che rendono infertili. Come suggerisce la Società Italiana di Andrologia (Sia) se ci fosse uno specialista andrologo/urologo in ogni centro di procreazione assistita si potrebbero ridurre gli accessi ai centri, i costi delle cure per l'infertilità e migliorare i risultati almeno del 30%. Inoltre, preoccupa anche il fatto che il 25-30% degli under 18 abbia già un problema d’infertilità dovuta a uno stile di vita decisamente irresponsabile.

A complicare il quadro è stata l'abolizione della visita di leva grazie alla quale era possibile riconoscere tempestivamente alcuni disturbi, come il varicocele, che possono sì minare la fertilità ma che possono anche essere facilmente curati se riconosciuti in tempo. Gli uomini non sanno che le malattie a trasmissione sessuale e le droghe influenzano la fertilità, che ha i suoi limiti anagrafici anche per il maschio.
 

Quando la cicogna non arriva…

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’infertilità maschile è “l’incapacità a ottenere gravidanza dopo almeno 12 mesi di attività sessuale regolare e non protetta da alcun metodo anticoncezionale, con una partner femminile normalmente fertile”. Si può distinguere in:
  • infertilità primaria, quando l’uomo non ha mai indotto una gravidanza
  • infertilità secondaria quando l’uomo ha già indotto una gravidanza precedentemente.

 

Le cause

Per gli specialisti (endocrinologi e, particolarmente, uro-andrologi) che si trovano ad indagare i problemi di infertilità maschile, è molto importante raccogliere una buona anamnesi: il paziente dovrà informare il medico su
  • eventuali problematiche occorse a carico dell’apparato genitale (infiammazioni alla prostata, malattie sessualmente trasmesse e difficoltà nell’attività sessuale)
  • pregresse infezioni (parotite e tubercolosi),
  • malattie genetiche (fibrosi cistica),
  • patologie sistemiche (diabete)
  • possibili esposizioni ad agenti chimici e fisici (farmaci, tossici, metalli pesanti e temperature elevate) che possono compromettere la salute riproduttiva dell’uomo
  • Un'ulteriore importante causa di disfertilità è rappresentata dal varicocele, dilatazione varicosa del plesso venoso pampiniforme del testicolo.
Un recente studio ha indagato come anche la morfologia della testa degli spermatozoi è alterata e questi non riescono a penetrare all’interno degli ovociti. Concorre anche, in molti casi, la mancata integrità del DNA contenuto nella testa degli spermatozoi, la loro frammentazione, una vera e propria spaccatura della doppia elica, che causa moltissimi casi di insuccesso di procreazione medicalmente assistita, malgrado embrioni di ottima qualità.

L’alterazione del DNA si deve all’aumento dei radicali liberi presenti nel liquido seminale, si collega a patologie come il varicocele, la dilatazione delle vene del testicolo con reflusso di sangue con aumento della temperatura che incide sulla formazione degli spermatozoi. Vi concorre anche il criptorchidismo, la mancata discesa alla nascita di uno o dei due testicoli nel sacco scrotale. Il cocktail di fumo, alcol e droghe concorre a distruggere il DNA della testa degli spermatozoi, così come l’obesità e il consumo di anabolizzanti, sempre più diffuso tra i minorenni.

 

L’iter diagnostico

L’esame obiettivo comprende la palpazione dei testicoli (in particolare per apprezzarne il volume) e l’esplorazione rettale per la valutazione della ghiandola prostatica.

Ovviamente, per valutare in maniera oggettiva la fertilità di un soggetto maschile, è d’obbligo ricorrere all’esame del liquido seminale (spermiogramma associato a spermiocoltura). Le difficoltà riproduttive possono essere legate ad anomalie a carico degli spermatozoi:
  • bassa conta (oligospermia)
  • motilità ridotta (astenospermia
  • forma anomala (teratospermia)
  • oppure la coesistenza delle tre suddette condizioni (oligo-asteno-teratospermia).
L’azoospermia è, invece, la completa assenza di spermatozoi nel campione analizzato.

Altro esame di laboratorio essenziale è il dosaggio dei livelli ormonali (prolattina, ormone luteinizzante, ormone follicolo-stimolante, testosterone, estradiolo e ormoni tiroidei): l’infertilità può, infatti, essere conseguente a problematiche endocrine, soprattutto a carico degli ormoni sessuali, ma anche, talvolta, riguardanti la funzione tiroidea. Molto importante è il livello dell’ormone follicolo-stimolante: se è alto, indica un danno testicolare primitivo, mentre se è basso, in concomitanza con importanti anomalie spermatiche, suggerisce un ipogonadismo ipogonadotropo, ovvero una scarsa funzionalità testicolare a sua volta determinata da insufficiente secrezione ormonale da parte delle ghiandole che controllano l’attività gonadica (l’ipotalamo e l’ipofisi). Una ulteriore disfunzione dell’asse endocrino è costituita dall’iperprolattinemia (elevati livelli di prolattina deprimono la produzione di testosterone, ormone maschile per eccellenza).
Il set di indagini diagnostiche è completato dall’ecodoppler scrotale e dall’analisi genetica, al fine di ricercare anomalie cromosomiche.
 

La terapia

L’infertilità maschile è spesso trattabile. Solo nel 30% dei casi non è possibile individuare la causa e, quindi, non è possibile adoperare una terapia specifica.

Qualora l’infertilità sia determinata da varicocele, ostruzioni, infezioni e disfunzione erettile, è necessario correggere queste cause. Nei primi due casi la correzione avviene tramite interventi chirurgici, mentre in caso di infezioni efficaci sono le terapie a base di antibiotici e di antinfiammatori. Anche in presenza di alterazioni degli ormoni è possibile intervenire con terapie mediche.

Se vi è una azoospermia (totale assenza di spermatozoi nell’eiaculato) su base ostruttiva o da assenza congenita dei dotti deferenti, è necessario andare a ricercare gli spermatozoi direttamente nei testicoli, tramite biopsia o aspirazione con ago sottile dei gameti dal testicolo, o nell’epididimo.

Gli spermatozoi ottenuti possono essere utilizzati per la Procreazione Medicalmente Assistita: tra le tecniche di maggior rilievo sono da menzionare la fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione e la iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo.

 

Prevenire l’infertilità

La prevenzione dell’infertilità maschile si basa su numerose attenzioni ed accorgimenti che l’uomo dovrebbe adottare a tutela della propria salute. Ci riferiamo, ad esempio, alla prevenzione del rischio infettivo, soprattutto delle patologie a trasmissione sessuale, o comunque all’adozione di un trattamento efficace e tempestivo di queste senza trascurare il problema. È buona norma, poi, adottare uno stile di vita sano: astensione dal fumo, corretta alimentazione e regolare attività fisica sono senz’altro armi efficaci nella protezione della capacità riproduttiva maschile.

Particolarmente dannoso è l’utilizzo di stupefacenti e di anabolizzanti: soprattutto questi ultimi, utilizzati spesso impropriamente al fine di accrescere la massa muscolare, possono danneggiare la fertilità anche in modo irreversibile. Va poi prevenuto il danno testicolare da esposizione ad alte temperature: in particolare, sarebbe bene evitare di indossare per lungo tempo indumenti eccessivamente aderenti, specie se costituiti da tessuti sintetici e non traspiranti.

In generale, è opportuno che qualsiasi uomo faccia la conoscenza del proprio andrologo già in età adolescenziale, avviando una serie di controlli regolari che lo accompagnino nel corso dei successivi decenni di vita. Infatti, è sempre più comune il riscontro di casi eclatanti di varicocele in uomini non più giovanissimi (in questo gioca un ruolo non trascurabile l’abolizione del servizio militare poiché, spesso, le problematiche andrologiche più comuni nei giovani erano diagnosticate proprio nel corso della visita di leva).

Infine, banalmente, una regola importante è quella di non attendere troppo per cercare di concepire: sebbene gli uomini mantengano una buona capacità fecondante abbastanza a lungo, è dimostrato che dopo i 40 anni vi sia un calo della qualità degli spermatozoi prodotti.

Quindi, per ricapitolare, le best practices da seguire sono le seguenti:
  • Nell'alimentazione - Diete ricche di grassi saturi riducono la concentrazione degli spermatozoi mentre gli omega-3 la favoriscono. Attenzione alla qualità dei cibi perché i pesticidi possono alterare lo sperma.
  • Peso forma – L’obesità riduce i livelli di testosterone e di LH alterando la qualità e la quantità del seme.
  • Niente fumo – Il fumo riduce il numero e la motilità degli spermatozoi.
  • Niente droghe di qualsiasi tipo – Anche la marijuana provoca alterazioni dello sperma, con riduzione cospicua degli spermatozoi, che durano anche molto a lungo
  • Alcol con giudizio - Un consumo abbondante e frequente peggiora la fertilità.
  • Sport senza esagerare – Attenzione agli androgeni anabolizzanti: sopprimono la spermatogenesi e riducono il volume dei testicoli, con effetti reversibili una volta sospesa l'assunzione, ma occorrono anche due anni per tornare alla normalità.

Lo sapevate che...

  • Un episodio di febbre può interferire con la capacità riproduttiva anche per 60-180 giorni.

 
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottoranda di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, Responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia,  Tamburrano Andrea,  Tognetto Alessia, Vallone Doriana.