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Approfondimento

Il bruciore di stomaco e acidità

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13 novembre 2014

Alimentazione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Definizione
Il bruciore di stomaco è un sintomo molto comune che può essere la spia di diverse malattie. Si tratta di una sensazione dolorosa (dal lieve fastidio a vere e proprie fitte al petto), spesso associata ad altri disturbi quali rigurgito (risalita di liquido/cibo dallo stomaco all’esofago talvolta fino in bocca) ed eruttazione. Le malattie più frequentemente responsabili di questo sintomo sono la malattia da reflusso gastro-esofageo, la gastrite, la duodenite e l’ulcera peptica. Nella malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE, "GERD" nei paesi di lingua inglese) il rigurgito di acido dallo stomaco, di norma limitato e senza disturbi, provoca dei sintomi, tra cui lo stesso dolore, o complicazioni più gravi. La gastrite, la duodenite e l’ulcera peptica sono invece condizioni che si verificano quando l’acido irrita o danneggia le pareti dello stomaco (gastriti e ulcere gastriche) o del primo tratto dell’intestino (duodeniti e ulcere duodenali).

Quadro epidemiologico
Sono moltissimi gli italiani interessati da acidità e bruciore di stomaco, più di uno su dieci, e molti tra quelli che non ne soffrono svilupperanno questa fastidiosa sintomatologia nel corso della vita. La sola malattia da reflusso gastro- esofageo interessa almeno il 9% degli italiani, mentre le ulcere peptiche potrebbero colpire almeno una volta nella vita fino al 10% della popolazione. Alcuni fattori favoriscono la comparsa del bruciore di stomaco. Si tratta di anomalie della giunzione tra stomaco ed esofago, compresa l’ernia iatale; il fumo; una dieta scorretta o un eccessivo peso corporeo; l’assunzione di aspirina e altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS); l’infezione da Helicobacter pylori.

Come comportarsi
Molte persone convivono con il bruciore di stomaco e i sintomi del reflusso gastro-esofageo ignorandoli. Si tratta di un atteggiamento sbagliato in quanto tali disturbi alla lunga possono condurre a complicanze molto gravi, quali la rottura delle pareti del tratto digerente o tumori dello stesso.
Dunque la prima cosa da fare è conoscere i sintomi che segnalano la presenza di tali malattie. Oltre che col bruciore, con il rigurgito e con l’eruttazione, queste possono manifestarsi con dolore o difficoltà a ingoiare, alitosi, aftosi recidivanti (comparsa frequente di piccole ulcere bianche all’interno della bocca), otiti medie (infezioni dell’orecchio), mal di gola, tosse. Durante i pasti il bruciore a livello dello stomaco può peggiorare (generalmente in caso di ulcera gastrica), ma può anche migliorare e tornare dopo due-tre ore (in caso di ulcera del duodeno). In caso di sintomatologia importante è bene rivolgersi al proprio medico di medicina generale o, in alternativa, a uno specialista.
Il medico può richiedere diversi esami per confermare la presenza di malattia e verificarne lo stadio di avanzamento. Molto comunemente viene richiesto di testare la presenza di un’infezione da Helicobacter pylori, un batterio che può provocare questi sintomi e, se non curato, condurre a patologie più gravi (tra cui il tumore dello stomaco). In caso di presenza del batterio viene prescritta una terapia farmacologica per eliminarlo (solitamente una combinazione di bismuto, metronidazolo e tetracicline per quattro settimane). Questa infezione è estremamente comune e diventa molto più frequente con l’avanzare dell’età (oltre i 40 anni interessa più del 50% della popolazione), ma solo alcuni ceppi provocano bruciore di stomaco, quindi eliminare il batterio può non essere sufficiente a liberarsi dalla malattia. Un altro esame comunemente richiesto è l’esofago-gastro-duodenoscopia, durante la quale possono essere prelevati piccoli frammenti di esofago, stomaco o duodeno. Questo esame consiste nell’introduzione di una sonda nell’apparato digerente. Anche se piuttosto fastidioso, è un mezzo importante per diagnosticare la presenza e lo stadio della malattia, nonché per indirizzare il trattamento. Questi disturbi possono essere infatti trattati con i farmaci. Questi alleviano i sintomi ma non eliminano le cause della malattia. I farmaci disponibili possono essere divisi in due categorie: i farmaci da banco, auto-prescrivibili e liberamente acquistabili in farmacia, e i farmaci per i quali è necessaria la prescrizione di un medico.
Tra i farmaci da banco troviamo gli antiacidi, i quali vanno assunti dopo i pasti e al momento di coricarsi per neutralizzare l’acidità gastrici.Tra i farmaci per i quali è richiesta la ricetta del medico, i più efficaci sono gli "inibitori di pompa protonica", molecole che impediscono la produzione di acido nello stomaco.
La durata della terapia farmacologica può variare in base al tipo di malattia e alla gravità dei sintomi, ma generalmente è compresa tra uno e due mesi. La terapia in genere è molto efficace, ma in alcuni casi (sempre più rari) la malattia è così grave o è talmente avanzata che può rendersi necessario un intervento chirurgico. Intervenire per tempo consultando un medico quando si identificano i primi sintomi è la migliore strategia per evitare trattamenti particolarmente invasivi (e i rischi che a questi si associano). Una serie di comportamenti sono raccomandati per evitare danni da rigurgito di acidi ed il progredire della malattia:
  • sollevare la testata del letto di 20 cm;
  • non stendersi immediatamente dopo i pasti, ma attendere almeno un paio d’ore;
  • a cena evitare pasti abbondanti;
  • non privarsi del sonno (un adulto dovrebbe dormire almeno 7-8 ore a notte);
  • non fumare;
  • non assumere cibi che aumentano la produzione di acidi (vedere Tabella 1);
  • non assumere farmaci anti-infiammatori non steroidei (aspirina, ibuprofene, ketoprofene, diclofenac etc.);
  • evitare le scottature da eccessiva esposizione alla luce solare;
  • dimagrire se si è in sovrappeso;
  • evitare situazioni particolarmente stressanti. 

E' bene sapere

Il reflusso esofageo nei bambini di pochi mesi (il noto "rigurgito") è un fenomeno generalmente normale e sparisce con lo svezzamento.
Ogni forma di "grande stress" per il corpo umano, dagli interventi chirurgici alle malattie infettive, ha ripercussioni sullo stomaco e può provocare una gastrite. Il bruciore di stomaco può nascondere malattie molto più gravi di quelle precedentemente descritte. Talvolta persino l’infarto viene scambiato per bruciore di stomaco. In caso di sintomi persistenti o particolarmente gravi è sempre bene rivolgersi a un medico.
Il bruciore di stomaco e i disturbi correlati possono ripresentarsi più volte nell’arco della vita, spesso dopo eventi particolarmente stressanti. Questo non significa che la precedente terapia sia stata inefficace, ma solo che è arrivato il momento di avere più cura del proprio apparato digerente (e tornare dal medico, possibilmente quello che ci ha curati in precedenza e che già conosce la storia clinica). Con l’evoluzione della malattie e l’avanzare dell’età le terapie necessarie a contrastare la malattia possono cambiare, così come negli anni possono diventare disponibili nuovi farmaci. Meglio evitare le auto-prescrizioni e affidarsi sempre ai consigli del medico. 
 
Tabella 1. Elenco dei cibi da evitare (e migliori alternative) in caso di bruciore di stomaco.