Vitamina A (retinolo): struttura, funzioni e dove trovarla

Vitamina A (retinolo): struttura, funzioni e dove trovarla

Benessere

Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2018

Indice

Che cos'è la vitamina A?

La vitamina A è un micronutriente essenziale che fa parte delle vitamine liposolubili. L'attività biologica della vitamina A si riferisce in realtà a diversi composti, conosciuti con il termine di retinoidi, aventi tutti l'attività vitaminica del retinolo tutto trans.

Chimicamente la vitamina A è costituita da un anello beta-ionone e da una catena laterale iso-prenoide con un gruppo polare terminale. La vitamina A preformata si trova nei prodotti di origine animale come retinil-estere, principalmente retinil-palmitato.

Negli alimenti d'origine vegetale sono presenti alcuni carotenoidi con attività provitaminica che possono essere assorbiti e poi convertiti in vitamina A. Quelli che più comunemente s'introducono con il consumo di frutta e verdura sono beta-carotene, alfa-carotene e beta-criptoxantina; tra questi il composto più diffuso e con la maggiore attività pro-vitaminica è il beta-carotene. Licopene e luteina sono i più noti fra i carotenoidi non provitaminici. Nei supplementi vitaminici le molecole più utilizzate sono il retinil-acetato, il retinil-palmitato e il retinolo.

La vitamina A fu scoperta nel 1913 da McCollum e Davis, due ricercatori dell'Università del Wisconsin, che dimostrarono che questa sostanza, contenuta nel burro e nel tuorlo d'uovo, era essenziale per la crescita dei ratti. Successivamente, nel 1920, si osservò che il beta-carotene possedeva attività vitaminica A e, nove anni più tardi, van Euler e Karrer dimostrarono che nei ratti il beta-carotene veniva convertito in vitamina A. Nel 1931 lo svizzero Karrer isolò e identificò la struttura chimica dei carotenoidi e della vitamina A.

Funzione

La vitamina A è di essenziale importanza per la visione, l'embriogenesi, la crescita, il normale sviluppo del sistema immunitario e il differenziamento cellulare. Inoltre sembra svolgere un ruolo nella modulazione dell'apoptosi cellulare, che indica una forma di morte cellulare programmata – ovvero in grado di regolare il numero di cellule nel nostro organismo.

A livello cellulare la vitamina A, sotto forma di acido retinoico, funziona da ligando di specifici recettori nucleari noti come recettori per l'acido retinoico. I retinoidi sembrano essere anche in grado di inibire altri fattori di trascrizione come activator protein-1. (AP-1), una proteina che agisce da fattore di trascrizione per alcune molecole coinvolte nei meccanismi di crescita cellulare, oncogeni e promotori tumorali.

Il numero di geni conosciuti che sono regolati dai retinoidi è in continua crescita. Un altro importante ruolo della vitamina A è nella risposta immunitaria. Stati di carenza di vitamina A sembrano infatti causare una riduzione nella resistenza dell'organismo alle infezioni. Inoltre studi recenti dimostrano che la vitamina A è in grado di ridurre la produzione di, citochine pro-infiammatorie coma TNF-alfa e IL-I2.

Carenza

Il primo segno clinico della carenza di vitamina A è un deficit visivo in ambienti scarsamente illuminati (cecità notturna). Esso può apparire simultaneamente o successivamente a cambiamenti di tipo squamoso e metaplastici dell'epitelio dell'apparato respiratorio. I soggetti più a rischio di carenze vitaminiche sono i neonati, l’apporto di la vitamina A dipende da quello della madre durante la gravidanza e l’allattamento. Non solo i neonati sono soggetti a rischio ma anche i bambini, specialmente in presenza di frequenti infezioni e stati febbrili che comportano un'aumentata escrezione della vitamina. Alcuni studi sembrano suggerire che deficit di ferro o zinco, così come l'eccessiva introduzione di alcol, possano influenzare negativamente lo stato vitaminico.

La carenza di vitamina A sembra possa avere effetto sullo stato del ferro, mentre integrazioni di vitamina sono state descritte come efficaci nell'indurre un miglioramento delle concentrazioni di emoglobina. Inoltre, come già accennato precedentemente, stati infiammatori, ad esempio causati da infezioni virali, interferiscono sia con l'efficienza di utilizzazione sia con il deposito della vitamina A.

Tossicità

In gravidanza è la teratogenicità, ovvero le mutazioni embrionali, la conseguenza più nota dell’ipervitaminosi A, ad essa si aggiungono epatotossicità, gli effetti sul metabolismo osseo e quelli sul metabolismo lipidico. Di minore rilevanza è la protrusione delle fontanelle che si verifica nei neonati d'età inferiore a 6 mesi a cui viene garantito un supplemento di vitamina A. Sebbene si possano verificare anche per ingestioni acute, i sintomi da ipervitaminosi A sono descritti più frequentemente per ingestioni protratte nel tempo, di dosi non elevate ma comunque superiori alle capacità di deposito del fegato. I danni epatici rappresentano la prima conseguenza cronica, con epatomegalia (ovvero un aumento del volume del fegato), insufficienza epatica, ascite, ittero e lesioni dermatologiche.

L’integrazione di vitamina A è associata in maniera dose-dipendente a un aumento del rischio di frattura dell'anca. Questa evidenza epidemiologica é spiegata dalla interferenza del retinolo sul metabolismo scheletrico; un suo eccesso come supplemento determina una diminuzione della formazione di massa ossea accoppiata a un aumento del suo riassorbimento con conseguente bilancio negativo e quindi fragilità scheletrica. In termini di metabolismo lipidico si è osservato un piccolo seppur significativo aumento del colesterolo ematico per effetto della somministrazione di 7500 microgrammi/die per 4 anni.

Fonti alimentari

L’alimento naturalmente più ricco in vitamina A è il fegato sia degli animali terrestri che marini. Il contenuto di vitamina A risulta pari a 18.000 microgrammi /100 g nell’olio di fegato di merluzzo e varia da 11.000 a 36.600 microgrammi /100 g nel fegato di diverse specie animali terrestri. Un discreto contenuto di vitamina A è presente anche nelle uova e nel pesce, anche se molto variabile. Quantitativi elevati di vitamina A sono presenti sotto forma di beta-carotene nei prodotti vegetali ad alto contenuto di clorofilla, in particolare nella frutta e nella verdura di colore giallo-arancione. Il latte e i suoi derivati contengono sia vitamina A che beta-carotene, in proporzioni variabili a seconda della specie e dei trattamenti tecnologici.

Complessivamente, nel latte e nello yogurt il contenuto di vitamina A è più basso nei prodotti scremati. Il livello medio di assunzione di vitamina A da alimenti e supplementi risulta essere pari a 838 microgrammi /die. Quindi la fonte principale di vitamina A è rappresentata dai gruppi 'Verdura e ortaggi" e “Frutta", con un contributo totale di circa il 55%. Un ulteriore 19% deriva dal gruppo "Latte e derivati' mentre i gruppi 'Carne e derivati” e “Uova” forniscono rispettivamente il 10% e il 16%.

Tutti i documenti relativi al fabbisogno di vitamina A indicano livelli di assunzione di riferimento per l'adulto pari a 900 microgrammi/die per i maschi e 700 microgrammi /die per le femminine. Il calcolo è effettuato tenendo conto della quantità di vitamina che si stima necessaria per mantenere ii pool di vitamina A nella media della popolazione, incrementata del 40% per tener conto della variabilità individuale. Le raccomandazioni non variano nelle diverse fasce d'età, ad eccezione, delle donne con età. > 65 anni per cui si indicano livelli superiori di 100 microgrammi/die rispetto all'età adulta.
 

Ricapitolando

Che cos’è?
Deriva dal beta carotene, una provitamina che viene trasformata dall'organismo, a sua volta precursore del retinale, che assorbe la luce nei pigmenti visivi.

A cosa serve?
Occhi, capacità riproduttiva, pelle e mucose, sistema immunitario.

Dove si trova?
Principalmente in fegato, burro, formaggio e uova. I precursori della vitamina A sono contenuti nella verdura e frutta di colore giallo, ma anche nel cavolo nero e negli spinaci, e possono essere trasformati in vitamina A dall’organismo.

Possibili sintomi da carenza
Aumento di predisposizione alle infezioni, riduzione della vista acutezza visiva e secchezza della pelle e delle mucose.
 

In collaborazione con
Giuseppe Annunziata

Giuseppe Annunziata

Sono un giovane medical blogger ed articolista, laureato in Fisioterapia e specializzato in riabilitazione cardiologica e respiratoria, nonché iscritto al 4 anno di medicina. Da anni scrivo per diverse testate digitali italiane e straniere, e per associazioni e fondazioni di rilievo nazionale come la Lega Italiana Sclerosi Sistemica e l'Associazione italiana riabilitatori dell’insufficienza respiratoria. Il mio motto? "In scienza e coscienza", con due semplici parole riassume quello che faccio e come lo faccio: mi occupo di scienza con coscienza.
Data di pubblicazione: 19 settembre 2018