Vitamina B12: funzioni e dosi giornaliere raccomandate

Vitamina B12: funzioni e dosi giornaliere raccomandate
24 gennaio 2019

Benessere

Indice

 

Che cos’è la vitamina B12?

La vitamina B12 è una molecola complessa, costituita da un anello tetrapirrolico. La vitamina B12 fu scoperta durante gli studi sull'anemia perniciosa, una malattia incurabile nel passato e caratterizzata da anemia megaloblastica e degenerazione del sistema nervoso centrale.

Nel 1926 fu evidenziato che una dieta ricca in fegato stimolava la produzione di eritrociti, ma solo alcuni anni dopo, nel 1948, la vitamina B12 venne purificata dal fegato. Nel 1964 Dorothy Hodgkin ottenne il premio Nobel per la determinazione della struttura della molecola.
 

Funzione

immagine che mostra la vitamina b 12Nell’uomo sono note soltanto due reazioni in cui è coinvolta la vitamina B2: sono quelle che dipendono dagli enzimi metionina sintasi e L-metil-malonilCoA mutasi. L'enzima citoplasmatico metionina sintesi catalizza la reazione tra N5-metiltetraidrofolato e omocisteina che porta alla formazione di metionina.

Questo  aminoacido, oltre a essere un costituente delle proteine e a essere implicato nella sintesi della cisteina, è coinvolto in reazioni di metilazione necessarie sia per la sintesi di creatina, carnitina, colina e adrenalina, sia per la regolazione epigenetica (tramite metilazione di citosina e istori). In tali processi la metionina cede il metile (ricevuto dal folato) e sì trasforma in omocisteina, che a sua volta può essere rimediata a metionina dalla metionina sintasi. Poiché in questa reazione la funzione della vitamina B12 è strettamente legata alla disponibilità di N5-metilTHF, le manifestazioni cliniche della carenza di folati o vitamina B12, sono simili. Un ulteriore conseguenza è la mancata rimetilazione dell'omocisteina con un incrermento nelle concentrazioni di tale metabolita nelle cellule e nel sangue.

Carenza

Uno studio italiano effettuato su donatori di sangue riporta valori plasmatici medi di vitamina B12 pari a 240pmon/L e riferisce uno status vitaminico ottimale solo nei 16,3% dei soggetti. Complessivamente, nei paesi industrializzati la carenza interessa circa il 10% della popolazione generale, con intervalli compresi tra il 5 e il 45%. In età geriatricala la prevalenza di stati carenziali è più elevata e supera il 40% negli anziani istituzionalizzati. La carenza di vitamina B12 si manifesta lentamente in quanto i depositi epatici sostengono il fabbisogno fisiologico fino a un anno in assenza della capacità di riassorbimento enteroepatico. Quando i depositi sono limitati e il fabbisogno dovuto alla velocità di crescita è alto (ad esempio nei bambini allattati al seno di madri vegane), i sintomi clinici possono comparire più rapidamente. La carenza di vitamina B12 è principalmente causata da malassorbimento; la forma più nota è l'anemia perniciosa, caratterizzata dalla mancanza di B12 (su base autoimmune).

Immagine che mostra due anziani che passeggiano in un parco assolatoAltre forme dí malassorbimento sono dovute a resezione gastrica o ileale, gastrite atrofica, morbo di Crom, celiachia e alcolismo, o per cause iatrogene. Negli anziani il malassorbimento è soprattutto legato a ipocloridria o gastrite atrofica, poiché in tali situazioni non si verifica il rilascio della vitamina dalle proteine alimentari o dalle proteine di trasporto intestinali, mentre la sintesi di B12 è ridotta. Le carenze alimentari nei paesi industrializzati sono rare, ma sono descritte negli anzíani  e possono manifestarsi nei vegani.

I sintomi clinici della carenza di vitamina B12 sono anemia megaloblastica, identica a quella da carenza di folati, alterazioni neurologiche (in alcuni casi irreversibili) e gastrointestinali. L'anemia  è macrocitica con ipersegmentazione dei granulociti e, nelle forme più gravi, neutropenia e trombocitopenia. Sono stati descritti anche effetti sul sistema immunitario, in particolare linfopenia, diminuzione dei linfociti CD8 e alterata funzionalità dei linfociti NK. Le alterazioni neurologiche più comuni, che possono insorgere anche in assenza di stato anemico sono in alcuni casi irreversibili e sono parestesie, alterazioni dell'equilibrio e polineurite nelle fasi tardive compaiono degenerazione midollare subacuta con atassia, spasticità e fenomeno di Babinski. Glossite, nausea, dispepsia e dolori addominali sono i sintomi gastrointestinali più frequentemente descritti. La carenza di vitamina B12, in misura minore rispetto ai folati, può anche determinare iperomocisteinemia (fattore di rischio per le malattie cardio-cerebrovascolari) e potrebbe essere associata a osteoporosi, depressione, declino cognitivo e alcune forme di demenza negli anziani. Tali relazioni necessitano però di ulteriori approfondimenti per chiarire la presenza di un effetto diretto della carenza vitaminica piuttosto che mediato dall'iperomocisteinemia o da altri fattori. Stati carenziali nelle donne in gravidanza, sono stati associati a difetti del tubo neurale e aborto spontaneo ricorrente.
                          

Tossicità

Non sono stati evidenziati effetti negativi dall'assunzione di elevate quantità di vitamina B12 tramite l'alimentazione o la supplementazione; le dosi utilizzate nel trattamento dell'anemia perniciosa non hanno mostrato effetti collaterali apparenti.

Fonti alimentari

immagine che mostra gli alimenti che contengono la vitamina b12, soprattutto carni, uova, latte e pesceLa vitamina B12 è sintetizzata in natura solo da alcuni microorganismi e dalle alghe ed è quindi assente da tutti gli altri alimenti di origine vegetale. I contenuti maggiori si trovano nelle frattaglie, in particolare nel fegato. Contenuti discreti sì possono trovare nel pesce, nei molluschi e nei crostacei, nel tuorlo d'uovo e nel parmigiano. La carne e il latte presentano quantità inferiori di vitamina B12. Gli alimenti di origine vegetale possono contenere piccole quantità di vitamina B12, provenienti da contaminazione microbica oppure da fortificazione. Elevate quantità si riscontrano anche in alcune alghe utilizzate in cucina o come integratori alimentari da gruppi di popolazione vegana. La biodisponibilità della vitamina B12 nelle alghe varia a seconda delle specie e può essere estremamente bassa.

Il gruppo "carne e derivati" rappresenta la principale fonte di vitamina B12 nella dieta italiana fornendo circa il 34% della quantità totale assunta. Altre fonti importanti sono rappresentate dai gruppi pesce e prodotti della pesca e latte e derivati, che contribuiscono rispettivamente al 32% e al 25% dell'assunzione totale. Il contributo dal gruppo cereali e derivati è pari a circa il 3% . A livello di popolazione totale i supplementi forniscono solo il 3% della vitamina B12.

Livelli di assunzione

Il livello medio di assunzione di vitamina B12 nella dieta italiana risulta essere pari a 6,1  µg/die; tale stima proviene dal consumo sia di alimenti sia di supplementi.

 
  • LATTANTI (6-12 MESI)

Per tale classe d'età è indicato un valore di vitamina B12 di 0,7 µg/die.
 
  • BAMBINI E ADOLESCENTI (1-17 ANNI)

La percentuale di vitamina B12 in questa fascia d’età corrisponde a quella dell’età adulta. Come in età adulta, i valori in ciascuna fascia d'età sono uguali per maschi e femmine.
 
  • ADULTI (18-59 ANNI)

​​​​​​​​​​​​​​Il fabbisogno di vitamina B12 è eguale per i due sessi ed è pari a 2,2 µg/die.

 

  • ETÀ GERIATRICA (60 ANNI)

Non vi sono dati in letteratura sufficienti per differenziare i fabbisogni dell'età geriatrica da quelli degli adulti. Va comunque tenuto presente che gli anziani rappresentano un sottogruppo di popolazione a rischio di carenza vitaminica, in particolare per l'elevata prevalenza di gastrite atrofica o di ipocloridria.

 

  • GRAVIDANZA

In gravidanza il fabbisogno di vitamina B12 è  aumentato di 0,2µg/die; tale incremento tiene conto della quota vitaminica trasferita al feto (0,1-0,2 µg/die).
 
In collaborazione con
Giuseppe Annunziata

Giuseppe Annunziata

Sono un giovane medical blogger ed articolista, laureato in Fisioterapia e specializzato in riabilitazione cardiologica e respiratoria, nonché iscritto al 4 anno di medicina. Da anni scrivo per diverse testate digitali italiane e straniere, e per associazioni e fondazioni di rilievo nazionale come la Lega Italiana Sclerosi Sistemica e l'Associazione italiana riabilitatori dell’insufficienza respiratoria. Il mio motto? "In scienza e coscienza", con due semplici parole riassume quello che faccio e come lo faccio: mi occupo di scienza con coscienza.