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In questa sezione potrai consultare gli “Appuntamenti con…” di Dove e Come Mi Curo. Le argomentazioni proposte in questa rubrica sono di natura tematica: ogni articolo mira ad esplorare le cause, i sintomi e i rimedi di una specifica problematica o disturbo oppure analizza un tema ben preciso, di pubblico interesse.

Gastroenterologia - Visita Gastroenterologica: quando?

Gastroenterologia - Visita Gastroenterologica: quando?
18 gennaio 2018

Ricerca e Prevenzione

Indice

  1. Di che cosa si occupa la Gastroenterologia?
  2. Le patologie più comuni
  3. Sintomi: quando preoccuparsi?
  4. Come si svolge la visita e quali sono gli esami da fare
  5. Dove fare la visita gastroenterologica?


 

Di che cosa si occupa la Gastroenterologia?


La gastroenterologia è la branca della medicina che si occupa di studiare, diagnosticare e curare le disfunzioni e le patologie che affliggono l’apparato digerente nella sua interezza. Questo significa che “oggetto” di interesse del gastroenterologo non sono solo stomaco e intestino, ma tutti gli organi collegati con il “percorso del cibo”, dalla bocca al retto: esofago, stomaco, intestino tenue, intestino crasso (di cui fa parte il colon), fegato, colecisti (o cistifellea), e infine pancreas. Alcuni di questi organi sono a loro volta multifunzionali – pensiamo solo alla centralità dell’intestino, che oltre a completare il lavoro metabolico iniziato dalla saliva nella nostra bocca e concluso con il passaggio delle sostanze nutritive nel sangue, agisce come un “secondo cervello” grazie alla presenza di numerose cellule neuronali nella sua struttura – e quindi soggetti a malattie e disturbi estremamente eterogenei. Vediamo quali sono le patologie più comuni che possono colpire ciascun tratto del sistema digerente, a partire dall’esofago.


 

Le patologie più comuni

I disturbi dell’apparato digerente sono talmente diffusi che è difficile trovare persona che non abbia avuto nella sua vita almeno un problema, dalla stitichezza al bruciore di stomaco. Fattori di rischio sono le cattive abitudini alimentari, l’obesità, il fumo e l’abuso di bevande alcoliche e/o di altre sostanze, inclusi i farmaci, lo stress, nonché la familiarità. Vediamo quali sono le patologie più diffuse che possono colpire i vari organi del sistema gastroenterico.

Esofago:
  • Diverticoli esofagei: piccole estroflessioni che si aprono nella mucosa interna dell’esofago
  • Reflusso: risalita anomala di acido gastrico, spesso misto a cibo semidigerito, che si verifica soprattutto di notte
  • Esofagite: infiammazione dell’esofago
  • Esofago di Barret: spostamento di parte della mucosa gastrica su quella esofagea che può determinare una infiammazione cronica e persino favorire la formazione di tumorI
Stomaco
  • Dispepsia: difficoltà e lentezza nella digestione
  • Ernia iatale: malformazione che consiste nello scivolamento di una piccola porzione di stomaco verso l’alto, quindi verso l’esofago
  • Gastrite: infiammazione cronica o acuta della mucosa gastrica
  • Ulcera peptica: abrasione o vera e propria ferita che si forma nella mucosa gastrica. Può sanguinare, e pertanto determinare anemia e perdita di peso, o aprirsi e diventare perforante
  • Cancro dello stomaco
Intestino:
  • Stitichezza cronica
  • Appendicite
  • Sindrome dell’intestino irritabile: un disturbo molto diffuso, benigno, che comporta sintomi tra cui meteorismo, stitichezza o diarrea, dolori e spasmi addominali
  • Diverticolite: infiammazione dei diverticoli, piccole estroflessioni simili a dita di guanto che si formano nella mucosa intestinale
  • Polipi intestinali, neoformazioni precancerose
  • Tumore del colon-retto: una delle forme tumorali più diffuse in Italia e nel mondo
  • Malattie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, di probabile origine autoimmune, che si manifestano con sintomi come sangue nelle feci, diarrea, malassorbimento, dolori articolari, perdita di peso, malessere generale
  • Intolleranze e allergie alimentari croniche tra cui la celiachia, in cui l’intestino non riesce a digerire il glutine presente in molti cereali e derivati (frumento, farro, orzo)
  • Emorroidi
Fegato e cistifellea:
  • Epatiti (A, B e C)
  • Fegato grasso (steatosi epatica)
  • Calcoli biliari: si formano nella cistifellea o colecisti, piccolo organo adiacente al fegato che serve a produrre la bile
  • Cancro del fegato
  • Cirrosi epatica
  • Colecistite: infiammazione della cistifellea
Pancreas
  • Pancreatite: infiammazione del pancreas acuta o cronica
  • Cancro del pancreas
  • Insufficiente produzione di insulina con conseguenze aumento della glicemia del sangue e rischio di diabete
 

 

Sintomi: quando preoccuparsi?

Quando è opportuno sottoporsi ad una visita gastroenterologica? Ciascuna delle patologie e delle disfunzioni che abbiamo elencato si manifesta con sintomi peculiari, ma è comunque possibile elencare una lista di comuni malesseri che sono riconducibili a malattie o anomalie dell’apparato digerente nella sua interezza o in qualche sua parte, e che devono farci preoccupare soprattutto quando si verificano in modo ricorrente o si intensificano nel tempo. Vediamoli insieme:
  • Senso di oppressione al torace, dolori nella zona dello sterno o in tutta la fascia addominale superiore
  • Sensazione di avere un corpo estraneo nella gola, difficoltà e deglutire (disfagia)
  • Inappetenza e/o perdita di peso drastica
  • Anemia
  • Digestione sempre lenta e difficile
  • Nausea e/o vomito ricorrenti
  • Dolori simili a coliche nella parte superiore destra dell’addome
  • Dolori simili a coliche nella parte inferiore sinistra dell’addome
  • Forti dolori nel basso ventre, concentrati verso il fianco destro
  • Bruciore alla bocca dello stomaco dopo i pasti o a stomaco vuoto
  • Emissione di muco e/o sangue con le feci
  • Meteorismo e flatulenza
  • Alterazione del ritmo delle evacuazioni
  • Diarrea e/o stitichezza
  • Sapore acido o amaro in bocca al mattino o rigurgiti acidi nella notte
  • Colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari (ittero)
  • Dolore durante l’evacuazione
  • Feci dall’aspetto “strano”: troppo chiare, troppo scure, assottigliate, untuose o eccessivamente maleodoranti
 
 


 

Come si svolge la visita e quali sono gli esami da fare


Una volta stabilito che i disturbi all’apparato digerente che abbiamo elencato non sono occasionali, è necessario indagarne la causa attraverso una visita di controllo dal gastroenterologo ed eventualmente opportuni esami diagnostici. Ma cosa succede durante la visita? La prima parte è totalmente dedicata all’anamnesi, e consiste in un colloquio che servirà allo specialista per ottenere informazioni importanti quali i sintomi accusati dal paziente e la durata degli stessi, lo stile di vita e le abitudini alimentari, lo stato di salute generale (quadro clinico) e gli eventuali rischi legati alla familiarità. A questa prima fase solo dialogata, segue la visita obiettiva, che prevede un’accurata palpazione dell’addome superiore e inferiore per valutarne la dolorabilità, ma anche per rilevare eventuali anomalie come la presenza di cavità, rigonfiamenti, tensione muscolare ecc. A questo punto il gastroenterologo ha le informazioni sufficienti per farsi una prima idea del problema che affligge il suo paziente, e potrà stabilire immediatamente una cura farmacologica e/o indicazioni dietetiche e comportamentali, se è certo della diagnosi, oppure prescrivere uno o più test ed esami di indagine diagnostica tra cui:
Alcuni di questi esami – in particolar modo quelli più invasivi come l’EGDS o la rettosigmoidoscopia che “entrano” con le sonde all’interno degli organi da analizzare attraverso la bocca o il retto e che pertanto si effettuano previa sedazione – possono diventare risolutivi per il trattamento di piccole neoformazioni sospette come i polipi intestinali, che in passato venivano eliminati solo attraverso interventi chirurgici veri e propri a carico di stomaco, duodeno o intestino. Inoltre durante gli stessi è possibile effettuare delle biopsie, che consistono nel prelievo di una minima porzione di tessuto interno da analizzare in laboratorio. La biopsia è determinante per la diagnosi di lesioni di tipo tumorale ma anche per malattie intestinali croniche come il morbo di Crohn e la celiachia.
 

 

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