Approfondimento

Acufene, il ronzio all'orecchio: cause, sintomi e terapia

Acufene, il ronzio all'orecchio: cause, sintomi e terapia
11 marzo 2018

Ricerca e Prevenzione

Approfondimento scientifico realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

 

Indice

 

Definizione

L’acufene, anche detto tinnitus, è la sensazione di sentire dei suoni senza che questi siano realmente presenti nell’ambiente. Possono essere suoni di vario genere come fischi, sibili oppure soffi e pulsazioni sincrone con il battito cardiaco. In alcuni casi può essere qualcosa di più complesso.

I motivi che determinano l’acufene possono essere numerosi:
  • può essere causato da patologie dell’orecchio come la malattia di Menière, ipoacusie improvvise (cali improvvisi dell’udito dovuti a cause sconosciute), otiti, otosclerosi (malattia degli ossicini dell’udito che pian piano coinvolge l’organo di senso), piccoli spasmi dei muscoli degli ossicini, traumi acustici (forti rumori che traumatizzano l’orecchio) o tappi di cerume che occludendo il meato acustico (il foro esterno dell’orecchio) possono far riverberare i suoni;
  • possono provocare acufeni i difetti della masticazione e dell’occlusione dentaria poiché l’articolazione della mandibola è in prossimità del meato acustico (specialmente click e fruscii durante la masticazione);
  • può essere causato da condizioni che interessano i vasi sanguigni come sbalzi pressori (sia verso l’alto che verso il basso), malformazioni dei vasi in prossimità dell’orecchio, piccoli problemi vascolari della coclea (l’organo dell’orecchio interno che converte i suoni in impulsi elettrici) o semplicemente la presenza di un’arteriola che può trasmettere all’orecchio le proprie pulsazioni;
  • possono causare acufeni alcune condizioni neurologiche come il neurinoma del nervo acustico (tumore benigno dei nervi) o i traumi cranici;
  • può essere causato anche da alcuni problemi metabolici quali l’insufficienza renale, il diabete, gli stati anemici o l’assunzione di alcuni antibiotici o ancora alte quantità di acido acetilsalicilico (aspirina).

Se l'acufene è di breve durata e non si ripete, di solito non c'è una causa individuabile.
 

I numeri

Acufeni della durata di qualche secondo o al massimo pochi minuti sono molto comuni nella popolazione adulta, mentre possono diventare cronici nel 4,8% degli adulti e nell’1,2% possono essere talmente fastidiosi da causare una diminuzione della qualità di vita (disturbi del sonno, depressione e ansia). L’acufene è percepito da circa 3 milioni di individui adulti in Italia ed è riconosciuto come un problema da più di 600 mila italiani, per la maggior parte over 45 anni.

L’avanzare dell’età e l’obesità sono fattori talvolta associati agli acufeni. Gli studi sono comunque troppo limitati per poterne trarre conclusioni definitive. La diminuzione dell’udito dovuta all’età può essere associata ad acufeni per la mancanza di stimoli uditivi.

 
 

Terapia dell’acufene

Gli acufeni brevi e non fastidiosi che possono colpire la popolazione generale possono non essere trattati.

Gli acufeni frequenti dovuti ad esposizione a rumore professionale, incidentale o ricreativo meritano di essere approfonditi per poter effettuare una corretta protezione dell’udito onde evitare danni permanenti.

Per gli acufeni cronici è utile indagare se ci sono elementi che possano averli causati e andar agire sulle cause.
Gli acufeni cronici dovuti ad ipoacusie (cali dell’udito) sono di solito persistenti e le diverse strategie terapeutiche che si possono seguire sono integratori alimentari specifici o diverse terapie che si avvalgono di aiuto psicologico (counseling, terapia comportamentale e biofeedback) che aiutano il paziente a ridurre l’impatto dell’acufene e a ignorarlo fino a smettere di percepirlo. La terapia del suono è molto semplice: gli acufeni sono percepiti più facilmente in ambienti silenziosi e può essere quindi utile creare dei rumori familiari o rilassanti (tv, musica e suoni naturali) per mascherare l’acufene in fase di addormentamento o quando disturba maggiormente.
Tutte queste scelte terapeutiche sono legate alle capacità del paziente di ignorare l’acufene e di ridurre il problema fino a renderlo non più percepibile.


Best Practices per ridurre il rischio di acufeni
  • Evitare esposizione a rumori troppo forti che possano danneggiare l’udito come, ad esempio, discoteche e cuffie a volume troppo alto (recentemente l’Unione Europea ha stabilito, tramite una legge, un tetto massimo alla potenza dei riproduttori musicali portatili).
  • Usare i dispositivi di protezione sul lavoro se esposti a rumori forti.
  • Se gli acufeni sono rari e saltuari non è necessario un consulto medico, mentre quando diventano ricorrenti o persistenti è utile consultare il proprio medico di famiglia o uno specialista otorinolaringoiatra.
 

Quando andare dal medico

Se gli acufeni durano poco e scompaiono non sono indicate nè terapie nè approfondimenti mentre si dovrebbe andare dal Medico di Medicina Generale quando gli acufeni vengono percepiti con una certa ricorrenza e se sono molto fastidiosi. Il medico potrà fare un primo controllo per capire se il problema è causato da una condizione che potrebbe essere facilmente trattata, come un’infezione all’orecchio o un accumulo di cerume. Potrà anche fare alcuni semplici controlli per vedere se c’è una perdita di udito.

Se necessario, il medico può fare riferimento ad uno specialista per ulteriori accertamenti quali:  

Le cure che non servono

Le seguenti cure per la cura degli acufeni, seppur pubblicizzate, non trovano alcuni riscontro come scientificamente attendibili. Pertando suggeriamo ai nostri lettori di diffidare di chi propone come definitiva una di queste cure:
  • Laser capaci di rigenerare le cellule ciliate cocleari: non è biologicamente possibile ottenere un risultato simile con il laser, in quanto queste cellule sono perenni;
  • Vasodilatatori e fluidificanti del sangue: se l'obiettivo è "ossigenare" le cellule ciliate cocleari e farle "ricrescere", non è possibile ottenere un risultato (queste cellule sono perenni)
  • Terapie per il rachide cervicale: non è detto che servano. La relazione tra acufene e rachide cervicale al momento non è stata dimostrata, anche se alcuni pazienti lamentano un aumentare o diminuire dell'acufene in base alla posizione del collo.
 

Lo sapevate che...

  • Il rumore prodotto dalla partenza di un aereo, sentito da vicino, supera la soglia del dolore.
  • Ripetute esposizioni a rumori forti possono dare senso di ovattamento auricolare (“mi sento come se avessi le orecchie tappate", “sento come tutto più basso") che pian piano può tradursi in diminuzione dell’udito.
  • Spesso l’aterosclerosi (malattia dovuta al deposito di colesterolo nei vasi) o l’ipertensione possono provocare come primo sintomo l’acufene.




 

Riferimenti bibliografici

- Maurizi M. Audiovestibologia clinica. Idelson-Gnocchi. 2000.
- Gallus S, Lugo A, Garavello W, Bosetti C, Santoro E, Colombo P, Perin P, La Vecchia C, Langguth B. Prevalence and Determinants of Tinnitus in the Italian Adult Population. Neuroepidemiology. 2015;45(1):12-9. doi: 10.1159/000431376. Epub 2015 Jul 14.
- Swain SK, Nayak S, Ravan JR, Sahu MC. J Formos Med Assoc. Tinnitus and its current treatment-Still an enigma in medicine. 2015 Dec 30. pii: S0929-6646(15)00384-8. doi:10.1016/j.jfma.2015.11.011.
- Tinnitus. Disponibile sul sito: www.nhs.uk.
- Quaranta N, Wagstaff S, Baguley DM. Tinnitus and cochlear implantation. Int J Audiol. 2004 May; 43 (5): 245-51.
-Behrbohm H., Katschke O. Ear, Nose, Throat Diseases,3 ED, Thieme. 2009.