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Dolore al collo: diffusione, cause, sintomi e terapie

Dolore al collo: diffusione, cause, sintomi e terapie

Benessere

Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2019

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Indice

 

Definizione

A chi non è capitato di svegliarsi con un dolore al collo che impedisce di girare la testa dal lato dolorante, quel blocco che fa dire «maledizione, il torcicollo»? Lo si definisce comunemente così, ma i medici parlano correttamente di “cervicalgia", che significa semplicemente “dolore al collo".

Il dolore al collo è molto diffuso e si manifesta con una rigidità alla nuca che rende difficile girare la testa. Solitamente viene riconosciuto come dolore cervicale, ma il termine medico è cervicalgia. All’origine di questo disturbo possono esserci varie cause, anche molto diverse tra loro.

Nel collo, che è la parte del copro che collega la testa al tronco, ci sono infatti strutture ossee (vertebre cervicali), muscoli, importanti vasi sanguigni (arteria carotide comune e vena giugulare), nervi che controllano il movimento e la sensibilità delle braccia, della testa e di tutto il tronco (nervo vago). Il dolore cervicale, che può essere anche di forte intensità, parte infatti dal collo, ma può interessare la testa e le braccia.

Gran parte di questi sintomi sono causati da posizioni scorrette (postura) durante il lavoro, nelle tante ore davanti al computer/video, nel sonno, alla guida, o sono conseguenza di incidenti che hanno alterato la delicata struttura della colonna vertebrale. Il dolore alla cervicale è anche sintomo della degenerazione delle vertebre del tratto superiore della colonna vertebrale dovuta al passare degli anni.
L’irrigidimento del collo, nei casi più severi, può irradiarsi alle braccia provocando intorpidimento delle mani ed essere accompagnato da altri sintomi come mal di testa, vertigini, sensazione di nausea e perfino disturbi alla vista e all’udito. La cervicalgia non va confusa con il torcicollo.

A differenza del dolore alla cervicale, sordo e persistente, il torcicollo è solitamente contraddistinto da violente fitte dovute a una contrattura improvvisa. Il torcicollo è infatti un’altra condizione dolorosa dovuto però alla contrazione involontaria dei muscoli del collo che fa assumere alla testa una flessione laterale più o meno marcata. Il torcicollo può insorgere a qualsiasi età, a causa di infiammazioni (favorite da colpi d’aria) o traumi (colpo di frusta da incidente automobilistico), ma è più frequente nei giovani adulti.

 

Quadro Epidemiologico

Non è facile calcolare quante persone hanno avuto o avranno episodi di dolore al collo, proprio perché si tratta di una situazione molto comune per la quale spesso non si  ricorre al medico. Tuttavia, alcune associazioni hanno cercato di studiare la frequenza dei dolori al collo nella popolazione. L’americana United States Joint and Bone Initiative ha calcolato che negli Stati Uniti, nel 2010, il dolore al collo ha prodotto l’1,3% delle visite mediche e ospedaliere del Paese.

Studi recenti riferiscono che circa una persona su due avrà episodi di dolore al collo nel corso della vita e che ogni anno circa il 15% della gente va incontro alla problematica. Una stima che sembra non rispettare la realtà dei fatti.

 

Cause

All’origine del dolore del collo, di solito, ci sono dei problemi a livello delle articolazioni vertebrali. Tra una vertebra l’altra ci sono infatti dei cuscinetti morbidi di cartilagine che possono assottigliarsi negli anni (artrosi). I due anelli vanno così incontro a uno sfregamento che irrita nervi o muscoli. I cuscinetti intervertebrali possono essere male allineati (scoliosi) o sporgere in modo anomalo (ernia del disco) andando a comprimere i muscoli e i nervi circostanti.

Immagine di una ragazza seduta al pc con male al colloAltre cause molto frequenti sono i problemi muscolari o dei legamenti in seguito a traumi acuti (il classico colpo di frusta dell’incidente in auto) o cronici (vita sedentaria, postura sbagliata alla scrivania/ computer/guida). Queste situazioni hanno, generalmente, un esito positivo, al più si risolvono con trattamenti fisioterapici o rieducazione in acqua.

La cervicalgia può manifestarsi per uno sforzo non adeguato o per un carico eccessivo (borse, zaini pesanti) o dall’eccessiva tensione muscolo scheletrica causata da ansia o stress. Nella maggior parte dei casi si riscontra una lieve alterazione delle strutture nella regione delle prime vertebre della colonna (muscoli, legamenti, dischi intervertebrali e articolazioni posteriori).

La contrattura muscolare, all’origine del torcicollo, può essere dovuta a moltissime cause, molto diverse tra loro e spesso difficili da individuare. Contrariamente a quanto si tende a pensare, il freddo o i colpi d'aria non sono i principali fattori del disturbo, ma ne facilitano la comparsa. La contrattura dolorosa può essere dovuta a un'infiammazione o alle conseguenze di un trauma alle articolazioni vertebrali, in altri casi ancora, la causa può essere una vera e propria patologia articolare, come l'ernia del disco a livello cervicale.
Molto probabilmente, però, la causa più frequente, anche per il torcicollo, è una posizione scorretta mantenuta a lungo, per esempio durante il lavoro, che sovraccarica il tratto cervicale e causa dolori ricorrenti.

 

Sintomi

Generalmente il dolore al collo, per problemi di muscoli o legamenti, non è fortissimo e può estendersi alla testa e alle spalle, ma difficilmente va oltre.
Si manifesta in modo acuto al risveglio o quando si devono compiere dei movimenti, mentre a riposo è meno forte.
Se il dolore è dovuto ad alterazioni delle articolazioni vertebrali, in genere, non è fortissimo.
Un’attività moderata e il calore possono alleviare il sintomo. Possono comparire vertigini, ronzii, nausea e formicolii alle braccia nel caso in cui ci sia un problema alle articolazioni intervertebrali che comprimono o irritano i nervi (artrosi, ernie).

Nella forma cervico-brachiale, il dolore si irradia al braccio e perfino alla mano. In alcuni casi il sintomo può interessare anche entrambi gli arti superiori (bilaterale) e persistere durante alcuni movimenti. Questo disturbo è di solito aggravato quando si assume una posizione distesa sulla schiena (supina) e attenuato da altre posizioni, come quella con le mani dietro la nuca.

Nella forma cronica, il dolore cervicale in genere compare gradualmente e si presenta in seguito al mantenimento di una postura sbagliata per un tempo prolungato (ore). È tipico al risveglio o dopo che si è stati seduti alla scrivania o davanti a un computer.

Il torcicollo si caratterizza per la presenza di uno spasmo dei muscoli del collo. Il dolore può acuirsi se si prova a muovere il collo, per la possibile compressione delle radici dei nervi del collo dovuta allo spasmo muscolare che induce ulteriore dolore. Il collo è rigido e la mobilità limitata. Spesso, la spalla, dalla parte del lato in cui c’è il problema, è sollevata.
Possono manifestarsi anche mal di testa, tremori e, in alcuni casi, nausea. Raramente, ci possono essere vertigini, ronzii auricolare, agitazione e lieve confusione mentale.

Alcuni sintomi possono far sospettare una situazione più grave: qualora annotiate un dolore molto intenso nella parte anteriore del collo o che tenda a permanere di notte e si estenda anche ad altre parti del corpo oppure associ ad altri sintomi come febbre, perdita di forza, insensibilità o, ancora, se di recente avete avuto un trauma fisico, rivolgetevi al medico per una valutazione più approfondita.

 

Campanelli di allarme

Ci sono alcuni sintomi che possono interessare il collo e che richiedono un tempestivo intervento medico.
Sono: il dolore molto intenso nella parte anteriore del collo accompagnato ad altri sintomi come febbre, perdita di forza, insensibilità che possono essere comuni ad infezioni gravi come la meningite.
Anche il dolore intenso e la nausea che si manifestano dopo un trauma non devono essere sottovalutati perché sono segnali di possibili altre condizioni cliniche importanti.

 

Terapie e rimedi

La scelta del rimedio alla cervicalgia è molto soggettiva perché dipende dalla sensibilità di ciascuno e anche dall’origine del dolore. In generale, quando c’è una forte tensione muscolare, è utile il caldo che rilassa la muscolatura. Il freddo, d'altra parte, riduce l'infiammazione e quindi anche il dolore.
Anche se, per non provare dolore, per istinto, si preferirebbe mantenere immobile il collo, è meglio provare a muoverlo delicatamente continuando a svolgere, nei limiti del possibile, le attività quotidiane. L'immobilità infatti riduce il dolore al momento, ma con l'andare del tempo, a causa di questa condizione forzata, la muscolatura tende irrigidirsi, causando più dolore.
Inoltre è importante mantenere il collo in una postura corretta ed evitare, di portarlo a lungo in posizioni che possono irritare i muscoli (ad esempio stare con la testa piegata all’indietro per guardare verso l’alto).

II dolore cervicale è soltanto un sintomo. La diagnosi è quindi fondamentale per definire il tipo di terapia più adeguato.
A volte può infatti bastare l’assunzione di farmaci antinfiammatori per lenire il dolore, primo fra tutti il classico paracetamolo, dietro consiglio del proprio medico. Di solito infatti sono sufficienti farmaci analgesici (come lo è il paracetamolo), e antinfiammatori non steroidei (FANS) di uso comune (ibuprofene, ketoprofene..). Nel caso del colpo di frusta può essere indicato l’uso di un collare, ma l’utilità questa misura è stata recentemente messa in discussione perché, in base alle ultime evidenze scientifiche, si ottengono risultati migliori restituendo precocemente una certa mobilità della parte lesa, invece di mantenerla troppo a riposo.
Immagine di un fisioterapista mentre massaggia il paziente al colloNel caso in cui il dolore sia causato dal torcicollo, sono consigliati i farmaci analgesici (paracetamolo), oppure FANS. I miorilassanti possono essere utili, soprattutto se gli antidolorifici non hanno dato i risultati desiderati. Il dolore può essere anche alleviato dall’applicazione, nell’area, di caldo o freddo, in alternativa o in associazione ai farmaci.

In altre è meglio ricorrere al consiglio del fisioterapista: una terapia fisica a base di esercizi passivi (cioè realizzati da altri sul nostro collo mentre lo teniamo a riposo) e attivi è spesso risolutiva, ma deve essere a cura di persone competenti.
Risolta la fase acuta la fisioterapia è utile per allungare i muscoli contratti e recuperare la forza muscolare. Possono favorire il ripristino della funzionalità, l'elettroanalgesia, la massoterapia, la termoterapia, la manipolazione. Le manovre per ripristinare la mobilità non sono da farsi in fase acuta perché scatenerebbero il dolore e le vertigini.

In alcuni casi, infine, anche se raramente, può essere necessario un intervento chirurgico. Nelle forme cervico-brachiali ad esempio, la radice nervosa o del midollo spinale potrebbero essere compromessi al punto da richiedere l'intervento di un neurochirurgico. Nella fase acuta, la prima cosa da fare è alleviare il dolore.

 

Come funziona un lavoro di equipe fatta di medici specializzati? 

 

Prevenzione

Nella maggioranza dei casi, la cervicalgia è dovuta a problemi posturali per abitudini, anche lavorative che, se non vengono cambiate, possono scatenare nuovi episodi dolorosi.
Ci sono alcune semplici misure indispensabili per prevenire altri attacchi. Innanzitutto si devono controllare le proprie posture e correggere quelle scorrette. Se si trascorrono molte ore alla scrivania, di fronte al computer, è consigliato di fare in modo che lo schermo sia a non meno di 50 cm dal viso e un po' più in basso, in modo che la testa rimanga dritta. Il mouse deve essere vicino alla tastiera. Entrambi dovrebbero essere impiegati tenendo appoggiati gli avambracci alla scrivania.

Anche la posizione delle gambe è importante.
Caviglie e ginocchia dovrebbero formare angoli di 90 gradi e i piedi essere bene appoggiati a terra. Almeno ogni mezz’ora, ci si dovrebbe alzare e fare qualche passo, sgranchirsi per qualche minuto: ne beneficia tutto l’apparato muscolo scheletrico, soprattutto la schiena. A prescindere dall'attività svolta, dedicare qualche minuto ogni giorno per fare degli esercizi di stretching, per allungare la muscolatura del collo e di tutta la schiena, un investimento in salute semplice, ma molto efficace.

Nel caso di un colpo di frusta, qualche disturbo al collo potrebbe richiedere tempi più lunghi, anche anni, per risolversi del tutto. La prevenzione diventa quindi fondamentale, evitando soprattutto di mantenere il collo in posizioni fisse e a lungo. Particolarmente utile è la pratica regolare di un'attività fisica che preveda l'uso degli arti superiori (nuoto, esercizi con i pesi alle braccia), in modo che la muscolatura, tonica, difenda meglio il collo da eventuali sollecitazioni.

La terapia farmacologica, di solito, è efficace nel ridurre il dolore da torcicollo. In realtà, dopo un episodio, il collo diventa più suscettibile a questo disturbo che può quindi ripresentarsi più facilmente, se non si interviene sullo stile di vita. Anche in questo caso, una volta che, grazie per esempio al fisioterapista, si è risolto il problema, è consigliato di svolgere un'attività fisica regolare che coinvolga tutta la parte superiore del tronco e a prestare attenzione alle posture quotidiane. Alcuni consigli pratici possono essere di grande aiuto per prevenire il torcicollo.
Immagine di uomo mentre guida un furgono
Oltre a seguire le indicazioni già indicate per chi lavora molte ore al computer, ci sono delle abitudini utili per chi guida per lungo tempo. In queste persone i muscoli del collo devono continuamente bilanciare i microspostamenti provocati da scossoni e vibrazioni. È importante che il sedile dell'auto sia dritto e in una posizione che consenta di tenere le braccia piegate comodamente appoggiate sul volante. Ogni due –tre ore è quindi meglio fare una pausa e sgranchirsi i muscoli. Durante il sonno è bene utilizzare un cuscino che non costringa la testa in una posizione innaturale o fastidiosa.



 

Come funziona il nostro apparato muscoloscheletrico? 

 

Lo sai che...

Le malattie muscolo-scheletriche (mal di collo, di schiena, artrosi...) rappresentano una delle cause più frequenti di assenza dal lavoro, specialmente per chi è preposto alla movimentazione di carichi o chi sosti a lungo nella stessa postura. In particolare i  “videoterminalisti", coloro che lavorano molto tempo al computer. Ci sono semplici suggerimenti da seguire, a partire dalle pause ogni mezz’ora in cui ci si muove. Le passeggiate in ufficio sono brevi ma utilissime.  

 

 

Domande e risposte

  1. Quali malattie danno come sintomo il dolore al collo?
    Nella maggioranza dei casi, il dolore al collo è dovuto a un trauma o a una postura sbagliata e protratta nel tempo, come quando, per lavoro, si trascorrono molte ore davanti allo schermo di un computer o al volante di una macchina. Oltre all’artrosi cervicale, le contratture muscolari, l’ernia del disco, altre malattie potrebbero dare, tra i sintomi, anche il male al collo. Tra queste, si ricordano: ansia, artrite reumatoide, meningite.
     
  2. Il dolore cervicale può interessare anche al braccio?
    Quando la causa della cervicalgia è una riduzione dello spazio tra le vertebre cervicali da cui escono i nervi che controllano il braccio possono essere schiacciati e irritati. Si manifesta così il dolore cervico-brachiale che si presenta con formicolio, intorpidimento delle dita o della mano sia di giorno che di notte.
     
  3. Quando, per un dolore al collo, si deve andare dal medico?
    Sono sintomi da non sottovalutare il dolore molto intenso e rigidità del collo a cui si associano febbre e insensibilità perché potrebbero essere il segno di infezioni gravi come la meningite. Dopo un trauma, se compaiono nausea o altri sintomi, è bene rivolgersi al medico.
     
  4. In caso di forte dolore cervicale si deve restare a riposo?
    Gli ultimi studi mostrano che la gran parte delle patologie ortopediche guariscono prima e meglio se si evita di mantenerle immobili. In caso di dolore cervicale e torcicollo si dovrebbe cercare di distendere gradatamente la muscolatura contratta con esercizi appropriati.
 
 

Riferimenti bibliografici

-Murtagh J, Rosenblatt J. General practice. 5th edition. McGraw–Hill.
- United States Joint and Bone Initiative. The Burden of Musculoskeletal Diseases in the United States: Prevalence, Societal and Economic Costs (BMUS), 3rd edition.
- Fejer R, Ohm Kyvik K., Hartvigsen J. The prevalence of neck pain in the world population: a systematic critical review of the literature. Eur Spine J. 2006 Jun; 15 (6): 834-848.
- Côté P, Cassidy JD, Carroll LJ, Kristman V. The annual incidence and course of neck pain in the general population: a population-based cohort study. Pain. 2004 Dec; 112 (3): 267-73.
- INAIL. I disturbi muscolo scheletrici lavorativi. La causa, l’insorgenza, la prevenzione, la tutela assicurativa. Edizione 2012.

 

 

Articolo realizzato con il contributo di Maddalena Guiotto
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottore di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia, Tamburrano Andrea, Tognetto Alessia, Vallone Doriana.
Data di pubblicazione: 18 aprile 2019