Approfondimento

Allattamento: importanza, problematiche e buone pratiche

Allattamento: importanza, problematiche e buone pratiche

Mamma e Bambino

Ultimo aggiornamento: 03 aprile 2018

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma



Indice


Fotografia che ritrae un bambino che beve latteL’allattamento è il processo di somministrazione del latte al bambino (o del nato di un animale) che contraddistingue fortemente i mammiferi e che ha caratterizzato da sempre la storia dell’uomo. Ad esempio, quando non era possibile per una madre allattare per ragioni di salute o culturali, i bambini venivano mandati “a balia” (cioè a casa di un’altra donna che li allattava), oppure nutriti con latte di mucca; sul finire dell’Ottocento, invece, sono cominciati i primi esperimenti per cercare di realizzare artificialmente dei sostituti del latte materno: quelli che oggi comunemente conosciamo come latte artificiale
 
Dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, numerose organizzazioni internazionali hanno iniziato a impegnarsi con tenacia per la promozione dell’allattamento al seno da parte della madre
 
È, infatti, del 1989 la “Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell'Adolescenza”, approvata dalle Nazioni Unite, nella quale si legge “Gli Stati parti […] adottano ogni adeguato provvedimento per […] fare in modo che tutti i gruppi della società, in particolare i genitori e i minori, ricevano informazioni sulla salute e sulla nutrizione del minore, sui vantaggi dell’allattamento al seno”. 
 
Un anno più tardi, nel 1990, l’UNICEF (United Nations International Children's Emergency Fund) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno prodotto la “Dichiarazione degli Innocenti sulla protezione, la promozione e il sostegno all’allattamento al seno”, nella quale viene espressa con forza la necessità di promuovere l’allattamento al seno esclusivo (cioè senza dare al bambino nessun altro tipo di alimento) per i primi 6 mesi di vita. L’OMS, inoltre, afferma addirittura che l’allattamento al seno dovrebbe proseguire fino a che il bambino compie 2 anni, o anche di più se mamma e bambino lo desiderano! 
 
Anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione. Il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, ossia il documento dove le Regioni e lo Stato concordano le azioni principali da mettere in atto per migliorare la salute della popolazione, ha tra i suoi obiettivi principali quello di aumentare il numero di bambini allattati esclusivamente al seno per i primi 6 mesi di vita. 

Immagine che ritrae un madre che dà il latte al bambinoLa manovra di bilancio 2020, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2019, ha inoltre previsto l’istituzione di un Fondo assegno universale e servizi alla famiglia e l’introduzione del “bonus latte”. Si prevede, cioè, l’erogazione di un contributo per l’acquisto di sostituti del latte materno alle donne affette da condizioni patologiche che impediscono l’allattamento al seno, fino all'importo massimo annuo di 400 euro per neonato e, in ogni caso, fino al compimento del sesto mese di vita dello stesso. Il Fondo ha una dotazione di 2 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni a decorrere dal 2021.
 
Secondo gli esperti del Ministero della Salute il latte fresco della mamma è per importanza al primo posto nella scala delle scelte consapevoli, cui segue quello congelato della mamma; al terzo posto il latte donato, pastorizzato e congelato; da ultimo il latte di formula.
Il latte della mamma è davvero straordinario, si modifica continuamente nel corso della giornata e anche dei mesi, asseconda le necessità alimentari del bambino, aiutandolo a digerire grazie alle sostanze biologicamente attive che contiene e contribuisce a maturare il sistema nervoso e altri organi. Inoltre è comodo, sempre disponibile e alla giusta temperatura. Non per caso aumenta il numero delle donne che scelgono di allattare, la percentuale è salita dall’81 all’85%, con un allattamento medio di circa otto mesi.

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L'importanza dell’allattamento al seno 

Ma perché tutto questo interesse nei confronti dell’allattamento e in particolare di quello al seno? 
 
Ci sono studi scientifici che dimostrano come il latte prodotto dalla mamma sia l’alimento più indicato nei bambini fino ai 6 mesi di età, perché fornisce al bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno, oltre a un'importantissima protezione da batteri e virus (in particolare quelli che causano polmoniti e diarrea) grazie agli anticorpi che dalla mamma passano al bambino.

Il latte materno garantisce al piccolo infatti un rischio ridotto di infezioni gastrointestinali e respiratorie, nonché di asma e otiti, allontana il rischio di sviluppare in età adulta sovrappeso, obesità e malattie dismetaboliche, rispetto al neonato alimentato con latte artificiale. Inoltre, il latte materno contrasta la comparsa della malattia celiaca nel lattante geneticamente predisposto. Le madri che allattano vanno incontro a minori perdite ematiche e a una più rapida perdita di peso dopo il parto; il rischio di cancro del seno si riduce del 4% per ogni anno di lattazione.

Per alcuni bambini, i nati prematuri, oltre quarantamila ogni anno in Italia, il latte materno è cruciale perché rappresenta una sorta di farmaco: inizia infatti a istruire il sistema immunitario dei piccoli oltre a veicolare i batteri buoni del microbioma materno e riduce l’incidenza di infezioni delle vie aeree (-73%), gastrointestinali (-74%), otite (-50%), diabete di tipo 1 (-30%) e di tipo 2 (-40%) oltre a fronteggiare patologie terribili e mortali come la Nec, l’enterocolite necrotizzante.

Fotografia che ritrae biberon pieni di lattePromuovere l’allattamento al seno potrebbe salvare la vita a più di 800 mila bambini all’anno. Inoltre, allattare al seno ha grandi vantaggi anche per la mamma. 
Infatti, tutti gli ormoni che vengono prodotti dal corpo della donna che allatta aiutano l’utero a tornare alle normali dimensioni con un minor rischio di sanguinamento; anche la perdita di peso è più rapida e, infine, come non citare il fatto che allattare al seno è anche più economico.
 
Senza voler demonizzare la somministrazione di latte artificiale, va ricordato che il latte materno è un alleato prezioso a fronte di problemi di salute della mamma e del bambino.
Purtroppo, però, ancora oggi, spesso non si fa una corretta informazione sui benefici dell’allattamento al seno e molte donne vi rinunciano in partenza, o in seguito all’insorgenza di problemi che potrebbero essere risolti. 
Tutto bene nei primi giorni di vita del neonato: il 90% delle mamme italiane lo allatta al seno, ma già in uscita dall’ospedale solo 77 puerpere su 100 continuano la buona pratica. A seguire è un crollo verticale: ai 4 mesi del piccolo solo il 31% delle neomamme persevera nell’allattare al seno e dopo i 6 mesi vi provvede solo una mamma su dieci. Questi dati allarmano i neonatologi italiani perché l’allattamento al seno è una pratica altamente protettiva, per la salute del piccolo ma anche per quella della mamma.
 
Vediamo che cosa incide maggiormente sulla decisione di non allattare più al seno: «Scelgono il latte artificiale le donne con istruzione e condizione socio-economica più bassa - riferisce la Società Italiana di Neonatologia - Alcune mamme non si sentono all’altezza, temono di non avere abbastanza latte, incidono anche la stanchezza e lo stress dopo il parto, soprattutto quando manca il sostegno da parte del partner o di altri membri della famiglia; per altre il motivo principale è il ritorno al lavoro».

L’ultimo report del 2018 della Global Breastfeeding Collective (un'iniziativa di UNICEF e dell’OMS che riunisce tutti gli attori coinvolti nelle politiche per l’allattamento al seno) ci dice che, purtroppo, nonostante significativi progressi negli ultimi anni, ancora nessun Paese eccelle nella promozione dell’allattamento al seno.
Eppure sarebbero sufficienti alcune semplici azioni: un modesto investimento di denaro; una corretta consulenza alle donne; la garanzia di adeguati congedi per maternità e delle leggi che regolamentino l’uso dei sostituti del latte materno.
Tra i provvedimenti messi in atto dalla SIN molto proficuo è il progetto Baby Pit Stop, che mappa - grazie a una App da scaricare sullo smartphone - il posto più vicino, e più segnalato dalle altre mamme, dove fare una sosta per allattare in uno spazio confortevole. Ulteriori consigli nel sito www.neonatologia.it.

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Problematiche più comuni 

L’inizio dell’allattamento al seno può non essere facile, come sanno tante mamme. C’è il bambino che non si vuole attaccare, quello che attaccandosi fa male al capezzolo, quello che piange sempre…
Fotografia che ritrae una mamma che soffre mentre allattaÈ fondamentale che la donna riceva un aiuto adeguato, in particolare dall’ostetrica dell’ospedale, ma può rivolgersi anche al consultorio di riferimento dove gratuitamente sarà assistita dalle ostetriche del territorio. 
 
Presentiamo qui due delle problematiche più comuni che possono insorgere nei primi tempi in cui si allatta; sono quei problemi che a volte portano la donna a scoraggiarsi e decidere di interrompere l’allattamento per passare al latte artificiale. 
 
- Ragadi. Si tratta di piccole ferite molto dolorose che si formano sul capezzolo e che tendono a non rimarginarsi. La causa più comune è lo scorretto attacco del bambino al seno, quindi la prima soluzione è modificare questo attacco.
Un bambino è attaccato bene al seno quando non prende solo il capezzolo, ma l’intera areola (cioè quel cerchio rosa scuro intorno al capezzolo): in questo modo il capezzolo non viene sollecitato in maniera eccessiva. Esistono poi diversi tipi di prodotti che possono aiutare la ragade a guarire: lo stesso latte ha effetto cicatrizzante; pertanto, può essere utile spalmarne alcune gocce sulla ferita dopo la poppata. 
 
- Mastite. Si tratta di un'infiammazione della mammella dovuta al ristagno di latte. Il seno si presenta rosso, gonfio e dolorante e la donna ha febbre. È fondamentale svuotare bene il seno, facendo attaccare spesso il bambino. In molti casi è necessaria una cura antibiotica per la quale è opportuno rivolgersi al proprio medico. 

BUONE PRATICHE PER LE MAMME 

Insieme per l’allattamento - Ospedali&Comunità Amici dei Bambini uniti per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento” è un’iniziativa avviata dall’UNICEF nel 1993 e prevede un corso di 20 ore per il personale addetto alla maternità.
Si tratta di materiale in uso per la formazione di base per gli operatori territoriali, unitamente al Documento della Commissione Europea “Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a 3 anni: raccomandazioni standard per L’Unione Europea” 2006. 
 
Immagine che ritrae una mamma che allattaLe raccomandazioni, scandite per fasi temporali del processo di allattamento dalla nascita del bambino, prevedono:
 
L’inizio dell’allattamento 
Bisogna incoraggiare le madri ad allattare quando il neonato è pronto, generalmente entro la prima ora. Non è necessario avere fretta e forzare i neonati ad attaccarsi. Madre e neonato dovrebbero essere tenuti tranquillamente in contatto pelle a pelle finché non sono entrambi pronti per l’allattamento. Ciò può avvenire in alcuni minuti o dopo un’ora e più;
Il contatto con il capezzolo e l’areola causa il rilascio dell’ossitocina, che aiuta:
A far contrarre l’utero più in fretta e a controllare l’emorragia. L’uso routinario di ossitocina sintetica e di ergometrina non è necessario se la madre allatta subito dopo il parto;
La madre a sentirsi più amorevole e attaccata al neonato;
Il colostro, il primo latte, è essenziale per il neonato. Fornisce fattori per la protezione immunologica del neonato e aiuta ad eliminare il meconio, con riduzione dell’ittero. Il colostro fornisce uno strato protettivo per l’intestino del neonato e ne favorisce lo sviluppo. Dovrebbe essere l’unico liquido dato al neonato nei primi giorni di vita; 
Sono considerati alimenti pre-lattei tutti i liquidi e gli alimenti dati al neonato prima della montata lattea: acqua, soluzione glucosata, latte artificiale, altri cibi o bevande dati tradizionalmente come miele, banana, datteri, tisane o altre sostanze.
Anche pochi cucchiai o sorsi di questi alimenti pre-lattei possono aumentare il rischio di infezione e di allergia nel bambino. Se è tradizione nell’area dare qualcosa da bere o mangiare prima della prima poppata o della montata lattea, bisogna discutere con la donna durante la gravidanza dell’importanza dell’allattamento esclusivo e di come lo si può assicurare; 
I neonati non hanno bisogno di acqua o di altri alimenti per verificare la capacità di suzione e deglutizione. Nelle rare situazioni in cui il neonato ha qualche anomalia di deglutizione, il colostro comporta meno rischi per i polmoni di una sostanza estranea come l’acqua o il latte artificiale.;
Una madre che allatta in sala parto ha più probabilità di allattare a lungo di una madre che ritarda la prima poppata.
 
  • La posizione per allattare 
    • Posizione della madre
      Comoda, con la schiena, i piedi e il seno ben sostenuti.
    • Posizione del bambino
      Corpo in linea;
      Corpo vicino al corpo della madre; portare il bambino verso il seno, non viceversa; 
      Bambino ben sostenuto: testa e spalle, tutto il corpo se neonato; 
      Rivolto verso il seno, con il naso di fronte al capezzolo. 
    • Posizione di chi aiuta la madre
      Comodo e rilassato, senza piegarsi sopra la madre. 
 
  • Valutare una poppata 
    Osservare: 
    La madre e il bambino in generale; 
    Il seno della madre;
    La posizione del bambino;
    L’attacco durante la poppata; 
    La suzione del bambino. 
 
  • Bambini che hanno difficoltà ad attaccarsi al seno 
    Osservare come il bambino si attacca al seno e come succhia. Fare domande aperte per identificare una possibile causa.
    Gestione 
    Rimuovere o trattare la possibile causa;
    Incoraggiare il contatto pelle a pelle tra madre e bambino in un ambiente tranquillo; 
    Non forzare il bambino ad attaccarsi al seno;
    Spremere il latte e darlo con tazzina, se necessario. 
     
  • Prevenzione
    Contatto pelle a pelle immediato per aiutare il bambino a capire che il seno è un luogo sicuro;
    Apprendere come mettere un bambino in posizione attaccarlo adeguatamente al seno senza fretta e in un ambiente tranquillo; 
    Aspettare pazientemente che il bambino impari ad attaccarsi al seno e a succhiare; 
    Avere cura del bambino in maniera delicata e sicura.
 
immagine che ritrae mamma che dorme col bambinoDormire assieme/condividere il letto
Dormire assieme o condividere il letto può aiutare la madre ed il bambino a riposarsi di più e ad allattare spesso. 
Non è consigliato dormire assieme se la madre o il padre è: 
Fumatore/fumatrice;
Sotto l’influenza di alcool o droghe e farmaci che causano sonnolenza.
Particolarmente stanco/a e quindi non in grado di rispondere alle esigenze del bambino;
Malato/a o in un condizioni che potrebbero alterare la coscienza, come in caso di epilessia o diabete instabile;
Fortemente obeso/a;
Gravemente ammalato/a o se il bambino o un altro bambino nel letto è gravemente ammalato. 
 



Linee guida per dormire assieme/condividere il letto in sicurezza 
Discutere i benefici e le controindicazioni del dormire assieme, in modo che i genitori siano ben informati;
Usare un materasso duro, che non si infossi;
Non è sicuro dormire sul divano o su cuscini con un bambino; 
Tenere i cuscini ben lontani dal bambino;
Le lenzuola di cotone e le coperte sono considerate più sicure dei piumini soffici; 
Vestire adeguatamente il bambino, non avvolgerlo in lenzuola o coperte, o vestirlo eccessivamente, se si condivide il letto;
Il corpo della madre fornisce calore al bambino;
La madre dovrebbe sdraiarsi vicino al bambino, rivolta verso di lui, e il bambino dev’essere sdraiato supino, tranne quando allatta; 
Assicurarsi che il bambino non possa cadere dal letto o scivolare tra il letto e la parete.
 
  • Aumentare la produzione e l’assunzione di latte
    Migliorare l’attacco, aumentare la frequenza e la durata delle poppate, evitare aggiunte e ciucci;
    Allattare più spesso e più a lungo, spremere il latte tra le poppate, parlare con la famiglia per ottenere sostegno. 
    Bisogna sorvegliare il peso e offrire un follow-up fino a quando l’aumento di peso sia adeguato e la madre abbia riacquistato fiducia.


 

Buone pratiche 

L’iniziativa “Ospedale amico del bambino”, avviata dall’UNICEF nel 1992, prevede un riconoscimento ufficiale per quegli ospedali che promuovono l’allattamento al seno con una serie di azioni ben precise, contenute nella dichiarazione dell'UNICEF e dell'OMS sopracitata: 
 
Passo 1 - definire una politica aziendale per l’allattamento e farla conoscere a tutto il personale; 
 
Passo 2 - preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo; 
 
Passo 3 - informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell’allattamento; 

Passo 4 - mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno 1 ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario; 

Passo 5 - mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati; 

Immagine di un bambino con il ciuccioPasso 6 - non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica; 

Passo 7 - sistemare il neonato nella stessa stanza della madre (rooming-in), in modo che trascorrano insieme 24 su 24 durante la permanenza in ospedale; 

Passo 8 - incoraggiare l’allattamento a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento; 

Passo 9 - non dare tettarelle artificiali o ciucci ai neonati durante il periodo dell’allattamento

Passo 10 - promuovere la collaborazione tra gli operatori della struttura, il territorio, i gruppi di sostegno e la comunità locale per creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri alla dimissione dall’ospedale. 

Inoltre, l’ospedale deve dimostrare di rispettare il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, in particolare laddove si invitano le Strutture Sanitarie a non accettare forniture gratuite o a basso costo di latte artificiale, biberon e tettarelle. 

Tutte queste azioni devono essere verificate da Ispettori Ufficiali che, se tutto è regolare, rilasciano all’ospedale l’importante riconoscimento. Cliccando su "amici dei bambini" potete vedere gli ospedali classificati in questo modo, in Italia.
 

Come funziona la gravidanza e il parto?
 

Lo sapevate che… 

  • Appena il bambino nasce, il seno della mamma produce un liquido giallo trasparente detto colostro. Questo liquido, che ancora non è vero e proprio latte, è perfetto per il bimbo appena nato perché è molto nutriente e perché funziona come un lassativo per il bambino, aiutandolo a fare la prima cacca. Quindi, è importantissimo far ciucciare il bimbo da subito! 
  • Una curiosità: fu l’industriale svizzero Henri Nestlè ad inventare, nel 1867, la prima farina lattea da cui ebbero poi origine tutte le tipologie di latte in polvere successive. 

Domande e risposte


1. PER QUANTO TEMPO ALLATTA IN MEDIA UNA MADRE?
Secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per una crescita ottimale del neonato è preferibile allattare esclusivamente al seno fino a 6 mesi di età. A partire dal compimento dei 180 giorni di età, ovvero 6 mesi, l’OMS raccomanda l’assunzione complementare di alimenti adeguati alle necessità nutrizionali di un bambino che cresce.
La transizione da un periodo di allattamento al seno all’assunzione di cibo è un periodo variabile a seconda delle esigenze di mamma e bambino.

2. CHE COSA CAMBIA NEL CORPO DI UNA MADRE CHE ALLATTA?
L’allattamento al seno porta un consumo di calorie, perché per produrre 750 grammi di latte materno si bruciano circa 560 calorie. Durante l’allattamento si sfruttano le riserve di grasso accumulate su cosce, anche e fianchi e l’utero si contrae per tornare alle sue normali dimensioni. Per questo la pancia si assottiglia. Attenzione dunque alla dieta durante l’allattamento, che deve essere varia, completa e il più possibile ricca di nutrienti come proteine e vitamine di frutta e verdura.

3. IL LATTE MATERNO È DAVVERO MIGLIORE DI QUELLO IN POLVERE?
L’allattamento al seno fornisce il migliore apporto nutritivo per il neonato, pertanto è difficile che a una donna venga consigliato di non allattare il suo bambino. In caso di indecisione, consigliamo sempre di consultare il medico curante. Ci sono casi di donne per le quali l’allattamento al seno non è una via praticabile o non è la giusta scelta, per motivi che dipendono dallo stile di vita, da specifiche condizioni di salute oppure semplicemente da quanto ci si sente a proprio agio ad allattare

4. DI QUANTO LATTE HA BISOGNO UN NEONATO?
Nel caso in cui al neonato si somministri latte artificiale si devono seguire indicativamente queste quantità:
  • Prima e seconda settimana: 80-90 grammi;
  • Terza e quarta settimana: 90-100 grammi circa;
  • Secondo mese: 150-160 grammi;
  • Terzo mese: 160-180 grammi;
  • Quarto mese: 180-190 grammi;
  • Quinto mese: 190-210 grammi;
  • Sesto mese: 200-250 grammi.

Se invece si allatta con latte materno o latte artificiale si dovrebbe seguire all’incirca questa frequenza nel numero di poppate:
  • Neonati di 1 mese: 6 pasti al giorno;
  • Neonati di 2 mesi: 5 pasti al giorno;
  • Neonati di 3 mesi: 5 pasti al giorno;
  • Neonati di 4 mesi: 4 pasti al giorno;
  • Neonati di 5 mesi: 4 pasti al giorno;
  • Neonati di 6 mesi: introduzione dei primi alimenti e circa 3-4 pasti al giorno.

 

Riferimenti bibliografici

- Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Convenzione sui Diritti dell’Infanzia. 20 novembre 1989.
- OMS, UNICEF. Dichiarazione degli Innocenti. Sulla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno. Settembre 1990.
- Conferenza Stato Regioni. Intesa sulla proposta del Ministero della salute concernente il Piano nazionale per la prevenzione per gli anni 2014- 2018. Rep. Atti n.156/CSR del 13 novembre 2014.
- Global Breastfeeding Collective, WHO, UNICEF. Tracking Progress for Breastfeeding Policies and Programmes. 2017.
- Ministero della Salute. I vantaggi dell'allattamento al seno. Disponibile sul sito: www.salute.gov.it
- WHO, UNICEF. Baby-Friendly Hospital Initiative. Revised, updated and expanded for integrated care. 2009.
In collaborazione con
Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma collabora con Dove e Come Mi Curo per la realizzazione di Approfondimenti Scientifici su tematiche rilevanti e che necessitano di un approfondimento tecnico e medico-scientifico.
Il team editoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, composto prevalentemente da specializzandi, è coordinato da:
  • Elena Azzolini, dottore di ricerca in Scienze Biomediche e Sanità Pubblica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specialista in Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, si occupa di epidemiologia e biostatistica, con particolare interesse per i sistemi di valutazione delle performance ospedaliere, la salute globale, le politiche sanitarie nazionali e internazionali.
  • Tiziana Sabetta, responsabile organizzativo dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Istituto di Sanità Pubblica - Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - e Responsabile web content editor del sito dedicato. Dal 2004 coordina il “Rapporto Osservasalute - Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” ed ha curato una serie di Report su specifiche tematiche (salute della donna, dei bambini e degli anziani, città metropolitane, ambiente e prevenzione vaccinale). Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali ed è autrice e co-autrice di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Per il 2018 si ringraziano in particolare gli specializzandi Acampora Anna, Barbara Andrea, Bernardelli Micol, Borghini Alice, Cacciatore Pasquale, Cicconi Michela, Colotto Marco, Corsaro Alice, D'Andrea Marianna, De Meo Concetta, Furia Giuseppe, Giubbini Gabriele, Ianuale Carolina, La Milia Daniele, Mancuso Agostino, Mariani Marco, Michelazzo Benedetta, Mogini Valerio, Parente Paolo, Raponi Matteo, Sciaraffa Rocco, Sisti Leuconoe Grazia, Tamburrano Andrea, Tognetto Alessia, Vallone Doriana.
Data di pubblicazione: 03 aprile 2018