Approfondimento

Disturbi del comportamento alimentare (DCA): come combatterli?

Disturbi del comportamento alimentare (DCA): come combatterli?

Alimentazione

Ultimo aggiornamento: 03 giugno 2019

Indice

 

Definizione e classificazione

Con Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si intende un gruppo di patologie caratterizzate da alterazione delle abitudini alimentari accompagnate da un’eccessiva preoccupazione per la forma fisica, il peso corporeo e un’alterata percezione della propria immagine corporea.
Lo spettro di possibili manifestazioni è molto ampio, e tra queste si individuano tre principali forme di disturbi alimentari:
  • Immagine di un ragazzo che si sta pesando su una bilancia con i piedi annodati da un metro per sartiAnoressia nervosa. È caratterizzata dal timore di aumentare di peso, e per questo chi ne soffre controlla e riduce il proprio peso riducendo progressivamente e drasticamente l’introito di cibo, praticando attività fisica intensa, procurandosi il vomito o facendo uso di lassativi e diuretici.
  • Bulimia nervosa. La bulimia si differenzia dalla anoressia principalmente per la ricorrenza di episodi di abbuffate. Durante questi episodi vengono ingerite grandi quantità di cibo in brevi intervalli di tempo. Generalmente, a seguito di questi episodi vengono adottati dei comportamenti compensatori volti a evitare l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci anoressizzanti, digiuno o esercizio fisico eccessivo. Le abbuffate si verificano in media una volta alla settimana per tre mesi.
     
  • Disturbo da alimentazione incontrollata (o binge eating disorder). È caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate compulsive che avvengono in breve tempo, caratterizzate da un senso di totale mancanza di controllo sulla quantità o su che cosa si sta mangiando.
    Questi episodi si associano a tre o più delle seguenti condotte: mangiare con una velocità molto superiore al normale, mangiare molto anche in assenza di fame, mangiare fino a una sensazione di malessere, mangiare in solitudine per l’imbarazzo, senso di colpa. In questo caso, le abbuffate si verificano almeno una volta alla settimana, in assenza di meccanismi compensatori.
Molte volte al disturbo alimentare si associano altre patologie psichiatriche, come depressione, disturbi d’ansia, abuso di alcool o di sostanze, il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi di personalità. Possono manifestarsi anche comportamenti autolesionistici e tentativi di suicidio.
 

Causa

Poichè tali disturbi sono legati ad una serie di fattori di rischio che si sommano e interagiscono l’uno con l’altro, più che di cause sarebbe opportuno parlare di fattori di rischio. Fra questi si individuano:
  • predisposizione familiare per disturbi del comportamento, abuso di sostanze, malattie depressive
  • esposizione in età infantile o adolescenziale a eventi traumatici
  • il contesto familiare e sociale, caratterizzato da una esplicita o implicita pressione verso modelli di magrezza (modelle, ballerine, ginnaste, …)
  • scarsa autostima, insoddisfazione della propria immagine corporea contrapposta a ideali di perfezionismo.
 

Epidemiologia

Questi disturbi insorgono più frequentemente durante l’adolescenza, anche se, soprattutto per anoressia e bulimia, l’età di insorgenza si sta progressivamente abbassando anche in età prepuberale, con conseguenze molto gravi sullo sviluppo a causa della malnutrizione. Secondo le stime ufficiali, il 95,9% delle persone colpite dai disturbi alimentari sono di sesso femminile.
 

Complicanze

Le conseguenze sulla salute possono essere molto gravi, soprattutto nel caso della anoressia nervosa, a causa della denutrizione e dei comportamenti di compensazione, potendo interessare tutti gli organi e apparati, fino alla morte per suicidio o arresto cardiaco. Per questo è fondamentale l’intervento di professionisti esperti nel trattamento di queste patologie.
 

Trattamento e cura

L’approccio ai pazienti che soffrono di disturbi dell’alimentazione, per risultare efficace, deve comprendere da un lato una rieducazione nutrizionale, dall’altro un trattamento psichiatrico/psicoterapeutico. A seconda della gravità del disturbo, una maggiore molteplicità di professionisti può venire coinvolta: psichiatri, dietologi, pediatri, endocrinologi, dietisti, psicologi, infermieri.
 

Lo sai che…?

Anche se i DCA si considerano spesso un “male moderno” legato alla ricerca di adolescenti e ragazze di emulare la forma fisica di molte modelle e attrici, in realtà questi disturbi hanno origini molto più antiche. Nel periodo medievale il digiuno ascetico era visto come esercizio spirituale.

La Principessa Sissi, famosa per la maniacale cura dei capelli che le arrivavano al pavimento, era attentissima anche alla linea, e per questo si sottoponeva a diete rigidissime e esercizio fisico continuo.

In epoca contemporanea, sempre più personaggi famosi trovano il coraggio di parlare delle proprie battaglie contro anoressia e bulimia, come ad esempio ha fatto Lady Gaga, e le loro vittorie costituiscono esempi di guarigione in grado di aiutare quanti si trovino a combattere contro questi disturbi.
 

Domande e risposte

1. Cos'è un disturbo del comportamento alimentare?
I disordini alimentari sono malattie in cui le persone hanno una alterazione delle abitudini alimentari e in genere diventano pre-occupate per il cibo, il loro peso corporeo e hanno una alterata percezione della propria immagine corporea.
 
2. Che cosa causa i disturbi del comportamento alimentare nelle donne?
Come per altri disturbi mentali, ci possono essere molte cause, tra cui cause genetiche , biologiche, psicologiche e socio-culturali. Alcune persone possono avere dei geni che aumentano il rischio di sviluppare dei disturbi del comportamento alimentare. Fattori biologici, come gli ormoni sessuali coinvolti nella regolazione della serotonina, possono avere un ruolo nei disturbi alimentari.
 
3. Quali celebrità hanno avuto disturbi alimentari?
Alcune celebrità che hanno sofferto di disturbi del comportamento alimentare sono:
  • Demi Lovato: è diventata una portavoce non ufficiale delle giovani donne con disturbi dell'alimentazione da quando è stata curata per bulimia e anoressia nel 2010
  • Paula Abdul
  • Russell Brand
  • Lady Gaga
  • Alanis Morissette
  • Jordan Younger
  • Diana, Principessa del Galles
  • Elton John 
4. Quante persone muoiono a causa di disturbi del comportamento alimentare?
L'anoressia nervosa ha il più alto tasso di mortalità rispetto a qualsiasi altra malattia psichiatrica (inclusa la depressione maggiore). Il tasso di mortalità associato all'anoressia nervosa è 12 volte superiore al tasso di mortalità di tutte le cause di morte per donne di età compresa tra 15 e 24 anni. In assenza di trattamento, fino al 20% delle persone con gravi disturbi alimentari muoiono.

5. Per quanto tempo si può stare senza mangiare?
Tre settimane. Il corpo umano ha bisogno di cibo e acqua per sopravvivere. Un umano può andare avanti anche per tre settimane senza cibo. Mahatma Gandhi è sopravvissuto a 21 giorni di completa fame, ma per l'acqua è una storia diversa. Almeno il 60% del corpo adulto è composto di acqua e ogni cellula vivente del corpo ne ha bisogno per continuare a funzionare. Il tempo massimo con cui un individuo può andare avanti senza acqua sembra essere una settimana.


 

Riferimenti bibliografici

 
 
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottore di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia, Tamburrano Andrea, Tognetto Alessia, Vallone Doriana.
Data di pubblicazione: 03 giugno 2019