Vitamina E contro l'invecchiamento: come funziona?

Vitamina E contro l'invecchiamento: come funziona?
06 marzo 2019

Benessere

Indice

Che cos'è la vitamina E?

Dal punto di vista chimico il termine "vitamina E" si riferisce a un gruppo di otto omologhi derivati del 6-cromanolo, che presentano una catena laterale isoprenica a 16 atomi di carbonio. Degli otto omologhi presenti in natura, quello che mostra la maggiore attività vitaminica è l’alfa-tocoferolo.
Imagine che mostra pillole di integratore per vitamina E
La vitamina E, o tocoferolo, è una vitamina liposolubile, che viene accumulata nel fegato e non è dunque necessario assumerla con regolarità, attraverso i cibi. Il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario.

La vitamina E è stata scoperta nel 1922 da Evans e Bishop come un fattore indispensabile per la riproduzione/fertilità dei ratti. Da allora sono stati fatti numerosi studi sulla sua attività biologica. La prima attività caratterizzata è stata quella antiossidante che è considerata la principale funzione espletata nell’organismo dalla vitamina; più di recente sono stati individuati anche altri importanti effetti di tipo regolatorio (su attività enzimatiche ed espressione genica).
 
 

Funzione

La vitamina E, o tocoferolo, è la più diffusa e comune tra le vitamine e ha proprietà antiossidanti, combatte i radicali liberi e favorisce il rinnovo cellulare. Le sue caratteristiche la rendono un importante strumento di prevenzione al cancro, tra l’altro protegge l’organismo dai danni dell’inquinamento e del fumo di sigaretta, oltre che di assimilazione delle proteine.
immagine con un filo giallo che forma un fiocco, simbolo della prevenzione contro il cancro
La funzione più nota della vitamina E nell'organismo è quella antiossidante: attraverso un meccanismo di "chain breaking", essa blocca la propagazione delle reazioni a catena innescate dai radicali liberi. Oltre all'effetto antiossidante, la vitamina E svolge altre funzioni regolative a livello molecolare e cellulare, inibendo o attivando specifici enzimi ad esempio la proteina chinasi C, e modulando a livello trascrizionale una serie di geni coinvolti in differenti processi tra cui apoptosi, regolazione del ciclo cellulare, adesione e crescita cellulare, formazione/degradazione della matrice extracellulare e infiammazione. Inoltre è interessante considerare che sempre più evidenze supportano l'importanza biologica e funzionale del gamma-tocoferolo per le sue proprietà come nucleofilo in grado di bloccare composti mutageni elettrofoli. Esso sembra, in particolare, svolgere una funzione specifica nella disattivazione del perossinitrito (derivato dell'ossido nitrico sugli acidi grassi delle membrane) che causa disfunzione a livello endoteliale. Pertanto, il gamma-tocoferolo potrebbe assumere un significato nutrizionale importante nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.
La vitamina E è inoltre un anticoagulante prezioso perché previene fenomeni coagulanti indesiderati, senza impedire la normale coagulazione richiesta in caso di ferite, utile a fermare un’emorragia.

 

Assorbimento

L'assorbimento del tocoferolo avviene prevalentemente nella parte mediale dell'intestino tenue attraverso il processo di diffusione passiva.
Come tutte le vitamine liposolubili anche l'assorbimento del tocoferolo necessita un'adeguata emulsione e solubilizzazione micellare.

L'assorbimento del tocoferolo può dunque avvenire soltanto in presenza di sali biliari e grassi.
Una volta assorbita, la vitamina E passa nella circolazione linfatica associata ai chilomicroni; si concentra poi nei chilomicroni remnants, che la rilasciano al fegato (principale organo di deposito). All'interno degli epatociti viene incorporata nelle VLDL (11%), dalle quali passa poi alle LDL (65%) e hdl (24%).
Immagine che mostra i globuli rossi in una vena
Il tocoferolo è presente anche negli eritrociti (globuli rossi) dove si concentra specialmente nelle membrane.Le lipoproteine effettuano il trasporto dei tocoferoli ai diversi tessuti, tra cui fegato, polmoni, cuore, muscoli e tessuto adiposo.

Il tessuto adiposo differisce dagli altri tessuti perché assume in continuazione tocoferoli dal sangue.Una volta nelle cellule, i tocoferoli si concentrano specialmente nelle strutture che contengono fosfolipidi di membrana, come mitocondri, microsomi e membrane plasmatiche.

 

Carenza

Poiché le diete generalmente presentano un’abbondanza di vitamina E, la carenza della stessa è rara nell'uomo, e limitata alle persone malnutrite.
A certi gruppi di soggetti a rischio di stress ossidativi (es. fumatori, pazienti diabetici, atleti) è comunque consigliata l'assunzione di integratori ad azione antiossidante.
 
Nei modelli animali, il deficit di vitamina E è associato a una progressiva necrosi del sistema nervoso e del muscolo.
Le carenze di vitamina E si hanno raramente negli individui sani mentre si possono ritrovare in soggetti con anomalie genetiche, con sindromi di malassorbimento dei lipidi e in situazioni di grave malnutrizione proteico-energetica.
Immagine di una bambina sdraiata in un letto d'ospedale, malata di fibrosi cisticaCarenze sintomatiche si possono sviluppare nei bambini con fibrosi cistica o malattia colestasica del fegato, che prevede una capacità limitata di assorbimento di lipidi e vitamine liposolubili.
 
In generale, i sintomi associati alla carenza di vitamina E possono essere eliminati in seguito a supplementazione, se ciò avviene prima della comparsa di danni neurologici irreversibili. I primi segni di carenza sono rappresentati da neuropatia periferica; altri sintomi sono l'atassia spinocerebellare, la miopatia scheletrica e la retinopatia pigmentata. Essendo la vitamina E essenziale per un adeguato sviluppo del sistema nervoso, i neonati con carenza severa di vitamina E alla nascita, se non supplementati tempestivamente, sviluppano sintomi neurologici.
 
 

Tossicità

L’eccesso di vitamina E, o tocoferolo, è raro. Quando si verifica può avere conseguenza negative a causa dell’innalzamento della pressione sanguigna che ne consegue e che può essere pericolosa per chi già soffre di ipertensione.

Un eccesso di vitamina E può creare problemi anche a chi soffre di tiroide, dal momento che si viene a creare una riduzione degli ormoni di questa ghiandola.
Altre conseguenze dell’eccesso di vitamina E possono essere stanchezza diffusa, disturbi della digestione, nausea e vomito.
È doveroso sottolineare che gli studi sugli animali non hanno evidenziato per la vitamina E effetti di tipo mutagenico, carcinogenico o teratogenico. Inoltre, le concentrazioni vitaminiche a livello plasmatico non sono utili al fine di verificare eventuali effetti avversi. Dalla letteratura scientifica emerge che per dosi di 1100 e 2100 mg/die di vitamina si osservano solo pochi veri effetti indesiderati quali l’aumento del tempo di coagulazione; tuttavia, poiché tali studi sono stati condotti soltanto per alcune settimane o pochi mesi, è difficile estrapolare l’effetto a lungo termine di tale esposizione.

 

Fonti alimentari

Immagine che mostragli alimenti che contengono la vitamina E, prevalentemente semi e frutta seccaLa vitamina E è presente principalmente nei semi e di conseguenza negli oli da essi derivati; alcuni oli sono più ricchi in gamma-tocoferolo (ad es. soia e mais), mentre l'olio d'oliva contiene alfa-tocoferolo. Data la loro struttura chimica, i tocoferoli sono soggetti a reazioni ossidative: tali reazioni sono accelerate dalla luce, dal calore, dalla presenza di alcali, di ferro e di rame. I processi di trasformazione degli alimenti, specialmente la frittura e la cottura al forno, possono comportare perdite rilevanti di vitamina E.
 
Il livello medio chi assunzione di alfa-tacoferolo risulta essere pari a 12,8 mg /die; tale stima prende in considerazione il consumo sia di alimenti che di supplementi.
 
L’olio rappresenta la principale fonte di alfa-tacoferolo nella dieta italiana poiché fornisce circa 59% della vitamina assunta. Altre fonti importanti sono rappresentate da frutta, verdure e ortaggi che forniscono insieme un ulteriore 22%. Il contributo all'assunzione di alfa-tacoferolo che proviene da cereali e derivati è pari a circa il 6%.

 

Domande e risposte

A che cosa serve la vitamina E?
La vitamina E protegge le cellule e le arterie dall’effetto dannoso dei cosiddetti radicali liberi; inoltre rafforza il sistema immunitario e ostacola le infiammzioni.
Dove si trova?
La vitamina E è contenuto soprattutto nei semi, quindi si trova in oli vegetali, frutta a guscio, avocado, verdure a foglia.
Quali sono i possibili sintomi di carenza?
La carenza da vitamina E può portare a malattie del sistema nervoso, disturbi della coordinazione, problemi di vista e disturbi della concentrazione.
 
In collaborazione con
Giuseppe Annunziata

Giuseppe Annunziata

Sono un giovane medical blogger ed articolista, laureato in Fisioterapia e specializzato in riabilitazione cardiologica e respiratoria, nonché iscritto al 4 anno di medicina. Da anni scrivo per diverse testate digitali italiane e straniere, e per associazioni e fondazioni di rilievo nazionale come la Lega Italiana Sclerosi Sistemica e l'Associazione italiana riabilitatori dell’insufficienza respiratoria. Il mio motto? "In scienza e coscienza", con due semplici parole riassume quello che faccio e come lo faccio: mi occupo di scienza con coscienza.