Approfondimento

La depressione: definizione, sintomi, cause e terapie

La depressione: definizione, sintomi, cause e terapie
29 maggio 2018

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma


Indice



 

Definizione

La depressione è una patologia psichiatrica invalidante che rientra tra i disturbi dell’umore, ovvero condizioni che si propongono nell’arco dell’esistenza come periodi, fasi o episodi il cui quadro clinico è dominato da variazioni abnormi e patologiche del tono dell’umore. L’umore è un’emozione pervasiva e prolungata, quell’aspetto dell’attività psichica che conferisce la coloritura affettiva a tutto quanto viene vissuto, che si esprime attraverso un continuum tra i poli opposti dell’allegria e della tristezza, del piacere e del dispiacere, della gioia e del dolore.

Eventi stressanti, quali lutti, pensionamenti o cambiamenti di ruolo sul luogo di lavoro, trasferimenti etc. sono stimoli che nell’uomo possono determinare una reazione depressiva che è inizialmente protettiva nell’individuo. La reazione depressiva è una condizione, di frequente riscontro nella medicina generale, la cui durata varia da poche settimane a diversi mesi (breve o prolungata). Affinché si manifesti deve essere sempre presente un evento scatenante.

La depressione diventa clinicamente una malattia quando perde la sua funzione adattativa per diventare, sia a livello biologico che sociale, una disfunzione di entità più o meno grave. Per effetto di un protratto stato di iperattivazione dei sistemi di risposta allo stress diventa, quindi, una sindrome clinica con sintomi e segni specifici e con gravi conseguenze personali, familiari e sociali.
 



 

Epidemiologia

La depressione si manifesta più frequentemente nelle donne, specialmente in età fertile e in particolare nel periodo transitorio verso la menopausa e nel post-partum.

La prevalenza di tale condizione, probabilmente sottostimata, è pari a circa il 2,0-5,5% negli uomini e il 6,0-11,8% nelle donne nel corso della vita, tale da essere la patologia psichiatrica più frequente e tra le prime cause di disabilità nel mondo, in particolare tra i soggetti di età tra i 15-45 anni.
L’età di insorgenza è, generalmente, tra i 20-40 anni, ma nel 10% dei casi si presenta dopo i 60 anni.

I numeri della depressione sono in aumento in tutto il mondo. Si stima che la popolazione affetta sia cresciuta di quasi il 20% in dieci anni. Più del 4% della popolazione mondiale vive con la depressione, che è particolarmente subdola in quanto in casi gravi può portare al suicidio. Anche qui i dati sono allarmanti: i suicidi per depressione rappresentano l’1,5% di tutti i decessi a livello mondiale, e sono la seconda causa di morte tra adolescenti e giovani (15-29 anni).

Questi numeri sono in aumento a causa di una concomitanza di fattori e secondo il Dott.re Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria, "fra questi la precarietà economica e la crisi che dal 2008 ha attraversato l'Europa. Fra i giovani che si trovano in quella fascia di età in cui non lavorano e non studiano, la depressione aumenta". Fra le categorie più colpite ci sono le donne. «C'è un nuovo ruolo della donna - spiega ancora Mencacci - che mette in crisi anche l'identità maschile. Viviamo in un momento di passaggio e il problema è transitare verso nuovi modelli. Questo provoca problemi.»

 

Eziologia e fattori di rischio

Fattori biologici, genetici e psicosociali eterogenei interagiscono tra loro nell’insorgenza e nello sviluppo della depressione. I fattori biologici e genetici, infatti, condizionano la risposta dell’individuo a eventi stressanti, così come situazioni di stress fungono da fattori scatenanti nel tempo.

Nel genere femminile, una precedente storia depressiva personale o la familiarità di un disturbo dell’umore (qualsiasi esso sia) aumentano la probabilità di sviluppare un episodio depressivo. Ad esempio, i parenti di primo grado di pazienti con disturbo depressivo maggiore hanno un rischio di sviluppare tale condizione del 5,5-28,4% nel corso della loro vita.


 

Sintomatologia

È una sindrome clinica caratterizzata da caduta del tono dell’umore che si manifesta con segni e sintomi di tipo psichico e/o somatico, tra cui:
  • tono dell’umore depresso (tristezza vitale);
  • perdita degli interessi e del piacere (anedonia);
  • riduzione della libido;
  • perdita di volontà e motivazione (abulia, apatia);
  • perdita di energia fisica (astenia);
  • riduzione dell’autostima e della fiducia in sé;
  • idee e vissuti di colpa (delirio di colpa e rovina);
  • visione pessimistica del proprio futuro;
  • idee o comportamenti autolesivi fino al suicidio;
  • disturbi dell’alimentazione come iporessia o bulimia, talvolta aumento di peso e appetito;
  • disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia);
  • disturbi cognitivi (perdita di concentrazione o di memoria);
  • sintomi somatici non spiegabili su base organica, come tachicardia, sudorazione, affanno, cefalea, disturbi gastrointestinali, lombalgia etc..
Può presentarsi in un singolo episodio (episodio depressivo) oppure, più frequentemente, ripetersi successivamente nel tempo (disturbo depressivo) e può manifestarsi in forma acuta o cronica, lieve, moderata o grave, con o senza manifestazioni psicotiche (distorsioni della realtà), catatoniche (anomalie psicomotorie e comportamentali), melanconiche (paziente muto, soporoso che non trae piacere da nessuna attività o perde reattività a stimoli abitualmente piacevoli) o atipiche (reattività dell’umore con significativo aumento di peso o dell’appetito, sonno eccessivo o sensazione di pesantezza agli arti etc.).

Se gli episodi depressivi sono più di uno, il primo episodio di solito si presenta in seguito a un evento o situazione stressante, mentre negli episodi successivi il collegamento con un fattore scatenante può essere meno evidente o apparentemente assente.

 

Diagnosi

Una diagnosi può essere effettuata valutando le condizioni attuali del paziente, la storia clinica, i sintomi e la storia familiare.
I criteri diagnostici per identificare un disturbo depressivo maggiore sono:
  • Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei 5 sintomi è umore depresso o perdita di interesse o piacere:
    • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, come riportato dall’individuo (per esempio, si sente triste, vuoto/a, disperato/a) o come osservato da altri (per esempio, appare lamentoso/a) (nei bambini e negli adolescenti, l’umore può essere irritabile);
    • marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni (come indicato dal resoconto soggettivo o dall’osservazione);
    • significativa perdita di peso, non dovuta a dieta, o aumento di peso (per esempio, un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese) oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi tutti i giorni (nei bambini si considera l’incapacità di raggiungere i normali livelli ponderali);
    • insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni;
    • agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni (osservabile dagli altri; non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto/a o rallentato/a);
    • faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni;
    • sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi tutti i giorni (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per il fatto di essere ammalato/a);
    • ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni (come impressione soggettiva o osservata da altri);
    • pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico o un tentativo di suicidio o un piano specifico per commettere suicidio;
  • i sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti;
  • l’episodio non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (ad esempio una droga di abuso, un medicamento) o a un’altra condizione medica (ad esempio ipotiroidismo);
  • il verificarsi dell’episodio depressivo maggiore non è meglio spiegato dal disturbo schizoaffettivo, dalla schizofrenia, dal disturbo schizofreniforme, dal disturbo delirante o dal disturbo dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici con altra specificazione o senza specificazione;
  • non vi è mai stato un episodio maniacale o ipomaniacale.

 

Diagnosi differenziale

La depressione è presente come sintomo in molte patologie, sia psichiche che mediche, che da essa possono inoltre essere aggravate, come ad esempio:
  • disturbi d’ansia, psicosi, abuso e dipendenza da sostanze;
  • malattie del sistema nervoso centrale: demenza, malattia di Parkinson, ictus, epilessia del lobo temporale, malattia di Huntington e traumi cranici;
  • malattie endocrinologiche e metaboliche: ipotiroidismo, diabete, morbo di Addison e morbo di Cushing;
  • neoplasie;
  • altre condizioni mediche quali fibromialgia, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico e infezioni.
La depressione può anche essere secondaria a trattamenti farmacologici.

 

Evoluzione e complicanze

Una percentuale tra il 50-80% di coloro che hanno presentato un primo episodio depressivo manifesta delle ricadute nel tempo, tendenzialmente più gravi e anche indipendenti da eventi precipitanti. La probabilità di recidiva è maggiore nei soggetti che non eseguono profilassi farmacologica.

I pazienti depressi hanno tassi di mortalità superiori alla popolazione generale, basti pensare che circa il 60% di tutti i suicidi sono da attribuire ad una sintomatologia depressiva.

 

Terapia

La terapia, da instaurarsi tempestivamente, in accordo con il proprio medico, può essere di tipo farmacologico (con farmaci antidepressivi, in particolare gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina o altri inibitori del reuptake delle monoamine come farmaci di prima scelta, seguiti dagli antidepressivi triciclici e dagli inibitori delle monoaminoossidasi) o psicoterapico (psicoterapia cognitivo-comportamentale o interpersonale, efficaci soprattutto nei casi meno gravi) o, meglio ancora, una associazione delle due (effetto sinergico). Questa ha l’obiettivo di alleviare la profonda sofferenza del paziente, attenuare la compromissione sociale ed evitare il rischio di cronicizzazione e di morte per suicidio ed è articolata in tre fasi:
  • acuta per ottenere la remissione dei sintomi, tipicamente in ambiente ospedaliero nel caso in cui sia presente un rischio significativo per sé stessi o per gli altri;
  • di continuazione, per consolidare la remissione ed evitare la riacutizzazione dell’episodio depressivo;
  • di mantenimento per la prevenzione di recidive.
Nelle forme di depressione farmacoresistenti o in pazienti che non tollerano terapia farmacologica, con grave inibizione motoria, catatonia, si può eventualmente ricorrere alla terapia elettroconvulsivante.

 

Lo sapevate che…

  • La depressione è un comune disturbo mentale: in tutto il mondo ne soffrono oltre 300 milioni di persone di tutte le età.
  • La depressione è tra le principali cause di disabilità in tutto il mondo.
  • Le donne sono affette da depressione più frequentemente rispetto agli uomini.
  • Secondo l'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) la depressione sarà la malattia cronica più diffusa nel 2030.
  • Il 7 Aprile è generalmente noto come la Giornata Internazionale della Salute. Nel 2017 l'OMS ha scelto di dedicare questa giornata alla depressione, dando il via ad una campagna intitolata "Depression: Let's Talk" (Depressione: Parliamone). L'iniziativa mira alla divulgazione della conoscenza della depressione, ma soprattutto mira all'eliminazione dei pregiudizi che la circondano. Molto spesso, la depressione viene diagnosticata in ritardo poichè, i malati, ma soprattutto la società, non sono disposti a parlarne apertamente.
  • Uno studio pubblicato sul Journal of Alternative and Complementary Medicine comproverebbe come lo Yoga, grazie alla meditazione e alla respirazione, riuscirebbe ad alleviare gli effetti dati dalla depressione clinica.
  • La dieta è un valido alleato per combattere questa malattia, se si soffre di depressione, infatti, vanno eliminati gli alimenti che contengono eccitanti o grassi e zuccheri in eccesso; il consumo di alcol dev’essere molto contenuto per gli effetti negativi sul sistema nervoso centrale. Anche l'attività fisica aiuta: è bene praticarla costantemente, un’ora per tre volte la settimana. Le donne, spesso impegnate su molti fronti, è giusto che riducano i gravami che le stressano in eccesso. Ne conseguono disturbi del sonno e problemi di depressione, con fenomeni infiammatori che possono generare diabete e ipertensione.
     

 



Riferimenti Bibliografici

-  American Psychiatric Association. Edizione italiana a cura di Massimo Biondi. Manuale Diagnostico E Statistico Dei Disturbi Mentali DSM-5. V ed. Milano: Raffaello Cortina Editore; 2014.
-  American Psychiatric Association. Edizione italiana a cura di Vittorino Andreoli, Giovanni B. Cassano, Romolo Rossi. Manuale Diagnostico E Statistico Dei Disturbi Mentali DSM-IV-TR. IV ed aggiornata. Milano: Masson; 2002.
- Bogetto F, Maina G. Elementi di Psichiatria. II ed. Torino: Edizioni Minerva Medica; 2008.
- Cassano GB, Tundo A. Psicopatologia e clinica psichiatrica. Torino: Utet-Edra; 2006.
-  Depression and Other Common Mental Disorders: Global Health Estimates. Geneva: World Health Organization; 2017. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO.
- Giberti F, Rossi R. Manuale di psichiatria. VI ed. Padova: Piccin; 2009.