Vitamina B3 (niacina): a cosa serve? Le carenze?

Vitamina B3 (niacina): a cosa serve? Le carenze?
10 ottobre 2018

Benessere

Indice

Che cos’è la vitamina B3 ?

La niacina (anche denominata vitamina B3 o vitamina PP) è una vitamina idrosolubile che non può essere considerata in senso stretto un nutriente essenziale, poiché nel nostro organismo si può formare dal metabolismo dell'aminoacido triptofano. Niacina è un termine generico che comprende l'acido nicotinico (acido piridín-3-carbossílico) e i suoi derivati. L'acido nicotinico è un intermedio metabolico, in particolare nella biosintesi della nicotinamide dal triptofano.

L'Acido nicotinico è stato isolato nel 1867, ma soltanto nel  1937 è stato dimostrato che agisce da fattore anti-pellagra nell'uomo e dà "anti-black-- tongue-factor" nel cane.

Funzione

NAD e NADP sono coenzimi di deidrogenasi e riduttasi che catalizzano rispettivamente l'ossidazione o la riduzione di specifici intermedi metabolici tramite sottrazione o donazione di atomi di idrogeno. Le deidrogenasi NAD+-dipendenti in genere funzionano in vie cataboliche collegate alla produzione di energia (glicolisí, ossidazione degli acidi grassi, ciclo di Krebs).

Il NADPH svolge anche un ruolo fondamentale nei processi di, detossificazione, quale componente del sistema del citocromo P450, deputato al catabolismo di xenobiotíci ed alcol. Il NAD,  ha inoltre un ruolo fondamentale nella difesa dallo stress ossidativo, mantenendo nella forma funzionale antiossidanti endogeni (glutatione) e esagoni (vitamina C).

Il NAD+ partecipa anche a importanti reazioni non ossido-riduttive. Tali enzimi intervengono in processi molecolari e cellulari di risposta ai danni al DNA o coinvolti nella modulazione del ciclo cellulare e nella morte cellulare programmata (apoptosi). Una terza classe di enzimi (ADP-ribosil ciclasi) catalizza la formazione di ADP-ribosio ciclico che stimola il rilascio di calcio dai depositi intracellulari con probabile ruolo nelle vie di segnale dell'apoptosi.

Studi su modelli sperimentali  hanno evidenziato che una riduzione dell'apporto energetico, in assenza dí malnutrizione, porta ad attivazione delle sirtuine e conseguentemente a un ritardo dei processi d'invecchiamento e a un allungamento della vita; è difficile stabilire se ciò sia valido anche per l'uomo. I livelli relativi di niacina, NAD+ e NADH sono strettamente controllati ma variabili nei differenti tessuti e nelle diverse condizioni metaboliche. Studi sull'uomo e su modelli animali e cellulari indicano che, in carenza di Niacina, le funzioni redox legate al metabolismo energetico sono selettivamente mantenute, mentre calano notevolmente le attività degli enzimi che consumano NAD+. Questo implica che la carenza in niacina porta prioritariamente all'alterazione dei meccanismi che tutelano la stabilità del DNA.

Carenza

La carenza grave causa la condizione patologica nota come pellagra  caratterizzata da dermatite, alterazione del sistema digestivo e del sistema nervoso; se non trattata, nel giro di pochi anni sopraggiunge la morte (dermatitis, diarrhoea, dementia, death; per questo motivo è anche definita malattia delle quattro “d”). Le dermatiti compaiono tipicamente nelle zone esposte alla luce, al calore o a stress meccanici (faccia, collo, mani, piedi e gomiti).

I disturbi intestinali, oltre alla diarrea, includono vomito, disfagia, infiammazione del cavo orale e delle mucose. I sintomi neurologici si sviluppano nei casi non trattati e includono cefalea, perdita di memoria, insonnia, aggressività, disturbi psichici e infine demenza. La pellagra era sconosciuta in Europa prima dell'importazione del mais dal Nuovo Mondo.

I sintomi clinici vennero descritti per la prima volta nel 1735 dal medico spagnolo Gaspar Casal; il nome di pellagra (pelle ruvida) si deve al medico lombardo Francesco Frapolli che la cita per la prima volta, nel 1771,'nella letteratura medica italiana. All'inizio si ritenne che la malattia fosse causata da fattori tossici o infettivi presenti nel mais, ma la sua origine alimentare fu infine stabilita, intorno al 1920, grazie al medico americano Joseph Goldberger. Egli parti dall'osservazione che la malattia era diffusissima tra le classi povere dell'Europa (in particolare Spagna e Nord-Italia) e del sud-est USA, mentre le classi agiate ne erano immuni.

La pellagra era dovuta alla dieta inadeguata, a base di mais; è ora noto che questo cereale è povero in triptofano e contiene niacina in forma legata non biodisponibile. Attualmente, la pellagra è rara nel paesi sviluppati, ma è presente in zone povere dell'Africa, dell'India e della Cina. Negli USA l'assunzione media di niacina è aumentata da 16 a 32 mg/die tra il 1940 e il 2000, anche grazie all'uso di supplementi; l'assunzione dagli alimenti è adeguata, in particolare nei giovani maschi, ma è più bassa nelle donne e diminuisce negli anziani di entrambi i sessi. La pellagra può insorgere in caso di malnutrizione o malassorbimento, che portano a ridotta disponibilità  dei micronutrienti necessari per la conversione del triptofano in niacina. Tali condizioni possono essere presenti negli alcolisti cronici che sono pertanto una categoria a rischio.
 
Anche i soggetti colpiti da HIV/AIDS sono a rischio di carenza. Possono inoltre portare a stato carenziale alcune patologie, quali la malattia di Hartnup (malattia ereditaria che porta a difetto nell'assorbimento intestinale e nel riassorbimento renale del triptofano), la sindrome carcinoide (che causa deplezione di triptofano, preferenzialmente metabolizzato a serotonina), la cirrosi epatica (a causa dell'alterato metabolismo del triptofano e della niacina. Il trattamento farmacologico con isoniazide (farmaco usato nel trattamento della tubercolosi) causa anch'esso i sintomi della pellagra.

Tossicità

Non ci sono evidenze di tossicità della niacina assunta con gli alimenti. I dati sulla tossicità derivano dall'uso della vitamina come agente farmacologico. L'acido nicotinico ad alte dosi (1-4 g/die) (ma non la nicotínamide) ha effetti positivi su pazienti con iperlipidemia, diabete di tipo 2, sindrome metabolica e sulla diminuzione del rischio cardiovascolare: è infatti in grado di abbassare i livelli plasmatici di colesterolo, trigliceridi e Lp(a) e di innalzare i livelli di HDL-colesterolo e apo A-I. Tali effetti sono mediati da diversi meccanismi, tra cui un'azione inibitoria diretta sulla diacilglicerolo aciltransferasi-2 (enzima chiave della biosintesi epatica dei trigli-ceridí) e un effetto antilipolitico nel tessuto adiposo tramite il legame al recettore ni-cotinico HM7A.

Sono tuttavia presenti importanti effetti collaterali; nei pazienti trattati con elevate dosi di acido nicotinico la principale conseguenza avversa è la vasodilatazione, causata dal rilascio di prostaglandine, associata a flushing (vampate, arrossamenti cutanei transitori a livello di faccia, arti superiori e torace); il recettore HM74A presente nelle cellule immunitarie della pelle sembra essere il responsabile di tale effetto. Altri effetti avversi sono disturbi gastrointestinali (nausea e vomito), epatotossicità e intolleranza al glucosio. Ulteriori possibili effetto tossici sono:  danni oculari, trombocitopenia, iperomocisteinemia, uricemia. La nicotinamide non presenta effetti tossici ad alte dosi , anche se sono portati sporadici casi di disturbi gastrointestinali.

Fonti alimentari

La niacina è presente in quantità significative nelle frattaglie, nel fegato, nei prodotti della pesca  e in tutte le carni: ottimi contenuti si trovano in quelle avicole, in quella bovina e suina  e nei prodotti trasformati come il prosciutto crudo. Nei cereali la niacina è presente in particolare negli strati esterni della cariosside e nel germe. Anche i derivati dei cereali raffinati contengono niacina ma in quantità ridotta. Tra la frutta secca a guscio, le arachidi presentano i valori maggiori.

La principale fonte di niacina preformata nella dieta italiana è rappresentata dal gruppo Carne e derivati (30%, di cui il 12% dalla carne di manzo). Il gruppo cereali e derivati  fornisce il 24% della niacina preformata e il gruppo pesce e prodotti della pesca  il 10%. Un ulteriore 23% proviene dai gruppi verdura e ortaggi, frutta, legumi  e patate e tuberi. Inoltre, il gruppo tisane, tè, caffè e sostituti" fornisce circa il 9% della Niacina assunta con la dieta.

Livelli di assunzione

Dai dati dell'indagine risulta un apporto medio di niacina preformata nella popolazione totale  pari a 17,9 mg/die.
 

Lattanti (6-12 mesi)


Per tale fascia d'età è indicato un valore di vitamina B 3 di  5 mg/die.
 

Bambini e adolescenti (1-17 anni)


Data la scarsità di informazioni disponibili per tale fascia d'età,  il fabbisogno di vitamina B3  è stato calcolato sulla base del fabbisogno per gli adulti, con una correzione per peso corporeo. Poiché la differenza rispetto alla fascia d'età 18-59 anni risulta in questo caso trascurabile, per gli adolescenti di 15-17 anni (maschi e femmine) si indicano un fabbisogno di vitamina B3 che corrispondono a quelli dell'età adulta.


Adulti (18-59 anni)


Date le molteplici funzioni svolte nell'organismo dalla niacina non legate all'utilizzo dell'energia da parte dell'organismo, viene indicato lo stesso valore per il sesso maschile e per il sesso femminile pari a 14 mg /die.
 

 Età geriatrica


Non  vi sono in letteratura dati sufficienti per differenziare i fabbisogni in età geriatrica da quelli degli adulti.
 

Gravidanza


Al valore di vitamina B3 per le donne viene aggiunta una quota di 3 mg /die per coprire l'aumento del dispendio energetico e la sintesi di nuovi tessuti nella madre e nel feto. Il valore  arrotondato risulta pertanto di 22 mg /die.
 
In collaborazione con
Giuseppe Annunziata

Giuseppe Annunziata

Sono un giovane medical blogger ed articolista, laureato in Fisioterapia e specializzato in riabilitazione cardiologica e respiratoria, nonché iscritto al 4 anno di medicina. Da anni scrivo per diverse testate digitali italiane e straniere, e per associazioni e fondazioni di rilievo nazionale come la Lega Italiana Sclerosi Sistemica e l'Associazione italiana riabilitatori dell’insufficienza respiratoria. Il mio motto? "In scienza e coscienza", con due semplici parole riassume quello che faccio e come lo faccio: mi occupo di scienza con coscienza.