Approfondimento

Il dolore al collo: cause, sintomi e terapie

Il dolore al collo: cause, sintomi e terapie
30 settembre 2016

Benessere

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Indice

 

Definizione

A chi non è capitato di svegliarsi con un dolore al collo che impedisce di girare la testa dal lato dolorante, quel blocco che fa dire «maledizione, il torcicollo»? Lo si definisce comunemente così, ma i medici parlano correttamente di “cervicalgia", che significa semplicemente “dolore al collo".

Il termine torcicollo indica invece la presenza di una deviazione permanente del collo che si trova piegato verso il lato malato e spesso lievemente girato verso il lato sano. Una patologia che può essere presente fin dalla nascita, dovuta a un vero e proprio accorciamento dei muscoli del collo o a problemi delle vertebre del collo. Un disturbo che può comparire anche in età adulta per infiammazioni o traumi o può manifestarsi per problemi di altri organi come il cervello e gli occhi. Casi, questi ultimi, per fortuna non frequenti.

Vediamo allora il torcicollo “comunemente inteso", cioè il dolore al collo per un colpo d’aria (quella condizionata fa brutti scherzi in prossimità dei bocchettoni) o per aver dormito in una posizione sbagliata. O altro ancora per cause comuni.
 

Quadro Epidemiologico e cause

Non è facile calcolare quante persone hanno avuto o avranno episodi di dolore al collo, proprio perché si tratta di una situazione molto comune per la quale spesso non si  ricorre al medico. Tuttavia, alcune associazioni hanno cercato di studiare la frequenza dei dolori al collo nella popolazione. L’americana United States Joint and Bone Initiative ha calcolato che negli Stati Uniti, nel 2010, il dolore al collo ha prodotto l’1,3% delle visite mediche e ospedaliere del Paese.

Studi recenti riferiscono che circa una persona su due avrà episodi di dolore al collo nel corso della vita e che ogni anno circa il 15% della gente va incontro alla problematica. Una stima che sembra non rispettare la realtà dei fatti.

Le cause più comuni di dolore del collo si collegano a problemi delle articolazioni vertebrali: tra una vertebra e l’altra esistono molti punti di contatto, quei cuscinetti morbidi di cartilagine che possono essere male allineati o sporgere in modo anomalo andando a comprimere e irritare i muscoli e i nervi circostanti. Altre cause molto frequenti sono i problemi muscolari o dei legamenti in seguito a traumi acuti (il classico colpo di frusta dell’incidente in auto) o cronici (ad esempio una postura sbagliata). Queste situazioni hanno, generalmente, un esito positivo, al più si risolvono con trattamenti fisioterapici o rieducazione in acqua.

Nella maggior parte dei casi di cervicalgia è difficile riuscire a risalire alla sede interessata dal dolore, visto che spesso i sintomi sono sovrapponibili. È importante ricordare che all’origine di un dolore al collo vi possono essere cause più gravi della semplice contrattura muscolare.
 

Sintomi

Generalmente il dolore al collo per problemi di muscoli o legamenti non è un fortissimo, può estendersi alla testa e alle spalle, ma difficilmente va oltre. Di solito il riposo conforta chi ne soffre, l’attività fisica può inasprire il dolore; da evitare, in ogni caso i movimenti di rotazione della testa che lo acuiscono. Anche il dolore dovuto ad alterazioni delle articolazioni vertebrali, in genere, non è fortissimo. Solitamente peggiora al risveglio quando ci si alza e si solleva la testa. Un’attività moderata e il calore possono alleviarlo. Il dolore può essere accompagnato da vertigini e formicolii alle braccia nel caso in cui siano compressi e irritati i nervi che contornano le vertebre.

Alcuni sintomi possono far sospettare una situazione più grave: qualora annotiate un dolore molto intenso nella parte anteriore del collo o che tenda a permanere di notte e  si estenda anche ad altre parti del corpo oppure associ ad altri sintomi come febbre, perdita di forza, insensibilità o, ancora, se di recente avete avuto un trauma fisico, rivolgetevi al medico per una valutazione più approfondita.
 

Terapia

La terapia della cervicalgia, nelle situazioni usuali, non preoccupanti, vede diverse opportunità. Innanzitutto, è bene continuare a svolgere nei limiti del possibile le attività quotidiane. È poi importante mantenere il collo in una postura corretta ed evitare, di portarlo a lungo in posizioni che possono irritare i muscoli (ad esempio stare con la testa piegata all’indietro per guardare verso l’alto). Una terapia fisica a base di esercizi passivi (cioè realizzati da altri sul nostro collo mentre lo teniamo a riposo) e attivi è spesso risolutiva, ma deve essere a cura di persone competenti. In ogni caso il dolore può essere trattato anche assumendo dei farmaci antidolorifici, primo fra tutti il classico paracetamolo, dietro consiglio del proprio medico.
 

Lo sapevate che...

Le malattie muscolo-scheletriche (mal di collo, di schiena, artrosi...) rappresentano una delle cause più frequenti di assenza dal lavoro, specialmente per chi è preposto alla movimentazione di carichi o chi sosti a lungo nella stessa postura. In particolare i  “videoterminalisti", coloro che lavorano molto tempo al computer. Ci sono semplici suggerimenti da seguire, a partire dalle pause ogni mezz’ora in cui ci si muove. Le passeggiate in ufficio sono brevi ma utilissime.  



Riferimenti bibliografici

-Murtagh J, Rosenblatt J. General practice. 5th edition. McGraw–Hill.
- United States Joint and Bone Initiative. The Burden of Musculoskeletal Diseases in the United States: Prevalence, Societal and Economic Costs (BMUS), 3rd edition.
- Fejer R, Ohm Kyvik K., Hartvigsen J. The prevalence of neck pain in the world population: a systematic critical review of the literature. Eur Spine J. 2006 Jun; 15 (6): 834-848.
- Côté P, Cassidy JD, Carroll LJ, Kristman V. The annual incidence and course of neck pain in the general population: a population-based cohort study. Pain. 2004 Dec; 112 (3): 267-73.
- INAIL. I disturbi muscolo scheletrici lavorativi. La causa, l’insorgenza, la prevenzione, la tutela assicurativa. Edizione 2012.