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Approfondimento

Allergie respiratorie: pollini e affini

Allergie respiratorie: pollini e affini
30 aprile 2017

Benessere

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
 

Definizione del problema

Le allergie respiratorie sono malattie causate dall’esposizione ad un allergene, cioè ad una sostanza presente nell’ambiente, esterno o anche interno, a cui il soggetto è sensibile e alla quale risponde con l’attivazione del sistema immunitario. Gli allergeni più frequentemente responsabili di sintomi respiratori sono i pollini (di graminacee, alberi e piante infestanti), seguiti da acari della polvere, peli di animali (cani, gatti etc.) e muffe. Diversi studi hanno, inoltre, mostrato come, in individui suscettibili per storia personale e/o familiare di allergie, numerosi fattori ambientali e socio-economici (fumo, inquinamento atmosferico, stili di vita prevalentemente in ambienti chiusi, stress etc.) possono contribuire allo sviluppo di allergie respiratorie. Le principali malattie allergiche respiratorie sono la rinite e l’asma.

Quadro epidemiologico

Le allergie rappresentano una delle più frequenti malattie croniche, interessando solo in Europa oltre 60 milioni di persone. La prevalenza delle malattie allergiche è in aumento in tutto il mondo, particolarmente nei Paesi a basso-medio reddito, tra i bambini e i giovani adulti. La rinite allergica (con o senza congiuntivite) colpisce dal 5-50% della popolazione mondiale, mentre il 5-12% della popolazione europea è affetto da asma allergica, percentuali destinate ad aumentare nei prossimi anni anche a causa di variazioni climatiche e peggioramento dell’inquinamento atmosferico.
Le allergie respiratorie scatenate da allergeni presenti in ambienti domestici, come la polvere o le muffe, interessano i pazienti tutto l’anno. Le allergie respiratorie causate da allergeni presenti nell’ambiente esterno, come i pollini, sono, invece, prevalentemente malattie stagionali, in quanto colpiscono milioni di persone nei periodi di maggior fioritura delle piante. Infatti, è soprattutto in primavera che l’atmosfera è invasa da invisibili nubi di pollini che si depositano ovunque, anche a chilometri di distanza dalla sorgente. Nei soggetti allergici il contatto delle mucose congiuntivali o delle vie aeree con questi pollini causa una sintomatologia clinica caratteristica.

Quadro clinico

La rinite allergica, nota anche come febbre da fieno, è una infiammazione della mucosa nasale caratterizzata da almeno due dei seguenti sintomi: “naso che cola”, starnuti e ostruzione o prurito nasale. Una classificazione della rinite allergica prende in considerazione la durata e l’intensità dei sintomi e l’impatto sulla qualità della vita. In base a queste caratteristiche viene classificata come “intermittente” se i sintomi hanno una durata minore di 4 giorni a settimana o durano meno di 4 settimane, oppure “persistente” se la durata è maggiore di 4 giorni a settimana o i sintomi durano di più di 4 settimane. In base alla severità è poi ulteriormente classificata in lieve o moderata/severa.
La rinite è talvolta associata alla congiuntivite (e in tal caso si parla di rino-congiuntivite allergica), caratterizzata da prurito, lacrimazione arrossamento degli occhi.
L’asma è una malattia eterogenea che si manifesta con un insieme di sintomi (respiro sibilante o fischi, affanno, mancanza di respiro, senso di oppressione toracica e tosse) variabili nel tempo per intensità e frequenza, dovuti ad una infiammazione cronica delle vie aeree con ispessimento della mucosa e aumentata produzione di muco.

Lo scenario

La diagnosi clinica di malattie allergiche respiratorie è basata sulla raccolta dei dati anamnestici e sull’esame obiettivo. Importanti sono gli esami allergologici (più comunemente i test cutanei e meno frequentemente la valutazione delle Immunoglobuline E (IgE) specifiche) al fine di evidenziare se il soggetto è allergico o meno e, in caso affermativo, a quale/i allergene/i.
L’asma e la rinite allergica hanno un notevole impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti, interferendo con le normali attività quotidiane, scolastiche e lavorative.

Quando sono colpiti i bambini, la malattia ha un rilevante impatto anche sui familiari: i genitori diventano, infatti, protagonisti insieme al bambino della gestione di asma e rinite nella loro globalità (assunzione corretta dei farmaci, monitoraggio dei sintomi, visite di controllo, interventi di prevenzione, cambiamenti nello stile di vita, spese mediche etc.). Un’adeguata gestione della patologia è, quindi, fondamentale non solo per la prevenzione e il trattamento dei sintomi, ma più in generale per migliorare la qualità della vita dei soggetti affetti e dei loro familiari. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito, nei programmi di gestione delle malattie croniche, l’Educazione Terapeutica che “consiste nell’aiutare il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia ed il trattamento, a collaborare alle cure, a farsi carico del proprio stato di salute ed a conservare e migliorare la propria qualità di vita”. In questo modo, tra i medici ed il paziente/famiglia, si costituisce una “alleanza terapeutica”.

La prima cosa da fare se si sospetta un’allergia respiratoria è rivolgersi al proprio medico e/o allo specialista allergologo al fine di effettuare una corretta diagnosi, identificare eventuali allergeni responsabili della sintomatologia e pianificare interventi di prevenzione e trattamento anche prima dell’inizio della stagione pollinica.

 
Per i soggetti allergici ai pollini possono essere utili le seguenti precauzioni generali fornite dal Ministero della Salute
(vedi anche Allergie - le 10 regole)
 
  • consultare settimanalmente i calendari pollinici per conoscere il periodo di fioritura delle piante responsabili delle manifestazioni allergiche;
  • durante i periodi di pollinazione evitare:
    • le uscite nelle ore di maggiore concentrazione pollinica, preferendo le uscite in prima mattina o tarda serata;
    • le gite in campagna, soprattutto se è presente vento e non passeggiare nei prati dove sia stata recentemente 
tagliata l’erba;
    • i viaggi in macchina o in treno con i finestrini aperti. Se si viaggia in macchina usare preferibilmente un 
impianto di aria condizionata munito di filtri di aerazione anti-polline;
    • le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata, soprattutto nelle giornate soleggiate e ventose;
  • fare attenzione agli eventi temporaleschi; l’umidità ed il temporale, infatti, possono indurre un aggravamento 
dei sintomi nasali e bronchiali;
  • in casa tenere chiuse le finestre durante le ore centrali della giornata.