Approfondimenti scientifici

In questa sezione potrai consultare tutti gli approfondimenti di carattere scientifico, redatti in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. La linea editoriale che Dove e Come Mi Curo ha voluto dare a questa rubrica è di natura prettamente scientifica, con argomentazioni dettagliate e specializzate.

Approfondimento

Cataratta: prevenzione, intervento e complicazioni

Cataratta: prevenzione, intervento e complicazioni
15 dicembre 2014

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Definizione
La cataratta è una malattia del cristallino (la lente naturale dell’occhio umano) che conduce a una progressiva perdita di trasparenza dello stesso. L’opacità del cristallino è dovuta a fenomeni di ossidazione che coinvolgono le proteine che lo compongono. Il fenomeno è legato all’età, la cataratta è una malattia dell’invecchiamento. L'allungamento della vita media è quindi responsabile dell’aumento del numero di interventi di cataratta, che è uno tra i più eseguiti in tutto il mondo.

Oltre l’età, che rappresenta la causa principale, altri fattori di rischio responsabili dell’insorgenza della cataratta sono la familiarità (tra i consanguinei altri che ne sono affetti), le radiazioni ultraviolette (presenti nei raggi solari), il fumo di sigaretta, il diabete, l’eccessivo consumo di alcool e traumi agli occhi. Queste cause sono responsabili della  "cataratta senile"  che rappresenta il 99% dei casi. Esiste poi una forma chiamata “cataratta congenita", che rappresenta meno dell’1% di tutte le cataratte: si manifesta sin dalla nascita ed è dovuta a mutazioni geniche o a infezioni virali contratte dalla madre durante la gravidanza. I principali virus responsabili della cataratta congenita son il virus della Rosolia, il virus della Varicella e il virus dell’Herpes.

La cataratta si manifesta solitamente con un offuscamento visivo globale anche se, questo disturbo della visione, è tanto più evidente quanto più estesa e intensa è l'opacizzazione del cristallino. Pertanto, quando solo parte del cristallino è opacizzato, i sintomi sono talmente diluiti nel tempo da essere difficilmente evidenziati dai pazienti. In proposito, poiché spesso l’opacizzazione del cristallino avviene lentamente, le persone affette da cataratta si abituano a questo progressivo offuscamento della visione e scoprono di avere questa patologia solo in uno stadio avanzato, quando non sono più in grado di distinguere nitidamente nulla. In alcuni casi, invece, l’opacizzazione del cristallino avviene così rapidamente che i sintomi compaiono già in una fase iniziale della malattia, proprio perché l’occhio non ha il tempo di abituarsi a questo offuscamento della visione.

Oltre all’offuscamento visivo, altri sintomi che possono manifestarsi con la cataratta sono annebbiamenti - transitori o permanenti - della vista, presenza di aloni luminosi intorno alle luci puntiformi, difficoltà nel distinguere i colori, lentezza nell’adattamento al buio, affaticamento durante la lettura e in alcuni casi bruciore e stanchezza oculare.

Quadro epidemiologico
La cataratta è la principale causa di cecità trattabile nel mondo. Infatti ne è colpito il 50% delle persone che hanno più di 65 anni. La percentuale aumenta con il progredire dell’età fino ad arrivare ad interessare il 90% delle persone con più di 75 anni. Recenti studi indicano che in Italia l’incidenza media della cataratta nelle fasi iniziali è pari al 16,5% e aumenta con il progredire dell’età. Circa 100.000 pazienti ogni anno in Italia si sottopongono a intervento per cataratta.

Negli Stati Uniti le persone colpite da cataratta sono il 42% nella fascia d’età tra 52 e 64 anni, il 60% tra i 65 e i 74 anni e il 91% tra i 75 e gli 85 anni. Il numero di interventi chirurgici annui supera il milione (su una popolazione di 200.000.000 di abitanti circa 8.400.00 sono affetti da cataratta nei vari stati).

Un dato può stupire: la cataratta rappresenta un problema particolarmente grave nei Paesi in via di sviluppo. In India, per esempio, la prevalenza di cataratta è 3 volte maggiore rispetto agli Stati Uniti. In proposito, si stima che nei prossimi 20 anni, in considerazione dell’aumento della vita media che interesserà alcuni Paesi, il numero di persone affette da cataratta nei Paesi in via di sviluppo sia destinato a raddoppiare.

Prevenzione della cataratta
L’insorgenza della cataratta è legata all’invecchiamento e agli stili di vita. Infatti è stato dimostrato che il danno ossidativo influenza la genesi e lo sviluppo della cataratta.
Tra i fattori che possono generare un danno ossidativo, e quindi possono favorire l’insorgenza della cataratta, ci sono:

  • il fumo di sigaretta, che è collegato all’insorgenza di cataratta precoce e a una rapida progressione della stessa;
  • l’iperglicemia e il diabete mellito;
  • le radiazioni ultraviolette del sole.

La cataratta può essere invece prevenuta:

  • mangiando molta frutta e verdura (ricchi di vitamina C e altre sostanze antiossidanti);
  • evitando di fumare;
  • portando occhiali da sole;
  • tenendo sotto controllo la glicemia.

 

Terapia della cataratta
L’unica terapia possibile nella cataratta è quella chirurgica. In proposito è fondamentale intervenire chirurgicamente per tempo, per evitare che il cristallino si indurisca eccessivamente, fatto che renderebbe necessario un intervento più invasivo.

La tecnica chirurgica più utilizzata attualmente è la "facoemulsificazione a ultrasuoni" con l’utilizzo di una sonda di diametro inferiore a 1mm che, vibrando a frequenze ultrasoniche, permette la disintegrazione delle fibre di cristallino opache e la loro successiva aspirazione.

Dopo l’asportazione del cristallino opaco, si inserisce all’interno dell’occhio una lente artificiale pieghevole che si apre una volta posizionata all’interno.
Le attuali tecniche micro-chirurgiche per l’intervento di cataratta utilizzano strumenti mini invasivi che permettono di frammentare e asportare la parte opaca del cristallino senza danneggiare le importantissime strutture presenti all’interno dell’occhio.

Dopo l’intervento
Dopo l’intervento sarete immediatamente dimessi ma è necessario sottoporsi a terapia antibiotica e antiinfiammatoria. Entrambi i farmaci sono somministrati, grazie a colliri, direttamente nell’occhio. È importante anche non lavare l’occhio operato, non comprimerlo e indossare occhiali scuri. La prima visita di controllo, da parte dell’oculista che vi ha operato, sarà il giorno dopo l’intervento.
Nei giorni successivi possono presentarsi alcuni sintomi, quali fastidio oculare, arrossamento, lacrimazione e visione di corpuscoli scuri, ma questi disagi tenderanno a scomparire nell’arco di poche settimane.

È possibile guardare la televisione e camminare già subito dopo l’intervento, ma è importante non guidare nella settimana immediatamente successiva.

Nei giorni successivi inoltre, la visione potrebbe subire variazioni giornaliere a causa di un lieve astigmatismo fisiologico conseguente all’intervento. Questo inconveniente tenderà a scomparire in pochi giorni.

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