Approfondimento

Artrite reumatoide: primi sintomi, diagnosi e esami

Artrite reumatoide: primi sintomi, diagnosi e esami
18 dicembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Indice


 

Che cos'è

L’Artrite Reumatoide è una malattia infiammatoria cronica autoimmune che attacca i tessuti articolari di una persona il cui sistema immunitario, invece di proteggere l’organismo dagli agenti esterni come virus e batteri, si attivi in maniera anomala. L’Artrite Reumatoide colpisce principalmente le piccole articolazioni, come mani e piedi, ma può coinvolgere potenzialmente ogni distretto dell’organismo: in questo caso si parla di malattia sistemica.

La patologia si manifesta con l’infiammazione del tessuto sinoviale, che riveste le articolazioni coinvolte, causando dolore cronico, erosioni ossee, distruzione della cartilagine e perdita, più o meno ampia, dell’integrità articolare. Quando questo si verifica la funzione articolare è compromessa, con conseguente invalidità o disabilità funzionale.

 

Articolazione con artrite e con artrosi Riproduzione grafica di ginocchio sano e con Artrite Reumatoide. Fonte: reumatoide.it

 

La progressione dell’Artrite Reumatoide è variabile, muove da forme molto lievi o subcliniche con remissione spontanea (circa 10%) a forme a rapida progressione (10-15%). La maggior parte dei pazienti si presenta al medico in uno stadio intermedio, con episodi sintomatici separati da periodi di relativa inattività.

 

Le cause

Le cause non sono ancora completamente chiare anche se si ritiene, in individui geneticamente predisposti, che sia sufficiente l’incontro con un agente scatenante: fattori ambientali come il fumo di sigaretta, traumi, infezioni, fattori ormonali e obesità indurrebbero un’anomala attivazione del sistema immunitario e lo sviluppo della malattia. Non si può, comunque, parlare di malattia ereditaria anche se esiste una predisposizione genetica ad ammalarsi (un parente di primo grado di un soggetto affetto da AR ha una probabilità tra 3 e 10 volte maggiore di sviluppare la stessa malattia rispetto alla popolazione generale).


 

Quadro epidemiologico

L’Artrire Reumatoide è la più frequente tra le artriti infiammatorie e colpisce circa l’1% della popolazione, in particolar modo le donne. La malattia è infatti tre volte più frequente nelle donne che negli  uomini.
In Italia colpisce 300/350mila persone. Ogni anno ci sono circa 4-13 nuovi casi ogni 100.000 uomini e 13-36 nuovi casi ogni 100.000 donne.

L’Artrite Reumatoide può verificarsi a qualsiasi età, ma è più comune tra i 40 e i 70 anni. Il picco di comparsa dei primi sintomi si ha tra i 35 e i 45 anni.

 

Quadro clinico

Nella maggior parte dei casi, l’Artrite Reumatoide si manifesta con articolazioni dolenti, gonfie, calde e arrossate, associate o meno a rigidità mattutina prolungata (difficoltà nel muovere le articolazioni coinvolte superiore ai 30 minuti). La malattia è simmetrica, cioè di solito colpisce contemporaneamente le stesse articolazioni in entrambi i lati del corpo.
 

Mani e piedi: i primi sintomi

La malattia può comparire in diversi modi. Nella maggior parte dei casi si manifesta in modo insidioso, con dolori articolari associati o meno a rigidità mattutina prolungata, cui segue nel giro di settimane o mesi l’infiammazione delle articolazioni coinvolte. Più raramente l’esordio è acuto e improvviso, con rapida comparsa di artrite.
Le prime articolazioni interessate sono, di solito, mani piedi e polsi, ma possono essere colpite anche le grandi articolazioni come spalle, ginocchia, gomiti etc.

L'interessamento articolare può essere preceduto, raramente, o associato a manifestazioni sistemiche, quali febbre, stanchezza, perdita di peso, dolori muscolari e arrossamenti cutanei.

Generalmente, sono coinvolte più articolazioni con distribuzione simmetrica (esordio poliarticolare, come ad esempio mani e piedi sia destri che sinistri), meno frequentemente una o poche articolazioni (esordio mono o oligoarticolare).
 

Aspettativa di vita

Se l’Artrite Reumatoide non viene correttamente trattata o non risponde alle terapie, l’infiammazione cronica può portare a distruzione della cartilagine, erosioni ossee e deformità. Nei pazienti con Artrite Reumatoide severa possono, inoltre, essere interessati anche altri organi e apparati, con un aumento del rischio di complicanze cardiovascolari, infettive, ematologiche, gastrointestinali e respiratorie, responsabili di un aumento della mortalità di 2-3 volte rispetto alla popolazione generale. Tali comorbidità influenzano non solo la qualità di vita dei pazienti, ma anche l’efficacia del trattamento e la prognosi.
 

Diagnosi e terapia

Fondamentale è la diagnosi precoce di malattia. Esiste, infatti, la cosiddetta “finestra di opportunità", ovvero un periodo iniziale di malattia, corrispondente ai primi 3 mesi dalla comparsa dei sintomi, particolarmente sensibile all’azione dei farmaci anti-reumatici modificanti il decorso della malattia (DMARDs). Se, infatti, la terapia viene iniziata nelle fasi precoci ci sono maggiori possibilità di remissione e migliori risultati clinici.
Per tale motivo, sono utilizzate nella pratica clinica le cosiddette "RED FLAGS", cioè dei campanelli di allarme che aiutano a fare una diagnosi precoce di Artrite Reumaroide.

In ogni paziente con dolore a livello dei polsi e delle piccole articolazioni di mani e piedi, tumefazione a carico di 3 o più articolazioni persistente da più di 12 settimane e rigidità al risveglio superiore a 30 minuti bisogna sospettare l’Artrite Reumatoide e consultare uno specialista reumatologo. L’obiettivo è identificare pazienti con sospetta Artrite Reumatoide nella fase iniziale della malattia, così da fare una corretta diagnosi e iniziare il più presto possibile un trattamento con DMARDs, strategia che rallenta la progressione del danno articolare e migliora i risultati a lungo termine, primo fra tutti la qualità di vita.

 

Gli esami da fare

In caso di sospetta Artrite Reumatoide il medico prescriverà dei semplici esami del sangue, in cui si ricercheranno tutti quei segnali di processo infiammatorio in atto. Ad esempio si valuterà il coefficiente di sedimentazione (di solito alto tra chi soffre di Artrite Reumatoide) o la presenza di anticorpi particolari, come il fattore reumatico RF e il peptide citrullinato anticiclico (anti-CCP). Attenzione che questi stessi fattori possoni trovarsi associati anche ad altri disturbi di base auto-immunitaria, come il lupus o la sindrome di Sjogren.
In alcuni casi il medico può ritenere opportuni prelevare un piccolo campione di liquido articolare da analizzare per escludere la presenza di altre patologie.
Infine gli esami radiologici periodici aiutano a monitorare l'avanzamento della patologia.

 

Lo scenario

L’Artrite Reumatoide rappresenta oggi un enorme problema di Sanità Pubblica sia per l’elevato impatto sulla popolazione (sono colpite in Italia circa 300-350.000 persone) sia per i costi terapeutici e previdenziali associati. Infatti, nelle forme più gravi si ha una perdita della funzionalità articolare, con conseguente impossibilità a lavorare e a svolgere le attività quotidiane in persone che si trovano proprio nel loro periodo di maggior produttività. L’artrite, dunque, influenza notevolmente la qualità della vita di chi ne è affetto: basti pensare che circa il 90% dei pazienti va incontro a disabilità entro i 20 anni dall’esordio, mentre circa la metà dei malati è costretto ad abbandonare ogni tipo di attività lavorativa entro 10 anni, se non diagnosticato e curato adeguatamente. Inoltre, poiché solitamente sono condizioni croniche, possono accompagnare la persona colpita dal momento in cui compaiono per il resto della sua vita.

Il Center for Disease Control and Prevention suggerisce ai pazienti affetti da Artrite Reumatoide dei messaggi chiave per aiutarli ad affrontare meglio la malattia:

  • Imparare strategie di gestione dell’artrite: per ridurre dolore e limitazione funzionale, avere maggiori energie e minori frustrazioni e preoccupazioni.
  • Essere attivi: l’attività fisica moderata (almeno 30 minuti, anche suddivisi in mini sessioni da 10 minuti ciascuna, 5 giorni a settimana) riduce il dolore, migliora la funzionalità articolare e ritarda la comparsa di disabilità.
  • Fare attenzione al proprio peso: per ridurre il rischio di sviluppare la malattia e la sua progressione, dolore e disabilità. La prevalenza di Artrite Reumatoide aumenta con l’incremento del peso. Infatti, a livello del grasso, soprattutto di quello addominale, c’è uno stato infiammatorio cronico che in un determinato contesto genetico favorisce l’instaurarsi e la progressione della malattia.
  • Consultare il proprio medico: una diagnosi precoce e un appropriato trattamento è fondamentale nelle fasi iniziali della malattia.
  • Proteggere le proprie articolazioni: per prevenire traumi articolari e il rischio di malattia.


Una precoce diagnosi e un appropriato trattamento della malattia nei pazienti affetti da Artrite Reumatoide sono fondamentali per la riduzione del dolore, il miglioramento della funzionalità articolare e della qualità di vita favoriscono un aumento della produttività e la riduzione dei costi sanitari.

Nei pazienti con Artrite Reumatoide è consigliata la dieta mediterranea che sembrerebbe avere un ruolo protettivo nei confronti della malattia. In particolare, il consumo di pesce, oli vegetali e verdura, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e protettive del sistema cardiovascolare, è in grado di ridurre l’infiammazione e di conseguenza l’attività di malattia, il dolore e la rigidità articolare in questa categoria di pazienti.

 

Se volete approfondire l'argomento econoscere la differenza tra artrite e artosi potete consultare questo articolo, specifico sull'argomento.
Invece, se volete conoscere qualcosa di più sull'artrosi sulle sue cause, sulla diagnosi e sul trattamento potete consultare il nostro approfondimento dedicato. 




 

Riferimenti bibliografici

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