Approfondimento

Epilessia: cause, trattamento e gestione della crisi

Epilessia: cause, trattamento e gestione della crisi

Ricerca e Prevenzione

Ultimo aggiornamento: 01 gennaio 2019

Indice


 

Introduzione

L’epilessia è una sindrome caratterizzata da particolari eventi clinici - comunemente definiti crisi epilettiche - conseguenti ad attivazione simultanea di un gran numero di neuroni generalmente situati in un’area particolare dell’encefalo, denominata corteccia cerebrale. Si viene pertanto ad alterare la normale attività elettrica encefalica, con evidenti conseguenze sul comportamento del soggetto colpito.
 

Epidemiologia

La fascia d’età principalmente interessata è quella pediatrica; la stragrande maggioranza dei casi di epilessia vede il suo esordio entro i 20 anni e addirittura un caso su 3 si manifesta nei primi 5 anni di vita.

La prevalenza in Italia è stimata attorno allo 0.6%, mentre l’incidenza si aggira attorno ai 30.000 casi/anno. La probabilità di avere almeno una crisi nel corso della vita è di circa l’8%.
 

Sintomi

Come anticipato, l’epilessia è caratterizzata da particolari episodi di acuzie definiti come “crisi”, che possono manifestarsi in maniera notevolmente variabile da individuo a individuo e da un evento all’altro. A seconda dell’estensione dell’area del cervello con attività elettrica alterata, possono verificarsi crisi parziali (o focali) o crisi generalizzate.

Le crisi parziali possono essere distinte in semplici o complesse. In tutte le crisi parziali si verificano convulsioni e alterazioni sensoriali; in aggiunta a ciò, nelle crisi parziali complesse si verifica una modifica dello stato di coscienza, che invece resta inalterato nelle crisi parziali semplici.
Immagine che mostra un uomo sul pavimento in preda alle convulsioni epilettiche
Le crisi generalizzate, più frequenti delle parziali, possono invece essere distinte in 6 tipologie:
  • crisi tonico-cloniche (la forma più severa), in cui ad essere coinvolti sono entrambi gli emisferi cerebrali con crisi convulsive intense che interessano tutto il corpo, accompagnate da perdita di coscienza;
  • crisi di assenza, in cui non vi sono convulsioni ma una perdita di coscienza di breve durata che porta l’individuo a non essere consapevole del contesto che lo circonda (si tratta di manifestazioni tipiche di infanzia e adolescenza che tendono a scomparire con la crescita);
  • crisi miocloniche, contrazioni e tremori a carico degli arti senza perdita di coscienza;
  • crisi cloniche, movimenti stereotipati a carico di testa, collo e arti superiori;
  • crisi toniche, ossia degli irrigidimenti muscolari a carico degli arti o della schiena;
  • crisi atoniche, le quali (all’opposto delle precedenti) sono accompagnate da una perdita del tono muscolare.
 

Come gestire una crisi?

Immagine che mostra una donna prestare soccorso a un uomo sdraiato a terra per strada in preda a una crisi epilettica.Nel caso di una crisi a prevalente natura convulsiva è importante prevenire cadute ed è utile, se il soggetto è a terra, porre qualcosa di morbido (come un cuscino) sotto il capo.

Bisogna assolutamente evitare di estrarre la lingua del paziente per timore del soffocamento, di introdurre oggetti nella bocca e tantomeno di somministrargli acqua o cibo.

Gli arti non vanno bloccati ed ulteriore buona norma consiste nell’evitare assembramenti di persone attorno al soggetto, senz’altro inutili e talvolta deleteri nella fase di recupero. A crisi terminata, è bene ruotare il capo da un lato, favorendo la fuoriuscita di saliva ed il ripristino di una respirazione tranquilla.

Nel caso di crisi a prevalente alterazione dello stato di coscienza ci si può limitare alla vigilanza, prevenendo che il soggetto si faccia del male.
Infine, nel caso di crisi molto prolungate o ripetute, è bene chiamare il 112 (Numero Unico Emergenza) al fine di trasferire il paziente al Pronto Soccorso più vicino.

 

Cause

Nella maggior parte dei casi (60% circa) la causa dell’epilessia non è conosciuta e si parla pertanto di forme idiopatiche o primarie. Nella restante parte, le cause possono essere di molteplice natura: traumatiche, genetiche, ischemiche, tumorali (a carico del cervello), infettive e tossiche.

Inoltre, è utile sapere che diversi fattori possono scatenare le crisi epilettiche: tra di essi, degni di nota sono lo stress psichico, l’esposizione a luci e suoni particolari (discoteca, videogiochi…) e la carenza di sonno.
 

Diagnosi

immagine di una ragazza sdraiata sul lettino in uno studio medico durante un elettroencefalogrammaGli specialisti maggiormente indicati per lo studio dell’epilessia sono sicuramente il neuropsichiatra infantile ed il neurologo (benché anche i pediatri possano avere notevole esperienza in merito); alla base del processo diagnostico vi sono senz’altro una buona anamnesi (spesso con l’aiuto dei genitori dei piccoli pazienti) ed un esame obiettivo neurologico.

Di norma sono prescritti esami ematochimici al fine di studiare eventuali patologie di base, mentre - dal punto di vista della diagnostica strumentale - l’esame più rilevante è l’elettroencefalogramma (EEG): esso prevede l’applicazione di elettrodi sul cuoio capelluto al fine di rilevare eventuali anomalie nell’attività elettrica cerebrale.

Inoltre, lo specialista può ritenere opportuno il ricorso ad altre metodiche di imaging come TC e Risonanza Magnetica e a tecniche di Medicina Nucleare come PET e SPECT, allo scopo di studiare approfonditamente l’attività metabolica nelle diverse regioni cerebrali.

 

Trattamento

La terapia farmacologica dell’epilessia si avvale dell’utilizzo di anti-convulsivanti, i quali mostrano una buona efficacia sebbene gravati da alcuni effetti collaterali, soprattutto a carico del sistema nervoso.

L’approccio chirurgico è indicato in quei pazienti che si mostrano resistenti alla terapia medica: il gold standard è la rimozione del focolaio dell’epilessia. Qualora tale trattamento di resezione non fosse possibile, si pone indicazione alla neurostimolazione del nervo vago: tale trattamento porta ad un innalzamento del livello di soglia – dal punto di vista elettrico – necessario all’attivazione della crisi epilettica, rendendone maggiormente improbabile l’insorgenza.

 

Come funziona il nostro cervello e sistema nervoso? 

 

Lo sapevi che… ?

  • le crisi tonico-cloniche e le crisi di assenza in passato erano definite rispettivamente “grande male” e “piccolo male”? Tale denominazione, benché non “ufficiale”, è ancora oggi piuttosto utilizzata;
  • molti personaggi noti del passato erano affetti da epilessia: tra questi ricordiamo Newton, Beethoven, Dickens, Dostoevskij, Van Gogh, Giulio Cesare, Aristotele, Alessandro Magno;
  • in passato, sull’epilessia vi erano diverse credenze popolari: si pensava difatti che chi ne soffrisse fosse posseduto dal demonio oppure che il corpo del soggetto epilettico fosse preda dell’anima di un defunto che - tramite le crisi convulsive - cercava di manifestare la propria presenza;
  • contrariamente a ciò che spesso si pensa, di epilessia non si muore (nonostante il parossismo e la violenza che possono caratterizzare alcune crisi). Di contro, gravi traumi cranici possono essere causa di epilessia, così come una grave crisi può provocare cadute o incidenti talvolta fatali (anche sinistri stradali, qualora ad essere interessato sia un automobilista alla guida).

 

Scopri le strutture sanitarie su Dove e Come Mi Curo che hanno dichiarato di occuparsi di Epilessia. Per estendere la ricerca controlla le strutture sanitarie che effettuano la Visita Neurologica

 
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottore di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia,  Tamburrano Andrea,  Tognetto Alessia, Vallone Doriana.
Data di pubblicazione: 01 gennaio 2019