Approfondimento

Virus Ebola: trasmissione, prevenzione e terapia

Virus Ebola: trasmissione, prevenzione e terapia
15 luglio 2018

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Indice

 

Definizione

La malattia da virus Ebola, in passato nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave e spesso fatale per l’uomo. La malattia è comparsa per la prima volta nel 1976 con due focolai epidemici simultanei, uno a Nzara in Sudan e uno a Yambuku nella Repubblica Democratica del Congo. La malattia prende il nome dal fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (un tempo Zaire), nei pressi del quale è comparso il focolaio epidemico nel 1976.

Ebola è un virus a Rna del genere Ebola che appartiene alla famiglia dei Filoviridae (filovirus). A questa famiglia appartengono anche il genere Marburgvirus e il genere Cuevavirus.


Sono state identificate cinque diverse specie di virus ebola (Evd):

  • Bundibugyo ebolavirus (Bdbv)
  • Zaire ebolavirus (Ebov)
  • Reston ebolavirus (Restv)
  • Sudan ebolavirus (Sudv)
  • Taї Forest ebolavirus (Tafv).
Solo Bdbv, Ebov e Sudv sono stati associati a grandi epidemie da Malattia da virus Ebola in Africa. L’Ebov è caratterizzato da un solo ceppo virale ed è, tra gli Ebolavirus, la specie con il più alto tasso di letalità e quella responsabile del maggior numero di casi.

Il virus Ebola causa una febbre emorragica. I sintomi sono variabili e compaiono improvvisamente: inizialmente febbre alta (almeno 38,8 °C), mal di testa, mal di gola, dolori muscolari, dolori articolari, dolori addominali, debolezza, nausea e vertigini; in seguito il virus causa sintomi di più grave entità: tra questi diarrea, feci scure o sanguinolente, vomito scuro dall'aspetto, occhi rossi dilatati con presenza di aree emorragiche sulla sclera. Altri sintomi secondari che possono insorgere sono: ipotensione, tachicardia, danni agli organi (soprattutto a reni, milza e fegato) come risultato di una necrosi sistemica dei tessuti.

L'emorragia interna, principale caratteristica della Malattia da virus Ebola, è causata da una reazione tra il virus e le piastrine che dà luogo a rotture dei vasi capillari. In alcuni casi si possono presentare anche sanguinamenti dalla bocca o dal naso. Il tempo che solitamente intercorre tra insorgenza dei sintomi e morte è di circa 7-14 giorni. Solitamente, nella seconda settimana di infezione si assiste a una riduzione della febbre o all'insorgenza di una sindrome da disfunzione multiorgano. Il tasso di mortalità è alto, tra il 50 e il 90%. Le cause principali di morte sono lo shock ipovolemico, uno shock causato da una diminuzione della quantità di sangue in circolazione, e la sindrome da disfunzione multiorgano causata dalla necrosi dei tessuti.
 

Quadro epidemiologico

Dal 1976, anno di comparsa delle prime due epidemie, il virus Ebola ha causato 25 epidemie in Africa. L’ultima in ordine cronologico è iniziata nel 2014 e ha coinvolto 3 paesi dell’Africa centrale: Guinea, Liberia e Sierra Leone. Non si sono mai registrate epidemie di Malattia da virus Ebola al di fuori dell’Africa, fatta eccezione per due piccoli focolai epidemici sviluppatisi nelle Filippine in seguito a contagio da primati. Gli unici casi di malattia diagnosticati in paesi europei o americani sono da ricondursi:
  • a viaggiatori che hanno soggiornato nei paesi sede del focolaio epidemico;
  • a persone venute in contatto con pazienti affetti da Malattia da virus Ebola contratta nei paesi sede dell’epidemia;
  • a incidenti avvenuti in laboratorio.
 

Trasmissione

La trasmissione del virus Ebola all’uomo avviene tramite contatto con sangue, secrezioni e fluidi corporei di animali infetti. In particolare in Africa è stata documentata la trasmissione in seguito al contatto con scimpanzé, gorilla, pipistrelli, scimmie, antilopi e porcospini infetti.

Anche la trasmissione interumana (da un individuo infetto a uno sano) avviene tramite il contatto diretto con sangue, secrezioni e fluidi biologici (per es. saliva, sperma, urina e vomito) di persone infette, sia vive sia morte, e tramite il contatto indiretto con ambienti o oggetti contaminati da fluidi biologici di soggetti infetti. Di particolare importanza è la trasmissione sessuale che può verificarsi fino a 7 settimane dopo la guarigione, in virtù della lunga permanenza del virus Ebola nello sperma. Il contagio interumano è molto più frequente tra familiari e conviventi. In Africa il contatto diretto con il cadavere dei defunti, durante le cerimonie di sepoltura, ha avuto un ruolo importante nella diffusione delle epidemie.
 

Prevenzione

Il principale strumento di prevenzione è il rispetto delle misure igienico-sanitarie. In particolare, è fondamentale evitare qualsiasi contatto con soggetti infetti o con oggetti venuti a contatto con persone infette (il virus Ebola riesce a sopravvivere per molti giorni sugli oggetti). Per il personale sanitario è fondamentale evitare il contatto con il sangue e i fluidi biologici delle persone affette da Malattia da virus Ebola attraverso la scrupolosa applicazione delle misure di controllo delle infezioni e l’uso di Dispositivi di Protezione Individuale.

Nel sistema di sorveglianza delle malattie infettive, la malattia da virus Ebola è soggetta a notifica obbligatoria nell’ambito delle patologie di classe I, ossia le malattie per le quali si richiede segnalazione immediata: infatti i tempi di segnalazione del semplice "sospetto" di malattia sono di 12 ore. La segnalazione della malattia deve essere effettuata dal medico che ne sospetta la presenza, all’Azienda Sanitaria Locale di competenza attraverso un apposito modulo del Ministero della Salute.
 

Terapia

Attualmente non ci sono farmaci utili a trattare o prevenire la Malattia da virus Ebola autorizzati all’uso umano. Infatti, anche se esistono diverse ricerche condotte su alcune molecole sperimentali in laboratorio o su animali che hanno dato ottimi risultati, per nessuno di questi farmaci è stata ancora valutata la sicurezza e l’efficacia.

Oggi la terapia maggiormente efficace disponibile per i pazienti affetti da Malattia da virus Ebola consiste nell’uso di sangue o di sieri prelevati da soggetti convalescenti o guariti dalla malattia stessa.

 


Riferimenti Bibliografici

- WHO (2015). WHO Fact Sheet Ebola haemorrhagic fever
- Emond RT, Evans B, Bowen ET, et al. A case of Ebola virus infection. British Medical Journal. 1977;2(6086):541-544
- Pourrut X, Kumulungui B, Wittmann T, et al, The natural history of Ebola virus in Africa in Microbes Infect., vol. 7, 7-8, 2005, pp. 1005-14
- Hoenen T, Groseth A, Falzarano D, Feldmann H, Ebola virus: unravelling pathogenesis to combat a deadly disease in Trends Mol Med, vol. 12, nº 5, 2006, pp. 206–15