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La Congiuntivite: contagio, tipologie, cause e rimedi

La Congiuntivite: contagio, tipologie, cause e rimedi

Benessere

Ultimo aggiornamento: 27 gennaio 2019

Indice

Introduzione

La congiuntivite è uno dei disturbi più comuni per gli occhi di piccoli e grandi. Il 70% delle richieste di una visita oculistica è proprio per questa ragione. Si tratta di un’infiammazione che può evolvere come infezione della congiuntiva, la membrana trasparente che ricopre l’interno della palpebra e parte del bulbo oculare.
 

Epidemiologia

Immagine che mostra sezione dell'occhio con l'indicazione del nome di ogni parteIl sintomo più caratteristico di questa patologia è l’arrossamento dell’occhio: i vasi sanguigni, a causa dell’infiammazione, diventano più visibili, dando all’occhio un caratteristico rossore. Tale segno clinico però non è sufficiente per la diagnosi perché può essere il sintomo anche di altri disturbi oculari: "Occhi rossi: sintomi, cause e rimedi".

La causa della congiuntivite può essere infettiva o meno: virus e batteri sono le cause infettive più comuni, mentre la congiuntivite non infettiva è principalmente di tipo allergico, da sostanze irritanti/tossiche o secondaria ad altre malattie come il glaucoma acuto, la blefarite o la cheratite.
Per un approfondimento si rimanda all'articolo: "Glaucoma: cause, sintomi diagnosi e cure".


 

Cause

foto che mostra un occhio con la congiuntivite, con tutti i capillari rossi infiammatiLa congiuntivite può essere causata da:
  • un’infezione batterica, causata da stafilococchi, streptococchi, Haemophilus influenzae, Pneumococco, Neisseria gonorrhoea, Pseudomonas aeruginosa, ma anche Chlamydia trachomatis, tipica infezione congiuntivale neonatale (Ophtalmia neonatorum, che insorge in neonati con meno di 4 settimane di vita per un’infezione che si verifica durante o successivamente al parto) e responsabile di congiuntivite anche nell’adulto (paratracoma e tracoma);
  • un’infezione virale, più frequentemente da virus erpetici (herpes simplex, herpes zoster, citomegalovirus), adenovirus e, più raramente, mollusco contagioso;
  • una reazione allergica (contatto con sostanze irritative/corpi estranei), tipica del periodo primaverile, risultato di una qualsiasi forma di allergia a pollini, graminacee, polveri, peli di animali, etc;
  • irritazione da contatto o penetrazione nell'occhio di alcuni agenti irritanti, piccoli oggetti, ciglia o polveri;
  • agenti chimici, causata dal diretto contatto tra l'occhio e prodotti chimici, caustici o corrosivi;
  • agenti fisici, per l'esposizione prolungata a fonti luminose, radiazioni o a calore;
  • autoimmune, ad esempio il pemfigoide oculare mucomembranoso;
  • idiopatica, quale la congiuntivite lignea.
 
In ogni forma di congiuntivite l’infiammazione, anche se particolarmente fastidiosa, di rado può compromettere la visione.
La causa più comune dell’infezione è un virus, che spesso determina la comparsa di altri sintomi come raffreddore, febbre e altre malattie da raffreddamento. In questi casi non esiste una terapia specifica e l’infezione deve semplicemente fare il suo corso.

Quando invece la causa è batterica, la risoluzione è quasi sempre spontanea ma, se necessario, può essere impiegato un antibiotico per velocizzarne il decorso. In genere questa forma di congiuntivite colpisce un occhio solo ma, se trascurata, può facilmente estendersi all’altro.
La prevenzione passa soprattutto attraverso un frequente lavaggio delle mani, anche se in alcuni casi la fonte di contagio rimane sconosciuta, come riportato sul sito webMD.

Infine anche la stagione dell’anno e l’età possono influenzare la comparsa di congiuntivite:
  • foto di un bambino piccolo con la congiuntivite, che lacrima.le forme virali, oltre ad essere le più comuni congiuntiviti infettive sia complessivamente che nella popolazione adulta, si presentano prevalentemente in estate;
  • quelle batteriche sono la seconda causa di congiuntivite infettiva e si presentano nel 50-75% dei casi nei bambini, inoltre si osservano più frequentemente da dicembre ad aprile;
  • quelle allergiche sono la forma di congiuntivite più frequente in assoluto, colpiscono dal 15% al 40% della popolazione e si osservano soprattutto in primavera e in estate;
  • nei neonati la congiuntivite può verificarsi per un'infezione batterica acquisita durante il parto. Nel 30-40% dei casi, se la madre è affetta da Chlamydia trachomatis, potrebbe trasferire il batterio al bambino al momento della nascita. Altri batteri che si trasmettono da madre a nascituro sono: Haemophilus influenzae, Neisseria gonorrhoeae e Streptococcus aureus.
 

Sintomatologia

Distinguere correttamente tra i vari tipi di congiuntivite non è immediato perché sintomi simili nascondono situazioni cliniche diverse. La meta-analisi "Diagnostic impact of signs and symptoms in acute infectious conjunctivitis: systematic literature search" del 2003 ha analizzato studi differenti al fine di trovare una correlazione tra segni, sintomi e causa dei vari tipi di congiuntivite per facilitarne la diagnosi, ma nessuna correlazione è stata evidenziata con successo. Nella pratica clinica, però, si rivelano utili alcune indicazioni sul tipo di secrezione e di sintomi oculari:
  • una secrezione oculare purulenta o muco purulenta e crosticine sulle ciglia sono spesso correlata a congiuntivite batterica
  • una secrezione acquosa è più caratteristica di congiuntivite virale
  • il prurito è, spesso, associato a congiuntivite allergica.
Sia la congiuntivite virale che quella batterica possono essere connesse al raffreddore o ai sintomi di un’infezione respiratoria, come ad esempio febbre e mal di gola. Il disturbo è altamente contagioso, sia per gli adulti che per i bambini, per questo è consigliato lavarsi accuratamente le mani ed evitare la condivisione di cuscini o asciugamani.
 

Fattori di rischio

I principali fattori di rischio sono:
  • età perché i bambini sono spesso a contatto con soggetti infetti a scuola, mentre gli anziani hanno un sistema immunitario indebolito;
  • presenza di un’infezione delle vie aeree superiori, come il comune raffreddore;
  • sistema immunitario indebolito (diabete, terapia immunosoppressiva, uso di cortisonici);
  • presenza di un’infiammazione della palpebra (blefarite);
  • frequentazione di luoghi molto affollati, come treni e metropolitane.

 

Sintomatologia per tipologie

foto degli occhi di una persona con la congiuntivite, dove si vedono le secrezioni acquose miste a pus
Congiuntivite virale

  • Sintomi
La congiuntivite virale è causata soprattutto da Adenovirus (90%) e di solito interessa i due occhi (bilaterale). È caratterizza da una secrezione acquosa purulenta e con una piccola componente mucosa.
I sintomi includono granulosità (sensazione di granelli tipo sabbia nell’occhio), bruciore o irritazione e fotofobia.

La forma virale è molto contagiosa: il rischio di trasmissione stimato è tra il 10% e il 50%. Inoltre, di solito, si accompagna a sintomi respiratori e alla comparsa di febbre. Altre cause virali includono l’infezione da Herpes simplex (1,3%-4,8%), di solito unilaterale e associata a lesioni vescicolari delle labbra (Herpes simplex), e da Herpes zoster (fuoco di sant’Antonio) localizzato a livello del nervo trigemino.
  • Rimedi
Non esiste un trattamento efficace per la congiuntivite virale, ma farmaci antivirali topici (locali) o sistemici possono essere usati per prevenire un possibile coinvolgimento della cornea, soprattutto in presenza di Herpes simplex (labiale) o varicella-Zoster (fuoco di sant’Antonio).
Gli antibiotici non servono perché non agiscono contro il virus.
È essenziale in questi casi evitare l’applicazione o la somministrazione di principi attivi con cortisonici perché possono potenzialmente dare delle complicazioni anche gravi. Senza alcun trattamento, l’infezione di solito si risolve in una-due settimane, senza conseguenze a lungo termine, ma in alcuni casi è necessario più tempo. Per alleviare alcuni sintomi possono essere impiegate lacrime artificiali, antistaminici topici o impacchi freddi.

 

Congiuntivite batterica

  • Sintomi
foto che mostra una mamma mentre pulisce gli occhi al proprio bambino di poche settimane per curargli la congiuntiviteLe congiuntiviti batteriche si manifestano quando c’è un problema che predispone al contagio perché è compromessa la funzionalità della mucosa dell’occhio per una scarsa lacrimazione, un trauma, una situazione di ridotte difese immunitarie o per trasmissione diretta da un soggetto infetto attraverso le mani, ad esempio.
Questo tipo di congiuntivite, detta congiuntivite batterica acuta è dovuta a batteri Staphilococchi e Streptococchi. Interessa inizialmente un solo occhio (unilaterale), ma il secondo occhio è spesso rapidamente intaccato.
I sintomi comprendono la secrezione muco-purulenta appiccicosa e la sensazione di corpo estraneo nell’occhio, ma non ci sono variazioni sulle reazioni pupillari o sulla visione.
La forma batterica iperacuta è spesso causata da Neisseria gonorrhoeae e si diffonde negli adulti sessualmente attivi e può essere acquisita dai neonati alla nascita. L’infezione ha un esordio improvviso e può rapidamente portare alla perforazione della cornea. Si caratterizza da una abbondante secrezione purulenta che si riforma rapidamente dopo che è stata rimossa. I sintomi comprendono dolore, visione diminuita e gonfiore nell’area oculare.
La congiuntivite batterica cronica è caratterizzata da segni e sintomi che persistono per almeno quattro settimane, con frequenti ricadute. Gli occhi sono arrossati e la secrezione purulenta persistente. È generalmente causata da Staphylococcus aureus, Moraxella lacunata e batteri enterici.
 
  • Rimedi
Le più comuni congiuntiviti batteriche acute sono, nel 60% dei casi, auto-limitanti, cioè si risolvono entro una-due settimane dall’insorgenza. L’impiego di un antibiotico è indicato per un recupero più rapido e per ridurre il rischio di contagiare altre persone. Tutti i colliri antibiotici ad ampio spettro sono, in generale, efficaci nel trattamento della congiuntivite batterica acuta. Tuttavia l’uso inappropriato di antimicrobici è associato a un aumento della resistenza batterica e quindi all’inefficacia, nel tempo.
In alcuni casi, in particolare nei bambini, invece del collirio può essere prescritta una crema oculare perché è facile da somministrare ai neonati o ai più piccoli rispetto al collirio, tuttavia la visione può essere offuscata anche per 5-10 minuti dopo l’applicazione. Con entrambi i tipi di farmaco i sintomi possono scomparire nel giro di alcuni giorni.
Per evitare possibili ricadute dell’infezione è però importante seguite le istruzioni del medico e completare la terapia anche se i sintomi sono risolti. Oltre ai colliri antibiotici, possono essere associati farmaci corticosteroidi per una potente azione antinfiammatoria. I bambini dell'asilo nido, gli studenti e i lavoratori (specie quelli che esercitano la propria professione in ambienti pubblici) dovrebbero rimanere a casa per tutto il tempo della terapia o fino a quando la congiuntivite batterica non è più contagiosa, per evitare la trasmissione dell’infezione.

 

foto che mostra una donna nell'atto di asciugarsi gli occhi mentre lacrimano in preda a una congiuntivite allergicaCongiuntivite allergica

  • Sintomi
La congiuntivite allergica è causata dal contatto con un allergene, ossia una particolare sostanza che attiva il sistema immunitario in modo imprevisto (reazione allergica). In questi casi l’infiammazione colpisce molto spesso entrambi gli occhi, che reagiscono in contemporanea alla presenza dell’allergene.
Ci sono quattro tipi principali di congiuntivite allergica:
  • stagionale (tipica quella primaverile) causate da pollini, graminacee, acari della povere. È più comune nelle persone che hanno anche altre allergie e spesso si verificano contemporaneamente alla rinite (naso che cola, starnuti, …)
  • da contatto (irritativa) scatenata dall’utilizzo di colliri, trucchi o altra sostanza chimica come il cloro dell’acqua in piscina, lo shampoo o da una ciglia che sfrega contro la congiuntiva
  • papillare gigante dovuta all’uso di lenti a contatto, protesi artificiali e/o punti di sutura utilizzati nella chirurgia oculare. Si stima che circa l’1-5% della popolazione che fa uso di lenti a contatto morbide e l’1% di coloro che usano lenti a contatto rigide possano manifestare questo disturbo.
La congiuntivite allergica causa un forte prurito, rinite e una lacrimazione intensa dovuta all’infiammazione degli occhi.
 
  • Rimedi
Il trattamento consiste nell’evitare, il più possibile, il contatto con la causa (tecnicamente antigine) scatenante e nell’uso di soluzioni saline (la comune soluzione fisiologica monodose) o lacrime artificiali per diluire fisicamente gli allergeni e rimuoverli dall’occhio.
In alcuni casi possono essere indicati decongestionanti topici vasocostrittori, antistaminici, anti-infiammatori non steroidei e corticosteroidi. La congiuntivite allergica stagionale può essere prevenuta seguendo una specifica terapia profilattica prima dell'arrivo della primavera.
 

Quando rivolgersi al medico

La congiuntivite non è quasi mai un motivo di preoccupazione, ma è sempre utile rivolgersi al medico o al farmacista ai primi sintomi per alleviare il fastidio e curarla il prima possibile. L’oculista deve essere invece contattato con urgenza in caso di allergia alle lenti a contatto o in presenza di dolore agli occhi, disturbi della vista che indicano infezioni più gravi che possono compromettere la funzionalità visiva.


 

Diagnosi

immagine che mostra il dottore mentre visita e mette il collirio alla pazienteIn genere, la diagnosi inizia con un'attenta anamnesi ed esame obiettivo dell'occhio, alla ricerca di agenti lesivi, sintomatologia presente in familiari o contatti stretti (sospetto di eziologia infettiva), allergie, unilateralità – depone per eziologia locale (meccanica, chimica, infettiva locale) – o bilateralità – sospetta una causa allergica o sistemica di tipo infettivo, immunitario –, secrezioni (acquose, muco-purulente), linfoadenopatia.

test diagnostici, raccomandati nei casi di sospetta congiuntivite, prevedono esami sierologici, prelievo di campione di secreto congiuntivale e successiva indagine citologica (cellulare) e/o colturale, utilizzo di speciali colorazioni batteriche di GRAM, test del liquido lacrimale e di provocazione congiuntivale nel caso delle forme allergiche, etc.

La diagnosi differenziale tra la congiuntivite ed altre malattie che comportano segni e sintomi simili (vedi approfondimento occhio rosso) e tra le diverse forme di congiuntivite è fondamentale per valutare il trattamento più adeguato.
 
 

Complicanze

In genere la patologia non causa particolari complicazioni, salvo nei neonati dove le conseguenze possono essere più serie.
Sia nei bambini che negli adulti la congiuntivite batterica da Neisseria può provocare un’infiammazione della cornea, e problemi permanenti nella vista. Anche se la patologia è benigna, in alcuni pazienti (in particolare gli immunocompromessi e quelli gravemente malati), la congiuntivite può presentarsi in forme più severe con un peggioramento del quadro clinico.

Una congiuntivite allergica complicata, ad esempio, può progredire fino a coinvolgere la cornea (cheratite). In altri casi, l'infezione può creare dermatite palpebrale e ulcera corneale, cioè una lesione della cornea che la rende opaca, compromettendo la visione che diventa offuscata.

Le congiuntiviti virali possono essere accompagnate anche da sintomi generali, come febbre, malessere e dolori muscolari. Le congiuntiviti virali, è bene ricordarlo, sono estremamente contagiose. A tale proposito, per evitare il diffondersi dell'infezione, si devono rispettare scrupolosamente tutte le norme igieniche.
 

Trattamento

Alcuni accorgimenti possono alleviare sintomi fastidiosi, evitare la reinfezione e minimizzare il rischio di diffondere l'infezione.

Lavare accuratamente le mani con acqua calda e sapone prima di toccare gli occhi è una norma igienica semplice e fondamentale, come evitare l'utilizzo promiscuo di biancheria come lenzuola, federe, asciugamani e salviette.
Detergere spesso gli occhi con salviettine sterili umidificate.
Nell’applicare le terapie, il beccuccio del collirio non deve venire a contatto con una qualsiasi struttura dell'occhio, sia per non traumatizzare l'occhio, sia per minimizzare il rischio di auto-contaminazione. I colliri scaduti o aperti da più di 7 giorni, andrebbero buttati.
Per ridurre il gonfiore e la congestione congiuntivale, gli impacchi delicati di camomilla fredda sono molto indicati per ottenere un immediato sollievo. È importante utilizzare un batuffolo di cotone pulito per ogni impacco.

Per rafforzare le difese immunitarie compromesse ad esempio da una terapia antibiotica prolungata, è utile assumere yogurt con fermenti lattici o probiotici. Ecco un articolo per sapere tutto su quest'argomento: "Probiotici: a cosa servono? In che alimenti si trovano?" .

immagine che mostra una ragazza inserire una lente a contatto nell'occhioIn presenza di un’infiammazione oculare è bene evitare l'utilizzo di prodotti per il make-up attorno all'occhio infetto fino a completa guarigione e proteggere gli occhi con occhiali da sole con filtri UV.
Le lenti a contatto non vanno applicate per l'intera durata della terapia per la congiuntivite.

Oltre ai consigli sopraindicati, per velocizzare il processo di guarigione da congiuntivite allergica, è necessario rispettare sempre le indicazioni fornite dal medico e la posologia (dosaggio). Un utilizzo smodato di farmaci decongestionanti (vasocostrittori), per esempio, può paradossalmente provocare l'effetto opposto, finendo così col peggiorare i sintomi della congestione.
Nonostante siano prodotti di libera vendita, i colliri decongestionanti e vasocostrittori devono essere utilizzati con estrema cautela dai pazienti affetti da ipertiroidismo, ipertensione, diabete e disturbi cardiaci.
Per questa ragione, il consiglio è quello si consultare sempre il proprio medico prima di instillare qualsiasi collirio nell'occhio.
 
 
Il presente approfondimento è stato integrato con i contenuti realizzati da Maddalena Guidotto
 
 

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Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

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L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
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  • Tiziana Sabetta, Responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia,  Tamburrano Andrea,  Tognetto Alessia, Vallone Doriana.
Data di pubblicazione: 27 gennaio 2019