Approfondimento

Demenza Senile: prevenzione, cause e cure

Demenza Senile: prevenzione, cause e cure
05 giugno 2018

Ricerca e Prevenzione


 
Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Indice


 

Definizione

La demenza senile è una malattia cronica, caratterizzata da deficit cognitivi e disturbi del comportamento, con progressione più o meno rapida, a cui consegue la perdita dell’autonomia e dell’autosufficienza. Tale malattia, pertanto, conduce a vari gradi di disabilità e dipendenza dagli altri, spesso i familiari, fino alla immobilizzazione a letto. La demenza è conseguente alla morte dei neuroni presenti in alcune aree del cervello responsabili di importanti funzioni quali la memoria, l’attenzione e la coscienza. I sintomi principali della demenza senile sono:
  • la perdita della memoria, soprattutto per i fatti più recenti. Le persone con demenza dimenticano i fatti accaduti più di recente, ma spesso conservano i ricordi degli eventi avvenuti molti anni prima;
  • la perdita della capacità critica, cioè della capacità di giudicare i fatti che avvengano e le cose che ci circondano;
  • le disfunzioni del linguaggio, portando le persone con demenza senile a non sapere pronunciare correttamente le parole o a non sapere come si chiama un oggetto comune come, per esempio, un cucchiaio;
  • il disorientamento spazio-temporale, tale da far si che i pazienti con demenza spesso si perdono, se escono da casa soli, o non sanno dove si trovano se lontani dalle mura domestiche.

Nonostante ciò, le persone con demenza senile rimangono coscienti e vigili.

Le demenze vengono classificate in demenze corticali e demenze sottocorticali:
  • le demenze corticali, di cui fa parte la malattia di Alzheimer che è la più frequente forma di demenza, sono caratterizzate da atrofia corticale, cioè morte e degenerazione dei neuroni presenti nella corteccia del cervello. Questa demenza causa, principalmente, alterazioni della memoria;
  • le demenze sottocorticali, caratterizzate principalmente da rallentamento dei processi cognitivi (cioè difficoltà a ragionare o a prendere decisioni), da movimenti rallentati, da alterazioni della personalità con disturbi affettivi come apatia (cioè assenza di interesse per ogni cosa) e depressione. Nelle demenze sottocorticali la perdita della memoria non è molto frequente; infatti, spesso le persone continuano a mantenere buona memoria per i fatti recenti anche dopo diversi anni di malattia. Una delle demenze sottocorticali maggiormente note è la malattia di Parkinson.
È opportuno, però, ricordare che spesso non esiste una forma univoca di demenza senile ma, piuttosto, i pazienti con questa malattia hanno forme miste, in cui coesistono sia la perdita della memoria che l’assenza di interesse per ogni cosa.

Le demenze più comuni in Italia sono:
La demenza di Alzheimer, che è il più frequente tipo di demenza senile, inizia in modo sfumato. Infatti, le persone spesso iniziano a dimenticare, ripetutamente e senza alcun altro motivo, piccole cose della vita di tutti i giorni come, ad esempio, dove è stato lasciato un oggetto (naturalmente questa evenienza deve accadere in modo continuativo, cioè non è sufficiente dimenticare qualche volta dove sono state lasciate le chiavi della macchina per sospettare di avere la demenza di Alzheimer) per arrivare, dopo un periodo più o meno lungo che solitamente è di qualche anno, al punto in cui non riescono più a riconoscere nemmeno i propri familiari. Inoltre, le persone con malattia di Alzheimer hanno bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici, come vestirsi o prepararsi il cibo, perché spesso dimenticano anche di doversi nutrire o confondono la colazione con la cena.

 

I numeri della demenza

La demenza senile colpisce tra l’1-5% della popolazione con più di 65 anni di età. Inoltre, diversi studi scientifici hanno dimostrato che la percentuale di persone con demenza senile aumenta con l’avanzare dell’età. Infatti, raddoppia ogni 4 anni, fino ad arrivare ad una percentuale pari a circa il 30% nella popolazione di età 80 anni ed oltre. In Italia si stima che ci siano circa 500 mila persone con demenza di Alzheimer (la più frequente delle demenze senili), mentre in Europa si stima che la demenza di Alzheimer rappresenti il 54% di tutte le demenze.

Netto l’aumento dei casi di demenza nel mondo, saliti a 47 milioni di malati in tutto il mondo, con un incremento di ben 12 milioni dal 2010 a oggi. Lo rivela il “Rapporto mondiale Alzheimer 2016", a cura dell'Alzheimer's Disease International (Adi) con una proiezione decisamente allarmante: si stima che la diffusione della demenza sia destinata a raddoppiare ogni 20 anni.

Il dato attuale in Italia stima che ne siano afflitte 1.241.000 persone e le proietta a quota 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050. I nuovi casi registrati in Italia nel 2016 sono 269.000, il resto del mondo ne ha registrati quasi 10 milioni. Imponenti i costi correlati: attualmente ammontano a 818 miliardi di dollari, cifra che nei prossimi tre anni salirà a 1.000 miliardi di dollari. In Italia i costi associati alla malattia nel 2015 hanno raggiunto quota 37,6 miliardi di euro.

 

Cause della demenza senile

La demenza può avere diverse cause. Le principali sono: vascolari e degenerative.
  • Le demenze vascolari sono la conseguenza di ripetuti episodi di micro-infarti cerebrali, ovvero interruzioni del flusso di sangue, in piccoli vasi del cervello, responsabile della morte dei neuroni che ricevono sangue dai vasi ostruiti. Questi micro-infarti, molto spesso, non causano sintomi nel momento in cui avvengono come, invece, accade per gli ictus più estesi. Il ripetersi di questi episodi di interruzione di flusso sanguigno e, conseguentemente, l’aumento dell’area di cervello colpita da micro-infarti porta alla demenza nel momento in cui il numero di neuroni morti per infarto supera un determinato valore.
  • Nelle demenze degenerative, invece, la causa è la morte dei neuroni, sempre lenta e progressiva, per cause non dovute all’interruzione del flusso di sangue. La demenza di Alzheimer è una demenza degenerativa. Nella malattia di Alzheimer sono presenti, sia dentro che fuori le cellule cerebrali, livelli elevati di alcune proteine che, accumulandosi nel tempo, impediscono ai neuroni stessi di comunicare tra di loro. Questo accumulo di proteine avviene dapprima e principalmente nell’ippocampo, che è l’area del cervello responsabile della memoria e dell’apprendimento. Per questo motivo uno dei primi sintomi della malattia di Alzheimer è la perdita della memoria, soprattutto per i fatti avvenuti più di recente.

 

Prevenzione della demenza senile

Il più importante fattore di rischio per la demenza senile è l’età. Infatti, più è avanzata l’età e più si è a rischio di sviluppare una demenza senile. L’età, però, è un fattore sul quale non si può intervenire. Altri fattori di rischio per lo sviluppo di demenza senile sono rappresentati dalle malattie cardiovascolari, da una alimentazione non variegata e da stili di vita scorretti. Infatti, il cervello si nutre solo di zuccheri e ossigeno che vengono trasportati grazie al sangue presente nei vasi. Quindi, se avviene un danno ad un vaso sanguigno del cervello o si interrompe il flusso di sangue al suo interno si può causare un danno ai neuroni che non ricevendo più zuccheri per nutrirsi e ossigeno muoiono. Pertanto, la presenza di fattori di rischio cardiovascolari, come avere il diabete o la pressione sanguigna alta, può essere responsabile dell’insorgenza di demenza senile. È, quindi, utile ridurre i fattori di rischio cardiovascolari.

Un altro modo per prevenire la demenza senile è avere una alimentazione sana ed equilibrata. Infatti, quello che mangiamo influisce sulla salute del cervello. Studi recenti indicano che avere una alimentazione salutare ed equilibrata, come può essere la dieta mediterranea, protegge dall’insorgenza della demenza senile. Quindi, è utile diminuire la quantità di carne rossa nella dieta ed aumentare quella di cereali integrali e verdura. Utilissimo nel prevenire la demenza è l’apporto di acidi grassi omega 3 presenti nell’olio d’oliva e nella frutta secca, come le noci. Inoltre, è stato dimostrato che fare attività sportiva regolarmente genera una riduzione del rischio di insorgenza di alcune tipologie di demenza senile perché i neuroni si avvantaggiano dall’aumentato flusso sanguigno, conseguenza del praticare sport.

 

 
 



Riferimenti bibliografici

- Epicentro. Disponibile sul sito: http://www.epicentro.iss.it/default.asp#itoss
- Ministero della Salute. Disponibile sul sito: www.salute.gov.it.
- Alzheimer's Disease Internationa: https://www.alz.co.uk/
- R. Brookmeyer et al., Projections of Alzheimer’s disease in the United States and the public health impact of delaying disease onset, in American Journal of Public Health, vol. 88, nº 9, September 1998, pp. 1.337-42.
- S. Todd, S. Barr, M. Roberts e A.P. Passmore, Survival in dementia and predictors of mortality: a review, in International journal of geriatric psychiatry, vol. 28, nº 11, November 2013, pp. 1.109-24.
- C. Ballard et al. Alzheimer’s disease, in Lancet, vol. 377, nº 9.770, 19 marzo 2011, pp. 1.019-31.