Vitamina K: che cos'è? Caratteristiche e benefici

Vitamina K: che cos'è? Caratteristiche e benefici

Benessere

Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2019

Indice


 
 

Che cos'è la Vitamina K?

Con il termine “vitamina K”, dal tedesco "koagulation", si identifica una serie di composti che derivano dal 2-metil-l,4-naftochinone. La vitamina K è liposolubile: questo vuol dire che essa viene accumulata nel fegato e di conseguenza non deve dunque essere assunta di continuo, attraverso i cibi; infatti il corpo la rilascia a piccole dosi quando è necessario.
Immagine che mostra la composizione molecolare della vitamina KI composti naturali che contengono l'attività vitaminica K sono:
  • il fillochinone o vitamina K1 (2-metil-3-fitil-1,4-naftochinone): di origine vegetale.
  • i menachinoni o vitamina K 2: di origine batterica.
  • il menadione (2-metil-1,4-nartodlinone) o vitamina K3: prodotto sintetico utilizzato a scopo farmacologico, svolge la sua azione vitaminica dopo essere stato convertito nella forma biologicamente attiva MK-4.
 
Le ricerche sulla vitamina K valsero, nel 1943, il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia agli studiosi Henrik Dam e Edward Doisy per l'identificazione di questa molecola come fattore indispensabile per i processi di coagulazione dei sangue. Attualmente si ritiene che questa vitamina svolga anche altre funzioni, quali la regolazione del metabolismo osseo e l'inibizione dei processi di calcificazione vascolare.
                  
 
 

Funzione

La vitamina K è necessaria come cofattore di enzimi (carbossilasi vitamina K-dipendenti). Fra le proteine vitamina K-dipendenti ci sono i fattori della coagulazione II, VII, IX e X (con un ruolo pro-coagulante) e le proteine C, S e Z (con funzione anti-coagulante).
 
Immagine che mostra un cavolo con vicino un cuore a significare come questo sia d'aiuto nel combattere la malattie cardiovascolariNegli ultimi anni, oltre alle proteine epatiche coinvolte nel processo di coagulazione, sono state identificate numerose proteine vitamina K-dipendenti extra-epatiche. Per tale motivo, gli effetti della vitamina K possono estendersi ad altre funzioni fisiologiche. È stato documentato il suo ruolo nella regolazione del metabolismo osseo, dove la sua azione sarebbe legata alla presenza di alcune proteine, quali:
  • l'osteocalcina, prodotta dagli osteoblasti durante la formazine dell'osso;
  • la periostina, proteina della matrice espressa nei tessuti connettivi e nelle ossa.
È stato anche dimostrato che la Vitamina K promuove il differenziamento degli osteoblasti in osteociti e riduce il riassorbimento osseo.
Recenti evidenze supportano un ruolo della vitamina K nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, e in particolare dell’aterosclerosi, grazie alla sua capacità di attivazione della proteina Gla della matrice.
 
Studi suggeriscono l’importanza della vitamina K nel sistema nervoso legata alla sua capacità di attivare la proteina GAS6 (ampiamente distribuita nel cervello), coinvolta in:
  • sopravvivenza cellulare,
  • chemiotassi,
  • mitosi,
  • crescita cellulare dei neuroni e delle cellule gliali.
     
 

Assorbimento, Trasporto e Metabolismo

Le diverse forme di vitamina K sono assorbite con le stesse modalità dei lipidi, necessitano quindi della formazione di micelle in presenza di bile e succo pancreatico.
Il fillochinone sembra essere assorbito nella parte prossimale del tenue, mentre i menachinoni e il menadione sono assorbiti nel colon e ciò confermerebbe la possibilità di utilizzare il menachinone prodotto dalla flora batterica intestinale. Dopo l'assorbimento, la  vitamina K entra a far parte dei chilomicroni e viene trasportata fino al fegato, dove è trasferita alle VLDL e poi alle LDL che la trasportano ai tessuti.

Gli organi di deposito per la vitamina sono:
  • il fegato
  • le ghiandole surrenali
  • i polmoni
  • il midollo spinale
  • i reni.
La vitamina K ha un turnover molto rapido; il menadione viene esoulso con le urine sotto forma di menadiolo fosfato, il fillochinone e il menachnone sono degradate più lentamente.

 

Carenza

La carenza grave di vitamina K si manifesta con una tendenza ad emorragie, a causa della mancata attivazione dei fattori della coagulazione II, VII, IX e X. Un'alterata coagulazione dovuta a carenza di vitamina K è piuttosto rara nella popolazione adulta,poiché questa vitamina è presente in maniera diffusa negli alimenti; il suo ciclo metabolico ne consente la rigenerazione ed è sintetizzata nell'intestino dai batteri residenti anche se non è ancora chiaro quale sia il loro contributo. I pazienti in trattamento prolungato con antibiotici o con farmaci anticoagulanti sono a rischio di carenza.
 
Altre situazioni e/o condizioni che possono contribuire all'instaurarsi di stati carenziali sono:
  • il malassorbimento lipidico,
  • le patologie intestinali (celiachia, morbo di Crohn),
  • le patologie epatiche.
Una categoria particolarmente a rischio di carenza è quella dei neonati, poiché nelle prime fasi di vita l'intestino è sterile, il ciclo di rigenerazione della vitamina K non è ancora sufficientemente attivo e la vitamina K non attraversa facilmente la placenta. Nei neonati la carenza di vitamina K può portare a gravi disordini emorragici definiti VKDB (vitamin K deficiency bleeding).
 
Immagine di una donna che perde sangue dal nasoO ancora possono capitare delle emorragie tardive, generalmente legate ad apporti insufficienti di vitamina attraverso la dieta. Carenze marginali di vitamina K, valutate mediante la concentrazione plasmatica delle proteine Gla sono state riscontrate in adulti e anziani affetti da fragilità ossea, da malattie cardiovascolari o da malattie croniche renali.  Stati carenziali di questa vitamina potrebbero essere causa o concausa di osteopenia e osteoporosi, con un rallentamento nella formazione dell'osso e un'alterazione nell'equilibrio omeostatico del calcio.
 
Gli studi osservazionali sull'associazione tra apporto alimentare di fillochinone e rischio di malattie cardiovascolari o calcificazione dell'aorta sono contrastanti e la maggior parte di questi lavori non ha indicato associazioni significative. Differenti studi hanno segnalato invece una relazione inversa tra apporto dietetico di menachinoni e calcificazione delle coronarie e dell'aorta.
 

 

Tossicità

Immagine che mostra una mamma mentre con la siringa da la vitamina k al figlioNon esiste una tossicità associata ad alte dosi di vitamina K 1, e vitamina K 2. Effetti tossici sono stati riportati per la vitamina sintetica K3 e suoi derivati. Il menadione può interferire con la funzione del glutatione e comportare danno ossidativo a livello delle membrane cellulari ed emolisi. Nei neonati prematuri elevate dosi di vitamina K3 possono causare emorragie intracraniche e tossicità cerebrale; in particolare, nei neonati l'iniezione di menadione può causare reazioni di ipersensibilità locale, tossicità epatica, anemia e ittero.

 

Fonti alimentari

I dati sul contenuto di 'vitamina K negli alimenti sono limitati a causa della difficoltà a quantificarne le diverse forme (fillochinone e menachinoni). I valori più elevati sono quelli relativi agli ortaggi a foglia verde, quali broccoli, lattuga, spinaci (102-483 microgrammi /100 g). Gli oli vegetali e le margarine hanno una concentrazione variabile di vitamina K.
 
Immagine che mostra quali sono gli alimenti che contengono la vitamina KQuantità minori si trovano nelle carni e ancora nei prodotti lattiero-caseari e nei cereali. I menachinoni vengono sintetizzati dai batteri anaerobici Bacteroides e si trovano a elevate concentrazioni nell’intestino e nel fegato umano mentre negli alimenti sono presenti in quantità molto basse.
 
Il livello medio di assunzione di vitamina K presente sotto forma di fillochinone è risultato
Paria a 232 microgrammi/al giorno.

La maggiore fonte di fillochinone è rappresentata da verdure e ortaggi, che apporta circa l'83% dell'assunzione totale di vitamina, di cui il 62% da ortaggi a foglia verde. Un ulteriore 9% deriva da Oli e grassi. Cereali-derivati e Frutta apportano insieme circa il 5% dell'assunzione totale.
 
 

Domande e risposte

A che cosa serve la Vitamina K?
La Vitamina K contribuisce alla coagulazione del sangue e al metabolismo osseo.
 
Dove si trova?
La Vitamina K è presente soprattutto in verdure verdi, cavolo, legumi, tuorlo d’uovo e olio di semi di girasole.
 
Possibili sintomi di carenza
Quando un soggetto non ha assunto un quantitativo sufficiente di Vitamina K, è possibile che questo abbia dei disturbi della coagulazione, sanguinamenti spontanei. In particolare, nei neonati, la mancanza – così come anche l’eccesso di Vitamina K- può portare a emorragie cerebrali.
In collaborazione con
Giuseppe Annunziata

Giuseppe Annunziata

Sono un giovane medical blogger ed articolista, laureato in Fisioterapia e specializzato in riabilitazione cardiologica e respiratoria, nonché iscritto al 4 anno di medicina. Da anni scrivo per diverse testate digitali italiane e straniere, e per associazioni e fondazioni di rilievo nazionale come la Lega Italiana Sclerosi Sistemica e l'Associazione italiana riabilitatori dell’insufficienza respiratoria. Il mio motto? "In scienza e coscienza", con due semplici parole riassume quello che faccio e come lo faccio: mi occupo di scienza con coscienza.
Data di pubblicazione: 21 febbraio 2019