Il varicocele: sintomi, cause, cura e operazione

Il varicocele: sintomi, cause, cura e operazione

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Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2019

Indice

 

Che cos’è il varicocele?

Il varicocele è una dilatazione patologica delle vene testicolari (o spermatiche), che decorrono lungo il funicolo spermatico e che hanno il compito di drenare il sangue dai testicoli. Tale alterazione provoca un gonfiore in corrispondenza del testicolo interessato. Di solito, il gonfiore a carico del testicolo è l'unica manifestazione patologica del varicocele. Tuttavia, in alcuni casi, al gonfiore possono aggiungersi il dolore, e nelle forme più gravi atrofia testicolare e infertilità.
 

Apparato genitale maschile

Queste vene nell’uomo, molto di rado nelle donne, possono dilatarsi in seguito ad una incontinenza delle stesse, impedendo il deflusso di sangue dal testicolo verso la parte alta del corpo, determinando un reflusso di sangue nel testicolo. Per capire le cause del varicocele è fondamentale comprendere l’anatomia dell’apparato genitale maschile ed in particolare il decorso delle strutture venose.

I testicoli vengono irrorati di sangue dall’arteria testicolare attraverso il canale inguinale che mette in comunicazione lo scroto con l’addome. Le vene testicolari si riuniscono e dopo aver raccolto le vene dell'epididimo, risalgono ed entrano a far parte del funicolo spermatico dove costituiscono il plesso pampiniforme. Da questo si origina la vena testicolare, che a destra sbocca nella vena cava inferiore, a sinistra invece giunge alla vena renale omolaterale.

Il plesso pampiniforme (questo il nome del gruppo di vene) che si dilata con il varicocele ha la funzione di drenare il sangue venoso dai tessuti dei testicoli. In condizioni normali queste vene hanno un diametro di circa 0,5-1.5 centimetri; nei soggetti con varicocele raggiungono un diametro superiore a 2 centimetri. In alcuni uomini le vene attorno al testicolo possono allargarsi o dilatarsi: proprio dilatazioni danno luogo al disturbo che prende il nome di varicocele.

La dilatazione venosa che porta allo sviluppo del varicocele può svilupparsi su entrambi i funicoli spermatici, in questo caso si parla di varicocele bilaterale; tuttavia, è molto raro, mentre più frequente è la forma unilaterale, che colpisce in particolare le vene testicolari di sinistra (circa metà dei casi). Questo perché a livello scrotale, esse compiono un percorso più tortuoso. Infatti, mentre il sangue venoso del lato destro dello scroto si immette nella vena cava all’altezza dell’inguine, quello del lato sinistro si immette nell’arteria renale, situata più in alto con un angolo di 90°, che favorisce il reflusso.

Epidemiologia

Il varicocele è una condizione patologica molto diffusa negli uomini, secondo stime recenti ne è affetto il 14% degli uomini. I soggetti maggiormente colpiti sono gli individui di età compresa tra i 15 e i 25 anni, la giovane fascia d’età colpita rende questa patologia tipica del giovane adulto.

L’importanza clinica del varicocele è dovuta al fatto che è stato riconosciuto come una delle principali cause di infertilità maschile. La sua prevalenza tra gli uomini infertili è tra il 25 e il 35%. Però è molto importante sottolineare che solo il 20% degli uomini affetti da varicocele non è fertile.
 

Cause

Il varicocele è una patologia per lo più idiopatica, quindi una condizione clinica le cui cause sono ancora poco chiare. Negli anni sono state proposte diverse tesi eziologiche. Una delle tesi più fondate sostiene che il varicocele, sarebbe dovuto ad una alterazione del sistema di valvole presente sulla parete interna delle vene.

In condizioni normali, questo sistema di valvole permette al sangue di viaggiare in un'unica direzione, impedendone il reflusso, mentre in caso di varicocele, il sangue torna indietro, determinando il ristagno. Secondo un'altra tesi, il varicocele sarebbe una diretta conseguenza di un blocco al flusso sanguigno, localizzato a livello dei vasi venosi addominali situati a monte delle vene testicolari. Tale blocco impedirebbe al sangue di defluire dai vasi venosi spermatici, determinando l’accumulano di sangue e la dilatazione venoso.
 

Varicocele Idiopatico e Secondario

Il varicocele viene di solo distinto in due forme, quella idiopatica e quella secondaria.

Secondo gli esperti, il cosiddetto varicocele idiopatico sarebbe causato dal malfunzionamento delle valvole venose (prima tesi) ed è tipico degli adolescenti e degli adulti giovani. Il varicocele idiopatico è, solitamente, un disturbo di lieve entità e il meccanismo di sviluppo della dilatazione è lo stesso che dà origine alle vene varicose sulle gambe. Al contrario, il blocco a valle delle vene testicolari (seconda tesi) sarebbe all'origine del cosiddetto varicocele secondario. In molti varicoceli secondari, la causa del blocco al flusso sanguigno è la presenza di un tumore a livello pelvico o addominale (per esempio un carcinoma renale); il quale comprime i vasi venosi entro cui dovrebbe defluire il sangue proveniente dalle vene testicolari. Il varicocele secondario è tipico delle persone adulte o anziane di età compresa tra i 40 e i 70 anni.
 


Fattori di rischio

Il varicocele è una patologia che non presenta molti fattori di rischio, gli unici che sono stati Individuati sono:
  • statura elevata,
  • presenza di una parente di primo grado con varicocele.
Al contrario non si è riusciti a dimostrare se l’aumento di peso possa essere o meno un fattore di rischio.
 

Sintomi

Nella maggior parte dei casi, il varicocele si manifesta solo con un gonfiore testicolare, proprio perche si tratta di una patologia asintomatica. In rari casi la dilatazione delle vene spermatidiche presenta manifestazioni cliniche, rappresentate da dolore e senso di pesantezza a carico del testicolo coinvolto.

Di solito il dolore si manifesta in ambienti eccessivamente caldi (tipo la sauna), o dopo un esercizio fisico intenso, o alla fine di un rapporto sessuale lungo, oppure dopo un tempo prolungato in stazione eretta, mentre si riduce quando il paziente si distende in posizione supina (a pancia in su).
 

Diagnosi

La diagnosi di varicocele è molto semplice e si basa su un buon esame obiettivo e su indagini ecografiche. Il processo diagnostico parte da una buona ispezione e soprattutto palpazione dello scroto, dove in caso di varicocele il medico percepirà sotto le dita una tumefazione soffice, simile ad un sacchetto pieno di vermicelli.

È fondamentale poi distinguere la natura di tale tumefazioni. Una buona prova è quella della transilluminazione: in questo esame viene posta una sorgente luminosa da un lato, e il varicocele risulterà opaco, non consentendo alla luce di oltrepassarlo.

Importante è anche valutare il grado del varicocele: un varicocele di grado I si presenta solo quando aumenta la pressione addominale (per esempio durante un colpo di tosse o durante la manovra di Vassalva). Quello di grado II è un varicocele palpabile ma non visibile, mentre quello di grado III è un varicocele palpabile e visibile. Le indagini strumentali come l’ecografia testicolare e l’eco-color-Doppler dei vasi spermatici, permettono di stabilire l'entità del reflusso. Altre metodiche di indagine utilizzate per confermare la diagnosi di varicocele sono la flussimetria doppler e l'ecografia. Una volta giunti alla diagnosi di varicocele, si raccomanda sempre al paziente di eseguire uno spermiogramma che ci mostrerà lo stato del liquido seminale.

Il varicocele in passato veniva diagnosticato massicciamente in Italia durante la visita medica per l'accesso al servizio militare obbligatorio, infatti dall’abolizione della leva militare vi è stata una riduzione del numero di diagnosi, a causa della poca abitudine maschile a sottoporsi a visita urologica.
 

Complicazioni

infertilità maschileIl varicocele se non adeguatamente trattato può determinare diverse complicazioni quali: l'atrofia testicolare, cioè una riduzione delle dimensioni di uno o di entrambi i testicoli, a causa del ristagno di sangue venoso a livello dello scroto. Il sangue che ristagna nello scroto è ricco di tossine e prodotti di scarto prelevati dai tessuti appena irrorati, che, possono determinare danni ai testicoli e di conseguenza una riduzione del suo volume.

Altra grande complicanza che il varicocele può determinare è l’infertilità maschile. Come l'atrofia, anche l'infertilità maschile sembrerebbe dovuta al ristagno di sangue nelle vene testicolari. Infatti, ciò provocherebbe un aumento della temperatura a livello testicolare che, a lungo andare, può pregiudicare la formazione dello sperma e la motilità degli spermatozoi. Sebbene sia una complicanza possibile, l'infertilità maschile da varicocele è un' eventualità rara.


 

Trattamento

Nella maggior parte dei casi il varicocele non richiede un trattamento. Questo è necessario nei casi in cui:
  • sia presente una riduzione del volume del testicolo,
  • vi sia una riduzione del numero di spermatozoi allo spermiogramma che potrebbe compromettere la fertilità del paziente,
  • Varicocele bilaterale,
  • siano presenti segni e sintomi di ipogonadismo e ipoandrogenismo. Fattore preponderante per l’intervento sono i valori dello spermiogramma.

Se risulta alterato, si consiglia al paziente di sottoporsi all’intervento chirurgico. Esistono diversi tipi di intervento le principali metodiche sono:
  • legatura soprainguinale,
  • intervento di Ivannisevich,
  • intervento di Palomo,
  • sclerotizzazione (anterograda o retrograda),
  • embolizzazione vene spermatiche,
  • legatura laparoscopica,
  • legatura soprainguinale. e sezionate.

Tra le varie tecniche chirurgiche, quelle che offrono i maggiori vantaggi sono la legatura microchirurgica subinguinale delle vene spermatiche e la scleroembolizzazione retrograda. La prima consiste nell'identificazione delle vene responsabili del reflusso che vengono legate e sezionate.  

La scleroembolizzazione retrograda, è invece il trattamento di scelta per il varicocele, a causa della ridotta invasività. È un intervento che non necessità di anestesia generale, ma è sufficiente quella locale nella sede di introduzione del catetere. La presenza di varianti anatomiche (nel 7% dei casi) del distretto veno-spermatico ne può controindicare l'esecuzione. Dopo l’intervento sono sufficienti un paio di giorni per il ritorno alle normali attività quotidiane mentre per praticare nuovamente attività che implicano sforzi, possono essere necessarie un paio di settimane soprattutto nel caso della legatura microchirurgica subinguinale delle vene spermatiche. Il ritorno alla piena fertilità sessuale necessita di un tempo maggiore: dopo 4/5 mesi dall'esecuzione degli interventi chirurgici sopra menzionati di solito vi è un miglioramento del liquido seminale. Queste tecniche, se eseguite da operatori esperti offrono delle buone garanzie di successo, anche se presentano una percentuale di recidiva o di persistenza del varicocele abbastanza alta, mediamente il 30% nella legatura , e il 10% nella scleroembolizzazione retrograda.


Scopri i Centri che hanno dichiarato di occuparsi di Varicocele


Varicocele femminile

incontinenza femminilePer molti anni si è creduto che il varicocele fosse una patologia sono maschile ma ne esiste anche una forma femminile. Il varicocele femminile è denominato sindrome della congestione pelvica.

Nel passato era molto difficile fa diagnosticare e trattare tanto da causare spesso nella donna una condizione di frustrazione. Numerosi fattori contribuiscono alla genesi della sindrome della congestione pelvica. Le donne con molteplici gravidanze alle spalle sono maggiormente predisposte a questa sindrome, perché l’incremento delle dimensioni delle vene, causato dalle diverse gravidanze, crea le condizioni per l’incontinenza valvolare venosa.

Il trattamento farmacologico a base di antidolorifici e farmaci ormonali si è dimostrato deludente come l’intervento chirurgico di legatura delle vene ovariche, mentre l’ intervento radiologico,endovascolare, ha dato segnali positivi e scarse complicanze. Il trattamento consiste nell’inserire un filo guida ed un piccolo catetere che risalgono il circolo venoso fino alle vene ovariche, dove se è presente la dilatazione viene iniettato un farmaco sclerosante che determina la chiusura definitiva di questi vasi incontinenti.
In collaborazione con
Giuseppe Annunziata

Giuseppe Annunziata

Sono un giovane medical blogger ed articolista, laureato in Fisioterapia e specializzato in riabilitazione cardiologica e respiratoria, nonché iscritto al 4 anno di medicina. Da anni scrivo per diverse testate digitali italiane e straniere, e per associazioni e fondazioni di rilievo nazionale come la Lega Italiana Sclerosi Sistemica e l'Associazione italiana riabilitatori dell’insufficienza respiratoria. Il mio motto? "In scienza e coscienza", con due semplici parole riassume quello che faccio e come lo faccio: mi occupo di scienza con coscienza.
Data di pubblicazione: 10 settembre 2019