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Approfondimento

La depressione: sintomi, cause e terapie

La depressione: sintomi, cause e terapie
17 ottobre 2017

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma


Indice

  1. Definizione
  2. Epidemiologia
  3. Eziologia e fattori di rischio
  4. Sintomatologia
  5. Diagnosi
  6. Diagnosi differenziale
  7. Evoluzione e complicanze
  8. Terapia
  9. Lo sapevi che…

Definizione


La depressione è una patologia psichiatrica invalidante che rientra tra i disturbi dell’umore, ovvero condizioni che si propongono nell’arco dell’esistenza come periodi, fasi o episodi il cui quadro clinico è dominato da variazioni abnormi e patologiche del tono dell’umore. L’umore è un’emozione pervasiva e prolungata, quell’aspetto dell’attività psichica che conferisce la coloritura affettiva a tutto quanto viene vissuto, che si esprime attraverso un continuum tra i poli opposti dell’allegria e della tristezza, del piacere e del dispiacere, della gioia e del dolore.

Eventi stressanti, quali lutti, pensionamenti o cambiamenti di ruolo sul luogo di lavoro, trasferimenti etc. sono stimoli che nell’uomo possono determinare una reazione depressiva che è inizialmente protettiva nell’individuo. La reazione depressiva è una condizione, di frequente riscontro nella medicina generale, la cui durata varia da poche settimane a diversi mesi (breve o prolungata). Affinché si manifesti deve essere sempre presente un evento scatenante.

La depressione diventa clinicamente una malattia quando perde la sua funzione adattativa per diventare, sia a livello biologico che sociale, una disfunzione di entità più o meno grave. Per effetto di un protratto stato di iperattivazione dei sistemi di risposta allo stress diventa, quindi, una sindrome clinica con sintomi e segni specifici e con gravi conseguenze personali, familiari e sociali.


 

Epidemiologia


La depressione si manifesta più frequentemente nelle donne, specialmente in età fertile e in particolare nel periodo transitorio verso la menopausa e nel post-partum.

La prevalenza di tale condizione, probabilmente sottostimata, è pari a circa il 2,0-5,5% negli uomini e il 6,0-11,8% nelle donne nel corso della vita, tale da essere la patologia psichiatrica più frequente e tra le prime cause di disabilità nel mondo, in particolare tra i soggetti di età tra i 15-45 anni.
L’età di insorgenza è, generalmente, tra i 20-40 anni, ma nel 10% dei casi si presenta dopo i 60 anni.


 

Eziologia e fattori di rischio


Fattori biologici, genetici e psicosociali eterogenei interagiscono tra loro nell’insorgenza e nello sviluppo della depressione. I fattori biologici e genetici, infatti, condizionano la risposta dell’individuo a eventi stressanti, così come situazioni di stress fungono da fattori scatenanti nel tempo.

Nel genere femminile, una precedente storia depressiva personale o la familiarità di un disturbo dell’umore (qualsiasi esso sia) aumentano la probabilità di sviluppare un episodio depressivo. Ad esempio, i parenti di primo grado di pazienti con disturbo depressivo maggiore hanno un rischio di sviluppare tale condizione del 5,5-28,4% nel corso della loro vita.


 

Sintomatologia


È una sindrome clinica caratterizzata da caduta del tono dell’umore che si manifesta con segni e sintomi di tipo psichico e/o somatico, tra cui:
  • tono dell’umore depresso (tristezza vitale);
  • perdita degli interessi e del piacere (anedonia);
  • riduzione della libido;
  • perdita di volontà e motivazione (abulia, apatia);
  • perdita di energia fisica (astenia);
  • riduzione dell’autostima e della fiducia in sé;
  • idee e vissuti di colpa (delirio di colpa e rovina);
  • visione pessimistica del proprio futuro;
  • idee o comportamenti autolesivi fino al suicidio;
  • disturbi dell’alimentazione come iporessia o bulimia, talvolta aumento di peso e appetito;
  • disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia);
  • disturbi cognitivi (perdita di concentrazione o di memoria);
  • sintomi somatici non spiegabili su base organica, come tachicardia, sudorazione, affanno, cefalea, disturbi gastrointestinali, lombalgia etc..
Essa può presentarsi in un singolo episodio (episodio depressivo) oppure, più frequentemente, ripetersi successivamente nel tempo (disturbo depressivo) e può manifestarsi in forma acuta o cronica, lieve, moderata o grave, con o senza manifestazioni psicotiche (distorsioni della realtà), catatoniche (anomalie psicomotorie e comportamentali), melanconiche (paziente muto, soporoso che non trae piacere da nessuna attività o perde reattività a stimoli abitualmente piacevoli) o atipiche (reattività dell’umore con significativo aumento di peso o dell’appetito, sonno eccessivo o sensazione di pesantezza agli arti etc.).

Se gli episodi depressivi sono più di uno, il primo episodio di solito si presenta in seguito a un evento o situazione stressante, mentre negli episodi successivi il collegamento con un fattore scatenante può essere meno evidente o apparentemente assente.


 

Diagnosi


Una diagnosi può essere effettuata valutando le condizioni attuali del paziente, la storia clinica, i sintomi e la storia familiare.
I criteri diagnostici per identificare un disturbo depressivo maggiore sono:
  • Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei 5 sintomi è umore depresso o perdita di interesse o piacere:
    • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, come riportato dall’individuo (per esempio, si sente triste, vuoto/a, disperato/a) o come osservato da altri (per esempio, appare lamentoso/a) (nei bambini e negli adolescenti, l’umore può essere irritabile);
    • marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni (come indicato dal resoconto soggettivo o dall’osservazione);
    • significativa perdita di peso, non dovuta a dieta, o aumento di peso (per esempio, un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese) oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi tutti i giorni (nei bambini si considera l’incapacità di raggiungere i normali livelli ponderali);
    • insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni;
    • agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni (osservabile dagli altri; non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto/a o rallentato/a);
    • faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni;
    • sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi tutti i giorni (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per il fatto di essere ammalato/a);
    • ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni (come impressione soggettiva o osservata da altri);
    • pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico o un tentativo di suicidio o un piano specifico per commettere suicidio;
  • i sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti;
  • l’episodio non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (ad esempio una droga di abuso, un medicamento) o a un’altra condizione medica (ad esempio ipotiroidismo);
  • il verificarsi dell’episodio depressivo maggiore non è meglio spiegato dal disturbo schizoaffettivo, dalla schizofrenia, dal disturbo schizofreniforme, dal disturbo delirante o dal disturbo dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici con altra specificazione o senza specificazione;
  • non vi è mai stato un episodio maniacale o ipomaniacale.


 

Diagnosi differenziale


La depressione è presente come sintomo in molte patologie, sia psichiche che mediche, che da essa possono inoltre essere aggravate, come ad esempio:
  • disturbi d’ansia, psicosi, abuso e dipendenza da sostanze;
  • malattie del sistema nervoso centrale: demenza, malattia di Parkinson, ictus, epilessia del lobo temporale, malattia di Huntington e traumi cranici;
  • malattie endocrinologiche e metaboliche: ipotiroidismo, diabete, morbo di Addison e morbo di Cushing;
  • neoplasie;
  • altre condizioni mediche quali fibromialgia, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico e infezioni.
La depressione può anche essere secondaria a trattamenti farmacologici.


 

Evoluzione e complicanze


Una percentuale tra il 50-80% di coloro che hanno presentato un primo episodio depressivo manifesta delle ricadute nel tempo, tendenzialmente più gravi e anche indipendenti da eventi precipitanti. La probabilità di recidiva è maggiore nei soggetti che non eseguono profilassi farmacologica.

I pazienti depressi hanno tassi di mortalità superiori alla popolazione generale, basti pensare che circa il 60% di tutti i suicidi sono da attribuire ad una sintomatologia depressiva.


 

Terapia


La terapia, da instaurarsi tempestivamente, in accordo con il proprio medico, può essere di tipo farmacologico (con farmaci antidepressivi, in particolare gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina o altri inibitori del reuptake delle monoamine come farmaci di prima scelta, seguiti dagli antidepressivi triciclici e dagli inibitori delle monoaminoossidasi) o psicoterapico (psicoterapia cognitivo-comportamentale o interpersonale, efficaci soprattutto nei casi meno gravi) o, meglio ancora, una associazione delle due (effetto sinergico). Questa ha l’obiettivo di alleviare la profonda sofferenza del paziente, attenuare la compromissione sociale ed evitare il rischio di cronicizzazione e di morte per suicidio ed è articolata in tre fasi:
  • acuta per ottenere la remissione dei sintomi, tipicamente in ambiente ospedaliero nel caso in cui sia presente un rischio significativo per sé stessi o per gli altri;
  • di continuazione, per consolidare la remissione ed evitare la riacutizzazione dell’episodio depressivo;
  • di mantenimento per la prevenzione di recidive.
Nelle forme di depressione farmacoresistenti o in pazienti che non tollerano terapia farmacologica, con grave inibizione motoria, catatonia, si può eventualmente ricorrere alla terapia elettroconvulsivante.


 

Lo sapevi che…

La depressione è un comune disturbo mentale: in tutto il mondo ne soffrono oltre 300 milioni di persone di tutte le età.
La depressione è tra le principali cause di disabilità in tutto il mondo.
Le donne sono affette da depressione più frequentemente rispetto agli uomini.
Ci sono trattamenti efficaci per la depressione.