Approfondimento

Allattamento: importanza, problematiche e buone pratiche

Allattamento: importanza, problematiche e buone pratiche
03 aprile 2018

Mamma e Bambino

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma



Indice


L’uomo è un mammifero, ce lo hanno insegnato già alle elementari; questo significa che si distingue da altre tipologie di esseri viventi perché allatta i suoi cuccioli (altri animali non lo fanno!). 

L’allattamento è, quindi, qualcosa che ci contraddistingue fortemente e che ha caratterizzato da sempre la storia dell’uomo. Ad esempio, quando non era possibile per una madre allattare per ragioni di salute o culturali, i bambini venivano mandati “a balia” (cioè a casa di un’altra donna che li allattava), oppure nutriti con latte di mucca; sul finire dell’Ottocento, invece, sono cominciati i primi esperimenti per cercare di realizzare artificialmente dei sostituti del latte materno: quelli che oggi comunemente conosciamo come latte artificiale. 

Dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, numerose organizzazioni internazionali hanno iniziato ad impegnarsi con tenacia per la promozione dell’allattamento al seno da parte della madre. 

È, infatti, del 1989 la “Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell'Adolescenza”, approvata dalle Nazioni Unite, nella quale si legge “Gli Stati parti […] adottano ogni adeguato provvedimento per […] fare in modo che tutti i gruppi della società, in particolare i genitori e i minori, ricevano informazioni sulla salute e sulla nutrizione del minore, sui vantaggi dell’allattamento al seno”. 

Un anno più tardi, nel 1990, l’UNICEF (United Nations International Children's Emergency Fund) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno prodotto la “Dichiarazione degli Innocenti sulla protezione, la promozione e il sostegno all’allattamento al seno”, nella quale viene espressa con forza la necessità di promuovere l’allattamento al seno esclusivo (cioè senza dare al bambino nessun altro tipo di alimento) per i primi 6 mesi di vita. L’OMS, inoltre, afferma addirittura che l’allattamento al seno dovrebbe proseguire fino a che il bambino compie 2 anni, o anche di più se mamma e bambino lo desiderano! 

Anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione. Il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, ossia il documento dove le Regioni e lo Stato concordano le azioni principali da mettere in atto per migliorare la salute della popolazione, ha tra i suoi obiettivi principali quello di aumentare il numero di bambini allattati esclusivamente al seno per i primi 6 mesi di vita. 


 

L'importanza dell’allattamento al seno 

Ma perché tutto questo interesse nei confronti dell’allattamento e in particolare di quello al seno? 

Ci sono studi scientifici che dimostrano come il latte prodotto dalla mamma sia l’alimento più indicato nei bambini fino ai 6 mesi di età, perché fornisce al bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno, oltre ad una importantissima protezione da batteri e virus (in particolare quelli che causano polmoniti e diarrea) grazie agli anticorpi che dalla mamma passano al bambino. Promuovere l’allattamento al seno potrebbe salvare la vita a più di 800 mila bambini all’anno!. Inoltre, allattare al seno ha grandi vantaggi anche per la mamma. Infatti, tutti gli ormoni che vengono prodotti dal corpo della donna che allatta aiutano l’utero a tornare alle normali dimensioni con un minor rischio di sanguinamento; anche la perdita di peso è più rapida e, infine, come non citare il fatto che allattare al seno è…economico!. 

Badate bene, non vogliamo demonizzare il latte artificiale che, in determinate condizioni dove ci sono problemi di salute della mamma o del bambino, è un alleato importantissimo per nutrire i cuccioli! Purtroppo, però, ancora oggi, spesso non si fa una corretta informazione sui benefici dell’allattamento al seno e molte donne vi rinunciano in partenza, o in seguito all’insorgenza di problemi che potrebbero essere risolti. 

Un recentissimo documento prodotto dalla Global Breastfeeding Collective (una iniziativa di UNICEF e dell’OMS che riunisce tutti gli attori coinvolti nelle politiche per l’allattamento al seno) ci dice che, purtroppo, ancora nessun Paese eccelle nella promozione dell’allattamento al seno. Eppure sarebbero sufficienti alcune semplici azioni: un modesto investimento di denaro; una corretta consulenza alle donne; la garanzia di adeguati congedi per maternità e delle leggi che regolamentino l’uso dei sostituti del latte materno. 


 

Problematiche più comuni 

L’inizio dell’allattamento al seno può non essere facile, come sanno tante mamme. C’è il bambino che non si vuole attaccare, quello che attaccandosi fa male al capezzolo, quello che piange sempre… È fondamentale che la donna riceva un aiuto adeguato, in particolare dall’ostetrica dell’ospedale, ma può rivolgersi anche al consultorio di riferimento dove gratuitamente sarà assistita dalle ostetriche del territorio. 

Presentiamo qui due delle problematiche più comuni che possono insorgere nei primi tempi in cui si allatta; sono quei problemi che a volte portano la donna a scoraggiarsi e decidere di interrompere l’allattamento per passare al latte artificiale. 

- Ragadi. Si tratta di piccole ferite molto dolorose che si formano sul capezzolo e che tendono a non rimarginarsi. La causa più comune è lo scorretto attacco del bambino al seno, quindi la prima soluzione è modificare questo attacco. Un bambino è attaccato bene al seno quando non prende solo il capezzolo, ma l’intera areola (cioè quel cerchio rosa scuro intorno al capezzolo): in questo modo il capezzolo non viene sollecitato in maniera eccessiva. Esistono poi diversi tipi di prodotti che possono aiutare la ragade a guarire; lo stesso latte ha effetto cicatrizzante; pertanto, può essere utile spalmarne alcune gocce sulla ferita dopo la poppata. 

- Mastite. Si tratta di una infiammazione della mammella dovuta al ristagno di latte. Il seno si presenta rosso, gonfio e dolorante e la donna ha febbre. È fondamentale svuotare bene il seno, facendo attaccare spesso il bambino. In molti casi è necessaria una cura antibiotica per la quale è opportuno rivolgersi al proprio medico. 


 

Buone pratiche 

L’iniziativa “Ospedale amico del bambino”, avviata dall’UNICEF nel 1992, prevede un riconoscimento ufficiale per quegli ospedali che promuovono l’allattamento al seno con una serie di azioni ben precise, contenute nella dichiarazione dell'UNICEF e dell'OMS sopracitata: 

Passo 1 - definire una politica aziendale per l’allattamento e farla conoscere a tutto il personale; 

Passo 2 - preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo; 

Passo 3 - informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell’allattamento; 

Passo 4 - mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno 1 ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario; 

Passo 5 - mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati; 

Passo 6 - non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica; 

Passo 7 - sistemare il neonato nella stessa stanza della madre (rooming-in), in modo che trascorrano insieme 24 su 24 durante la permanenza in ospedale; 

Passo 8 - incoraggiare l’allattamento a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento; 

Passo 9 - non dare tettarelle artificiali o ciucci ai neonati durante il periodo dell’allattamento; 

Passo 10 - promuovere la collaborazione tra gli operatori della struttura, il territorio, i gruppi di sostegno e la comunità locale per creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri alla dimissione dall’ospedale. 

Inoltre, l’ospedale deve dimostrare di rispettare il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, in particolare laddove si invitano le Strutture Sanitarie a non accettare forniture gratuite o a basso costo di latte artificiale, biberon e tettarelle. 

Tutte queste azioni devono essere verificate da Ispettori Ufficiali che, se tutto è regolare, rilasciano all’ospedale l’importante riconoscimento. Cliccando su "amici dei bambini" potete vedere gli ospedali classificati in questo modo, in Italia.


 

Lo sapevate che… 

  • Appena il bambino nasce, il seno della mamma produce un liquido giallo trasparente detto colostro. Questo liquido, che ancora non è vero e proprio latte, è perfetto per il bimbo appena nato perché è molto nutriente e perché funziona come un lassativo per il bambino, aiutandolo a fare la prima cacca. Quindi, è importantissimo far ciucciare il bimbo da subito! 
  • Una curiosità: fu l’industriale svizzero Henri Nestlè ad inventare, nel 1867, la prima farina lattea da cui ebbero poi origine tutte le tipologie di latte in polvere successive. 



 

Riferimenti bibliografici

- Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Convenzione sui Diritti dell’Infanzia. 20 novembre 1989.
- OMS, UNICEF. Dichiarazione degli Innocenti. Sulla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno. Settembre 1990.
- Conferenza Stato Regioni. Intesa sulla proposta del Ministero della salute concernente il Piano nazionale per la prevenzione per gli anni 2014- 2018. Rep. Atti n.156/CSR del 13 novembre 2014.
- Global Breastfeeding Collective, WHO, UNICEF. Tracking Progress for Breastfeeding Policies and Programmes. 2017.
- Ministero della Salute. I vantaggi dell'allattamento al seno. Disponibile sul sito: www.salute.gov.it
- WHO, UNICEF. Baby-Friendly Hospital Initiative. Revised, updated and expanded for integrated care. 2009.