Urologia - Visita Urologica: cos'è e quando farla?

Urologia - Visita Urologica: cos'è e quando farla?

Indice

Domande e risposte

Chi è e di che cosa si occupa l'urologo?

L’urologo è un medico specializzato in Urologia, la branca della Medicina che studia il sistema urinario sia negli uomini sia nelle donne.
Tratta anche l’apparato riproduttivo dell’uomo: quando è specializzato in tale ambito prende anche il nome di andrologo, l’equivalente maschile del ginecologo. Questo specialista, quindi, ha il ruolo di diagnosticare e possibilmente curare, sia farmacologicamente sia chirurgicamente (ad esempio asportando calcoli o tumori), tutte le anomalie, le disfunzioni e le malattie che colpiscono:
  • Reni, organi con forma di fagiolo che mantengono l’equilibrio salino dell’organismo e filtrano le sostanze di scarto presenti nel sangue, espellendo le sostanze in eccesso tramite l’urina;
  • Ureteri, i due tubicini che si dipartono dai reni e convogliano l’urina verso la vescica;
  • Vescica, un organo cavo, a forma di sacchetto, che raccoglie l’urina e la espelle periodicamente;
  • Uretra, il sottile tubicino attraverso il quale l’urina viene espulsa fuori dal corpo. Negli uomini attraversa il pene ed è molto più lunga rispetto a quella femminile (15-20 centimetri contro i circa 5 delle donne);
  • Ghiandole surrenali. Poste superiormente a ciascun rene, sono deputate a produrre diversi tipi di ormoni tra cui cortisolo, adrenalina, ormoni sessuali maschili e femminili.
Per quanto riguarda, invece, il sistema riproduttivo maschile, gli organi coinvolti sono principalmente:
  • Pene, l’organo esterno all’apparato urogenitale maschile che convoglia l’urina all’esterno dell’organismo dell’uomo e consente l’atto riproduttivo;
  • Prostata, ghiandola posta sotto la vescica che produce il liquido seminale, un fluido che contiene gli spermatozoi migliorandone la motilità e la sopravvivenza durante il concepimento;
  • Testicoli, due organi ovali posti all’interno dello scroto che hanno il compito di secernere alcuni ormoni (come il testosterone) e gli spermatozoi.
Come sempre quando si parla di specializzazioni mediche, anche l’urologia a sua volta si suddivide in rami ancora più specialistici, tra cui:
  • Urologia femminile, che si focalizza sul tratto urinario e genitale femminile e le sue specifiche patologie;
  • Infertilità maschile, che indaga le cause di un deficit nella capacità riproduttiva dell’uomo;
  • Urologia pediatrica, che si occupa dei problemi urologici nell’età infantile, dai neonati agli adolescenti (sia nei bambini sia nelle bambine);
  • Neuro-urologia, che tratta le disfunzioni nel controllo nervoso dell’apparato urinario e di quello genitourinario maschile;
  • Onco-urologia, che si occupa della diagnosi e della cura dei tumori del tratto urinario maschile e femminile e di quelli a carico dell’apparato riproduttivo maschile.
Immagine che mostra gli organi appartenenti all'apparato urinario umano
 
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Principali patologie dell'apparato urinario

Otto italiani su 10 non si sono mai sottoposti a visite urologiche, eppure controlli frequenti aiuterebbero a prevenire gran parte dei disturbi, sempre più diffusi nella popolazione. Talvolta, infatti, le patologie all'apparato urinario di ambo i generi e a quello urogenitale maschile sono asintomatici.
In particolare, lo screening urologico è importante per gli uomini, per cui l’urologo dovrebbe costituire ciò che il ginecologo è per le donne: uno specialista a cui rivolgersi durante tutta la vita, che possa individuare e trattare precocemente malattie con complicazioni anche gravi. Eppure, come riportato dall’organizzazione SAMUR (Studi Avanzati Malattie Urologiche), soltanto il 5% dei ragazzi sotto i 20 anni si è sottoposto a una visita urologica.

Disfunzioni sessuali maschili, incontinenza urinaria, cistiti e calcoli renali sono fra le patologie più comuni fra quelle di interesse degli urologi. Vediamo quali sono tutte le principali disfunzioni e patologie che devono essere indagate e curate da uno specialista in urologia e andrologia.

Disturbi presenti in entrambi i sessi:
  • Infezioni delle vie urinarie (IVU). Dovute in genere a batteri o funghi, possono colpire l’uretra, la vescica, i reni e, negli uomini, la prostata. La più comune fra tutte è la cistite, un’infiammazione della vescica dovuta appunto, in genere, a infezioni.
    I sintomi includono bruciore durante la minzione, dolore durante il riempimento della vescica, sensazione costante di avere bisogno di urinare e dolori nella parte bassa della schiena. Per ragioni anatomiche sono 50 volte più frequenti nella popolazione femminile, colpendo il 40% delle donne contro il 12% degli uomini. In particolare le infezioni del tratto urinario sono diffuse nelle donne in gravidanza, nelle quali la riduzione del flusso urinario determina maggiore ristagno e quindi maggior probabilità di sviluppare un’infezione;
  • Cistite interstiziale (anche nota come dolore pelvico cronico). Si tratta di un’infiammazione della vescica non riconducibile a infezione batterica o fungina; la causa non è nota. I sintomi sono gli stessi delle infezioni urinarie classiche, anche se vi è variabilità a seconda della persona. È molto più frequente nelle donne rispetto agli uomini;
  • Ernia inguinale. In questa condizione un pezzo di intestino (o un altro organo addominale) si protrude nell'inguine. Determina un rigonfiamento allo scroto e/o all'inguine e non è dolorosa. In alcuni casi può determinare delle complicazioni come lo strozzamento dell'intestino, per cui è bene rivolgersi subito a un medico quando se ne notano i sintomi;
  • Ostruzione delle vie urinarie. Può essere dovuto ai calcoli, a tumori o a difetti congeniti. Questo disturbo, che può colpire tutti i tratti urinari e i reni, può comportare l’ingrossamento di questi organi e comprometterne la funzione escretoria;
  • Ritenzione urinaria: incapacità di espellere tutta l’urina, causata da ostruzione del collo della vescica e/o debolezza della muscolatura vescicale. La persona sente gonfiore e una sensazione dolorosa; spesso si associa a incontinenza urinaria;
  • Incontinenza urinaria. In questa condizione la persona ha perdite involontarie di urina. Ne esistono diversi tipi e le cause possono essere molteplici; in genere è dovuta a iperattività della vescica, ritenzione urinaria od ostruzioni del tratto urinario. È un disturbo molto presente nelle donne che hanno partorito ed è diffuso negli anziani, in particolare nelle donne anziane. Non indica la presenza di problemi gravi ma è importante trattarla sia per motivi medici sia per l’aspetto psicologico, in quanto è una patologia che provoca imbarazzo a chi ne è affetto;
Immagine che mostra diverse tipologie di incontinenza
  • Calcolosi delle vie urinarie (litiasi renale o nefrolitiasi). Quando vi è un eccessivo accumulo di sali minerali nei reni si ha la formazione di calcoli, sassolini che possono essere eliminati con le urine o rimanere all'interno dei tratti urinari. In genere hanno piccole dimensioni, dell'ordine dei granelli di sabbia, ma possono diventare anche grandi come palline da golf. La loro presenza e la loro eventuale espulsione nell’urina provocano fortissimi dolori nella parte bassa della schiena, noti come coliche renali.
    Si associano anche a nausea, necessità di urinare superiore al solito (stranguria), dolore durante l'urinazione (disuria) e presenza di sangue nelle urine (ematuria). Circa 3 persone su 20 ne soffrono nell'arco della propria vita, in genere fra i 30 e i 60 anni. Alcuni fattori di rischio, come la disidratazione, l'obesità e diete ricche di sale da cucina e povera di fibre possono essere modificati per ridurre l'incidenza del problema;
  • Altri disturbi renali come la sindrome nefrosica, un disturbo dei glomeruli (i vasi sanguigni attraverso cui viene filtrato il sangue) da cui deriva un'eccessiva escrezione di proteine. Conseguenza di questa patologia sono edemi nelle gambe e accumulo di alcune sostanze nel sangue, come l'albumina, che possono essere rilevate tramite esami ematici;
  • Insufficienza renale. Consiste in un peggioramento della funzionalità dei reni, con un conseguente disequilibrio nella composizione dei fluidi corporei.
    L'accumulo di scorie e di acqua nel sangue, chiamato uremia, può comportare complicazioni anche gravi che possono essere prevenute affidandosi a un medico. Questa patologia può essere asintomatica, acuta, quando si presenta in seguito a traumi ed è reversibile, oppure cronica, quando è dovuta a disturbi come ipertensione e diabete. In ogni caso è sempre molto importante rivolgersi subito a un medico quando se ne sospetta la presenza per evitarne le complicanze. I sintomi includono sonnolenza, affaticamento, anemia e riduzione nel volume delle urine;
  • Tumori della vescica, del rene e delle ghiandole surrenali. In particolare, il tumore alla vescica è il quinto cancro più diffuso fra gli italiani, principalmente a causa dell'abitudine al fumo. Il rischio di sviluppare un tumore alla vescica è 5 volte inferiore nei non fumatori e si riduce notevolmente in coloro che smettono di fumare. In tutti i casi di tumore una diagnosi tempestiva, effettuata ad esempio quando ancora non si presenta alcun sintomo e dunque durante uno screening, migliora la possibilità di trattare con successo la malattia.

Nell’uomo

  • Ingrossamento della prostata (iperplasia benigna della prostata). Non è nota la causa, ma si conoscono i fattori di rischio, che annoverano familiarità con il problema, mancanza di attività fisica e presenza di disturbi cardiocircolatori e disfunzione erettile. Tra i sintomi vi sono ritenzione urinaria e incontinenza urinaria L’iperplasia benigna della prostata è il disturbo alla prostata più comune negli ultracinquantenni, con una diffusione del 90% negli uomini oltre gli 80 anni;
  • Disfunzione erettile o difficoltà e/o dolore a raggiungere e mantenere un’erezione. Fra i fattori di rischio vi sono il fumo, una dieta non bilanciata e uno stile di vita poco attivo. Perché si possa parlare di disfunzione erettile è sufficiente che il fenomeno si presenti sporadicamente, quindi è sempre bene rivolgersi a un medico, anche se ci si sente in imbarazzo. La disfunzione erettile è una condizione che influisce negativamente sulla qualità della vita e può anche indicare la presenza di altre patologie. L’urologo o andrologo potrà trattare il problema, migliorando così la vita della persona e prevenendo altri disturbi;
  • Infertilità;
  • Prostatite, infiammazione della ghiandola prostatica. Ne esistono diversi tipi, per cui può essere acuta o cronica e avere diverse cause. Tra i sintomi vi sono dolori nell’area pelvica, prima o dopo la minzione e/o l’eiaculazione, minzione frequente, sensazione di vescica non svuotata completamente dopo avere urinato e sangue nello sperma. Può anche essere asintomatica;
  • Varicocele, formazione di varici nello scroto;
  • Tumori della prostata, del pene e dei testicoli. Il tumore alla prostata è il quarto cancro più diffuso nella popolazione italiana e la terza causa di morte fra gli uomini, anche se il 90% delle persone a cui viene diagnosticato sopravvive per almeno altri 10 anni. Fra i fattori di rischio vi sono obesità, una dieta sbilanciata (ricca di carne e latticini) e fattori ereditari. Una diagnosi precoce, effettuata ad esempio durante uno screening, aumenta le probabilità di sopravvivenza.

Nella donna

  • Prolasso della vescica a causa di un cedimento del pavimento pelvico, una anomalia che può verificarsi nelle donne anziane, o comunque dopo la menopausa nella maggior parte dei casi;
  • Vescica iperattiva, una disfunzione causata da uno spasmo continuo e involontario del muscolo che circonda la vescica (muscolo detrusore) e che induce uno stimolo continuo alla minzione.

Nei bambini

In genere queste patologie possono essere riscontrate in gravidanza o alla nascita. In seguito, se vengono notati dei problemi, i genitori potranno rivolgersi direttamente all’urologo pediatra oppure al pediatra che consiglierà loro presso quale specialista recarsi.
  • Enuresi notturna (detta colloquialmente pipì a letto). Un problema da trattare quando si verifica in un’età in cui il bambino deve aver già acquisito il controllo della vescica;
  • Problemi al tratto urinario, difficoltà nella minzione, blocco urinario;
  • Infezioni urinarie (IVU).
  • Testicoli retrattili o ascendenti.
  • Idronefrosi. Si tratta di un ingrossamento di una parte del tratto urinario. In genere è dovuta all’ostruzione delle vie urinarie. Colpisce circa 1 neonato su 50, in particolare nei maschi; può essere scoperta prima della nascita. Nella metà dei casi scompare da sola e nell’altra metà può essere trattata;
  • Idrocele. Consiste in un accumulo di liquido nello scroto, causandone il gonfiore, l'arrossamento e il dolore. È frequente in età pediatrica ma può presentarsi anche dopo i 40 anni
  • Ipospadia. È una malformazione dei genitali maschili che, se non trattata, porta successivamente a problemi sessuali e psicologici. Può essere diagnosticata e corretta chirurgicamente intorno ai 3-4 anni di vita. Colpisce circa un bambino su 300;
  • Reflusso vescico-ureterale (VUR). È una condizione in cui l'urina scorre in modo retrogrado attraverso il tratto urinario, esponendo a infezioni. Quando la malattia è grave e le infezioni che ne derivano sono recidive si ha anche la formazione di cicatrici (nefropatia da reflusso nei reni). In genere è dovuto a deformazioni congenite; a volte si risolve spontaneamente entro pochi anni ma i casi gravi devono sempre seguire una profilassi antibiotica. Fra i bambini che presentano IVU sono affetti da reflusso vescicoureterale 1 neonato su 100 e 4 bambini su 10 infetti;
  • Fimosi. Si tratta di un restringimento del prepuzio che impedisce la retrazione di questa struttura. È fisiologico in molti bambini fino al compimento dei 5 anni d'età, quando rappresenta invece una condizione patologica, che può portare, nel lungo termine, a dolori durante la minzione e durante l'erezione. Non deve essere trattata con manovre da parte del genitore, in quanto potrebbe provocare traumi: è opportuno rivolgersi a un urologo pediatrico che prescriverà la terapia più opportuna, che può prevedere l'uso di farmaci o, più avanti, l'intervento chirurgico;
  • Rene policistico. Dovuto a cause genetiche, è diagnosticabile in gravidanza. Consiste nella presenza di grosse cisti nei reni e può colpire i neonati o presentarsi più tardivamente a seconda della forma.

Quando rivolgersi all’urologo: controlli raccomandati e sintomi

L’imbarazzo non deve spingere a evitare un controllo urologico: si tratta di una visita importantissima, in quanto alcune patologie urologiche e andrologiche non presentano inizialmente sintomi o sono del tutto asintomatiche.
La prima visita urologica andrebbe effettuata presso un urologo pediatrico durante la prima adolescenza (fra gli 11 e i 14 anni), a meno che non si sospettino prima disturbi urinari. In seguito è consigliato sottoporsi regolarmente a controlli di check-up presso un urologo; in particolare l’American Urological Association suggerisce a tutti gli uomini di farsi controllare annualmente al di sopra dei 40 anni. È caldamente raccomandato farsi visitare una volta l’anno, anche per le donne, in presenza dei fattori di rischio:
  • Obesità;
  • Fumo;
  • Familiarità con malattie urologiche, in particolare con il tumore della prostata nel caso degli uomini.
Naturalmente occorre rivolgersi a un urologo anche quando si manifestano sintomi che suggeriscono la presenza di malattie urinarie e/o andrologiche. Quali sono quindi i sintomi principali di un problema all’apparato urinario o agli organi riproduttivi maschili? Vediamo quali segnali non possono essere trattati autonomamente, bensì devono spingere a un controllo.
  • Sangue nelle urine (ematuria). Non sempre è visibile a occhio nudo. Può essere indice di diversi disturbi, come calcoli renali, infiammazioni e infezioni urinarie, oppure derivare da attività fisica o sessuale intensa;
  • Dolore e bruciore durante la minzione (disuria);
  • Incontinenza urinaria, perdite di urina;
  • Stranguria: stimolo frequente e urgente ad urinare (sia di giorno che, soprattutto, nelle ore notturne);
  • Sintomi come anoressia, nausea e/o vomito e prurito associati a un aumento del volume delle urine e/o la scomparsa delle urine devono spingere a rivolgersi immediatamente a un medico;
  • Urine torbide, maleodoranti;
  • Getto delle urine debole o ridotto a sgocciolamento;
  • Gonfiore nel basso addome, nell’inguine, nello scroto;
  • Dolore pelvico o ai reni (noto come coliche renali);
  • Calo della libido (diminuzione del desiderio sessuale);
  • Difficoltà di erezione;
  • Sangue nello sperma;
  • Infertilità;
  • Dolore, gonfiore, protuberanze e/o durezza nei testicoli.

La visita urologica: a cosa serve e come si svolge

La visita urologica ha lo scopo di indagare eventuali disturbi e malattie a carico dell’apparato urinario di uomini e donne o degli organi riproduttivi maschili. Non comporta dolore, non è invasiva ed è rapida, con una durata di circa 20 minuti. Poiché non presenta effetti collaterali, consente di riprendere tutte le normali attività quotidiane non appena conclusa, dunque non occorre necessariamente essere accompagnati. La compagnia di una persona cara, tuttavia, può essere di supporto in situazioni di disagio.
Nel caso in cui ci si senta imbarazzati, come spesso accade soprattutto per gli uomini, è importante farlo presente allo specialista in modo che possa agire di conseguenza, mettendo a proprio agio la persona. Non richiede preparazione: è sufficiente portare con sé le precedenti cartelle, in particolare test del sangue e delle urine, da presentare al momento della visita. Il vestiario non deve seguire particolari regole: è sufficiente che sia comodo da togliere.

Immagine che mostra un urologo in dialogo con un pazienteCosa aspettarsi da una visita urologica? La prima fase, come sempre quando si parla di controlli specialistici, è l’anamnesi, che consiste in un colloquio tra medico e paziente in cui l’urologo raccoglie informazioni utili ai fini della diagnosi. Le domande vertono sullo stato di salute generale e l’eventuale familiarità con alcuni tipi di malattie (es. tumori) a carico dell’apparato urinario, sull’assunzione (o meno) di farmaci, sullo stile di vita e sui sintomi avvertiti dal paziente. Data l’importanza dell’anamnesi bisogna essere sinceri nel parlare di temi delicati con il medico, che manterrà il segreto professionale. Dopo questa prima fase propedeutica, si passerà all’esame obiettivo, che sarà in parte comune a uomini e donne e in parte differente a seconda del sesso del paziente.
L’esame obiettivo urologico prevede, per entrambi i generi, l’osservazione dell'addome superiore e della parte bassa della schiena del paziente per individuare eventuali anomalie, ad esempio gonfiori. L’urologo potrebbe poi voler auscultare cuore e polmoni con un fonendoscopio (o stetoscopio) per rilevare suoni anomali, possibili indici di disturbi renali. Percuote quindi la schiena in diversi punti; il dolore in seguito a queste manovre può indicare la presenza di patologie a carico delle vie urinarie o dei reni, come calcoli o infezioni. Chiede al paziente di tossire per verificare la presenza di un’ernia inguinale. Se la persona ha difficoltà a urinare il medico può verificare se la vescica è piena tamburellando con le dita sul basso ventre.

Visita andrologica e urologica maschile

La parte di visita urologica specifica per l’uomo prevede un esame agli organi genitali e un controllo della prostata attraverso una palpazione del canale rettale. L’esame inguinale e genitale, effettuato mentre la persona è in piedi, consente al medico di rilevare colorazioni anomale, deformazioni, asimmetrie ed eritemi (irritazioni della pelle) nei testicoli e nel pene. L’urologo può colpire la parte superiore della coscia del paziente per verificare anomalie nel riflesso cremasterico (una normale contrazione, assente in caso di torsione del testicolo) e ritrarre il prepuzio del paziente per rilevare difformità.
L’esplorazione rettale digitale è un esame fondamentale per indagare la presenza di disturbi urologici e andrologici e in particolare nella diagnosi preventiva, e dunque per avere un trattamento più efficace, del cancro alla prostata. Per questo motivo non vi si dovrebbe sottoporre soltanto in caso di sintomi come dolori e incontinenza ma anche in assenza di segnali, periodicamente. In caso di disagio è importante comunicarlo al proprio medico che provvederà a mettere a proprio agio la persona.
In ogni caso lo specialista esegue l’esame con delicatezza, evitando di provocare dolore: il test è indolore e innocuo. Innanzitutto esamina la zona per individuare eventuali lesioni; dopodiché, indossando dei guanti monouso, inserisce un dito nel retto, esplorando i primi 7 centimetri circa per rilevare eventuali noduli e ingrossamenti della prostata.

Visita urologica femminile

Per la donna alla prima parte dell’esame obiettivo si associa un controllo ginecologico, soprattutto in caso di prolasso (fuoriuscita) vescicale o uterino, condizioni che sono all’origine di fenomeni di incontinenza. L’esame urologico nella donna si configura quindi in modo simile a quello di una visita ginecologica, includendo un esame pelvico esterno. Per questo motivo è consigliato effettuare la visita in assenza di mestruazioni, preferibilmente almeno 3 giorni dopo l’ultimo flusso o 7 giorni prima del successivo, ed è consigliabile evitare di fare uso di creme intime non prescritte da un medico nei 2 giorni precedenti l’esame (si può usare un comune detergente intimo).
Come si svolge la visita urologica della donna? La paziente si toglie gli indumenti intimi e si stende sul lettino, coperto da teli monouso, a gambe divaricate. Il medico può quindi procedere a ispezionare la zona alla ricerca di indizi di infezioni e altre patologie legate all’apparato urinario nello specifico. In genere la visita urologica per le donne non è invasiva e l’urologo non usa strumenti, limitandosi a eventuali palpazioni per l’individuazione di anomalie.

Visita urologica pediatrica

Una prima visita urologica è eseguita già nel grembo materno, con l’ausilio di un’ecografia di routine che servirà a individuare eventuali disturbi ereditari. Anche il neonato, dopo il parto, viene esaminato da medici esperti che riscontreranno eventuali anomalie. Successivamente i genitori potranno rivolgersi all’urologo pediatra o al pediatra se notano dei sintomi. È meglio infatti evitare il fai-da-te. La visita urologica del bambino avverrà in modo simile a quella dell’adulto, anche se l’urologo pediatra sarà preparato ad eseguire il controllo anche in mancanza di collaborazione da parte del piccolo paziente.

Visite urologiche a domicilio e online

Per coloro che sono impossibilitati a spostarsi da casa è possibile prenotare visite di controllo urologico (e/o andrologico) a domicilio. Uno specialista si presenterà presso la casa del richiedente evitandogli stress dovuti agli spostamenti, per eseguire un esame obiettivo ed effettuare così una diagnosi o un check-up post-intervento.
Potrà quindi prescrivere trattamenti o ulteriori esami di accertamento. È possibile anche prenotare dei consulti online o delle videoconsulenze, a un prezzo ridotto rispetto a una visita completa. Ciò significa però che lo specialista non potrà eseguire un esame obiettivo. In alternativa esiste la possibilità di eseguire visite urologiche complete gratuitamente. Controlli urologici gratuiti possono essere elargiti, per esempio, nel caso di prime visite, oppure in occasione di campagne di sensibilizzazione a proposito delle malattie di interesse urologico e andrologico. 

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Principali esami prescritti dall’urologo: cosa aspettarsi e come prepararsi

A seconda del problema riscontrato lo specialista può richiedere ulteriori indagini diagnostiche. È sempre importante portare con sé le precedenti cartelle cliniche, elencare al medico eventuali trattamenti in corso e far presente allo specialista se ci si è sottoposti a interventi recenti (meglio se con lettere di dimissioni).
Le rimanenti indicazioni dipendono dall’esame a cui bisogna sottoporsi.
  • Esami ematici. I principali esami del sangue prescritti dall’urologo sono la creatininemia e il dosaggio del PSA. La creatinina è una sostanza prodotta dall’azione dei reni, per cui la sua concentrazione nel sangue è indice della funzionalità renale. È preferibile che il paziente si sottoponga a questo esame del sangue dopo un digiuno di almeno 3 ore. Il PSA, ovvero l’antigene prostatico specifico, è un indicatore di possibili problematiche a carico della prostata.
    Viene quindi prescritto solo agli uomini, in genere non al di sotto dei 70 anni d’età. Non occorre essere a digiuno per eseguirlo ma bisogna rimandarlo nel caso in cui si abbia un’infezione delle vie urinarie in corso;
  • Esame delle urine. Serve a indagare la composizione dell'urina per individuare anomalie. Lo specialista può anche richiedere un’urinocoltura, un esame che consente di rilevare la presenza di batteri nell’urina e dunque di infezioni nel tratto urinario. Un altro esame che vi si associa è l’esame citologico urinario, utile in caso di sospette neoplasie alle vie urinarie. La citologia urinaria, infatti, consente di rilevare nell’urina la presenza di cellule anomale dell’urotelio (il tessuto che riveste vescica, ureteri e uretra). Per preparare il campione bisogna urinare all’interno di un apposito vasetto, acquistabile in farmacia, facendo attenzione a evitare che i genitali non urtino il contenitore, in quanto potrebbero compromettere l’esito dell’esame. Non occorre che l’urina sia la prima del mattino, anche se si tratta della più concentrata;
  • Immagine che ritrae un urologo che mostra i risultati di un'ecografia al pazienteEcografia pelvica e dell’addome. L’ecografia è un esame rapido (della durata di 20-30 minuti circa) e del tutto innocuo, infatti può essere eseguito anche durante la gravidanza. L’ecografia sfrutta la capacità degli ultrasuoni di attraversare alcuni tessuti biologici e “rimbalzare” su altri per ricreare al computer le strutture interne di una persona. La sonda ecografica invia le informazioni a un computer che restituisce l’immagine degli organi su uno schermo. Consente quindi di osservare l’interno di un paziente in modo non invasivo e del tutto indolore. Per eseguire un’ecografia della pelvi e dell’addome occorre bere un litro d’acqua nell’ora precedente l’esame senza urinare, in modo da avere la vescica piena per effettuare l’ecografia. Durante il test, l’operatore spalma un liquido scivoloso sull’addome e sulla zona pelvica della persona per farvi scorrere la sonda ecografica. In tal modo può osservare la presenza di calcoli ed eventuali anomalie nella struttura dell’apparato urinario;
  • Ecografia transvaginale. Non occorre avere la vescica piena (a meno che non si associ a un’ecografia pelvica) in quanto l’indagine si concentra sull’apparato genitale femminile. La sonda ecografica viene ricoperta di gel per poi essere inserita all’interno della vagina. Può essere eseguito a tutte le età, anche durante le mestruazioni. In caso di impossibilità di eseguirlo, ad esempio nel caso in cui la donna sia vergine e segnali di provare dolore o il suo imene sia poco elastico, si può ricorrere a un’ecografia transrettale;
  • Ecografia transrettale. La persona si stende su un fianco, con le ginocchia premute contro il petto, e il medico le inserisce nel retto la sonda ecografica coperta di gel. Prima dell’inserimento in genere palpa la zona con un dito per assicurarsi che non vi siano ostruzioni. L’esame non è doloroso, non ha effetti collaterali ed è innocuo. Oltre che a consentire di individuare problematiche a carico del retto, nelle donne è utile al monitoraggio delle strutture del sistema riproduttivo e negli uomini al monitoraggio della prostata. L’ecografia prostatica transrettale consente infatti di apprezzare eventuali anomalie della ghiandola prostatica.
    Durante questo esame è anche possibile eseguire una biopsia della prostata, l’unico esame che stabilisce con certezza la presenza di un tumore alla prostata. In tal caso al sondino dell’ecografo si accompagna un raschietto che preleva un frammento di tessuto da analizzare. Questa procedura non è dolorosa ed è possibile ridurre il pizzicore che ne deriva con un’anestesia locale. Mentre per la sola ecografia non occorrono accorgimenti e non vi sono effetti collaterali, la biopsia è incompatibile con medicine anticoagulanti o fluidificanti del sangue (la cui assunzione andrà interrotta secondo la prescrizione di un medico) e per eseguirla occorre una profilassi antibiotica. La biopsia prostatica, inoltre, richiede che la persona resti in osservazione fino alla prima minzione e che sia accompagnata a casa da qualcuno. Nei primi 2-3 giorni dall’esame bioptico sono sconsigliati sforzi come l’attività sessuale ed è importante segnalare la comparsa di febbre, che potrebbe indicare la presenza di un’infezione;
  • Ecografia testicolare o ecografia scrotale. Consente di individuare cisti, tumori e altre anomalie di testicoli, epididimi, dotti deferenti e scroto. Si svolge come una normale ecografia esterna: l'operatore spalma un fluido viscoso sulla parte per farvi scorrere la sonda ecografica. Non richiede preparazione, non comporta effetti collaterali, è indolore e non invasivo;
  • UroTAC (Tomografia Assiale Computerizzata delle vie urinarie). Il macchinario della TAC "fotografa" grazie a piccole dosi di raggi X delle sezioni trasversali del corpo consentendo di ottenerne una ricostruzione tridimensionale. L’esame è sicuro, perché le emissioni di raggi X durano pochi minuti, ed è molto efficace per individuare tumori anche molto piccoli, traumi, lesioni e altre anomalie. Al paziente è iniettato un mezzo di contrasto, un liquido che consente di visualizzare meglio le strutture da analizzare; per questo fluido è possibile presentare un’allergia ma il personale sanitario prenderà tutte le precauzioni necessarie per rendere l’esame sicuro. Il paziente si deve preparare all'esame digiunando nelle 6 ore precedenti. Prima di eseguire l’esame deve togliere tutti gli oggetti di metallo; dopodiché si stende su un lettino che scorrerà all'interno del tubo per la TAC. Non possono essere sottoposte a questo test le donne incinte, per cui s'impiegherà l'ecografia o la risonanza magnetica;
  • Risonanza Magnetica (RM) o Imaging a Risonanza Magnetica (IRM). In questo esame si utilizzano campi magnetici per visualizzare gli organi interni della persona. È innocuo e rapido, della durata di circa 30 minuti. Come nella TAC, al paziente è iniettato un mezzo di contrasto. Prima dell’esame occorre eseguire una pulizia intestinale e astenersi dai rapporti sessuali per 2 giorni. Durante l’esame la persona si deve stendere su un lettino che s'inserirà all'interno del tubo, chiuso o aperto, per la RM. Tutti possono sottoporsi a questo esame, inclusi i bambini e le donne in gravidanza avanzata, tranne coloro che hanno frammenti metallici dentro l’organismo (come protesi metalliche, pacemaker cardiaci, neurostimolatori e schegge di metallo). Il macchinario, infatti, può provocarne il surriscaldamento e lo spostamento. Per questi motivi bisogna far presente all'operatore gli interventi e incidenti subiti nonché un eventuale passato da saldatori, carrozzieri o verniciatori;
  • Cistoscopia (o cistoscopia transuretrale). Si tratta di un’ispezione di uretra e vescica con l’ausilio di una sottile sonda flessibile, munita di microcamera; viene eseguita in caso di sospetto tumore vescicale. È un esame breve che può risultare fastidioso durante l’inserimento del sondino, motivo per cui l’operatore applicherà un lubrificante anestetico. Non può essere eseguita in presenza di un’infezione del tratto urinario;
  • Scintigrafia renale, che può essere statica o dinamica. Consiste nell’iniezione di un tracciante e del monitoraggio del tessuto renale (in cui il radiofarmaco si accumula) grazie alla gamma camera, un macchinario che ne recepisce la radioattività. La persona deve restare ferma durante la procedura; non è né dolorsa né fastidiosa e risulta innocua in quanto le radiazioni sono in dosi piccolissime. È utile soprattutto per individuare anomalie alle alte vie urinarie (reni e ureteri) e nel flusso urinario. Per eseguirlo occorre soltanto bere almeno un litro d’acqua e non è necessario essere accompagnati perché non comporta rischi. Tutti possono sottoporvisi, eccetto le donne in gravidanza e in fase di allattamento. L’esame richiede circa 40 minuti più, nel caso della scintigrafia statica, le 2-3 ore necessarie affinché il radiofarmaco venga assorbito;
  • Urinoflussometria (o flussimetria), esame semplice e non invasivo che si effettua in caso di riduzione nella minzione o difficoltà ad urinare (disuria). Può essere utile nella diagnosi di patologie a carico del tratto urinario e della prostata. L'uroflussometria è un test che misura il volume minzionale, la velocità del flusso ed il tempo richiesto per effettuare la minzione.
    La preparazione prevede che la persona beva un litro d'acqua prima dell'esecuzione dell'esame senza urinare nelle 2 ore precedenti, in modo da presentarsi con la vescica piena. Per eseguirlo si deve urinare, quando indicato dal medico, nell'uroflussimetro, un gabinetto speciale collegato a uno strumento che registra ed elabora i dati relativi al flusso di urina (velocità, volume e tempo della minzione). È innocuo, indolore, rapido e senza rischi a lungo termine, inoltre viene eseguito da soli, dunque non vi è nemmeno l'eventuale disagio derivante dalla presenza del medico. Non bisogna gettare carta nell'imbuto dell'uroflussimetro;
  • Esame del liquido seminale (spermiogramma) in caso di infertilità maschile. Verifica la motilità, la morfologia e il numero degli spermatozoi per individuare eventuali anomalie.
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Chi è un urologo? Chi è un andrologo?
L'urologo è un laureato in Medicina e Chirurgia specializzato in Urologia, la branca medica che s'interessa delle patologie a carico del sistema urinario. L'andrologo è un urologo specializzato in Andrologia, la scienza medica che si occupa delle patologie che colpiscono il sistema riproduttivo maschile.
Quando prenotare una visita urologica? Ogni quanto è consigliato sottoporvisi?
Sintomi che devono spingere a sottoporsi a visite urologiche sono urine torbide o che presentano sangue; dolore durante la minzione e/o getti di urina deboli e ridotti rispetto al normale; incontinenza urinaria (perdite involontarie di urina) e/o stimoli frequenti e urgenti ad urinare; dolore pelvico (noto come coliche renali); calo della libido; sangue nello sperma; difficoltà di erezione; infertilità; presenza di anomalie (come dolori, gonfiori o protuberanze) nell’inguine o, per gli uomini, nello scroto e/o nei testicoli. Sintomi come anoressia, nausea e/o vomito e prurito associati a un aumento del volume delle urine e/o la scomparsa delle urine devono spingere a rivolgersi immediatamente a un medico.
Sono fortemente consigliati anche controlli in assenza di sintomi, poiché patologie anche gravi come alcuni tumori possono presentarsi in modo asintomatico. La prima visita urologica andrebbe effettuata intorno ai 12 anni e ci si dovrebbe sottoporre a controlli urologici frequenti, sia per le donne che per gli uomini, in presenza dei fattori di rischio, ovvero obesità, abitudine al fumo e familiarità con patologie urologiche o andrologiche. Per tutti gli uomini sopra i 45 anni sono consigliate visite urologiche a cadenza annuale.
Come prepararsi alla visita urologica e andrologica e come funziona? Come vestirsi?
La visita urologica è indolore, innocua e rapida (dura circa 20 minuti). Essere accompagnati da una persona cara è consigliato nelle possibili situazioni di disagio, ma è importante ricordare che il medico farà di tutto per mettere a proprio agio il paziente. Non serve alcuna preparazione, ma occorre portare con sé le precedenti cartelle, in particolare test del sangue e delle urine, da presentare al momento della visita. Il vestiario non deve seguire particolari regole: è sufficiente che sia comodo da togliere.
La prima parte della visita urologica è l'anamnesi, una serie di domande al paziente che forniscono al medico informazioni utili per la diagnosi: vertono su stato di salute generale, presenza di malattie urinarie in famiglia, abitudini e sintomi del paziente. È bene essere sinceri. La seconda fase prevede l'esame obiettivo, in cui lo specialista osserva l'addome superiore e la parte bassa della schiena del paziente per individuare eventuali anomalie. Percuote poi la schiena in diversi punti, chiede al paziente di tossire e può verificare se la vescica è piena tamburellando con le dita sul basso ventre. Il medico esamina quindi gli organi genitali, ritraendo il prepuzio del paziente per rilevare difformità. Colpisce quindi la parte superiore della coscia del paziente. Dopodiché esegue l'esplorazione rettale digitale, un esame indolore e innocuo essenziale per individuare molte patologie. Dapprima esamina la zona per individuare eventuali lesioni e poi, con delicatezza e indossando dei guanti monouso, inserisce un dito nel retto, esplorando i primi 7 centimetri circa per rilevare eventuali noduli e ingrossamenti della prostata.
Come prepararsi alla visita urologica femminile e in cosa consiste? Si può eseguire durante il ciclo? Come vestirsi?
La visita urologica, della durata di circa 20 minuti, è indolore e innocua. Essere accompagnate da una persona cara è consigliato in caso di disagio, ma è importante ricordare che il medico farà di tutto per mettere a proprio agio il paziente. Bisogna portare con sé i referti precedenti; inoltre, poiché per la donna la visita urologica è in parte simile a quella ginecologica, la paziente dovrebbe evitare di fare uso di creme intime non prescritte da un medico nei 2 giorni precedenti l’esame, limitandosi a usare un comune detergente intimo. È anche preferibile sottoporsi al controllo in assenza di mestruazioni (almeno 3 giorni dopo l’ultimo flusso o 7 giorni prima del successivo). L’abbigliamento non deve seguire particolari regole: è sufficiente che sia comodo da togliere.
La prima parte della visita urologica è l'anamnesi, una serie di domande al paziente che forniscono al medico informazioni utili per la diagnosi: vertono sullo stato di salute generale, sulla presenza di malattie urinarie in famiglia, sulle abitudini e sui sintomi della paziente. La seconda fase prevede l'esame obiettivo, in cui lo specialista osserva l'addome superiore e la parte bassa della schiena della paziente, le chiede di tossire, percuote la schiena in diversi punti e tamburella con le dita sul basso ventre per verificare se la vescica è piena. Passa dunque all’esame pelvico esterno, per cui la paziente deve togliere gli indumenti intimi e stendersi sul lettino, coperto da teli monouso, a gambe divaricate. Il medico può quindi procedere a ispezionare, eventualmente palpando, la zona alla ricerca di indizi di disturbi dell’apparato urinario.
In collaborazione con
Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia ho studiato editing presso la BioScience Writers nonché didattica della scienza, creazione di contenuti digitali e tecniche e tecnologie della comunicazione. Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche e del terzo settore. Collaboro con Doveecomemicuro.it e con SciencePOD come content creator. Per BioPills redigo articoli scientifici, sono relatrice di due corsi e coautrice di un libro in via di pubblicazione. Ho in preparazione un programma televisivo prossimamente in onda. Come divulgatrice scientifica e associata al CICAP mi rifaccio solo a fonti autorevoli e documentate.
Data di pubblicazione: 27 dicembre 2017
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