Approfondimento

Bruciore di stomaco e acidità: rimedi naturali, cause e dieta

Bruciore di stomaco e acidità: rimedi naturali, cause e dieta
15 agosto 2018

Alimentazione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Indice

 

Definizione

Il bruciore di stomaco è un sintomo molto comune che può essere la spia di diverse malattie. Si tratta di una sensazione dolorosa (dal lieve fastidio a vere e proprie fitte al petto), spesso associata ad altri disturbi quali rigurgito (risalita di liquido/cibo dallo stomaco all’esofago talvolta fino in bocca) ed eruttazione. Le malattie più frequentemente responsabili di questo sintomo sono la malattia da reflusso gastro-esofageo, la gastrite, la duodenite e l’ulcera peptica.

Nella malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE, "GERD" nei paesi di lingua inglese) il rigurgito di acido dallo stomaco, di norma limitato e senza disturbi, provoca dei sintomi, tra cui lo stesso dolore, o complicazioni più gravi. La gastrite, la duodenite e l’ulcera peptica sono invece condizioni che si verificano quando l’acido irrita o danneggia le pareti dello stomaco (gastriti e ulcere gastriche) o del primo tratto dell’intestino (duodeniti e ulcere duodenali).

Il bruciore di stomaco, se non curato, può diventare cronico e causare ripercussioni negative sulla salute umana come le ulcere che, a lungo andare, sono una delle cause scatenanti del tumore all'intestino. Se la gastrite si verifica dopo un'abbuffata durante le feste, il problema è decisamente più contenuto, invece, se si ripresenta occasionalmente in condizioni anche anomale, è meglio rivolgersi subito al proprio medico curante per accertamenti.
 

Quadro epidemiologico

Sono moltissimi gli italiani interessati da acidità e bruciore di stomaco, più di uno su dieci, e molti tra quelli che non ne soffrono svilupperanno questa fastidiosa sintomatologia nel corso della vita. La sola malattia da reflusso gastro- esofageo interessa almeno il 9% degli italiani, mentre le ulcere peptiche potrebbero colpire almeno una volta nella vita fino al 10% della popolazione. Alcuni fattori favoriscono la comparsa del bruciore di stomaco. Si tratta di anomalie della giunzione tra stomaco ed esofago, compresa l’ernia iatale; il fumo; una dieta scorretta o un eccessivo peso corporeo; l’assunzione di aspirina e altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS); l’infezione da Helicobacter pylori.


Le cause

Le cause del bruciore di stomaco sono diverse e tutte causano un indebolimento della mucosa che producendo muco protegge il sistema digerente sia dagli acidi sia da agenti esterni. Ma chi è il responsabile di questo indebolimento? Un possibile e probabile responsabile di gran parte delle gastriti a livello mondiale è il batterio Helicobacter pylori che aggredisce i tessuti dando origine all'infiammazione gastrica. Sembrerebbe che questo agente patogeno si trasmetta da uomo a uomo oralmente oppure attraverso il contatto con feci contaminate causando principalmente lievi problematiche che si esauriscono in poco tempo, ma anche complicazioni che necessitano di accurate terapie mediche. Il perché le persone vengano contagiate facilmente dal batterio è ancora sconosciuto, tuttavia sembra esistere una correlazione con i fattori ereditari nonché con delle abitudini di vita scorrette, ad esempio un'alimentazione eccessiva oppure il fumo di sigaretta.

Esistono però delle cause definibili artificiali che possono contribuire alla formazione dell'infiammazione, in particolare l'assunzione di farmaci non steroidei. È molto comune, infatti, che chi assume antiinfiammatori sia colpito da gastrite per via dell'azione negativa che hanno verso la mucosa gastrica. Una stima ha rivelato che sono responsabili del 20% dei bruciori allo stomaco che si verificano mediamente, per fortuna con la sospensione il problema viene velocemente ridimensionato ma è bene consultare sempre il medico prima di modificare la terapia.

Le scorrette abitudini di vita sono però tra le prime cause di questo disagio, l'alcol e le droghe contribuiscono a lesionare la mucosa favorendo la formazione di ulcere dolorose, per questa ragione bisogna adottare solamente comportamenti corretti dal punto di vista della salute.

Come comportarsi

Molte persone convivono con il bruciore di stomaco e i sintomi del reflusso gastro-esofageo ignorandoli. Si tratta di un atteggiamento sbagliato in quanto tali disturbi alla lunga possono condurre a complicanze molto gravi, quali la rottura delle pareti del tratto digerente o tumori dello stesso.

Dunque la prima cosa da fare è conoscere i sintomi che segnalano la presenza di tali malattie. Oltre che col bruciore, con il rigurgito e con l’eruttazione, queste possono manifestarsi con dolore o difficoltà a ingoiare, alitosi, aftosi recidivanti (comparsa frequente di piccole ulcere bianche all’interno della bocca), otiti medie (infezioni dell’orecchio), mal di gola, tosse, ma anche nausea e vomito. Durante i pasti il bruciore a livello dello stomaco può peggiorare (generalmente in caso di ulcera gastrica), ma può anche migliorare e tornare dopo due-tre ore (in caso di ulcera del duodeno). Mangiando o digiunando può infatti essere mitigato o amplificato a seconda di ciascun soggetto, ciò emerge particolarmente quando ci si sdraia a letto. A seconda dell'entità della gastrite, acuta o cronica, il dolore si manifesta in maniera violenta oppure lenta e continua fin dai primi bocconi ingoiati. La presenza di sangue nel vomito o nelle feci è un chiaro segnale che bisogna prontamente contattare il medico o, in alternativa, uno specialista.

Il medico può richiedere diversi esami per confermare la presenza di malattia e verificarne lo stadio di avanzamento. Molto comunemente viene richiesto di testare la presenza di un’infezione da Helicobacter pylori. In caso di presenza del batterio viene prescritta una terapia farmacologica per eliminarlo (solitamente una combinazione di bismuto, metronidazolo e tetracicline per quattro settimane). Questa infezione è estremamente comune e diventa molto più frequente con l’avanzare dell’età (oltre i 40 anni interessa più del 50% della popolazione), ma solo alcuni ceppi provocano bruciore di stomaco, quindi eliminare il batterio può non essere sufficiente a liberarsi dalla malattia. Un altro esame comunemente richiesto è l’esofago-gastro-duodenoscopia, durante la quale possono essere prelevati piccoli frammenti di esofago, stomaco o duodeno. Questo esame consiste nell’introduzione di una sonda nell’apparato digerente. Anche se piuttosto fastidioso, è un mezzo importante per diagnosticare la presenza e lo stadio della malattia, nonché per indirizzare il trattamento.

I farmaci per il trattamento

Questi disturbi possono essere infatti trattati con i farmaci. Questi alleviano i sintomi ma non eliminano le cause della malattia. I farmaci disponibili possono essere divisi in due categorie: i farmaci da banco, auto-prescrivibili e liberamente acquistabili in farmacia, e i farmaci per i quali è necessaria la prescrizione di un medico.

Tra i farmaci da banco troviamo gli antiacidi, i quali vanno assunti dopo i pasti e al momento di coricarsi per neutralizzare l’acidità gastrica. Tra i farmaci per i quali è richiesta la ricetta del medico, i più efficaci sono gli "inibitori di pompa protonica", molecole che impediscono la produzione di acido nello stomaco.

La durata della terapia farmacologica può variare in base al tipo di malattia e alla gravità dei sintomi, ma generalmente è compresa tra uno e due mesi. La terapia in genere è molto efficace, ma in alcuni casi (sempre più rari) la malattia è così grave o è talmente avanzata che può rendersi necessario un intervento chirurgico. Intervenire per tempo consultando un medico quando si identificano i primi sintomi è la migliore strategia per evitare trattamenti particolarmente invasivi (e i rischi che a questi si associano). Una serie di comportamenti sono raccomandati per evitare danni da rigurgito di acidi ed il progredire della malattia:
  • sollevare la testata del letto di 20 cm;
  • non stendersi immediatamente dopo i pasti, ma attendere almeno un paio d’ore;
  • a cena evitare pasti abbondanti;
  • non privarsi del sonno (un adulto dovrebbe dormire almeno 7-8 ore a notte);
  • non fumare;
  • non assumere alcol;
  • non assumere cibi che aumentano la produzione di acidi (vedere Tabella 1);
  • non assumere farmaci anti-infiammatori non steroidei (aspirina, ibuprofene, ketoprofene, diclofenac etc.);
  • evitare le scottature da eccessiva esposizione alla luce solare;
  • dimagrire se si è in sovrappeso;
  • praticare dell'attività fisica;
  • evitare situazioni particolarmente stressanti. 

Tabella 1. Elenco dei cibi da evitare (e migliori alternative) in caso di bruciore di stomaco.



 

Lo sapevate che...

  • Il reflusso esofageo nei bambini di pochi mesi (il noto "rigurgito") è un fenomeno generalmente normale e sparisce con lo svezzamento.
  • Ogni forma di "grande stress" per il corpo umano, dagli interventi chirurgici alle malattie infettive, ha ripercussioni sullo stomaco e può provocare una gastrite. Il bruciore di stomaco può nascondere malattie molto più gravi di quelle precedentemente descritte. Talvolta persino l’infarto viene scambiato per bruciore di stomaco. In caso di sintomi persistenti o particolarmente gravi è sempre bene rivolgersi a un medico.
  • Il bruciore di stomaco e i disturbi correlati possono ripresentarsi più volte nell’arco della vita, spesso dopo eventi particolarmente stressanti. Questo non significa che la precedente terapia sia stata inefficace, ma solo che è arrivato il momento di avere più cura del proprio apparato digerente (e tornare dal medico, possibilmente quello che ci ha curati in precedenza e che già conosce la storia clinica). Con l’evoluzione della malattie e l’avanzare dell’età le terapie necessarie a contrastare la malattia possono cambiare, così come negli anni possono diventare disponibili nuovi farmaci. Meglio evitare le auto-prescrizioni e affidarsi sempre ai consigli del medico
  • In caso di bruciore di stomaco occasionale ci sono diverse soluzioni alle quali si può ricorrere per alleviare il fastidioso problema: malva, zenzero, camomilla o aloe vera sono validi alleati per il bruciore di stomaco dato dopo un pasto abbondante.
 
 



Riferimenti Bibliografici

- Vakil N. Disease definition, clinical manifestations, epidemiology and natural history of GERD. Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2010 Dec;24(6):759-64.
- Merck – Porter. Manuale Merck di diagnosi e terapia, IX edizione. Springer Medicom, 2014.
- Delaney BC. Review article: prevalence and epidemiology of gastro-oesophageal reflux disease. Aliment Pharmacol Ther. 2004 Dec;20 Suppl 8:2-4.
- Anand BS. Peptic ulcer disease. WebMD Health Professional Network, 2014. Disponibile su: http://emedicine.medscape.com/article/181753-overview
- EpiCentro. Helicobacter pylori – aspetti epidemiologici. 2014. Disponibile su: http://www.epicentro.iss.it/problemi/helico/epid.asp



 
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottoranda di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, Responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia,  Tamburrano Andrea,  Tognetto Alessia, Vallone Doriana.